Colomba pasquale artigianale: ecco dove trovare le più buone a Milano

Classica o rivisitata, la colomba pasquale ha sempre la stessa forma. Tranne una. Ecco le migliori produzioni artigianali delle pasticcerie di Milano
Selezionare tra tante quali sono le colombe artigianali più buone di Milano è stato un duro lavoro. Ma qualcuno doveva pur farlo!
Così per dovere d'informazione - e anche un po' per divertimento - abbiamo selezionato le migliori pasticcerie di Milano (e non solo) che preparano il dolce tipico di Pasqua come vuole la tradizione, rigorosamente con ingredienti freschi e senza conservanti, tante ore di lievitazione e una cottura lenta.
Dalla classica colomba fatta solo con farina, burro, uova, zucchero, canditi e una copertura di glassa e mandorle, a quelle con impasto arricchito di creme e altre goloserie. Che sia tradizionale o rivisitata, nella nostra lista c’è una variante per tutti i gusti.
In una cosa la Regina della Pasqua o dolce che sa di primavera non cambia mai: la sua caratteristica forma, che la rende inconfondibile e ne fa il simbolo di pace e amore per antonomasia. Tranne che in un caso.
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Nuova pasticceria di Iginio Massari
Via G. Marconi, 4 (angolo Piazza Diaz)
Una colomba classica a lievitazione naturale, con scorza d'arancia candita all'interno e glassa all'amaretto per la rifinitura.
Gli appassionati della pasticceria d’autore potranno gustare e acquistare il dolce pasquale (e molto altro) firmato dal Maestro dei Maestri della pasticceria italiana e internazionale, Iginio Massari, oltre che nella storica Pasticceria Veneto a Brescia, anche a Milano nella nuova pasticceria milanese aperta in una delle sedi più centrali di Intesa Sanpaolo (opening ufficiale il 14 marzo 2018).
Per l’occasione il maestro ha creato un lievitato dedicato a Milano a base di zenzero, che richiama l'energia tipica di chi abita in questa città, e ananas, che ricorda il sole. Il dolce sarà disponibile dopo Pasqua.
La colomba di Peck
Via Spadari, 9, Milano
Nel tempio della gastronomia milanese, lo Chef Pasticciere Galileo Reposo propone la sua colomba classica: un pan dolce frutto di 72 ore di lente e sapienti lavorazioni, nel pieno rispetto dei metodi tradizionali, realizzata con l'impiego di materie prime selezionatissime e di altissima qualità come germe di grano macinato a pietra, scorze d'arance siciliane, vaniglia del Madagascar e miele d'acacia toscano.
Dal 2016 lo Chef Pasticciere è a capo di una squadra di 11 pasticcieri e gestisce i reparti cioccolateria, gelateria, pasticceria da boutique, ristorazione e catering, oltre alla pasticceria da colazione, servita al Peck Italian Bar e al nuovo Piccolo Peck. La colomba di Peck è venduta al prezzo di 30€/kg nell’unico formato da 1 kg.
La colomba siciliana di Vincente
Excelsior Milano, Galleria del Corso, 4
Direttamente da un laboratorio di pasticceria artigianale di Bronte, patria del Pistacchio Dop, arriva Ensamble, la colomba artigianale ricoperta di cioccolato bianco con pistacchio di Sicilia.
Un impasto preparato con ingredienti di prima scelta che viene lasciato lievitare lentamente per 36 ore. Vincente è un marchio che è sinonimo di artigianalità, tradizione e passione per la propria terra, la Sicilia. Tra laboratorio e pasticceria lavorano 45 donne brontesi, che in periodi di alta produzione arrivano a 100.
La Colomba Ensamble di Vincente è proposta in confezione da 750 grammi con in più un vasetto di crema al pistacchio verde di Bronte Dop (produzione artigianale).
La Colomba POP di Davide Oldani per Galup
Eat’s, Galleria del Corso 4
Firmata dal grande chef Davide Oldani, prodotta per Galup, azienda dolciaria storica piemontese fondata nel 1922, la colomba POP è una creazione che riassume tutti i principi della cucina dello chef stellato.
