Il nuovo modo di organizzare le vacanze: dai social all’AI, cosa fanno oggi gli italiani

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Come scegliamo una vacanza nel 2026? Dai reel su Instagram ai motori di ricerca, passando per Google, Booking.come l'intelligenza artificiale, ecco come cambia il percorso di prenotazione e qual è l'errore più comune.

Nel 2025, secondo l’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, un viaggiatore italiano usa in media tre strumenti diversi prima di prenotare una vacanza. Fino a pochi anni fa bastavano un catalogo in agenzia e, al massimo, una ricerca veloce su Google.

Oggi l’idea del viaggio nasce mentre scorriamo il feed, qualcuno manda un reel nel gruppo WhatsApp, apriamo un comparatore prezzi, poi le recensioni. Più libertà, ma anche più rumore di fondo. Per capire come scegliamo le vacanze serve seguire tutto il percorso: dall’ispirazione al famigerato tasto "paga ora".

Dall’agenzia al feed: com’è cambiato il primo passo

Nella ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation, condotta su 1.017 viaggiatori italiani, i motori di ricerca restano il faro principale: li usa il 61% nella fase di ispirazione. Subito dietro ci sono siti di recensioni e blog di viaggio, siti e app di alloggi, trasporti ed esperienze, oltre ad aggregatori e comparatori: ognuno di questi canali pesa intorno a un terzo del campione. I social media arrivano al 34%, il passaparola tra amici e parenti al 30%.

Il percorso però non è più lineare. "Le persone passano continuamente da motori di ricerca, social media, recensioni, siti ufficiali delle destinazioni e OTA, combinando fonti diverse in base alle proprie esigenze". A dirlo è Eleonora Lorenzini, direttrice degli Osservatori Travel Innovation del Politecnico di Milano. In pratica ognuna di voi costruisce il proprio mix, secondo tempo, budget e bisogno di rassicurazioni.

Ispirazione: tra social, passaparola e recensioni

Per le generazioni più giovani l’incipit è quasi sempre digitale e visivo. I dati dicono che i social sono fonte di ispirazione per il 53% dei 16-24enni e per il 60% dei 25-34enni, contro appena il 13% degli over 65. Un reel o un vlog diventano la miccia che accende il desiderio di partire. Il report "Digital 2026" conferma che oltre metà degli italiani usa i social per informarsi su marchi e prodotti: il turismo segue la stessa logica.

Ma il post che fa sognare è solo l’inizio. Poi arrivano siti di recensioni e blog di viaggio, consultati da circa il 35% del campione, dove si cercano conferme: davvero l’hotel è così? Il trenino panorico vale la levataccia? Qui il vecchio passaparola si sposta nelle chat: amiche, colleghi, gruppi di genitori, community. La dritta della persona fidata pesa ancora moltissimo, solo che passa attraverso messaggi vocali e link condivisi.

Organizzazione pratica: tra Google e chatbot di intelligenza artificiale

Quando dall’ispirazione si passa all’organizzazione, i motori di ricerca tornano centrali. Li usano tutte le fasce d’età, non solo per confrontare prezzi ma anche per capire se in quella settimana c’è un festival in città. E per vedere come funzionano i trasporti locali e quali sono le zone da evitare la notte. È il momento in cui si aprono dieci tab insieme e si salva tutto in preferiti.

In questa fase entra anche l’intelligenza artificiale generativa. Secondo l’Osservatorio Travel Innovation circa un viaggiatore italiano su tre l’ha già usata per costruire un itinerario o trovare idee su esperienze da fare. E l’85% di chi l’ha testata la giudica utile o fondamentale. Il Holiday Barometer di Europ Assistance stima che circa il 26% degli italiani abbia usato almeno una volta l’AI per organizzare le vacanze 2026, in crescita rispetto all’anno precedente. La si interroga su percorsi "furbi", ristoranti non turistici, cose da fare con bambini piccoli.

Il momento del “paga ora”: dove prenotiamo davvero

Quando si arriva alla prenotazione, il quadro è più tradizionale. Secondo i dati del Politecnico di Milano, il 55% degli italiani finalizza su OTA, metamotori o piattaforme di home rental come Booking.com, Expedia e Airbnb. Circa un terzo preferisce i siti e le app dei singoli fornitori, dagli hotel alle compagnie aeree, mentre le agenzie di viaggio tradizionali valgono ancora circa il 12%.

