Le feste del Salone e Fuorisalone 2019 a cui non potete mancare

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Le più belle feste del Salone del Mobile e del Fuorisalone 2019: tra zona Tortona, 5 Vie e Brera, giorno per giorno e zona per zona dal 9 al 14 aprile

Le feste del Salone e Fuorisalone del Mobile sono un appuntamento imperdibile della primavera di Milano.

Dal 9 al 14 aprile 2019 la città diventa ancora di più la capitale del design e non solo: anche il divertimento formato festa, aperitivo e cocktail party è il grande protagonista della settimana del design.

Nella marea di appuntamenti ed eventi, ecco cosa segnare in agenda e le più belle feste del Salone e Fuorisalone 2019 a cui non mancare.

(Continua dopo la foto)

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Opening Party Secret Garden Design Ad-Venture

Martedì 9 aprile dalle 18 fino a mezzanotte e mezza si aprono le danze del Fuorisalone in grande stile all’Opening Party Secret Garden - Design Ad-Venture al Giardino Ventura (in via Giovanni Ventura 12).

In uno scenario incantevole offerto dal giardino segreto nel cuore di Lambrate, un mix esplosivo di musica, divertimento, entertainment stilosissimo ed esposizioni di designer vi inebrieranno il palato.

Anche grazie allo Spritz in versione nuovissima e originale, creato e offerto per l’occasione dal Birrificio Angelo Poretti

Il dj set invece lo offrono After Jesus e Obi Baby.

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Opening Design week – Giardino dei visionari (Tribunale)

Martedì 9 aprile dalle ore 19.30 alle 23 tocca a un altro secret garden: il Giardino dei visionari, un giardino segreto stupendo che si cela proprio nel ventre della città.

Si trova nel complesso barocco della Chiesa Sconsacrata di via Enrico Besana 12 e vanta uno scenario mozzafiato fatto di antichi sepolcri e di un magnifico porticato ad archi che rendono l’atmosfera molto misticheggiante.

E la musica scelta per l'occasione si sposerà al bacio con lo scenario: suoni indigeni firmati Etna e Giuseppe De Napoli si mescolano ai tamburi in versione live de Il Battito dell’Africa e al sound esotico di Dj-Mbe.

Una festa magica in cui rilassarsi senza rinunciare al divertimento.

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Milan Design Week - Opening with Marcelo Burlon (Lambrate)

Martedì 9 aprile dalle 18 a mezzanotte presso il The Sanctuary Eco Retreat in via Conte Rosso 17 tocca all’enfant prodige della moda milanese Marcelo Burlon.

Lo stilista presenzierà al party di apertura in questa location stile jungle in cui ossigenarsi la mente nel vero senso della parola grazie al suo polmone di piante e fiori.

Si balla nel cuore del Lambrate Design District, quartier generale del Fuorisalone fin dai suoi albori.

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Floristeria Design Week - Opening Ceremony (Monumentale)

Martedì 9 aprile dalle 17 alle 23.55 la Floristeria organizza la cerimonia inaugurale della Design Week 2019 alla Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4.

Alla consolle regnerà il dj set di Psychophono mentre sul palco si alterneranno gli Addict Ameba, SingingLuz e Cerchio di Tamburi, per un gran finale con il botto sulle note dei Plaza Mayor.

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Design Parade di Seletti (5 Vie)

Mercoledì 10 aprile dalle 18 alle 24 si festeggia all night long la creatività con Seletti, Esselunga e IED Milano.

Si parte da Piazza Castello alle 18 in direzione del Party Tempo Rocks in Piazza Affari (la festa è dalle 19 alle 24).

Il party è imperdibile ma anche la street parade a tema design non va saltata se si vuole entrare appieno nel mood festaiolo.

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Official Martini Cocktail Party all’Hotel Hilton (Centrale)

Mercoledì 10 aprile a partire dalle 19 vi aspetta l’evento più chic del Salone-Fuorisalone: il Cocktail Party by Martini sul rooftoop dell’Hilton.

Il dress code deve essere molto elegante perché la selezione all’ingresso sarà spietatissima.

