Cosa mangiare a colazione per dimagrire

Proteine, carboidrati, zuccheri: cosa, quanto e quando mangiare a colazione per dimagrire o restare in forma
Fare una colazione ricca ed equilibrata è il primo passo per dimagrire o mantenere la linea.
** Colazione per dimagrire: 5 regole da seguire **
Se è vero infatti che quello che si mangia a colazione viene smaltito in toto man mano che passano le ore, va anche detto che il modo in cui decidiamo di svegliare lo stomaco dopo il sonno definisce il modo in cui il corpo lavorerà durante tutta la giornata.
Come per una macchina, una cosa è partire in prima, un'altra è mettere la quarta o addirittura la retro.
Ecco perché è fondamentale dare al proprio fisico il giusto apporto di nutrienti.
Vi spieghiamo passo passo come costruire la colazione perfetta secondo i vostri gusti.
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Quante calorie mangiare a colazione
Cercate di rimanere in un range che vada dalle 300 alle 400 calorie.
Se state cercando di dimagrire meglio non superare le 300, mentre se siete già in una fase di mantenimento, o se avete in previsione di sottoporvi a un allenamento intenso, arrivate pure a 400 calorie.
Metà colazione deve essere composta dai carboidrati
La colazione è il momento in cui mangiare carboidrati senza sensi di colpa: la quantità giusta ruota intorno ai 40-50 grammi, che dovrebbero rappresentare più o meno la metà del vostro primo pasto della giornata.
Fette biscottate, pane (rigorosamente integrale), muesli, cereali vanno bene in pari modo - mentre devono uscire dalla routine le brioches, che è meglio tenere come sgarro o vizio occasionale.
Aggiungete le proteine
L'altra metà del piatto va divisa tra gli altri nutrienti, iniziando dalle proteine, in una quantità che oscilli tra i 15 e i 20 grammi.
Assumerne una dose adeguata permette di tenere a bada la fame per il resto della mattinata e alcuni studi hanno dimostrato che mangiate nel primo pasto della giornata aiutino a perdere peso.
Non solo latte, ma anche a uova, prosciutto, noccioline, semi o frullati.
Non dimenticate i grassi buoni
Ebbene sì, anche i grassi hanno una loro utilità.
Fate in modo che ammontino al 30-35% delle calorie della vostra colazione, quindi una quantità di circa 10-15 grammi.
Vietati (se non occasionalmente) i grassi saturi di bacon e formaggio, optate per avocado, olio d’oliva, frutta secca, semi e burro.
Il ruolo delle fibre
Cercate di mangiare una quantità di fibre che rappresenti circa il 25% della vostra colazione, che equivale a circa 6-10 grammi.
Pere, mele, verdure, semi, noccioline, avena, mirtilli sono gli alimenti ideali per apportare il giusto livello di fibre, che stimoli il metabolismo e il sistema digestivo.
Bandite lo zucchero semplice
Se rispettate le quantità suggerite sopra per i carboidrati, non dovrete preoccuparvi degli zuccheri, specie se la vostra colazione sarà composta da un mix di frutta, cereali integrali, latte o yogurt.
Ma se volete fare attenzione alle quantità, cercate di rimanere al di sotto dei 36 grammi.
E se volete aggiungere dello zucchero al caffè assicuratevi di non metterne più di sei grammi (circa un cucchiaino e mezzo da tè) e cercate di eliminarlo gradualmente.
A che ora fare colazione per dimagrire
Il momento migliore per fare colazione è quello che va dai 30 ai 60 minuti dal risveglio.
Se siete fra quelli che non riescono a ingerire nulla appena alzati, dividete il pasto in due parti, mangiando qualcosa di leggero prima e il resto un’ora e mezza dopo.
Questo trucco funziona anche per coloro che si allenano al mattino e non possono appesantirsi troppo prima di compiere attività fisica: in questo caso, dedicate il primo pasto a carboidrati e frutta e tenete le proteine per il dopo allenamento.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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