Il digitale è comunque dominante: l’Osservatorio Travel Innovation stima che oltre la metà delle prenotazioni di ospitalità e circa il 70% di quelle di trasporto passino già dall’e-commerce turistico. L’intelligenza artificiale, invece, pesa ancora pochissimo nella chiusura dell’acquisto: solo il 2% delle prenotazioni viene completato direttamente tramite AI. Eppure il traffico che arriva ai siti di prenotazione da strumenti di AI generativa è esploso, con crescite di migliaia di punti percentuali. Molte di voi arrivano sulle piattaforme già "pre-informate" da una chat con l’algoritmo.

Il trucco è costruirvi un metodo: usare i social per sognare, motori di ricerca e recensioni per verificare, l’AI per avere idee, e poi scegliere il canale di prenotazione che vi fa sentire tranquille. Lo strumento cambia, ma il potere di decidere che tipo di vacanza volete resta tutto nelle vostre mani.

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Il principe Carlo parla della guarigione dal Coronavirus: «Proteggiamo il pianeta per i nostri figli e nipoti»

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Il Principe Carlo in una rara intervista racconta come ha affrontato la malattia e di come l'umanità stia pagando il prezzo della perdita della biodiversità

Il principe Carlo, 71 anni, si è ripreso dopo aver sofferto di una forma lieve di COVID-19, e in un'intervista con Sky News racconta come ha passato i giorni di malattia e avverte che il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici sono le maggiori minacce per l'umanità.

L'erede al trono ha infatti condiviso le sue preoccupazioni sul fatto che potremmo «esporci a più pericoli» se non smettiamo di trascurare il pianeta e affrontare la perdita di biodiversità.

In videochiamata dalla sua casa in Scozia, dove si è trasferito con Camilla all'inizio della pandemia, il principe Carlo ha detto:

«Più erodiamo il mondo naturale, più distruggiamo quella che viene chiamata biodiversità, che è l'immensa diversità di vita: vita vegetale, vita degli alberi, via marina e tutto il resto».

(Continua sotto la foto)

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Il principe Carlo spiega la relazione tra coronavirus e mondo della natura

Carlo è sempre stato un grande sostenitore dell'ambiente: il suo primo discorso a riguardo risale al 1968, quando di crisi climatica si parlava ben poco. 

In occasione della giornata mondiale dell'ambiente, che ricorre proprio oggi, il principe ha parlato di equilibrio tra natura e umanità, analizzando quanto è importante pensare a come le nostre azioni avranno un impatto sulle generazioni future.

«Tutto ciò che ho cercato di fare negli ultimi cinquant’anni, l'ho fatto sempre pensando ai nostri figli e ai nostri nipoti» ha detto il figlio della Regina Elisabetta II.

«Quel che posso fare oggi è incoraggiare tutti noi a pensare in grande e agire adesso. Spero solo che, una volta passata questa crisi, si possa riflette e dare forma al mondo che vogliamo per noi stessi e per le future generazioni».

**20 buone abitudini di chi vive green: quant ne seguite?**

Il principe Carlo ha anche messo in evidenza che peso ha avuto la pandemia da coronavirus sulla situazione già delicata del nostro pianeta: 

«Le minacce poste da questa terribile pandemia ci sono arrivate addosso all'improvviso e con pochissimo avvertimento. Ma la minaccia dei cambiamenti climatici, anche se è stata graduale, è una realtà devastante per molte persone e il loro sostentamento in tutto il mondo e il suo potenziale di distruzione supera di moltissimo quello del COVID-19».

«Oltre al Coronavirus, negli ultimi decenni abbiamo visto l'influenza aviaria, l'influenza suina, l'Ebola, la MERS, la SARS che sono tutte malattie zoonotiche, cioè originate da animali.

Più della metà di tutti i patogeni che colpiscono l'uomo proviene da animali - ha continuato il principe Carlo - Minacciare la relazione tra natura, mondo animale e umani rende più probabili pandemie, motivo per cui dobbiamo ristabilire l'equilibrio con il mondo naturale attraverso un'azione decisiva sui cambiamenti climatici e il ripristino della biodiversità».

https://www.instagram.com/p/Bwl8SP-gC-I/?utm_source=ig_web_copy_link

«Sono stato fortunato a guarire» 

Il principe Carlo stesso è stato uno dei primi reali, e l'unico dei Windsor, a essere risultato positivo al COVID-19 lo scorso aprile. 

**Coronavirus: il principe Carlo è positivo**

A riguardo, durante l'intervista, lui stesso ha riconosciuto di essere stato «fortunato» a essersi ripreso dal coronavirus senza problemi. 

«La mia guarigione mi ha reso ancora più determinato a spingere e incitare un cambiamento positivo nel mondo. Qualunque cosa io possa fare dietro le quinte lo farò».

E ancora: «Sono stato molto fortunato, ma in molti purtroppo non ce l'hanno fatta. Sono vicino a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari». 

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