Cosa fare a Milano nel weekend del 5 e 6 ottobre
Mostre, degustazioni, concerti, workshop e fiere: ecco tutti gli appuntamenti in programma per decidere cosa fare a Milano e dintorni questo weekend
Se vi state chiedendo cosa fare a Milano in questo primo weekend di ottobre, ecco la risposta.
Tra mostre, fiere per gli amanti degli animali, dell'artigianato e dell'abbigliamento sportivo, concerti e cinema questo fine settimana volerà via senza che ve ne rendiate conto.
Ecco cosa segnare in agenda.
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Giorgio de Chirico in mostra
Palazzo Reale ospita l'esposizione dedicata a uno degli artisti più controversi del ventesimo secolo.
Grazie ad opere provenienti dai principali musei internazionali, collezioni private e altri musei Italiani ripercorre la carriera del Pictor Optimus in tutte le sue sfaccettature.
Un percorso costruito sulle immagini e sulla sua pittura “vista da vicino”, dal mondo della mitologia greca carico di memorie famigliari al rapporto con la figura materna, “la centauressa” Gemma de Chirico, alla scoperta rivoluzionaria ed inaudita della pittura metafisica che influenzò tutti i pittori surrealisti e folgorò, tra gli altri, René Magritte, Max Ernst, Salvador Dalì.
Un viaggio nella complessità dell’opera di de Chirico densa di enigmi e misteri pittorici in cui sarà possibile immergersi fino al 19 gennaio.
Milano Film Festival
Torna per la sua ventiquattresima edizione Milano Film Festival, la manifestazione che celebra il cinema e che quest'anno approda al The Space Cinema Odeon.
Dal 4 al 10 ottobre sarà possibile partecipare a incontri, proiezioni, talk organizzati grazie alla direzione artistica di Gabriele Salvatores e Alessandro Beretta.
L'edizione 2019, in particolare, vuole porre l'accento su tutte le professioni di chi, sul territorio lombardo, è coinvolto ad ampio raggio nell’industria dell’audiovisivo, mettendo in risalto la qualità del prodotto e la vivacità del settore.
Per questo è stata creata la nuova sezione Industry, che si concentrerà nelle giornate dal 5 all'8 ottobre e che si ripropone di diventare appuntamento ricorrente.
Il mondo urban in festa
Sneakers culture, street culture e urban culture. E poi musica, moda, arte e sport: PLUG-Mi, a Fieramilanocity dal 5 al 6 ottobre, è l’evento che incarna e racconta le tante anime della cultura metropolitana.
Street artist, influencer, designer e noti blogger si alterneranno nel padiglione 4 fra workshop e talkshow che avranno come cornice i nuovi prodotti dei brand leader e le collezioni più esclusive e ricercate.
Radio 105 animerà il palco centrale dell’evento dove si esibiranno artisti e interpreti del mondo rap e trap, che si alterneranno in diversi live show per tutto il weekend.
Tra gli ospiti: Elodie, Chadia Rodriguez, Luchè, Quentin40 e Dani Faiv.
Parallelamente, negli stessi giorni, alla Fabbrica Orobia, si terrà Sneakerness, la manifestazione dedicata alla compravendita di scarpe rare, in limited edition, numerate, autografate, pezzi storici, modelli introvabili, collaborazioni d'autore, che approda a Milano dopo aver fatto il giro d'Europa.
Wildlife Photographer of the year
Torna la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, in scena negli spazi della Fondazione Luciana Matalon (Foro Buonaparte, 67) dal 4 ottobre al 22 dicembre 2019.
L'esposizione raccoglie le 100 immagini premiate alla 54esima edizione del concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra.
Da ammirare le foto finaliste e vincitrici delle 17 categorie del premio che ritraggono animali rari nel loro habitat, comportamenti insoliti e immagini di sorprendente introspezione psicologica, un incredibile esperienza visiva, composizioni e colori che trafiggono gli occhi da un remoto angolo del deserto, dagli abissi del mare o dall’intricato verde della giungla.
Laboratori di disegno con Apple
Apple e The Big Draw presentano una nuova serie di sessioni di Today at Apple, incentrate sul disegno e l'alfabetizzazione visiva, per celebrare il più grande festival di disegno del mondo.
