Cosa fare a Milano nel weekend del 2 e 3 dicembre

Aperture, inaugurazioni, mercatini ed eventi: ecco tutto quello che dovete sapere per decidere cosa fare a Milano questo wee

Il primo weekend di dicembre non può non essere dedicato al Natale, con l'inaugurazione e l'accensione di Alberi e villaggi dedicati a grandi e piccini. Tante poi le iniziative dedicate allo shopping, dai mercatini vintage a quelli dell'artigianato, fino a nuovi negozi, tradizionali e sopra le righe.

Non mancano poi gli appuntamenti legati al gusto e quelli solidali, così come manifestazioni culturali e vita notturna.

Trovate tutto qui sotto.

albero natale swarovski galleria

Galleria in festa

Venerdì 1 dicembre, alle 17,30 Chiara Ferragni sarà la madrina della cerimonia di apertura e accensione delle luci dell'alberto di Natale realizzato da Swarovski al centro della Galleria. Alto più di 12 metri e decorato con oltre 10mila ornamenti, di cui almeno mille stelle di cristallo, l'albero trasformerà il salotto milanese in un luogo di magia e condivisione, unendo tradizione e innovazione.

Ai suoi piedi saranno presenti infatti alcuni schermi interattivi per giocare, scattare selfie e provare virtualmente i gioielli da inserire nella wishlist
Alla base dell’Albero sarà allestita anche una mostra dedicata alle mille sfaccettature del cristallo e ai suoi molteplici usi creativi.

dogs love me

Charity all'East Market

Il mercatino di Lambrate, ispirato a quelli dell'East London, torna a dicembre con due appuntamenti, domenica 3 e domenica 17. Per questa prima settimana, tra i 25o espositori segnaliamo Francesca Suardi, che propone gioielli e accessori in tema natalizio, in particolare la bigiotteria americana dagli Anni '50 in poi con decine di spille con i simboli della festa. Belle e originali le proposte del Cravattaio Stravagante, un collezionista che vanta migliaia di pezzi di ogni genere da Versace Anni '80 a Christian Dior Anni '60, passando per Topolino e Braccio di Ferro. 

Sempre domenica 3 dicembre sarà presente anche una speciale area dedicata agli amici a quattro zampe, con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza grazie all'organizzazione di Charity Event Dogs Love Me. Nello spazio appositamente allestito si potranno realizzare scatti con il proprio cane grazie a un set fotografico professionale oppure stravaganti ritratti vittoriani agli animali. 



mostra revolution milano

Pronti per la Rivoluzione?

Da sabato 2 dicembre alla Fabbrica del Vapore si torna indietro nel tempo, grazie a «Revolution - Musica e ribelli 1966-1970. Dai Beatles a Woodstock».

Un viaggio che ripercorre gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, le droghe, i locali e la controcultura; i diritti umani e le proteste di strada; il  consumismo; i festival; le comunità alternative. Da Carnaby Street a Londra agli hippy di Haight-Ashbury, dall'innovazione tecnologica della Bay Area alle proteste del maggio francese, dalle comuni sparse in tutta l'America ai festival di Woodstock e dell'Isola di Wight, questi anni furono caratterizzati da un idealismo ottimista che spingeva le persone a far fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società.

Una riflessione infine su quante di esse hanno prodotto un cambiamento reale e duraturo e quante invece sono andate perdute nei decenni successivi. Un'immersione nello spirito dell'epoca che sarà possibile fino al 4 aprile.

porn hub christmas store

Shopping a luci rosse

Dall'1 al 31 dicembre arriva a Milano il Pornhub Christmas Store, il temporary del famoso sito di streaming video per adulti. A due passi da Corso Como, in via De Cristoforis, troverete regali di Natale sicuramente originali, per appassionati del genere o anche solo per chi si vuole divertire e fare qualche scherzo. Tra i prodotti in vendita: gadget a luci rosse, abbigliamento, sex toy, giochi e prodotti ine dizione limitata realizzati da noti disegnatori e fumettisti italiani come Roberto Recchioni, Davide Toffolo, Tanino Liberatore e Fumettibrutti.

