Le 10 diete per dimagrire più seguite del 2017

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Summer trends di Google alla mano, vi raccontiamo come funzionano le diete per dimagrire più cercate e seguite del 2017

Non solo per la prova costume, le diete sempre più si propongono di diventare uno stile di vita, più facili da seguire e pensate per essere adottate sì per dimagrire ma anche per fini salutistici e obiettivi da raggiungere per durare.

Sul fronte diametralmente opposto, le diete veloci, da una o due settimane al massimo, rigide e caratterizzate da tagli drastici, di calorie o gruppi alimentari.

Per sgonfiarsi, detossinarsi, ripulire la pelle del viso o semplicemente perdere due o tre chili presi sulla strada.

Google ci ha svelato quali sono state le 10 diete più famose, cercate e seguite di questi primi mesi del 2017: ve le spieghiamo una per una, per trovare quella che più si addice alle vostre esigenze e ai vostri gusti a tavola.

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La dieta Vigor

La dieta Vigor, ideata dal dottor Fabrizio Duranti, è una dieta senza limiti di quantità, che mira a stimolare il metabolismo e a far trasformare gli zuccheri in energia per i muscoli.

L'acronimo Vigor significa, infatti, Variazione dell’Indice Glicemico Ormoni Ribilanciati.

COME FUNZIONA

Invece di ridurre l'introito calorico, che alla lunga spinge il corpo a consumare di meno ottenendo l'effetto opposto a quello sperato, bisogna imparare a controllare gli interruttori del metabolismo, variando in maniera ciclica le calorie che arrivano da carboidrati, grassi e proteine.

Il che nella pratica significa che si riducono leggermente i carboidrati durante la settimana e li si aumenta nel weekend: in questo modo quando li si fornirà al corpo gli zuccheri verranno trasformati in energia per i muscoli invece che in massa grassa e allo stesso tempo si avrà un aumento dell'attività tiroidea.

Fondamentale abbinare alla dieta costante attività fisica.

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La dieta Adamski

La dieta Adamski, o metodo Adamski, prende il nome dal naturopata e osteopata francese che l'ha ideata, Frank Laporte Adamski.

Non si basa sul calcolo delle calorie, ma promette di sgonfiare la pancia, aiutare la digestione e perdere peso attraverso le giuste combinazioni alimentari durante la giornata.

COME FUNZIONA

Si basa tutto sui diversi tempi di digestione dei vari cibi, che vanno assunti distinguendo tra cibi veloci e cibi lenti.

Quelli veloci sono per esempio frutta, pomodori, peperoni, peperoncino e yogurt, quelli lenti pane, pasta, pesce, carne, latticini e verdura.

Ci sono poi degli alimenti neutri, come la cipolla, le melanzane, il basilico e il caffé, che accelerano la digestione delle altre due categorie.

Il succo è non mangiare nello stesso pasto alimenti lenti e veloci insieme.

Più che una dieta, insomma, è una forma di rieducazione alimentare, molto facile da seguire e i cui risultati si iniziano a vedere già dopo 3 o 4 giorni.


La dieta Plank

Una dieta che permette di perdere 9 chili in due settimane, dice il claim. 

Nella pratica è un regime ipocalorico e iperproteico, basato solo su alcuni alimenti e molto restrittivo, che ricorda parecchio la (parecchio) criticata Dukan.

Si tratta infatti di un piano alimentare totalmente squilibrato e per questa ragione è rischiosa per la salute (e va seguita per periodi estremamente brevi e solo con la supervisione di un dietologo).

COME FUNZIONA

C'è uno schema molto semplice da seguire, con indicazioni su cosa mangiare a colazione, pranzo e cena ogni giorno della settimana.

Un esempio? Colazione con caffè senza zucchero e un piccolo panino, pranzo con due uova sode, insalata e pomodori, cena con prosciutto cotto e insalata.

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La Dieta Dukan dei 7 giorni

Dopo la sfilza di critiche piovute sulla (famosissima) Dukan, il medico ha riformulato la sua Dieta creandone una nuova versione più moderata ed equilibrata.

Se nel primo regime, infatti, ci si ritrovava a dover bandire frutta e verdura per giorni, la Dieta Dukan dei 7 giorni prevede che ogni giorno della settimana si possa mangiare una tipologia di alimenti in più, fino ad arrivare alla domenica, quando si può mangiare tutto, prima di ricominciare dalle ristrettezze del lunedì.

COME FUNZIONA

In pratica, il lunedì si mangiano solo proteine (carne, pesce, uova), martedì si aggiungono le verdure, mercoledì la frutta, giovedì il pane integrale, venerdì il formaggio (magro), sabato e domenica si possono mangiare gli amidacei (pasta, patate, legumi).

Restano ridotti all'osso i grassi.

La dieta Brasiliana

La dieta brasiliana è un regime che permette di perdere fino a 5 kg in 2 settimane e 12 chili in un mese, sempre secondo claim.

Ne esistono due varianti, una molto ristretta, una più moderata, varia ed equilibrata dal punto di vista nutritivo. 

COME FUNZIONA

Gli ingredienti principali sono frutta e verdura e si devono consumare cinque pasti al giorno.