Si tratta dell’evento più esclusivo in assoluto, con necessità di accredito nominale.

La terrazza mozzafiato non farà credere alle vostre pupille e l’aperitivo con royal buffet non farà credere alle vostre papille. Insomma: un’esperienza extrasensoriale sotto ogni aspetto!

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Twist and Shout Edizione Fuorisalone Lambrate Design District (Lambrate)

Giovedì 11 aprile dalle 19 a mezzanotte torna il party vintage style più amato di Milano: il Twist and Shout!

La notte in stile anni Cinquanta e Sessanta che profuma di brillantina, cotonature, giacche chiodo e ciuffi à la Grease si veste del suo vestito migliore, quello dell’edizione creata apposta per l’hype da Fuorisalone.

La location è il Giardino Ventura in via Giovanni Ventura 12.

In consolle ci sarà il fondatore del format Twist and Shout, Alessio Granata, con un sound ovviamente targato Fifties e Sixties.

Potrete farvi fare acconciature e trucco d'epoca gratuiti nei corner appositi di Ketty - Vintage Style - Cinieri.

Dalle 19.30 ci sarà un workshop di ballo stile 50’s con gli insegnanti di Twist and Shout, seguito da un dance show da pelle d’oca con i pluri-titolati ballerini del team di Marco Martignani e Daisy Assabi.

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Design Swing Lab alla Balera dell'Ortica (Lambrate)

Giovedì 11 aprile dalle ore 20 fino all’1 di notte la Balera dell’Ortica apre i battenti a tutti i design-addict per una serata speciale.

Il Design Swing Lab in edizione speciale per il Fuorisalone riapre la pista da ballo a suon di swing, facendo ballare tutti sulle note di Lindy Hop Class con Studio Larosa Dance, Dj-Andy Fisher e la live orchestra Hot Gravel Eskimos.

Si può scegliere solo la serata danzante oppure il pacchetto con combo cena in trattoria + ballo.

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Le Cannibale Plastic with Nicky Siano (Plastic)

Venerdì 12 aprile dalle 23 alle 5 al This is Plastic in via Gargano 15 l’appuntamento da non perdere è quello con Nicky Siano, una delle icone mondiali del djing. Primo e storico resident dj del leggendario Studio 54, il più importante club al mondo, questo mostro sacro della disco music ha scritto le pagine fondamentali della storia della musica club con un inchiostro speciale: il sudore della gente che ha fatto ballare fino all’alba.

Le Cannibale lo ospita per la prima volta al Club Plastic di Milano, il dance floor che meglio incarna la storia e l’evoluzione del clubbing e del glamour milanese.

Serve qualche altra informazione per farvi accorrere al This is Plastic venerdì? Ecco.

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Ellen Allien + Pfadfinderei per il Milano Design Week (Magazzini Generali)

Venerdì 12 aprile dalle ore 23 fino alle 5 di mattina anche i Magazzini Generali ne faranno vedere delle belle.

Prima tra tutti Ellen Allien, la regina indiscussa dell’elettronica minimal techno targata Germania.

Una serata che promette di ipnotizzare orecchie ma anche occhi: sul sound magnetico di Ellen Allien danzeranno i visual spettacolari firmati Pfadfinderei, artista anch’esso berlinese che è ormai parte integrante degli show da brivido di Miss Allien.

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Classic - Gentlemen's Favorite Design Week Party (Ventura)

Sabato 13 aprile dalle 17 fino a mezzanotte presso il Panoramix di via Ventura 5 vi aspetta la serrata preferita dei gentiluomini: Classic!

Un grande ritorno per un vero classico, passateci il gioco di parole.

Con dj d’eccellenza come Lele Sacchi, il duo Geronimo e Vladi Elz di The Electricalz aka Abstract e il nuovo progetto di Geronimo Gaiaschi che va sotto il nome di Walking Shadow, la serata promette di farsi calda, anzi caldissima!

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Fuori Ape ai Bagni Argelati (Conchetta)

Si parte venerdì 12 aprile alle 12 e si va avanti a oltranza fino alla notte di domenica 14 aprile per una 3 giorni di divertimento alla Piscina Argelati in via Segantini 6.