Le sessioni pratiche si terranno all'interno del negozio di Piazza Liberty e si concentreranno su come il disegno può generare un impatto positivo in un individuo, un gruppo o una comunità.
Le lezioni sono gratuite e i dispositivi iPad Pro e Apple Pencil sono a disposizione dei clienti per l'attività pratica.
Questo weekend, in particolare, si potrà partecipare alla sessione di LabArte dal titolo Viva La Linea! che si terrà sabato 5 ottobre e che celebrerà la storia del creatore de La Linea, Osvaldo Cavandoli con la partecipazione del figlio Sergio e dell'animatore Piero Tonin.
Apple Pencil alla mano, i partecipanti daranno vita su iPad a uno storyboard dedicato a una delle illustrazioni italiane più famose nel mondo.
Selvatica Milano
Biblioteca degli Alberi, il giardino botanico contemporaneo nel cuore della città, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, organizza un weekend alla scoperta degli “abitanti di parchi e città”: uccelli e insetti.
L’iniziativa vuole avvicinare e sensibilizzare i cittadini al rispetto dell’ecosistema con passeggiate accompagnati da ornitologi ed entomologi.
Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti, previa iscrizione obbligatoria.
Pittarosso Pink Parade
Torna anche quest'anno la manifestazione organizzata da Pittarosso per raccogliere fondi destinati alla Fondazione Umberto Veronesi e in particolare al progetto Pink is Good, per la lotta contro i tumori femminili, e al finanziamento della ricerca scientifica.
Grande novità sarà il percorso: 5 km di camminata, come nelle primissime edizioni, perché l'evento non nasce per essere competitivo, ma un momento di aggregazione e sensibilizzazione aperto a tutti, sportivi e non, runners e famiglie con i bambini.
Appuntamento, quindi, domenica 6 ottobre in piazza Castello, con partenza alle ore 10,30.
Ma già sabato 5 alle ore 11.00 si apriranno le porte del Villaggio PPP in Piazza del Cannone, dietro al Castello Sforzesco.
Quattrozampeinfiera
Sabato 5 e domenica 6 ottobre al Parco Esposizioni di Novegro arriva il più importante evento dedicato a tutti gli amanti di cani e gatti.
Quattro padiglioni, 20.000mq di aree verdi, 150 aziende, decine di educatori cinofili, veterinari, comportamentalisti, toelettatori,… per scoprire come migliorare il rapporto col proprio cane o gatto, approcciarsi ai servizi più innovativi per agevolare la gestione quotidiana del proprio amico fidato e dare il proprio contributo a chi è meno fortunato.
Non solo: la fiera sarà anche l'occasione per imparare tutto sul benessere degli amici a quattro zampe, avvicinare il mondo animali ai bambini con progetti educativi o attraverso la pet therapy.
L'ingresso è gratuito.
Giro d’Italia in 80 vini
Da venerdì 4 a domenica 6 ottobre Piazza Portello ospita l'appuntamento dedicato alla biodiversità vitivinicola del territorio nazionale.
Una non stop per degustare e acquistare le oltre 80 etichette della linea Grandi Vigne, il progetto di Iper, La grande i, che sostiene e valorizza le eccellenze italiane.
Incontri, degustazioni, tour guidati e la consulenza di Personal Wine Shopperaccompagneranno il pubblico in un viaggio di sensi e sapori alla scoperta delle migliori uve tra le caratteristiche casette in legno.
Novità di questa edizione la possibilità di degustare, grazie all’aiuto di un esperto assaggiatore, anche gli olii DOP e IGP che compongono l’assortimento de L’Oleoteca di Iper, La grande i, un’installazione interattiva, presente in tutti gli ipermercati per conoscere le caratteristiche organolettiche, i pregi e le differenze dei vari olii, oltre che gli abbinamenti adatti ad ogni pietanza.
Mercanteinfiera
Torna anche quest'anno l'appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di antiquariato, modernariato, design e collezionismo di Fiere di Parma.
Dal 5 al 13 ottobre in 45 mila mq di superficie espositiva sfilerà tutta la storia dell’arte dal ‘600 all’ 800 fino ad arrivare a pezzi iconici di maestri del design come Albini, Iosa Ghini, Fornasetti, Gio Ponti, Mendini o gli argenti di Lino Sabattini, l’artigiano dei sogni.