Ci saranno poi eventi e firmacopie con ospiti come Malena, Rocco Siffredi e Immanuel Casto. L'ingresso sarà vietati ai minori di 18 anni

Per restare aggiornati su tutte le attività e gli eventi previsti in questo mese, che si preannuncia bollente nonostante le temperature, è consigliato visitare la pagina Facebook ufficiale del Pornhub Christmas store.

city life torre hadid

Shine on City Life

Per tutto il weekend, fino al 3 dicembre, in occasione della nuova apertura, CityLife Shopping District accoglierà i suoi ospiti con numerose iniziative organizzate dalla boutique Parking. Oltre allo show di luci della Torre Hadid, che fino a venerdì illuminerà tutta la città dalle 19 alle 22, si potrà partecipare a una delle iniziative musicali con performance gratuite di Saturnino, degli Street Clerks, degli Shazami Federico Russo e Francesco Mandelli, della band folk-rock brasiliana Selton e del deejay Francesco Ciocca. 


durex aids

Lo shopping che fa bene (due volte)

Il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS, una malattia di cui si parla meno rispetto a un tempo, ma che continua a essere diffusa e spesso sottovalutata. La prevenzione è il primo modo per combatterla. Per questo Durex e Cesvi si sono uniti quest'anno per la campagna #LottaCoiFiocchi.
Due i modi attraverso i quali si può supportare la causa: acquistando una confezione di preservativi Durex, dall'1 al 31 di dicembre in una delle oltre 3.000 farmacie italiane aderenti all’iniziativa, si riceverà in regalo una bustina con i tre sticker del progetto (il logo Durex, il logo #Lottacoifiocchi e l’iconico nastro rosso); oppure online su Comodo.it, Groupon.it ed E-bay.it con l’acquisto di una confezione da 12 o più preservativi Durex si potrà avere invece una tazza coi fiocchi.

Christmas Village

Con l'inizio dell'Avvento Milano si trasforma in un grande villaggio natalizio. In piazza Gae Aulenti si potrà girare tra i mercatini in cui acquistare prodotti enogastronomici e artigianato, assistere a spettacoli di artisti di strada e ammirare la Mostra Internazionale di Presepi, oltre a pattinare sul ghiaccio. Per i più piccoli: laboratori, giostre e teatro delle marionette. Per tutti musica e street food, fino al 7 gennaio.

Ai Giardini di Porta Venezia, invece, torna il Villaggio delle meraviglie, che per la sua undicesima edizione propone una pista di pattinaggio ancora più grande, giostre, animazione e il villaggio di Babbo Natale, con le slitte pazze, il percorso degli elfi, il palazzo dell'uomo delle nevi e la casa di Santa Claus in cui consegnare le letterine.


artigiano in fiera

Artigiano in Fiera

Dal 2 al 10 dicembre torna a Rho Fieramilano la consueta manifestazione che porta in città il meglio dell'artigianato italiano e internazionale. Qui sarà possibile fare regali, ma anche mangiare, rilassarsi e partecipare a workshop e corsi di cucina (questo il programma). Al pubblico verranno inoltre offerti servizi come la consegna a domicilio dei prodotti acquistati, un'area bambini (con nursery e laboratori creativi). L'ingresso è gratuito.


teatro alla scala milano neve

Prima diffusa

In occasione della prima scaligera di Andrea Chénier, in programma il 7 dicembre, torna la settima edizione della manifestazione che punta a portare la musica classica - e tutto quanto sia legato all'opera della prima - in giro per la città. Saranno oltre 50 gli eventi organizzati i 30 spazi, tra proiezioni in diretta, concerti, letture, spettacoli e guide all'ascolto. Per il programma completo basta andare sull'apposita pagina del Comune di Milano.


club haus milano

Nightlife

A Milano la notte si vive come il giorno, soprattutto nel weekend. Venerdì 1 Club Haus propone la sfida tra 80's e 90's: una battaglia di suoni, immagini e stili diversi, un confronto in pista tra due epoche terporalmente vicine ma caratterialmente opposte.

