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Questo alimento comune (e all’apparenza innocuo) potrebbe annullare tutti i vostri sforzi contro il colesterolo (e no, non è quello che pensate!)

Questo alimento comune (e all'apparenza innocuo) potrebbe annullare tutti i vostri sforzi contro il colesterolo (e no, non è quello che pensate!)

15 Aprile 2026
colesterolo
Non sempre la colpa è di certi grassi, questo alimento può fare alzare il colesterolo, soprattutto se viene consumato in un certo modo!

Avete tagliato i salumi, avete imparato a leggere le etichette e sapete ormai distinguere un grasso saturo a metri di distanza. Il vostro medico è soddisfatto, voi un po' orgogliose. Poi, al controllo successivo, il colesterolo LDL è ancora alto. E lì arriva il sospetto: ma allora cosa sta sabotando tutti i vostri sforzi?

Spesso non è il “nemico” che immaginate. Non è il pezzetto di Parmigiano ogni tanto, né il cucchiaino d’olio in più. È un carboidrato banalissimo, rassicurante, quasi affettivo: la pasta e il pane bianchi, soprattutto quando si sposano con i grassi sbagliati. L’equivalente metabolico di un ex tossico ma irresistibile.


Perché la pasta non contiene colesterolo ma può rovinarvi le analisi


Partiamo da un punto chiaro: pasta e pane non contengono colesterolo. Sono fatti di farina, acqua, eventualmente lievito. Il problema, come ricordano gli esperti dell’Inserm, è l’effetto dell’alimentazione sul rischio di ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari nel loro insieme, non il singolo alimento isolato.

Il colesterolo LDL alto nasce da un mix di fattori: genetica, sedentarietà, eccesso di grassi saturi, ma anche troppi carboidrati raffinati. Quando riempite il piatto di pasta bianca scotta o di pane bianco morbido, date al vostro organismo una botta di glucosio rapida: la glicemia sale velocemente, l’insulina schizza in alto per riportarla giù.

E qui succede la magia nera metabolica: l’insulina non si limita a “ripulire” lo zucchero dal sangue, ma stimola il fegato a produrre più trigliceridi e colesterolo, e favorisce l’accumulo di grasso. In altre parole, pane e pasta con colesterolo alto non sono vietati per il colesterolo che contengono, ma per il modo in cui spingono il vostro corpo a produrne.

Il vero colpevole: quando il carboidrato banale incontra i grassi saturi

Il nodo è l’indice glicemico. La pasta bianca cotta a lungo ha un IG che può arrivare a circa 70; il pane bianco caldo viaggia ancora più su. Tradotto: zuccheri velocissimi in circolo. Se a quegli zuccheri abbinate panna, burro, salumi, formaggi stagionati, create la combinazione più tossica per il vostro profilo lipidico.

Gli studi citati dall’Inserm e pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition mostrano che associare carboidrati ad alto indice glicemico e grassi blocca l’ossidazione lipidica del 35-40 per cento per circa sei ore dopo il pasto. Nello stesso tempo, i trigliceridi nel sangue possono aumentare di circa il 50 % rispetto a quando la stessa quantità di grassi viene consumata con verdure.

La spiegazione tecnica è spietata ma affascinante. Il picco di insulina “spegne” un enzima chiave, la Carnitina Palmitoiltransferasi I (CPT-1), che è la porta d’ingresso dei grassi nelle centraline energetiche delle cellule, le mitocondri. Se CPT-1 è bloccata, i grassi del vostro piatto non vengono bruciati: restano in circolo, si trasformano in trigliceridi, alimentano particelle di colesterolo LDL piccole e dense, le più aterogene.

Ora rileggete mentalmente certe combo tipiche: piatto di pasta panna e salsiccia a cena, seguito da pane bianco per fare la scarpetta. Colazione con fetta di pane bianco caldo, burro e marmellata. Apericena con focaccine bianche e salumi. Sono esattamente questi “carboidrati banali” che, uniti ai grassi saturi, annullano parte del lavoro fatto con dieta, perfino con le statine.


Come salvare il vostro piatto di pasta (e il profilo lipidico)

La buona notizia è che non dovete divorziare dalla pasta. Dovete solo ridefinire il contratto di relazione.

Primo punto: quantità e proporzioni. Per chi ha il colesterolo alto, molti specialisti suggeriscono porzioni di pasta di circa 60-80 grammi a crudo, due o tre volte alla settimana, dentro una dieta globale equilibrata. Una regola visiva semplice: quando nel piatto compaiono grassi animali, non più del 25 per cento del volume dovrebbe essere occupato da pasta, riso o pane. Il resto? Verdure (almeno metà) e proteine magre.

Secondo: scegliete il tipo giusto di carboidrato. Pasta e pane integrali hanno un indice glicemico più basso e molte più fibre, che rallentano l’assorbimento dei carboidrati e possono contribuire a una modesta riduzione del colesterolo LDL, legandone una parte nell’intestino.

Terzo: la cottura. La pasta al dente non è solo una questione di orgoglio nazionale. Cuocendola circa due minuti in meno rispetto al tempo indicato, l’amido resta meno “gelatinizzato” e l’indice glicemico scende. Ancora meglio se, ogni tanto, preparate la pasta in anticipo, la lasciate raffreddare e poi la ripassate: parte dell’amido si trasforma in amido resistente, che si comporta un po’ come una fibra.

Quarto: il “bouclier acétique”. Una cucchiaiata di aceto di mele o di vino, diluita in acqua e bevuta un quarto d’ora prima di un pasto molto ricco di amidi, può attenuare la risposta glicemica e insulinica. Gli acidi organici rallentano lo svuotamento gastrico: la glicemia sale più lentamente, l’insulina anche. Non è una bacchetta magica, e chi ha problemi gastrici deve parlarne con il medico, ma è un piccolo trucco utile.

Infine, l’ordine del pasto. Se iniziate con un piatto di verdure condite con olio extravergine, le fibre creano una sorta di “rete” che frena l’assorbimento sia degli zuccheri sia dei grassi che arriveranno dopo. Il vostro piatto di pasta al pomodoro con un filo d’olio, a quel punto, diventa decisamente più innocuo.


FAQ lampo su pasta, pane e colesterolo alto

Chi ha il colesterolo alto deve eliminare la pasta?
No. La pasta, soprattutto integrale e al dente, può restare nella dieta, se le porzioni sono moderate e i condimenti leggeri: verdure, legumi, pesce, olio d’oliva.

Meglio pane o pasta con il colesterolo alto?
Dipende da tipo e contesto. In genere la pasta al dente ha un indice glicemico più basso del pane bianco morbido. Se scegliete pane, puntate su quello integrale, a lievitazione lenta, e limitate le quantità quando lo abbinate a formaggi e salumi.

La pasta integrale abbassa il colesterolo?
Non lo “abbassa” da sola, ma le fibre dei cereali integrali aiutano a ridurre leggermente l’assorbimento di colesterolo e a migliorare glicemia e peso corporeo. È un tassello importante dentro uno stile di vita che includa attività fisica regolare e controllo dei grassi saturi.

Quanta pasta potete mangiare se avete il colesterolo alto?
In assenza di indicazioni specifiche del vostro medico, una linea prudente è una porzione di circa 60-80 grammi a crudo, due o tre volte alla settimana, preferendo condimenti vegetali e legumi. Il vero errore fatale non è la pasta in sé, ma quel mix micidiale di piatto stracolmo di carboidrati bianchi e mare di panna, burro o salumi che trasforma un pranzo innocente in un attentato al vostro colesterolo LDL.

© Riproduzione riservata

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