Ma non solo: protagonisti della 38ma edizione saranno anche il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi del gruppo LVMH e la Galleria d’arte BDC di Parma di Lucia Bonanni e Mauro del Rio, curatori delle due mostre collaterali in programma.
Le calzature, infatti, saranno al centro dell'attenzione con In her shoes. Due passi nella storia della calzatura, un assemblage di circa 60 modelli e una ventina di stilisti in esposizione al padiglione 4.
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Il principe William commenta l'arresto dello zio Andrea (e il futuro della monarchia)

La prima apparizione pubblica dopo una tempesta mediatica dice sempre molto più di mille comunicati ufficiali. E quella del principe William ai BAFTA Awards 2026, accanto a Kate Middleton, è arrivata in uno dei momenti più delicati per la monarchia britannica.
Pochi giorni prima, infatti, l’ex principe Andrea era stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in carica pubblica, nell’ambito delle nuove indagini legate agli "Epstein files", riguardanti l'ex finanziere statunitense accusato di pedofilia e traffico sessiale, amico di Andrea.
Sul pink carpet londinese, tra abiti couture e flash dei fotografi, l’atmosfera era elegante ma inevitabilmente tesa. Il principe William, 43 anni, non ha evitato le domande. Interpellato sul film Hamnet, che racconta il dolore di William Shakespeare e della moglie Agnes Hathaway per la morte del figlio undicenne, ha ammesso di non averlo ancora visto.
La motivazione? «Ho bisogno di essere in uno stato piuttosto calmo e al momento non lo sono. Lo vedrò più avanti», ha spiegato. Una frase breve, ma che ha immediatamente fatto il giro dei media.
L’arresto dell'ex Duca di York, avvenuto il 19 febbraio (giorno, peraltro, del suo 66° compleanno) ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate all’interno della famiglia reale. Andrea è stato interrogato dalla polizia per undici ore e poi rilasciato, mentre le indagini proseguono. Secondo alcune indiscrezioni, gli investigatori potrebbero estendere le verifiche anche ad ambienti e dispositivi legati ai suoi precedenti incarichi ufficiali.
In questo scenario complesso, il principe William si trova in una posizione particolarmente delicata. Se in passato era rimasto ai margini della vicenda Epstein, oggi la questione tocca direttamente il futuro della monarchia.
Più volte ha parlato di una visione improntata «all'evoluzione, non rivoluzione», con l’obiettivo di modernizzare l’istituzione e rafforzarne la credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Ma ogni nuovo sviluppo legato allo zio rischia di complicare questo percorso.
**Il principe William sta pianificando un grande cambiamento per quando diventerà re**
Buckingham Palace ha fatto sapere che re Carlo III guarda con «profonda preoccupazione» alle accuse e sostiene un’indagine completa, equa e condotta dalle autorità competenti. Anche il principe William e Kate, tramite il loro portavoce, hanno espresso inquietudine per le rivelazioni e ribadito che il loro pensiero resta rivolto alle vittime.
Ma per il principe William, l’arresto dello zio non è solo una vicenda familiare: è una prova istituzionale che potrebbe segnare in modo decisivo il suo cammino verso il trono.
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Oltre il podio: cosa ci insegnano davvero le Olimpiadi quando si spengono le luci?

Le Olimpiadi finiscono sempre così: con una cerimonia che commuove tutti noi, un ultimo sventolio di bandiere, le immagini che scorrono veloci sui social e una promessa di rivederci tra quattro anni.
È quello che è successo anche con i Giochi di Milano-Cortina 2026: settimane intense, totalizzanti, capaci di entrare nelle nostre case e nei nostri discorsi quotidiani. Ma la domanda è inevitabile: cosa resta davvero, quando si spengono le luci? È lì, in quella domanda, che si nasconde il legame più profondo tra Olimpiadi e resilienza.
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Crediamo rimanga molto più di un medagliere. Restano storie, immagini che non sono solo sportive, ma totalmente umane. Restano corpi che hanno attraversato il limite e lo hanno ridefinito e restano donne e uomini che, prima ancora di vincere, hanno scelto di non smettere di provarci.
La resilienza non è una parola motivazionale
C'è una linea continua che attraversa queste Olimpiadi ed è quello che chiamiamo il filo della resilienza. Non di certo quella da hashtag, ma quella concreta, fatta di fisioterapia alle sei del mattino e di sconfitte che bruciano.