Ai Magazzini Generali, invece, arriva Touch Down, il party nato a Ibiza e dedicato alla musica urban. Un mix di sonorità che si mescolano a correnti americane e britanniche.

Sabato 2 dicembre torna A night at San Junipero, la festa che per una notte trasforma il Fabrique in una giungla per ballare con i successi dagli anni ’70 al 2000: il tutto condito da animazione con acrobati e ballerini e make up gratuito per il pubblico.

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Il principe William commenta l'arresto dello zio Andrea (e il futuro della monarchia)

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Dopo l’arresto di Andrea, il principe William commenta pubblicamente la vicenda mentre la monarchia affronta una nuova fase di crisi

La prima apparizione pubblica dopo una tempesta mediatica dice sempre molto più di mille comunicati ufficiali. E quella del principe William ai BAFTA Awards 2026, accanto a Kate Middleton, è arrivata in uno dei momenti più delicati per la monarchia britannica.

Pochi giorni prima, infatti, l’ex principe Andrea era stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in carica pubblica, nell’ambito delle nuove indagini legate agli "Epstein files", riguardanti l'ex finanziere statunitense accusato di pedofilia e traffico sessiale, amico di Andrea.

Sul pink carpet londinese, tra abiti couture e flash dei fotografi, l’atmosfera era elegante ma inevitabilmente tesa. Il principe William, 43 anni, non ha evitato le domande. Interpellato sul film Hamnet, che racconta il dolore di William Shakespeare e della moglie Agnes Hathaway per la morte del figlio undicenne, ha ammesso di non averlo ancora visto.

La motivazione? «Ho bisogno di essere in uno stato piuttosto calmo e al momento non lo sono. Lo vedrò più avanti», ha spiegato. Una frase breve, ma che ha immediatamente fatto il giro dei media.

L’arresto dell'ex Duca di York, avvenuto il 19 febbraio (giorno, peraltro, del suo 66° compleanno) ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate all’interno della famiglia reale. Andrea è stato interrogato dalla polizia per undici ore e poi rilasciato, mentre le indagini proseguono. Secondo alcune indiscrezioni, gli investigatori potrebbero estendere le verifiche anche ad ambienti e dispositivi legati ai suoi precedenti incarichi ufficiali.

In questo scenario complesso, il principe William si trova in una posizione particolarmente delicata. Se in passato era rimasto ai margini della vicenda Epstein, oggi la questione tocca direttamente il futuro della monarchia.

Più volte ha parlato di una visione improntata «all'evoluzione, non rivoluzione», con l’obiettivo di modernizzare l’istituzione e rafforzarne la credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Ma ogni nuovo sviluppo legato allo zio rischia di complicare questo percorso.

**Il principe William sta pianificando un grande cambiamento per quando diventerà re**

Buckingham Palace ha fatto sapere che re Carlo III guarda con «profonda preoccupazione» alle accuse e sostiene un’indagine completa, equa e condotta dalle autorità competenti. Anche il principe William e Kate, tramite il loro portavoce, hanno espresso inquietudine per le rivelazioni e ribadito che il loro pensiero resta rivolto alle vittime.

Ma per il principe William, l’arresto dello zio non è solo una vicenda familiare: è una prova istituzionale che potrebbe segnare in modo decisivo il suo cammino verso il trono.

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Oltre il podio: cosa ci insegnano davvero le Olimpiadi quando si spengono le luci?

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Dalle imprese di Milano-Cortina alle nostre vite quotidiane: le storie di resilienza che restano, quando il medagliere smette di brillare ma il coraggio continua a parlarci.

Le Olimpiadi finiscono sempre così: con una cerimonia che commuove tutti noi, un ultimo sventolio di bandiere, le immagini che scorrono veloci sui social e una promessa di rivederci tra quattro anni.

È quello che è successo anche con i Giochi di Milano-Cortina 2026: settimane intense, totalizzanti, capaci di entrare nelle nostre case e nei nostri discorsi quotidiani. Ma la domanda è inevitabile: cosa resta davvero, quando si spengono le luci? È lì, in quella domanda, che si nasconde il legame più profondo tra Olimpiadi e resilienza.