Un impasto originale a base di riso candito, uvetta e agrumi canditi, mentre la glassa è quella inconfondibile fatta a mano da Galup alla Nocciola Piemonte IGP, arricchita da granella di zucchero e mandorle intere tostate.
L'impasto soffice e ad alta digeribilità della Colomba POP lievita lentamente e naturalmente per 40 ore, è autentico nel sapore ed equilibrio nel gusto.
Pasticceria Clivati
Viale Coni Zugna, 57 20144 Milano
«Un dolce non è solo uno sfizio o un momento di pausa, per noi è una perfetta rima baciata, un accento al posto giusto, una poesia da ascoltare con tutti e cinque i sensi», così Lorenzo Giampietro, oggi proprietario della Pasticceria Clivati, per Pasqua propone una colomba classica, fatta con lievito madre, canditi di arancio e glassa reale di zucchero e mandorle.
Ma con una nota in più, a decorazione, a richiesta e personalizzata, con cioccolato e sculture di zucchero, come piccoli nidi di colomba, ovetti, colombine colorate…
Lorenzo eccelle anche nella decorazione di uova di cioccolato, proposte in vari gusti, con sorpresa personalizzabile. Per chi il mercoledì passa in pasticceria prima di cena, l'aperitivo è in jazz: musica dal vivo e cocktail a base di Vermouth accompagnato da gustose tartine.
La colomba dolce e salata di Panzera
Viale Monte Santo, 10
Per la Pasqua 2018 la pasticceria Panzera propone un'alternativa all'irrinunciabile colomba dolce classica, profumata, morbida e leggera all'interno, protetta da una croccante crosta di mandorle e zucchero all'esterno.
La sorpresa in più è la colomba salata, una vera novità prearata con una fragrante crosta di pasta sfoglia che racchiude un grande classico del pranzo di Pasqua, la torta pasqualina, a base di ricotta, verdure e uova di quaglia.
La forma è insolita, ma il sapore è assicurato (la colomba salata è su ordinazione).
Pasticceria Marchesi
Via Santa Maria alla Porta, 11/a - Via Monte Napoleone, 9 - Galleria Vittorio Emanuele II
La colomba della raffinata e firmata Pasticceria Marchesi è rigorosamente tradizionale. La vera novità della Pasqua 2018 è la colomba decorata.
La base del dolce è infatti preparata come vuole la ricetta antica, unendo a una sapiente lavorazione e a una lenta lievitazione con lievito madre, la selezione di materie prime di eccellenza.
La decorazione, però è speciale: eseguita ad arte con una morbida pasta di mandorle bianca, è impreziosita da fini decori in ghiaccia reale e disegni realizzati a mano.
Pasticceria Martesana
Via Cagliero, 14
Da sempre uno dei cavalli di battaglia del maestro pasticcere Enzo Santoro, la colomba versione tradizionale di Martesana richiede almeno 48 ore di lavoro, dall'impasto alla lievitazione, dalla cottura al riposo. Questo garantisce l’inconfondibile leggerezza della sua pasta.
All'interno i canditi all'arancia non invadono il sapore della colomba, ma accompagnano la freschezza dell'impasto. All'esterno la granella zucchero e le mandorle selezionate scrupolosamente chiudono la colomba regalandole croccantezza.
Novità 2018 è la Colomba de l'Enzo un dolce che unisce la fragranza della colomba alla dolcezza della torta Sacher. Nell'impasto albicocche semicandite e confettura di albicocche, mentre una copertura in cioccolato rende il dolce pasquale ancora più goloso.
La colomba color "Oro verde" di Ammu
Corso di Porta Romana, 44 - Corso Magenta, 32 - Corso Garibaldi, 84
La Pasqua da Ammu si tinge di "Oro verde" con la colomba – e per chi non vuole farsi mancare nulla, anche con l'uovo - a base di pistacchio DOP Bronte.
Il più classico dei dolci pasquali è proposto con farcitura e glassatura di crema al pistacchio DOP Bronte. Un'esplosione di sapori e profumi della Sicilia.
Da Ammu a Pasqua la sorpresa è doppia: chi nella confezione della colomba trova il biglietto fortunato può vincere la cassata siciliana di Ammu, il dolce che tradizionalmente in Sicilia si prerara a Pasqua, da condividere con parenti e amici.