Tra i volti più potenti di questa resilienza è stato quello di Federica Brignone. Dieci mesi fa una caduta devastante, un infortunio che avrebbe potuto chiudere la carriera di chiunque. Una frattura complessa, la ricostruzione del legamento, mesi di riabilitazione. E poi l’oro nel SuperG, davanti al pubblico di casa. No, non stiamo parlando di una favola ma di un vero processo. Brignone non ha vinto “nonostante” la fragilità ma ha vinto attraversandola.
Accanto a lei, citiamo la longevità come forma di coraggio. Arianna Fontana, alla sua sesta Olimpiade, ha dimostrato che l’età non è un dettaglio anagrafico ma una forza competitiva. Restare ad altissimi livelli per così tanto tempo significa convivere con aspettative, pressioni, cambiamenti del corpo e del contesto. Significa scegliere ogni giorno di rinnovare il proprio patto con lo sport.
E poi la maternità, che nello sport femminile non è ancora un tema neutro. Francesca Lollobrigida è tornata sul ghiaccio dopo oltre un anno di stop per la gravidanza e ha conquistato due ori. Non ha messo tra parentesi la sua identità di madre per essere atleta, ma le ha fatte convivere. Ha mostrato infatti che eccellenza e vita possono nutrirsi a vicenda.
Non smettere mai di provarci: la lezione più grande
C’è un momento, in ogni Olimpiade, in cui capiamo che la vera posta in gioco non è l’oro. È la scelta di ripresentarsi sulla linea di partenza.
Gli ori italiani di questi Giochi infatti hanno avuto un tratto comune: nessuno è stato lineare. Nessuna carriera è stata perfetta così come nessun percorso si è dimostrato privo di crepe. Ma è proprio lì, nelle crepe che noi abbiamo visto la luce.
Allora qual è la vera domanda? Non smettere mai di provarci? Ma cosa significa veramente? Significa accettare che il talento non basta e che il successo non è una traiettoria ascendente, ma una curva piena di deviazioni. Significa anche allenarsi quando nessuno guarda, significa esporsi alla possibilità di perdere ancora.
È una lezione che va oltre lo sport. Perché nella vita reale non abbiamo uno stadio pieno a sostenerci e non abbiamo un podio che certifica il risultato. Quello che però abbiamo sono le nostre scelte quotidiane accompagnate da fallimenti silenziosi e ripartenze invisibili. Le storie olimpiche infatti ci ricordano che la perseveranza è fiducia nel processo e non ostinazione cieca.
Perché le Olimpiadi ci toccano così a fondo
Ogni quattro anni accade qualcosa di raro: ci sentiamo parte di un “noi”. Le Olimpiadi infatti trasformano la competizione individuale in un racconto collettivo. Noi non tifiamo solo per un atleta, ma per una storia in cui riconosciamo qualcosa di nostro, che sia la fatica, l’attesa o semplicemente la voglia di riscatto.
I giochi ci offrono uno spazio emotivo condiviso e ci ricordano che il limite è in realtà un confine da esplorare. E c’è anche un altro aspetto, più sottile: le Olimpiadi rendono visibile la fragilità. Un atleta che cade o che piange normalizza qualcosa che nella vita quotidiana tendiamo a nascondere. Ci autorizza a non doverci mostrare come esseri invincibili.
Cosa ci lasciano davvero, quando tutto finisce
Quando il villaggio olimpico si svuota e le arene tornano silenziose, resta una domanda personale: cosa facciamo di quello che abbiamo visto?
Le Olimpiadi ci lasciano un modello diverso di successo, ci lasciano la consapevolezza che il corpo ha memoria, ma anche capacità di rinascita.
Soprattutto, ci lasciano un invito: continuare a provarci, ma non per vincere una medaglia, ma per onorare il nostro percorso, con la stessa determinazione con cui un’atleta torna in pista dopo mesi di riabilitazione. Le Olimpiadi finiscono lo sappiamo, invece la resilienza, quella vera, inizia quando torniamo alla nostra vita quotidiana.
E volete sapere la cosa più bella? È ricordarsi come anche lontano dal podio, possiamo essere straordinari.