(Continua sotto la foto)

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Crediamo rimanga molto più di un medagliere. Restano storie, immagini che non sono solo sportive, ma totalmente umane. Restano corpi che hanno attraversato il limite e lo hanno ridefinito e restano donne e uomini che, prima ancora di vincere, hanno scelto di non smettere di provarci.

La resilienza non è una parola motivazionale

C'è una linea continua che attraversa queste Olimpiadi ed è quello che chiamiamo il filo della resilienza. Non di certo quella da hashtag, ma quella concreta, fatta di fisioterapia alle sei del mattino e di sconfitte che bruciano.

Tra i volti più potenti di questa resilienza è stato quello di Federica Brignone. Dieci mesi fa una caduta devastante, un infortunio che avrebbe potuto chiudere la carriera di chiunque. Una frattura complessa, la ricostruzione del legamento, mesi di riabilitazione. E poi l’oro nel SuperG, davanti al pubblico di casa. No, non stiamo parlando di una favola ma di un vero processo. Brignone non ha vinto “nonostante” la fragilità ma ha vinto attraversandola.

Accanto a lei, citiamo la longevità come forma di coraggio. Arianna Fontana, alla sua sesta Olimpiade, ha dimostrato che l’età non è un dettaglio anagrafico ma una forza competitiva. Restare ad altissimi livelli per così tanto tempo significa convivere con aspettative, pressioni, cambiamenti del corpo e del contesto. Significa scegliere ogni giorno di rinnovare il proprio patto con lo sport.

E poi la maternità, che nello sport femminile non è ancora un tema neutro. Francesca Lollobrigida è tornata sul ghiaccio dopo oltre un anno di stop per la gravidanza e ha conquistato due ori. Non ha messo tra parentesi la sua identità di madre per essere atleta, ma le ha fatte convivere. Ha mostrato infatti che eccellenza e vita possono nutrirsi a vicenda.

Non smettere mai di provarci: la lezione più grande

C’è un momento, in ogni Olimpiade, in cui capiamo che la vera posta in gioco non è l’oro. È la scelta di ripresentarsi sulla linea di partenza.

Gli ori italiani di questi Giochi infatti hanno avuto un tratto comune: nessuno è stato lineare. Nessuna carriera è stata perfetta così come nessun percorso si è dimostrato privo di crepe. Ma è proprio lì, nelle crepe che noi abbiamo visto la luce.

Allora qual è la vera domanda? Non smettere mai di provarci? Ma cosa significa veramente? Significa accettare che il talento non basta e che il successo non è una traiettoria ascendente, ma una curva piena di deviazioni. Significa anche allenarsi quando nessuno guarda, significa esporsi alla possibilità di perdere ancora.

È una lezione che va oltre lo sport. Perché nella vita reale non abbiamo uno stadio pieno a sostenerci e non abbiamo un podio che certifica il risultato. Quello che però abbiamo sono le nostre scelte quotidiane accompagnate da fallimenti silenziosi e ripartenze invisibili. Le storie olimpiche infatti ci ricordano che la perseveranza è fiducia nel processo e non ostinazione cieca.

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Perché le Olimpiadi ci toccano così a fondo

Ogni quattro anni accade qualcosa di raro: ci sentiamo parte di un “noi”. Le Olimpiadi infatti trasformano la competizione individuale in un racconto collettivo. Noi non tifiamo solo per un atleta, ma per una storia in cui riconosciamo qualcosa di nostro, che sia la fatica, l’attesa o semplicemente la voglia di riscatto.

I giochi ci offrono uno spazio emotivo condiviso e ci ricordano che il limite è in realtà un confine da esplorare. E c’è anche un altro aspetto, più sottile: le Olimpiadi rendono visibile la fragilità. Un atleta che cade o che piange normalizza qualcosa che nella vita quotidiana tendiamo a nascondere. Ci autorizza a non doverci mostrare come esseri invincibili.

ok OPENING CEREMONY MILANO CORTINA 2026 (3) – credit SGP

Cosa ci lasciano davvero, quando tutto finisce

Quando il villaggio olimpico si svuota e le arene tornano silenziose, resta una domanda personale: cosa facciamo di quello che abbiamo visto?