Un festival no stop che mescola barefoot experience (andare a piedi nudi), chillout area con ombrelloni, tanto Spritz, tanto coffee, tanto ma tanto dj set e pure un sottofondo radiofonico offerto dalla web tv indipendente dedicata al mondo della musica contemporanea e delle arti digitali AAC.live - At Any Cost.

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Closing party con dj Concret all’Apollo in Stazione Centrale (Centrale)

Domenica 14 aprile si chiudono le danze all’Apollo in via Ferrante Aporti 15.

Dopo l’Opening Party con Daniele Baldelli e Rollover Djs di martedì 9 aprile organizzato da Lavazza e Gufram, la stessa location ospita anche il party di chiusura che metterà la parola “fine” pure su questa edizione del Salone e del Fuorisalone.

Alla consolle ci sarà Concret, il dj italo-messicano diventato ormai sinonimo di techno e deep house.

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William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein: «Profondamente preoccupati, il pensiero va alle vittime»

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William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein, ribadendo che il loro pensiero resta rivolto alle vittime

Per giorni hanno scelto il silenzio, mentre nuove rivelazioni continuavano ad alimentare uno degli scandali più delicati che abbiano mai investito la famiglia reale britannica. Ora, però, William e Kate hanno deciso di prendere la parola. Lo hanno fatto con una dichiarazione misurata ma significativa, affidata a Kensington Palace, in cui ammettono di essere «profondamente preoccupati» dalle rivelazioni contenute nei cosiddetti Epstein files e ribadiscono che «i loro pensieri restano rivolti alle vittime».

È la prima presa di posizione pubblica della coppia da quando il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, zio del principe William, è tornato al centro dell’attenzione per i suoi legami con Jeffrey Epstein.

Un caso che ha già portato, lo scorso ottobre, alla decisione di re Carlo di revocare al fratello titoli e privilegi reali. Una linea dura che, come avevano fatto sapere fonti di Palazzo all’epoca, era stata sostenuta anche dall’erede al trono.

**Il principe William vuole cacciare il principe Andrea dalla monarchia**

La dichiarazione di William e Kate sugli Epstein File e le preoccupazioni per l'ex principe Andrea 

«Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano focalizzati sulle vittime» ha dichiarato un portavoce di Kensington Palace ai media.

Tale dichiarazione di William e Kate è arrivata poche ore prima della partenza del Principe del Galles per l’Arabia Saudita, dove lo attende una visita ufficiale di tre giorni per conto del governo britannico.

Una scelta di tempi che non sembra casuale. Il viaggio di William a Riyadh è considerato uno dei più complessi della sua carriera diplomatica, in un Paese con cui Londra sta cercando di rafforzare i rapporti nonostante le persistenti preoccupazioni sui diritti umani.

Affrontare pubblicamente il caso Epstein prima ancora di atterrare è apparso come un modo per sgomberare il campo, permettendogli di concentrarsi sul ruolo istituzionale.

Nel corso della visita, William incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman, visiterà il sito Unesco di At-Turaif a Diriyah, parteciperà a eventi legati allo sport e agli e-sports e si recherà ad Al Ula, dove seguirà i progetti di tutela ambientale e di reintroduzione di specie a rischio come il leopardo arabo.

Negli ultimi giorni, mentre altri membri senior della Royal Family evitavano commenti diretti, dal silenzio del re alle parole misurate del principe Edward, William e Kate hanno scelto di ribadire una linea chiara. Non una presa di distanza plateale, ma un messaggio coerente: al centro restano le vittime.

Un equilibrio sottile, che racconta molto del modo in cui la coppia sta cercando di interpretare il proprio ruolo pubblico, oggi più che mai sotto osservazione.

 
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4 cose da sapere sullo show di Bad Bunny al Super Bowl

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Dai cameo delle star al vero matrimonio sul palco: tutti i dettagli che hanno reso lo show di Bad Bunny al Super Bowl un evento storico

Non è stato solo uno degli halftime show più attesi degli ultimi anni: quello di Bad Bunny al Super Bowl 2026 è stato uno show, un racconto a più livelli, pensato per essere guardato, ascoltato e - soprattutto - decifrato.