La colomba integrale della Pasticceria MacMahon
Via dei Frassini 31, ang. Via Macmahon
Una versione in forma di colomba di un dolce ideato da Andrea Rampinelli, titolare e pasticcere della pasticceria MacMahon, proposto tutto l'anno col nome di Legorino. Il nome deriva da quello di un famoso brigante del 1500, attivo nel borgo di Villapizzone, che venne torturato e giustiziato dal tribunale del tempo, ma che è rimasto nella tradizione popolare come una sorta di Robin Hood nostrano, che derubava i ricchi viandanti, donando poi parte del bottino ai poveri e ai contadini dell'ormai scoparso Bosco della Merlata.
Si tratta di una colomba dal profumo di bosco, realizzata con farina integrale, marroni del Piemonte, noci Venete, nocciola Gentile IGP Piemonte e mandorle di Bari. La glassa è sempre a base di nocciole IGP e frutta secca. La vaniglia è una particolare varietà tahitensis dell'Isola di Bora Bora, nella Polinesia Francese, il burro è un prodotto AOP Bretone proveniente da piccoli pascoli all'aperto e il Miele è flora alpina, biologico, di un piccolo produttore della Verbano, sopra il Lago Maggiore. Ogni uovo utilizzato è poi di provenienza locale, e unicamente rotto a mano nella nostra pasticceria. Anche il lievito madre è prezioso e molto antico, ha più di cento anni ed è rinfrescato ogni giorno dell'anno con particolare cura. Completa la qualità sopraffina del prodotto una lievitazione naturale, molto lenta, che permette a tutta la complessa aromaticità degli ingredienti eccellenti utilizzati di sprigionarsi.
«La mia passione per questo lavoro mi è stata trasmessa da mio padre, che oggi affianca me, come io in passato affiancavo lui nelle varie fasi di lavorazione. Dalle basi da cui sono partito, tecniche e umane, con atteggiamento serio e rispettoso, ho sviluppato nel tempo un metodo personale in continua evoluzione. E per questo nel mio laboratorio dedico molto tempo alla sperimentazione», Andrea Rampinelli
L'Uovo di Colomba
c/o Raw, Corso Magenta, 10
Un lievitato d'Autore firmato da Andrea Tortora, chef dell'anno 2017 per Gambero Rosso e da sempre appassionato di lievitazione.
Realizzata con una speciale farina "Colomba" by Molino Pasini - studiata appositamente per la produzione del lievitato pasquale e distribuita in edizione limitata -, la colomba di Andrea Tortora è una versione rivisitata del dolce pasquale: nessun compromesso sulla qualità delle materie prime e sulla totale assenza di additivi e conservanti, la differenza è nella forma.
Nasce così l'Uovo di Colomba, il dolce per chi vuole una Pasqua briosa, elegante e contemporanea, proposto in una confezione elegante in latta dalle delicate sfumature arcobaleno, impreziosita da un'illustrazione di Gio Pastori, che ne fa anche un bellissimo e prestigioso dono.
La colomba griffata Armani/Dolci
c/o gli store Armani di Milano, Tokyo, Kuwait, Taiwan e New York e su www.armanidolci.com
Confezionata in un packaging ispirato fantasie pittoriche della collezione di stagione Giorgio Armani donna, la classica fragrante colomba da un kg vanta ingredienti degni dell'haute couture: ci sono il burro francese, ottenuto dalla separazione della panna dal latte per mezzo di centrifugazione, e le uova, provenienti esclusivamente da allevamenti italiani a terra.
Italiani sono anche i canditi, le scorze d’arance a buccia spessa coltivate a Sibari.
A completare questa speciale ricetta, la migliore uvetta sultanina proveniente dalla Turchia e dall’Australia, e l’aroma naturale di vaniglia, ricavato da bacche della riserva di Mananara in Madagascar (presidio Slow Food®).
Ogni Colomba richiede un’accurata preparazione, lunga tre giorni, nell’arco dei quali vengono realizzati diversi impasti e diverse lievitazioni.
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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