Le Olimpiadi ci lasciano un modello diverso di successo, ci lasciano la consapevolezza che il corpo ha memoria, ma anche capacità di rinascita.

Soprattutto, ci lasciano un invito: continuare a provarci, ma non per vincere una medaglia, ma per onorare il nostro percorso, con la stessa determinazione con cui un’atleta torna in pista dopo mesi di riabilitazione. Le Olimpiadi finiscono lo sappiamo, invece la resilienza, quella vera, inizia quando torniamo alla nostra vita quotidiana.

E volete sapere la cosa più bella? È ricordarsi come anche lontano dal podio, possiamo essere straordinari.

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Grey’s Anatomy in lutto: è morto Eric Dane dopo la battaglia contro la SLA

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Eric Dane, celebre volto di Grey’s Anatomy ed Euphoria, è morto a 53 anni dopo una battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica

Il mondo delle serie tv perde uno dei suoi volti più iconici degli anni Duemila. Eric Dane, diventato celebre grazie al ruolo del dottor Mark Sloan in Grey’s Anatomy, è morto a 53 anni dopo una battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), resa pubblica meno di un anno fa.

Secondo quanto comunicato dai suoi rappresentanti, Eric Dane si è spento circondato dagli affetti più cari: la moglie Rebecca Gayheart e le figlie Billie e Georgia. Nel comunicato diffuso alla stampa si sottolinea quanto le figlie fossero il centro del suo mondo e quanto fosse grato per l’affetto ricevuto dai fan nel corso della sua carriera.

Per milioni di spettatori, Eric Dane è stato “McSteamy”, il chirurgo affascinante e brillante che ha segnato alcune delle stagioni più intense del medical drama creato da Shonda Rhimes. Entrato nel cast nel 2006, il suo personaggio è diventato rapidamente uno dei più amati, tanto da lasciare un’impronta indelebile nella serie anche dopo la sua uscita di scena. 

Negli ultimi mesi, però, la sua storia si era intrecciata con un percorso più personale e doloroso. Dopo aver annunciato nel 2025 la diagnosi di SLA, Eric Dane aveva scelto di utilizzare la propria visibilità per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia. In diverse occasioni aveva parlato apertamente delle difficoltà fisiche legate alla progressiva perdita di controllo muscolare, ma anche della volontà di restare fiducioso e presente per la sua famiglia.

Oltre a Grey’s Anatomy, Eric Dane aveva raggiunto una nuova generazione di pubblico interpretando Cal Jacobs nella serie HBO Euphoria, dimostrando ancora una volta la sua capacità di attraversare generi e epoche televisive diverse. Aveva recitato anche in produzioni come Charmed, The Last Ship e in film come Io & Marley e Burlesque.

La sua scomparsa lascia un vuoto non solo tra i colleghi e gli amici, ma anche tra quei fan che, crescendo con lui sullo schermo, hanno trovato nei suoi personaggi una parte delle proprie emozioni. 

 
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5 curiosità su Eileen Gu, l'atleta (e modella) più chiacchierata delle Olimpiadi

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Dalla doppia nazionalità alla carriera super premiata, passando per gli interessi personali e l'università: ecco cosa sapere su Eileen Gu

C’è chi alle Olimpiadi arriva per vincere e chi, oltre a vincere, riesce a catalizzare l’attenzione ben oltre il campo di gara. Eileen Gu appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

A soli 22 anni è già una delle sciatrici freestyle più vincenti di sempre, ma anche una delle figure più osservate (e commentate ) del panorama sportivo internazionale. Atleta, modella, studentessa universitaria, icona social: la sua storia sembra scritta per raccontare una nuova idea di successo femminile, capace di unire performance e personal branding.

Tra medaglie, passerelle e dibattiti sulla sua scelta di nazionalità sportiva, Eileen Gu è diventata molto più di una campionessa sulla neve. È un fenomeno culturale che parla di identità, ambizione e libertà di reinventarsi.