Mentre il mondo ballava davanti allo schermo, sul palco prendeva forma uno spettacolo che parlava di identità, appartenenza, memoria e amore, usando la musica come linguaggio universale e i dettagli come chiave di lettura.

Perché se è vero che l’halftime show del Super Bowl è uno dei palcoscenici pop più potenti al mondo, è altrettanto vero che Bad Bunny lo ha usato come spazio narrativo, politico ed emotivo.

Ecco allora quattro cose che, forse, vi siete persi dello show che ha fatto ballare (e riflettere) oltre 125 milioni di spettatori.

Cos'ha reso incredibile lo show di Bad Bunny al Super Bowl 

(Continua sotto la foto)

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1. Tutti i cameo di altre star (e perché non erano semplici apparizioni)

Durante Yo Perreo Sola, sotto il tetto colorato della casita portoricana ricostruita sul campo, a ballare non c’erano solo i dancer professionisti. Pedro Pascal, Cardi B, Karol G, Jessica Alba, Young Miko e persino Alix Earle sono apparsi come parte integrante della scena.

Non semplici celebrity cameo, ma una dichiarazione visiva di unità latina (e non solo).

A loro si sono aggiunti due ospiti musicali chiave: Lady Gaga e Ricky Martin. Lady Gaga ha cantato una versione in salsa di Die With a Smile, trasformando uno dei brani pop più celebri degli ultimi anni in un inno latino, prima di ballare con Bad Bunny sulle note di Baile Inolvidable. Ricky Martin, invece, ha portato sul palco Lo que le pasó a Hawái, in un momento carico di memoria e significato. 

2. Il vero matrimonio celebrato sul palco

Tra i momenti più sorprendenti dello show, ce n’è stato uno che molti hanno scambiato per una semplice coreografia: il matrimonio. E invece era tutto reale. Una coppia si è davvero sposata durante la performance, come confermato dallo staff dell’artista.

Secondo quanto emerso dopo lo show, marito e moglie avevano inizialmente invitato Bad Bunny alle loro nozze. È stato lui a ribaltare la storia, invitandoli a dirsi sì davanti al pubblico del Super Bowl.

Un gesto simbolico, che ha trasformato lo spettacolo in una celebrazione collettiva dell’amore; personale, ma anche universale.

3. Il numero 64 sulla maglia (e il suo significato)

A colpire molti spettatori è stata anche la maglia da football bianca firmata Zara, con il cognome “Ocasio” e il numero 64. Un dettaglio apparentemente semplice, che ha acceso subito le interpretazioni online.

Non esiste una conferma ufficiale, ma il riferimento più citato riguarda l’uragano Maria e il primo bilancio delle vittime comunicato nel 2017. Un modo, silenzioso ma potente, per ricordare una ferita ancora aperta per Porto Rico.

Un esempio perfetto del linguaggio di Bad Bunny, che sceglie spesso i simboli al posto dei discorsi espliciti.

4. Il messaggio finale di Bad Bunny agli spettatori 

Il cuore dello show, però, era il messaggio. Pronunciato, scritto, mostrato. Alla fine della performance, Bad Bunny ha detto in inglese «God Bless America» (in italiano: Che Dio benedica l'America), elencando poi tutti i Paesi delle Americhe. Subito dopo, ha mostrato un pallone da football con la scritta: Together, we are America.

Non solo. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano lo stadio, sul maxi schermo è apparsa un’ultima frase: The only thing more powerful than hate is love (in italiano: L'unica cosa più forte dell'odio è l'amore) Una citazione che riecheggia il suo discorso ai Grammy, quando aveva detto: «Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani».

In un halftime show che ha fatto la storia come primo principalmente in lingua spagnola, Bad Bunny ha ricordato a tutti che ballare può essere un atto politico. E che, a volte, i dettagli parlano più forte delle canzoni.

