Cosa succede al corpo se non mangiamo abbastanza carboidrati?

Quando si parla di alimentazione sana, i carboidrati sembrano spesso giocare il ruolo del cattivo di turno. Dai miti nati negli anni ’80 alle diete low-carb oggi di moda, l’idea che eliminare i carboidrati sia la chiave per una vita sana e una silhouette snella è profondamente radicata.
Ma è davvero così? La risposta è no.
I carboidrati non solo non sono il nemico, ma sono fondamentali per il corretto funzionamento del corpo.
Dal sostegno al cervello durante una giornata lavorativa all’energia necessaria per affrontare un allenamento, questa sostanza è essenziale in ogni fase della giornata. Eliminandoli o riducendoli drasticamente, potremmo compromettere la nostra salute senza nemmeno rendercene conto.
Vediamo allora quali segnali ci avvisano quando non ne stiamo consumando abbastanza e come scegliere i carboidrati giusti.
**12 alternative alla pasta per variare la fonte di carboidrati**
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Carboidrati semplici vs. complessi: qual è la differenza?
Non tutti i carboidrati sono uguali, e capirne la differenza è fondamentale per scegliere quelli che ci fanno bene.
I carboidrati semplici sono zuccheri a rapida assimilazione, che si trovano sia in alimenti naturali come frutta e latte, sia in prodotti lavorati come dolci, bibite e pasta raffinata. Forniscono energia immediata, ma spesso senza apportare nutrienti significativi.
I carboidrati complessi, invece, sono quelli che troviamo in cereali integrali, legumi, frutta, verdure amidacee e alcune verdure come broccoli e patate dolci. Questi vengono digeriti più lentamente, garantendo un rilascio di energia costante e duraturo; oltre a fornire fibre, vitamine e minerali preziosi per il corpo.
Scegliere carboidrati complessi significa quindi puntare su alimenti nutrienti che sostengono il benessere a lungo termine.
I carboidrati fanno male alla salute?
La risposta breve è: no, se scegliete quelli giusti. Questo perché sono un macronutriente essenziale, proprio come le proteine e i grassi.
La loro cattiva reputazione deriva principalmente dal consumo eccessivo di carboidrati raffinati e zuccheri semplici, che possono portare a picchi glicemici, aumento di peso e altri problemi di salute.
In realtà, quelli complessi sono un vero e proprio alleato per la salute. Sono ricchi di fibre, che migliorano la digestione e regolano il livello di zuccheri nel sangue, oltre a essere associati a un rischio minore di malattie cardiovascolari.
**E se vi dicessimo che mangiare carboidrati a cena fa bene alla salute (e alla linea)?**
Cosa succede al corpo se non si mangiano abbastanza carboidrati?
Ridurre drasticamente questo macronutriente nella propria alimentazione può avere effetti collaterali più o meno evidenti. Ecco i più comuni:
1. Vi sentite sempre stanchi
I carboidrati sono la principale fonte di energia del corpo. Se non ne consumate abbastanza, i vostri muscoli e il cervello potrebbero non ricevere il carburante necessario, lasciandovi costantemente affaticati.
2. Gli allenamenti sono più difficili
Questo macronutriente sostiene i muscoli durante l’attività fisica. Senza di loro, il corpo deve attingere energia dalle proteine, che invece servono per riparare i muscoli. Il risultato? Prestazioni più deboli e una maggiore fatica.
3. Sperimentate confusione mentale
Il cervello si nutre di glucosio, che deriva dalla digestione di questo nutriente. Una dieta povera di carboidrati può causare difficoltà di concentrazione, perdita di memoria a breve termine e una generale sensazione di “nebbia mentale”.
4. Soffrite di gonfiore
Cereali integrali, frutta e verdura sono ricchi di fibre che favoriscono una digestione sana. Una loro riduzione spesso comporta un minore apporto di fibre, causando stitichezza, gonfiore e disagio addominale.
5. Il peso oscilla frequentemente
All’inizio, una dieta a basso contenuto di carboidrati può portare a una rapida perdita di peso, ma si tratta principalmente di acqua. Non appena si reintegrano all'alimentazione quotidiana, il peso tende a tornare.
6. Avete sempre fame
I carboidrati, specialmente quelli complessi, aiutano a regolare i livelli di zuccheri nel sangue e a mantenere una sensazione di sazietà. Se vi trovate a desiderare costantemente qualcosa da mangiare, potrebbe essere segno che non ne state assumendo abbastanza.
7. Avete l’alito cattivo
Chi segue una dieta chetogenica spesso sperimenta un alito sgradevole. Questo accade perché il corpo, in assenza di carboidrati, inizia a bruciare grassi, producendo composti chiamati chetoni, responsabili del cattivo odore.
8. Cercate sempre zuccheri
Una carenza di questo macronutriente può portare a un calo di zuccheri nel sangue, scatenando voglie incontrollabili di dolci o snack ricchi di zuccheri semplici per ottenere un rapido picco di energia.
9. Soffrite spesso di mal di testa
Livelli di zucchero nel sangue troppo bassi, tipici di una dieta povera di carboidrati, possono scatenare mal di testa. Inoltre, la disidratazione che spesso accompagna queste diete peggiora il problema.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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