Una giornata tipo è composta da:

Colazione: 1 arancia, 1 banana e 1 tazza di succo d’arancia appena spremuta

Metà mattina: 1 fetta di pane integrale, 1 succo d’arancia

Pranzo: 100 grammi pesce lesso, 100 grammi di insalata di verdura fresca

Cena: 100 grammi pesce lesso, 100 grammi di insalata di verdura fresca

Prima di andare a dormire: 1 tazza di succo d’arancia, 1 fetta di pane integrale

L’avversione per la dieta

La dieta di Amanda Cerny

Amanda Cerny è una modella di Playboy che ha saputo reinventarsi come fitness guru grazie a diversi canali social dove dà consigli di bellezza, alimentazione e sport.

Vegana convinta, non assume alcun tipo di integratore, ma riesce a bilanciare tutti i nutrienti in modo da non avere carenze, nonostante l'attività fisica.

Mangia principalmente verdura, un frutto al mattino e uno come snack durante il giorno. L'apporto di proteine è interamente vegetale.

Le noci, per esempio, ne sono un'ottima fonte, sia di proteine che di grassi buoni, solo che sono anche piene di calorie, quindi meglio non esagerare.

I legumi in compenso non mancano mai nella sua dieta, per assicurare il giusto apporto di proteine e fibre.

Lo sport è una parte fondamentale del regime, ma anche se permette di bruciare molte calorie non è un lasciapassare per il junk food.

Fondamentalmente la sua più che una dieta è uno stile di vita fondato sul mangiare in modo vegano, sano, fresco e naturale.

Se la volete emulare abolite tutti i cibi confezionati o processati (oltre che tutti i prodotti di origine animale).

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La Dieta Lemme

La dieta Lemme è stata ideata dal farmacista Alberico Lemme e si basa sul consumo esclusivo di carboidrati e proteine e l'esclusione di frutta, verdura, sale e dolci.

Ci sono due fasi, una di dimagrimento e una di mantenimento, e prevede il consumo dei pasti a orari precisi che vanno rispettati rigorosamente: colazione entro le 9,30, pranzo tra le 12 e le 14, cena tra le 19 e le 21. In più due spuntini, alle 10 e alle 16, un limone a spicchi e the.

COME FUNZIONA

La giornata tipo prevede pasta a colazione e carne o pesce a pranzo e cena.

È una dieta dissociata, perché glucidi e proteine non vengono mai consumati nello stesso pasto, ma anche altamente squilibrata da un punto di vista nutrizionale e ricca di controindicazioni ed effetti collaterali legati soprattutto all'ingente quantità di proteine ingerite e alla totale assenza di apporto vitaminico di frutta e verdura.

La dieta del riso e del tonno

La dieta del riso e tonno permette, dice il claim, di perdere 4 chili in una settimana. 

COME FUNZIONA

Gli ingredienti principali del menù sono facilmente intuibili e la giornata tipo si costituisce così:

Colazione: the o caffé senza zucchero e due frutti

Spuntino: uno yogurt scremato con una manciata di cereali integrali

Pranzo: tonno e riso in quantità a piacere (dove il tonno è al naturale e il riso è preferibilmente integrale) con eventuale aggiunta di verdura

Spuntino: un bicchiere di spremuta d'arancia

Cena: tonno e riso in quantità a piacere.

Bere almeno due litri di acqua al giorno.

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La dieta Vegana

La dieta vegana è prima di tutto uno stile di vita, ma può essere utile anche per dimagrire - e di sicuro come detox.

Consiste nell'eliminare dalla propria dieta tutti i prodotti di origine animale, compresi latticini e uova e dunque il rischio è quello di apportare troppe poche proteine al corpo.

Per questo, chi vuole provare la dieta vegana deve farlo con coscienza e non dovrebbe limitarsi a eliminare gli alimenti vietati dalla tavola senza trovarne i rispettivi sostituti vegetali.

COME FUNZIONA

Per una corretta alimentazione la percentuale dei macronutrienti quotidiani dovrebbe essere: carboidrati 70%, proteine 15%, grassi 15%.

Il 70% circa delle calorie totali devono provenire da frutta e verdura, da mangiare con cereali integrali, legumi, zuppe, patate, avocado, semi, alghe e germogli.

La dieta Sirt

Diventata celebre come la dieta seguita da Adele, la dieta Sirt promette di far perdere più di 3 chili in una settimana.

Ideata da due nutrizionisti inglesi, Aidan Goggins e Glen Matten, è il risultato di studi su un gruppo di geni scoperti di recente, le sirtuine, o gene magro, dei regolatori metabolici che controllano la nostra capacità di bruciare i grassi e restare in forma.

Come si attivano? Con il digiuno, l'esercizio fisico e i cibi Sirt, alimenti che imitano gli effetti del digiuno.

COME FUNZIONA

Per i primi tre giorni si possono assumere al massimo mille calorie al giorno, consumando tre succhi verdi Sirt (a base di cavolo riccio, rucola, prezzemolo, sedano, mela, limone, tè verde matcha, la ricetta con le dosi esatte è nel libro) e un pasto solido a base di cibi Sirt.

Dal quarto al settimo giorno le calorie giornaliere diventano 1500 e si passa a due succhi verdi e due pasti solidi.

Alla fine dei sette giorni la perdita di peso media è di poco più di 3 chili.

Quali sono i cibi Sirt? Alcuni sono di uso comune, come l'olio EVO, le cipolle rosse, il prezzemolo, il radicchio, la rucola, il peperoncino, le fragole, il cacao, il caffé e i capperi. A cui si aggiungono tofu, curcuma, datteri e the matcha.

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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

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spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

succo mirtilli

Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

riso nero

Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

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Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»