Ecco cinque curiosità che aiutano a capire perché il suo nome è oggi tra i più chiacchierati delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. 

(Continua sotto al foto) 

Ha iniziato a sciare a tre anni

Nata a San Francisco nel 2003 da madre cinese e padre statunitense, Eileen Gu è cresciuta sulle piste innevate. È stata proprio la madre, ex atleta di short track, a metterla sugli sci quando aveva appena tre anni, a Lake Tahoe. Il talento si è manifestato presto, ma è durante l’adolescenza che la sua carriera prende una direzione decisiva.

A 18 anni entra nella storia diventando la prima donna ad atterrare un forward double cork 1440 in gara, una delle manovre più tecniche e spettacolari del freeski. Nello stesso periodo conquista ori agli X Games e ai Campionati Mondiali, imponendosi come una delle giovani promesse più solide dello sci freestyle. 

È nata negli Stati Uniti ma gareggia per la Cina

Uno degli aspetti più discussi della sua carriera riguarda la scelta di rappresentare la Cina nelle competizioni internazionali. Cresciuta in California, nel 2019 ha annunciato di voler gareggiare per il Paese d’origine della madre, la Cina appunto.

Una decisione che ha generato dibattiti, soprattutto negli Stati Uniti, ma che lei ha sempre raccontato come un modo per onorare entrambe le sue identità culturali.

La sua storia personale è profondamente intrecciata a questo doppio sguardo sul mondo. Parla fluentemente inglese e mandarino, si muove con naturalezza tra contesti internazionali e usa la propria visibilità per promuovere lo sport tra le giovani generazioni.

In un’epoca in cui le identità sono sempre più fluide e globali, Eileen Gu incarna una nuova idea di appartenenza, meno rigida e più complessa.

È la freeskier più medagliata nella storia olimpica

Se Pechino 2022 è stato il suo grande debutto olimpico, Milano-Cortina ha consolidato il suo status. Ai Giochi invernali del 2022 ha vinto due medaglie d’oro (nel big air e nell’halfpipe) e un argento nello slopestyle, diventando l’unica atleta ad aver conquistato tre medaglie in tre discipline diverse del freestyle nella stessa Olimpiade.

Con le medaglie più recenti ottenute in Italia, il suo bottino olimpico è salito a cinque complessive: due ori e tre argenti. Un record che la rende la sciatrice freestyle più decorata nella storia dei Giochi. E tutto questo a soli 22 anni.

Eileen Gu

È una delle atlete più pagate al mondo (grazie anche alla moda)

Se sul piano sportivo è una campionessa, su quello economico è un vero e proprio caso di studio. Secondo diverse stime internazionali, Eileen Gu guadagna circa 23 milioni di dollari l’anno, ma solo una piccola parte di questa cifra proviene dalle competizioni. Il grosso arriva da sponsorizzazioni, collaborazioni e contratti nel mondo della moda.

Rappresentata da IMG Models, ha sfilato a Milano e Parigi e posato per brand come Louis Vuitton, Gucci, Tiffany e Victoria’s Secret. È apparsa sulle copertine di Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle, dimostrando che sport e fashion non sono più mondi separati. Il suo volto è diventato sinonimo di una femminilità potente, atletica e contemporanea.

In questo equilibrio tra disciplina e glamour sta forse uno dei segreti del suo fascino mediatico. Eileen Gu riesce a passare dagli scarponi da sci ai tacchi a spillo con la stessa sicurezza, ridefinendo l’immagine dell’atleta donna nel 2026.

Studia all'università di Stanford 

Come se non bastasse, Eileen Gu è anche studentessa alla Stanford University, una delle università più prestigiose al mondo. Tra una stagione agonistica e una campagna pubblicitaria, trova il tempo per seguire corsi accademici, coltivando un interesse dichiarato per le materie scientifiche.

Questa dimensione aggiunge un ulteriore livello alla sua figura pubblica. Non è soltanto una campionessa o una modella, ma una giovane donna che investe nella propria formazione e che ama parlare di fisica, politica internazionale o cultura pop con la stessa disinvoltura con cui commenta una run in halfpipe.