I nutrizionisti sono d'accordo: perla pausa pranzo questa è la formula perfetta per un lunch leggero, gustoso e senza "abbiocco" alla scrivania!
Trenta minuti di pausa, bar sotto l’ufficio affollato, vetrina piena di panini, pizzette e tramezzini super farciti. Voi avete giusto il tempo di ordinare, mangiare e tornare alla scrivania.
Spesso la pausa pranzo fuori casa diventa il preludio all’abbiocco: picco glicemico, occhi che si chiudono, concentrazione in picchiata. Eppure un pranzo leggero e sano, che non faccia salire l’ago della bilancia né crollare l’energia, è possibile anche lontano dalla cucina di casa.
Perché il pranzo fuori casa vi appesantisce (e non è solo colpa del panino)
Gli errori classici? Panini e tramezzini pieni di salumi grassi e salse, piadine stracolme di formaggi, pizzette con impasti raffinati e condimenti pesanti. A volte, all’opposto, si prende solo un tramezzino minuscolo e si arriva alle 17 a saccheggiare il distributore.
Secondo gli esperti di nutrizione, pasti ricchi di farine raffinate e zuccheri portano a rapidi aumenti della glicemia e poi a un calo brusco. Risultato: sonnolenza, fame precoce, voglia di dolce continuo. Nel lungo periodo, avvertono istituti come l’Istituto Superiore di Sanità, un pranzo sbilanciato ogni giorno facilita aumento di peso e squilibri metabolici.
Le 3 regole del piatto leggero (valide ovunque mangiate)
Prima di pensare “cosa ordino?”, pensate a come dovrebbe apparire il piatto. Gli specialisti di Humanitas, ad esempio, ricordano che il pranzo ideale fornisce circa un quarto delle calorie giornaliere e contiene sempre carboidrati, proteine, grassi buoni e verdure. Tradotto in pratica:
1. Metà piatto di verdure. Crude o cotte, di stagione, condite con poco olio extravergine misurato, non “a occhio”.
2. Un quarto di proteine. Pollo, tacchino, tonno al naturale, uova, legumi, formaggi magri.
3. Un quarto di carboidrati complessi. Pane integrale, riso, farro, orzo, cous cous, patate lesse.
La nutrizionista Leslye Pario ricorda che «l’ideale è scegliere un piatto che contenga sempre una fonte proteica, una porzione di verdure e una quota di carboidrati complessi». Questa “regola del piatto” vale al bar, in mensa e persino davanti al banco gastronomia del supermercato.
Cosa ordinare al bar per una pausa pranzo leggera
Insalatona sì, ma con criterio. Ottima scelta se è composta da verdure miste + una sola fonte proteica (per esempio tonno, uova o pollo) + un po’ di pane integrale a lato. Diventa una finta scelta dietetica se dentro ci sono tre tipi di formaggio, crostini fritti, bacon e salse pronte. Chiedete condimento a parte e usate uno, massimo due cucchiaini d’olio.
Panino integrale anti-abbiocco. Spesso sazia più di un tramezzino e potete controllare meglio la farcitura. Alcune combinazioni furbe:
- pane integrale + bresaola o tacchino + insalata e rucola
- pane integrale + hummus di ceci + verdure grigliate
- pane integrale + mozzarella fiordilatte + pomodoro + insalata.
La regola è semplice: dentro il panino devono esserci sempre delle verdure e nessuna salsa grassa (maionese, cocktail, ecc.).
Piatti caldi, zuppe e cous cous. Se il bar propone piatti del giorno, andate sui “pasti unici”: zuppa di legumi e cereali con un filo d’olio, cous cous con verdure e ceci, spezzatino di pollo con contorno di verdure. Completate con una piccola fetta di pane integrale e, se avete ancora fame, un frutto.
Tre menù furbi in scenari reali
Bar sotto l’ufficio.
- Menù 1: insalatona con verdure miste, pollo alla griglia, una fetta di pane integrale, caffè senza zucchero.
- Menù 2: panino integrale con hummus e verdure grigliate + una spremuta piccola (meglio se non addizionata di zucchero).
Mensa aziendale o self-service.
- Menù 1: riso integrale con legumi e verdure saltate. Piatto unico completo e sazio.
- Menù 2: secondo di pesce alla griglia, doppia porzione di contorno di verdure, una fetta di pane integrale.
Supermercato o gastronomia in emergenza.
- Menù 1: vaschetta di insalata mista, porzione di legumi o di pollo a fette, panino integrale in busta.
- Menù 2: mix di verdure già pronte, una porzione di roast beef affettato, una mela o altra frutta di stagione.
Quando trovate solo panini e pizza: come limitare i danni
Capita il bar “minimal”: solo panini, tramezzini, pizza, piadine. In questo caso meglio un panino grande con affettato magro e molte verdure, senza salse, che due tramezzini pieni di maionese ma poveri di proteine.
Se scegliete la pizza, preferite una margherita semplice con insalata a parte rispetto alle versioni con salumi e formaggi in eccesso. La piadina è spesso più calorica del panino: alleggeritela chiedendo verdure grigliate e formaggi meno grassi, e magari mangiatene solo metà, tenendo il resto per più tardi.
Trucchi salva-linea oltre al piatto
Anche il “come” conta quanto il “cosa”. Mangiate seduti, senza correre, masticando bene: aiuta la digestione e vi fa percepire prima la sazietà. Bevete acqua prima e durante il pasto, limitando bibite zuccherate.
Saltare il pranzo per “stare leggere” è una falsa buona idea: porta quasi sempre a una cena esagerata. Se dopo il pasto vi serve un piccolo dolce, meglio un frutto o un quadratino di cioccolato fondente, invece di brioche e merendine. Così la pausa pranzo resta un piacere, ma senza il classico crollo delle 15.
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