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5 curiosità su Eileen Gu, l'atleta (e modella) più chiacchierata delle Olimpiadi

C’è chi alle Olimpiadi arriva per vincere e chi, oltre a vincere, riesce a catalizzare l’attenzione ben oltre il campo di gara. Eileen Gu appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
A soli 22 anni è già una delle sciatrici freestyle più vincenti di sempre, ma anche una delle figure più osservate (e commentate ) del panorama sportivo internazionale. Atleta, modella, studentessa universitaria, icona social: la sua storia sembra scritta per raccontare una nuova idea di successo femminile, capace di unire performance e personal branding.
Tra medaglie, passerelle e dibattiti sulla sua scelta di nazionalità sportiva, Eileen Gu è diventata molto più di una campionessa sulla neve. È un fenomeno culturale che parla di identità, ambizione e libertà di reinventarsi.
Ecco cinque curiosità che aiutano a capire perché il suo nome è oggi tra i più chiacchierati delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
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Ha iniziato a sciare a tre anni
Nata a San Francisco nel 2003 da madre cinese e padre statunitense, Eileen Gu è cresciuta sulle piste innevate. È stata proprio la madre, ex atleta di short track, a metterla sugli sci quando aveva appena tre anni, a Lake Tahoe. Il talento si è manifestato presto, ma è durante l’adolescenza che la sua carriera prende una direzione decisiva.
A 18 anni entra nella storia diventando la prima donna ad atterrare un forward double cork 1440 in gara, una delle manovre più tecniche e spettacolari del freeski. Nello stesso periodo conquista ori agli X Games e ai Campionati Mondiali, imponendosi come una delle giovani promesse più solide dello sci freestyle.
È nata negli Stati Uniti ma gareggia per la Cina
Uno degli aspetti più discussi della sua carriera riguarda la scelta di rappresentare la Cina nelle competizioni internazionali. Cresciuta in California, nel 2019 ha annunciato di voler gareggiare per il Paese d’origine della madre, la Cina appunto.
Una decisione che ha generato dibattiti, soprattutto negli Stati Uniti, ma che lei ha sempre raccontato come un modo per onorare entrambe le sue identità culturali.
La sua storia personale è profondamente intrecciata a questo doppio sguardo sul mondo. Parla fluentemente inglese e mandarino, si muove con naturalezza tra contesti internazionali e usa la propria visibilità per promuovere lo sport tra le giovani generazioni.
In un’epoca in cui le identità sono sempre più fluide e globali, Eileen Gu incarna una nuova idea di appartenenza, meno rigida e più complessa.
È la freeskier più medagliata nella storia olimpica
Se Pechino 2022 è stato il suo grande debutto olimpico, Milano-Cortina ha consolidato il suo status. Ai Giochi invernali del 2022 ha vinto due medaglie d’oro (nel big air e nell’halfpipe) e un argento nello slopestyle, diventando l’unica atleta ad aver conquistato tre medaglie in tre discipline diverse del freestyle nella stessa Olimpiade.
Con le medaglie più recenti ottenute in Italia, il suo bottino olimpico è salito a cinque complessive: due ori e tre argenti. Un record che la rende la sciatrice freestyle più decorata nella storia dei Giochi. E tutto questo a soli 22 anni.
È una delle atlete più pagate al mondo (grazie anche alla moda)
Se sul piano sportivo è una campionessa, su quello economico è un vero e proprio caso di studio. Secondo diverse stime internazionali, Eileen Gu guadagna circa 23 milioni di dollari l’anno, ma solo una piccola parte di questa cifra proviene dalle competizioni. Il grosso arriva da sponsorizzazioni, collaborazioni e contratti nel mondo della moda.
Rappresentata da IMG Models, ha sfilato a Milano e Parigi e posato per brand come Louis Vuitton, Gucci, Tiffany e Victoria’s Secret. È apparsa sulle copertine di Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle, dimostrando che sport e fashion non sono più mondi separati. Il suo volto è diventato sinonimo di una femminilità potente, atletica e contemporanea.
In questo equilibrio tra disciplina e glamour sta forse uno dei segreti del suo fascino mediatico. Eileen Gu riesce a passare dagli scarponi da sci ai tacchi a spillo con la stessa sicurezza, ridefinendo l’immagine dell’atleta donna nel 2026.
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