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Bad Bunny svela nuovi dettagli sull’halftime show del Super Bowl: «Sarà una grande festa»

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Bad Bunny sarà il protagonista dell’halftime show del Super Bowl 2026, con uno spettacolo ispirato alla cultura latina interamente in spagnolo

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 febbraio, durante il Super Bowl 2026, Bad Bunny sarà al il centro della scena dell’halftime show, firmando un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop.

Non solo perché sarà il primo spettacolo dell’intervallo interamente in lingua spagnola, ma perché promette di essere una celebrazione collettiva, più che una semplice esibizione.

Alla vigilia dell’evento, l’artista portoricano ha scelto di non alimentare i rumors su potenziali altri cantanti a sorpresa e apparizioni stellari. Durante la conferenza stampa dell’Apple Music Super Bowl LX Halftime Show ha sorriso e tagliato corto: «È una cosa che non vi dirò. Non so perché me l’abbiate chiesto». Una risposta ironica, che però dice molto della direzione scelta: niente hype costruito a tavolino, ma un racconto che parte dalle radici.

Cosa sappiamo sull’halftime show di Bad Bunny

Più che di guest star, Bad Bunny preferisce parlare di “ospiti” in senso profondo. «Ho un sacco di ospiti», ha spiegato. «Ci saranno la mia famiglia, i miei amici e tutta la comunità latina nel mondo che mi sostiene. Ci sono tantissime persone che mi supportano ovunque». Un’idea di palco che diventa spazio condiviso, dove la musica è prima di tutto connessione.

Il set durerà 13 minuti e, parola dell’artista, sarà all’insegna del movimento.

«Non voglio fare spoiler. Vi dico solo che sarà divertente, sarà semplice e la gente dovrà preoccuparsi solo di ballare».

Un invito diretto anche a chi guarda da casa: meno performance da analizzare, più corpo da lasciar andare. «Credo che non ci sia danza migliore di quella che nasce dal cuore» ha aggiunto la star.

Arrivato a questo momento dopo un weekend trionfale ai Grammy (tre premi, incluso Album of the Year per Debí Tirar Más Fotos) Bad Bunny ha raccontato di sentirsi soprattutto grato. «Sto cercando solo di godermelo. So che mi divertirò, e si divertiranno anche tutte le persone che lavorano con me», ha spiegato, sottolineando come la sua priorità resti quella di creare e connettersi, non di inseguire traguardi.

Non è la prima volta che Bad Bunny calca il palco del Super Bowl: nel 2020 era stato ospite dello show di Jennifer Lopez e Shakira. Ma questa volta è diverso.

«Non stavo cercando tutto questo» ha ammesso il cantante, aggiungendo: «Stavo cercando di riconnettermi con le mie radici, con la mia gente, con la mia storia e con la mia cultura».

E sarà proprio quella cultura, portata sul palco senza filtri, a rendere questo halftime show qualcosa di più di uno spettacolo: una festa globale, in cui – parole sue – il mondo potrà «ballare e stare bene, anche solo per una sera». 

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Tutto quello che c'è da sapere sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina

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Cerimonia di apertura Milano-Cortina 2026: cosa aspettarsi tra spettacoli, star internazionali e una nuova narrazione dei valori olimpici

Non sarà solo l’inizio ufficiale dei Giochi Invernali, ma un vero e proprio racconto collettivo, pensato per parlare al mondo. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina promette di essere uno degli eventi simbolici più potenti del 2026: una celebrazione diffusa, contemporanea e profondamente identitaria, capace di unire sport, cultura e futuro.

Per la prima volta nella storia olimpica, l’apertura si svolgerà in due luoghi diversi, Milano e Cortina d’Ampezzo, in dialogo costante tra città e montagna, innovazione e tradizione.

Un’idea che non nasce solo da esigenze logistiche, ma da una scelta narrativa precisa: raccontare l’Italia come un sistema di territori interconnessi, capaci di parlare una lingua comune pur restando profondamente diversi.

Ed è proprio da qui che parte la forza simbolica delle Olimpiadi Miliano-Cortina, pensate non come evento centralizzato, ma come esperienza condivisa e plurale.

4 cose da sapere sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina

(Continua sotto la foto)

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Due città, un solo racconto

La grande novità dell’inaugurazione delle Olimpiadi Miliano-Cortina è la sua struttura senza precedenti.

