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Anguria o melone: ecco quale scegliere tra questi 2 frutti protagonisti indiscussi dell’estate

Anguria o melone: ecco quale scegliere tra questi 2 frutti protagonisti indiscussi dell'estate

foto di Grazia.it Grazia.it — 7 Giugno 2026
anguria-o-melone
Ogni estate torna il duello anguria contro melone, ma non per tutti il vincitore è lo stesso. Una guida pratica per capire quale frutto conviene scegliere

Ogni estate nelle chat e sotto gli ombrelloni si riapre lo stesso dibattito: anguria o melone, chi vince il titolo di frutto della stagione calda. Nei sondaggi informali tra amici sembra spesso trionfare l’anguria, ma quando si passa ai valori nutrizionali la partita è molto più equilibrata.

Entrambi dissetano, riempiono il piatto (e lo stomaco) con poche calorie e regalano quella sensazione di vacanza che nemmeno il miglior ventilatore sa dare. Ma quale conviene scegliere se volete dimagrire, se fate sport, se soffrite di gastrite, diabete o intestino pigro?

Anguria e melone: cosa hanno davvero in comune

Anguria e melone appartengono alla stessa famiglia, quella delle Cucurbitacee, e hanno una caratteristica chiave: sono quasi tutta acqua. L’anguria arriva a circa il 95%, il melone si ferma attorno al 90%. Tradotto: sono perfetti nelle giornate afose per aiutare l’organismo a reidratarsi e reintegrare un po’ di sali minerali.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle ondate di calore è essenziale aumentare l’introito di liquidi e cibi ricchi d’acqua. L’acqua resta irrinunciabile, ma una fetta di anguria o qualche spicchio di melone possono dare una mano piacevole al bicchiere.

Entrambi apportano vitamine, soprattutto A e C, e potassio, utile per chi suda molto o pratica attività fisica. Hanno un potere saziante notevole: grande volume, molte fibre e pochissime calorie. C’è però un dettaglio importante sul quando mangiarli. Per gli esperti di nutrizione, anguria e melone sono ideali come spuntino o a colazione, lontano dai pasti principali. A fine pranzo o cena, invece, possono risultare poco digeribili e appesantire la digestione.

Valori nutrizionali a confronto: meglio anguria o melone?

Se guardiamo solo alle calorie, l’anguria vince facile. Per 100 grammi fornisce circa 15-16 kcal, il melone arriva intorno alle 30. Sì, è il doppio, ma parliamo comunque di numeri molto bassi: entrambi sono amici della prova costume.

Il melone però è più “ricco” sul piano dei nutrienti: contiene quantità maggiori di vitamine A, B e C, oltre a minerali come ferro, calcio e fosforo. È quindi un frutto un po’ più completo e “nutriente”, pur restando leggero.

L’anguria gioca la sua partita sull’idratazione e sulla diuresi. Oltre all’acqua, offre buone dosi di potassio e di licopene, il carotenoide che le dà il colore rosso e che aiuta a proteggere cuore e vasi sanguigni. Gli zuccheri presenti sono semplici, ma diluiti in tanta acqua e fibra, quindi l’impatto è più morbido rispetto a un dolce vero e proprio.

In sintesi: se il vostro obiettivo principale sono le calorie, l’anguria ha un vantaggio. Se cercate un frutto leggermente più sostanzioso e vitaminico, il melone fa un passo avanti.

anguria

Anguria: pro, contro e per chi è la scelta giusta

L’anguria è la regina della leggerezza. Con il suo 95% di acqua aiuta a contrastare la ritenzione idrica, il gonfiore alle gambe e a favorire la diuresi. È perfetta per chi sta seguendo una dieta ipocalorica e vuole riempire il piatto senza appesantire il conto calorico.

Grazie al licopene contribuisce alla protezione cardiovascolare, mentre la parte bianca vicino alla buccia è ricca di citrullina, un amminoacido che nell’organismo si trasforma in arginina e aiuta la vasodilatazione. Risultato: supporto alla pressione e, secondo diversi studi, un potenziale aiuto anche per l’erezione.

Per chi ha diabete di tipo 2, gli esperti tendono a considerarla una scelta un po’ più favorevole rispetto al melone, perché meno zuccherina a parità di peso. Resta però fondamentale concordare porzioni e frequenza con il medico o il nutrizionista.

Capitolo controindicazioni: chi soffre di gastrite o reflusso gastroesofageo spesso tollera male l’anguria, che può aumentare l’acidità di stomaco. L’elevato contenuto di potassio, rispetto al sodio, in grandi quantità può favorire crampi muscolari in soggetti predisposti. Chi ha problemi renali deve sempre confrontarsi con il proprio specialista.

melone

Melone: pro, contro e quando preferirlo

Il melone ha più calorie, ma offre anche qualcosa in più. Le sue vitamine A e C, insieme agli antiossidanti, sostengono il sistema immunitario, la salute della pelle e dei tessuti. Il contenuto di ferro, leggermente superiore rispetto a molti altri frutti, lo rende interessante per chi tende ad avere carenze leggere di questo minerale, ovviamente all’interno di una dieta equilibrata.

È ricco di betacarotene, lo stesso pigmento delle carote, che stimola la produzione di melanina. Traduzione pratica: aiuta l’abbronzatura e contribuisce a proteggere la pelle dai danni dei raggi solari, oltre a sostenere la vista.

Sul fronte intestino, il melone ha un effetto blandamente lassativo e può essere utile in caso di stipsi e intestino pigro. Inoltre, rispetto all’anguria, di solito è meglio tollerato da chi soffre di mal di stomaco o gastrite.

Le note dolenti: è più zuccherino dell’anguria e, per chi ha diabete o deve tenere strettamente sotto controllo la glicemia, andrebbe consumato con maggiore prudenza. In caso di dispepsie o colon molto sensibile, l’effetto lassativo può risultare eccessivo.

 *** 3 trucchi infallibili per capire se il melone è maturo o meno ***

La guida lampo per scegliere tra anguria e melone

Per riassumere in pratica:

- Obiettivo linea rigorosa: meglio puntare più spesso sull’anguria. Una fetta abbondante da 200 grammi vi dà pochissime calorie e molta sazietà.
- Intestino pigro o tendenza all’anemia: il melone ha una marcia in più grazie all’effetto lassativo delicato e al contenuto di ferro.
- Sport, caldo intenso, sudorazione abbondante: alternare è l’idea migliore. Anguria per idratazione e freschezza, melone per potassio e vitamine.
- Diabete di tipo 2: di solito si preferisce una porzione moderata di anguria rispetto al melone, sempre inserita nel piano concordato con il diabetologo.
- Gastrite e reflusso: spesso il melone è meglio tollerato, mentre l’anguria può accentuare il bruciore.

Per un adulto sano, una porzione ragionevole di questi frutti come spuntino si aggira attorno ai 150-200 grammi. L’ideale è consumarli a colazione o a metà mattina/pomeriggio, evitando le grandi abbuffate serali e le fette ghiacciate appena tirate fuori dal frigorifero.

Se volete anche ridurre gli sprechi, potete usare la parte bianca dell’anguria negli estratti, ricca di citrullina, e tostare i semi (ben lavati e asciugati) come snack croccante. Così il derby anguria-melone si chiude con un pareggio sostenibile, e a vincere siete voi.

© Riproduzione riservata

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