La merenda di Natale a Milano quest'anno si fa nei super hotel

La merenda di Natale a Milano merita la giusta atmosfera. E dove trovarne una più natalizia se non nei grandi alberghi?
Luoghi belli ed eleganti, addobbati con gusto e abbondanza di decori e menù natalizi studiati con attenzione.
Un rito che, sotto le feste, piace molto.
La merenda di Natale qui è a base di dolci squisiti, tè e drink, appositamente preparati per l’occasione, con note speziate, cannella, anice stellato e arance essiccate, o con frutta di stagione, nei colori tipicamente di questa festività, dal rosso all’oro.
Ecco dove organizzare la merenda di Natale a Milano
Dove organizzare la merenda di Natale a Milano
(Continua sotto la foto)
Four Seasons Hotel Milano
Non perdete l'occasione per visitare questo raffinato hotel che, soprattutto a Natale, diventa magico, grazie alle meravigliose decorazioni, ogni anno diverse.
Per queste festività il tema è “Unwrapping Christmas”, realizzato insieme alla Maison Acqua di Parma. Il direttore artistico Vincenzo Dascanio ha trasformato l’ hotel in un luogo dalla magica atmosfera, in cui ogni elemento di una confezione regalo prende vita e diventa protagonista.
Il ristorante Zero è tutto verde e oro, mentre Stilla bar è diventato un grande pacchetto regalo, dove fare la merenda di Natale.
Grand Hotel et de Milan
Questo storico hotel offre la "Merenda di Natale" dal lunedì al sabato. Il menu, a base di dolci tipici delle festività, è stato ideato dallo chef bistellato Gennaro Esposito e l'executive Francesco Potenza.
Si possono scegliere i dolci tipici delle feste, cominciando dal panettone dello Chef Esposito, servito con crema allo zabaione.
Ci sono anche i suoi struffoli e altre prelibatezze delle feste. La merenda è accompagnata da tè, cioccolata e altre bevande sia fredde che calde.
Mandarin Oriental Milan
Grazie al designer Vincenzo Dascanio, il Mandarin Oriental si è trasformato in un giardino incantato in questo periodo natalizio.
Lo spettacolo, durante l'Afternoon Tea, è straordinario, con tavole imbandite da Sambonet e Rosenthal e dolci preparati dal pastry chef Marco Pinna e dall'executive chef Antonio Guida del ristorante Seta dell’hotel, due stelle Michelin.
Quest'anno, il bar The Rosebery dal Mandarin Oriental Hyde Park di Londra, uno dei più rinomati al mondo per il tè pomeridiano, contribuisce con la sua esperienza.
Park Hyatt Milano
Il Park Hyatt accoglie gli ospiti con un ingresso decorato come un villaggio di Natale. All'interno, sotto la cupola, invece, svetta un grande albero di Natale intorno a cui fare merenda.
Il Chocolate Afternoon Time prevede un menù con cioccolata calda Domori Fondente, panna montata e altre dolcezze preparate dall'Executive Chef Guido Partenollo, dai cannoncini alla crema, alle tartellette di frutta fresca e crema pasticcera, la torta Margherita Caprese e altre leccornie irrinuciabili.
Portrait Milano
Assolutamente da vedere questo hotel, ex Seminario Arcivescovile, a pochi passi da piazza San Babila, trasformato da Lungarno Collection del gruppo Ferragamo.
Per il periodo natalizio al 10_11 Bar, Giardino, Ristorante, affacciato sul porticato, c’è il menu pomeridiano i “Sapori del Natale” ideato da Cesare Murzilli, Executive Pastry Chef del Portrait.
Da mangiare caldarroste, una selezione di torroni e il primo panettone artigianale del Portrait Milano. Da bere la cioccolata calda classica o alcolica, la barbajada, tipica bevanda milanese a base di cioccolata calda, caffè e panna e vin brulè.
Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel, Milan
All’esterno la facciata e l'ingresso sono tutte un luccichio. All'interno, oltre alle classiche decorazioni, quest’anno ci sono le sculture luminose, ispirate al tema del viaggio dell’artista Marco Lodola, in collaborazione con la Galleria Deodato Arte.
Al Gallia Bar & Lounge ogni pomeriggio va in scena la Gran Merenda di Natale, un viaggio alla scoperta dell’Italia, ideata dagli Chef Vincenzo e Antonio Lebano e l’Executive Pastry Chef Stefano Trovisi, con la consulenza degli chef tristellati fratelli Cerea.
Si assaggiano prelibatezze di diverse regioni: dalle cartellate pugliesi agli struffoli napoletani, le cassatine, il panforte, i ricciarelli, il torrone, lo strudel e, non ultimi, il pandoro e panettone.
Da bere barbajada, tipico caffè di Milano con il cacao, cioccolata calda, punch e altre bevande sia calde che fredde.
© Riproduzione riservata
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
(Continua sotto la foto)
Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
© Riproduzione riservata