Milano e Cortina ospiteranno due cerimonie parallele, collegate in tempo reale, che dialogheranno attraverso immagini, performance e passaggi simbolici. Da un lato lo Stadio di San Siro, emblema urbano e contemporaneo; dall’altro Cortina, cuore alpino e paesaggio iconico delle Dolomiti.

Non si tratta di una divisione, ma di una narrazione a due voci: la metropoli che guarda al futuro e la montagna che custodisce l’identità profonda del Paese. L’effetto sarà quello di un racconto corale, in cui le immagini si rincorrono e si completano, offrendo al pubblico internazionale una visione nuova dell’Italia, lontana dagli stereotipi ma fortemente riconoscibile.

Cosa vedremo davvero sul palco della cerimonia

La cerimonia di apertura sarà un grande spettacolo visivo e narrativo, costruito per parlare a un pubblico globale ma con un linguaggio profondamente italiano.

Al centro non ci sarà solo lo sport, ma una riflessione più ampia sui valori olimpici riletti in chiave contemporanea: inclusione, sostenibilità, dialogo tra culture e territori. Il racconto prenderà forma attraverso immagini simboliche e potenti, pensate per essere immediatamente leggibili anche da chi guarda dall’altra parte del mondo.

La natura avrà un ruolo centrale: montagne, ghiaccio, acqua e luce diventeranno elementi scenici e narrativi, richiamando il paesaggio alpino che ospita una parte fondamentale dei Giochi. Il rapporto tra uomo e ambiente, tema chiave delle Olimpiadi Miliano-Cortina, sarà raccontato come equilibrio da preservare, non come conquista, con una forte attenzione alla fragilità dei territori e alla responsabilità collettiva verso il futuro.

Le performance artistiche alterneranno danza, musica dal vivo e immagini immersive, creando veri e propri quadri narrativi capaci di attraversare epoche e linguaggi. Tradizione e contemporaneità dialogheranno senza nostalgia: il patrimonio culturale italiano verrà evocato attraverso gesti, suoni e atmosfere, più che tramite citazioni didascaliche.

L’obiettivo non è semplicemente stupire, ma costruire un immaginario condiviso, emotivo e riconoscibile, capace di restare nella memoria.

Tutti gli ospiti presenti 

Come ogni grande evento olimpico, anche l’inaugurazione attirerà leader politici, capi di Stato, personalità istituzionali e celebrità internazionali. Milano e Cortina diventeranno per una sera il centro del mondo, con un parterre che riflette il peso simbolico delle Olimpiadi Miliano-Cortina sullo scenario globale.

Accanto alle delegazioni ufficiali, non mancheranno volti della cultura, della moda e dello spettacolo, chiamati a rappresentare l’eccellenza italiana in dialogo con il resto del mondo. 

Saliranno sul palco i cantanti Laura Pausini, Ghali e Andrea Bocelli; le attrici Matilda de Angelis e Sabrina Impacciatore, reduce dal successo mondiale di The White Lotus, e Pierfrancesco Favino, che si esibirà insieme al giovane violinista Giovanni Zanon. 

Ci saranno poi anche star internazionali, come Mariah Carey, Snoop Dog e Tom Cruise, in Italia per promuovere la prossima edizione dei Giochi, previsti per il 2028 a Los Angeles.

Perché questa inaugurazione conta più di quanto pensiamo

La cerimonia di apertura non è solo un rito formale: è il primo messaggio che un Paese invia al mondo. Nel caso delle Olimpiadi Miliano-Cortina 2026, questo messaggio parla di collaborazione tra territori, di sostenibilità come responsabilità collettiva, di cultura come strumento di connessione.

In un momento storico segnato da fratture e contraddizioni, l’inaugurazione dei Giochi diventa uno spazio simbolico in cui immaginare un futuro diverso, più inclusivo e consapevole.

Ed è forse proprio qui che risiede la forza più autentica delle Olimpiadi: non solo nello sport, ma nella capacità di trasformare un evento globale in un racconto che ci riguarda tutti.