Questo è il borgo color rosa della Liguria che sembra uscito da una fiaba (e che vale la pena scoprire)

Lì dove la Liguria di Levante si fa più intima, tra Lerici e il promontorio del Caprione, c’è un pugno di case color rosa affacciate sugli scogli: Tellaro. È una frazione di Lerici, in provincia di La Spezia, ed è ufficialmente inserita nel club dei Borghi più belli d’Italia, riconoscimento che già dice molto sul livello di fascino.
Si arriva dall’alto, percorrendo una strada piena di curve tra uliveti e muretti a secco. L’odore di salsedine arriva prima del mare. Poi, all’improvviso, si apre la vista sulla chiesa rosa arroccata sulla roccia e sulle barche tirate in secca. È quel momento preciso in cui capite perché tanti parlano di “borgo da fiaba”.
**Questo è il borgo sul mare più colorato della Liguria (e un'ottima alternativa alle Cinque Terre)**
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Dove si trova Tellaro, il borgo rosa sospeso sul mare
Tellaro è affacciato sul Golfo dei Poeti, quel tratto di costa che ha sedotto scrittori e pittori tra Ottocento e Novecento. Davanti, nelle giornate limpide, si distinguono Portovenere e le isole al largo; alle spalle, il verde del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara. Il borgo sembra quasi incastrato tra roccia e mare, come se potesse scivolare nell’acqua da un momento all’altro.
Tellaro è uno dei piccoli centri di pregio paesaggistico più tutelati del Paese. La cosa si percepisce subito: niente lungomare chilometrico, nessun palazzone. Solo facciate rosa, ocra e giallo, scale in pietra e un campanile che si tinge d’oro al tramonto. È il posto perfetto se cercate un weekend lento, fatto di passeggiate e silenzi interrotti solo dalle onde.
Cosa rende Tellaro un borgo da fiaba (oltre al colore rosa)
Il cuore scenografico è la chiesa di San Giorgio, il profilo rosa costruito nel XVI secolo su uno sperone di roccia che entra letteralmente nel mare. Dal sagrato sospeso sul blu lo sguardo corre lungo tutto il Golfo dei Poeti.
A questa chiesa è legata la leggenda più famosa: in una notte di tempesta, un polpo gigante avrebbe scalato il campanile e fatto suonare le campane per salvare il paese da un attacco di pirati. La storia è incisa in latino su un muro ed è diventata simbolo del borgo.
Attorno alla chiesa corre un percorso pedonale che si affaccia sugli scogli e sulla scogliera di Trigliano. Quando il mare è calmo, qui ci si sdraia sulla roccia calda, si entra in acqua da scalette e gradoni scavati nella pietra e si nuota in un fondale subito profondo e limpidissimo, perfetto per chi ha buona confidenza con il mare.
Se invece preferite la sabbia e le onde morbide, bastano pochi minuti a piedi per raggiungere le due baie di Fiascherino: piccole, protette, con acqua che passa dal verde al turchese, tratti di spiaggia libera e stabilimenti attrezzati.
Salendo dal mare si entra nei caruggi. I vicoli sono stretti, le case alte, gli archi incorniciano pezzi di mare come se fossero quadri. C’è la galleria di Sottoripa, un passaggio coperto che porta verso l’acqua e regala un gioco di prospettive molto fotogenico. Scendendo alla Marina vi ritrovate in una piazzetta minuscola, con gli antichi lavatoi e le barche colorate. Poco sopra, l’Oratorio di Santa Maria in Selàa apre su una terrazza panoramica con vista sulle scogliere del Caprione. Ancora più in alto, la chiesa moderna di Stella Maris offre uno dei colpi d’occhio più belli: tetti, campanile rosa e mare in un’unica immagine.
La parte più selvaggia di Tellaro
Tellaro però non è solo mare. I sentieri che partono o passano da qui sono un altro motivo per andarci. L’itinerario più amato collega Lerici e Tellaro in un anello di circa due ore tra uliveti, macchia mediterranea e viste continue sul golfo, con deviazioni verso calette dall’acqua trasparente come Maralunga e Maramozza.
Avvicinandovi al borgo incontrate i resti di Barbazzano e Portesone, paesi abbandonati secoli fa: muri in pietra, tracce di case e di una chiesetta inghiottiti dal verde, atmosfera da set fantasy. Chi ha più allenamento può proseguire verso Zanego e Montemarcello, fino all’Orto Botanico, per panorami ancora più ampi.
Quando andare e come organizzare un weekend a Tellaro
Il periodo migliore dipende da che tipo di fiaba volete vivere.
Tra maggio e giugno trovate clima stabile, sentieri fioriti e un turismo ancora soft: ideale per alternare trekking e primi bagni. Luglio e soprattutto agosto portano più folla, prezzi più alti ma anche l’energia delle feste di paese. Settembre e ottobre regalano luce morbida, mare ancora piacevole e ristoranti meno affollati.
In inverno il borgo si fa quasi silenzioso, perfetto per chi cerca un rifugio romantico; a dicembre, il Natale Subacqueo diventa l’evento clou. In due giorni potete esplorare il borgo, fare un tuffo a Fiascherino, percorrere almeno un tratto di sentiero e assaggiare con calma tutte le specialità a base di polpo.
Arrivare richiede un minimo di organizzazione, ma ne vale la pena.
Non esiste una stazione ferroviaria a Tellaro: il riferimento sono La Spezia Centrale o Sarzana, da cui si prosegue in autobus verso Lerici e poi fino al borgo, in circa un quarto d’ora dal centro di Lerici. In auto si esce dall’autostrada in zona La Spezia e si segue per Lerici; da sopra il paese parte l’unica strada che porta a Tellaro, stretta e trafficata nei weekend estivi. Il borgo è in zona a traffico limitato: si parcheggia in alto, vicino al cimitero o nei parcheggi di Fiascherino, e si scende a piedi.
Nei mesi centrali dell’estate entrano in scena anche i battelli del Golfo dei Poeti, che collegano Tellaro a Lerici e alle altre località del golfo: arrivare dal mare, con il profilo rosa del borgo che si avvicina piano, è probabilmente il modo più coerente con la sua fama di paese da fiaba.
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