La dieta dell’anguria: una settimana per dimagrire, idratarsi e rinfrescarsi

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La dieta dell’anguria in estate combatte la ritenzione idrica, fa bruciare i grassi e reidrata a fondo: ecco come funziona

Per dimagrire in fretta e bene d’estate, la dieta dell’anguria è l’ideale.

Il frutto estivo per eccellenza infatti sembra creato apposta: fa bruciare i grassi reidrata a fondo l’organismo.

Quanto dura e quanto si perde con la dieta dell’anguria

La dieta dell’anguria dura una settimana e fa perdere fino a 5 chili.

Ovviamente non si tratta di una dieta monoalimento, basata solo sul consumo di anguria, ma semmai è un regime alimentare equilibrato che aggiunge questo frutto benefico a uno schema di alimenti dietetici e salutari come i cereali integrali.

Bisogna poi evitare le cotture pesanti come le fritture e preferirgli cotture al vapore.

Seguendo per sette giorni questa dieta, combatterete il gonfiore dalla pancia, la cellulite e la ritenzione idrica.

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Perché proprio l’anguria

Nonostante il sapore zuccherino l’anguria contiene tra le 16 e le 30 kcal per ogni 100 grammi.

È ricchissima di acqua (ne contiene al 92%) e ha tre vantaggi per la silhouette: fa dimagrire, combatte la cellulite e idrata la pelle. 

Contiene vitamina A, C, B1 e B6 e anche i carotenoidi, sostanze come il licopene e il beta-carotene che migliorano l’abbronzatura e proteggono la pelle. Sono tanti anche i minerali, tra potassio, magnesio, calcio, fosforo, zinco, ferro e manganese.

Ha effetti diuretici e drenanti che la rendono l’ideale per perdere peso e dire addio alla cellulite. Ma non è tutto: l’anguria contrasta pure l’azione dei radicali liberi, favorisce la produzione di melanina e rallenta l’invecchiamento dell’epidermide.

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Dieta dell'anguria: cosa mangiare a colazione e come spuntino mattutino

Iniziate la giornata con una tazza di tè verde, una macedonia di frutta mista di stagione e un frullato di anguria non freddo ma a temperatura ambiente.

In alternativa potete optare per una tazza di latte parzialmente (o totalmente) scremato con 5 biscotti integrali o 3 fette biscottate integrali.

A metà mattina, via libera a uno spuntino spezza-fame da scegliere tra uno yogurt magro con una manciata di cereali integrali, un frutto di stagione a scelta (meglio se optate per 100 grammi di mirtilli), una fetta biscottata con un velo di marmellata senza zuccheri aggiunti.

O una bella fetta d’anguria.

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Cosa mangiare a pranzo

Consumate circa 50 grammi di pasta integrale con pomodoro e basilico condita con un cucchiaio di olio EVO e con pochissimo sale (il sale aumenta la ritenzione idrica quindi andrebbe bandito o perlomeno scelto iodato).

Accompagnate la pasta con un contorno di verdure bollite, grigliate oppure crude.

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Lo spuntino pomeridiano nella dieta dell'anguria

Per la merenda, due fette d’anguria sono l’ideale sia per togliere la fame sia per rinfrescarvi. Grazie all’elevato contenuto di acqua, infatti, due fette di questo frutto hanno un buon potere saziante e una capacità di reidratare a fondo l’organismo.

Se volete amplificare l’effetto idratante, dopo mezz’oretta bevete anche un bicchiere di acqua a temperatura ambiente. 

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Dieta dell'anguria: cosa mangiare a cena

A cena entrano in gioco le proteine. Mangiate quindi un secondo a scelta tra carne bianca e pesce. Petto di pollo o di tacchino, salmone, tonno, orata e branzino andranno benissimo, da scegliere cotti alla brace, ai ferri o al vapore (o crudi tipo sashimi nel caso del salmone e del tonno).

Accompagnate il secondo con un contorno di verdure fresche, bollite o grigliate come spinaci, asparagi, cavolfiore, zucchine, carote e finocchi. Consumate anche una fetta di pane integrale.

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Lo smoothie drenante a base di anguria

Nella dieta dell’anguria la protagonista è ovviamente l’anguria.

Oltre a consumarla al naturale, dunque a fette o a pezzetti tipo macedonia, è importante anche il frullato di anguria da consumare di mattina a colazione.

Lo smoothie a base di anguria, uva nera e lime vi rimetterà in forma smagliante: si tratta di una bevanda drenante ed energizzante che condensa antiossidanti, potassio e vitamina C in un cocktail benefico che contrasta i segni dell’invecchiamento e previene patologie cardiovascolari.

Basta frullare assieme due tazze da tè di pezzetti di anguria fresca (lasciate anche i semi se volete un effetto drenante e diuretico maggiore), due tazze da tè di una nera, due cucchiai grossi di succo di lime appena spremuto e un pizzico di sale iodato.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95