Cosa fare a Milano a Capodanno
Teatro, musica, arte e feste: ecco tutto quello che c'è in programma per decidere cosa fare a Milano a Capodanno
Capodanno a Milano non è solo cenone con gli amici. Di cose da fare ce n'è sempre di più, per ogni età e ogni gusto.
Come da tradizione sarà allestito il palcoscenico in piazza Duomo per il concerto organizzato da RTL 102,5 e altrettanto tradizionali sono altri concerti organizzati in giro per la città, dall'Auditorium al Blue Note.
La notte di San Silvestro però non è solo musica, perché ci si potrà divertire anche a teatro, al cinema o per locali. E anche gli iperattivi saranno accontentati, con una bella corsa per smaltire torrone e panettone.
Ecco le proposte più gettonate.
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Capodanno in piazza
La notte di San Silvestro per molti si passa in piazza.
Anche quest’anno in Duomo si terrà il concerto organizzato da RTL 102.5, che vedrà sul palcoscenico Fabri Fibra e Luca Carboni.
Si comincia alle 21 con il dj set; alle 22 toccherà al cantante bolognese, mentre a seguire sarà la volta del rapper milanese.
Conducono la serata Angelo Baiguini, Giorgia Surina, Paolo Cavallone e il conte Galè
Capodanno in musica
Altra tradizione che si ripete quella della notte di San Silvestro con la Nona Sinfonia di Beethoven eseguita dall’Orchestra e il Coro Sinfonico de laVerdi diretti dal maestro Elio Boncompagni all’Auditorium di Milano.
Appuntamento per le 20.
A seguire panettone e brindisi di mezzanotte.
Capodanno di corsa
Tutti i salutisti e i runners (o gli aspiranti tali) potranno ritrovarsi il 31 dicembre in Piazza del Cannone per la 31Run Happy New Race!, la corsa di San Silvestro aperta a tutti che prevede due percorsi non competitivi (da 5 e 10 km) e uno agonistico da 21 km.
Start alle 10,30. Il 31Run Village sarà aperto già dalle 8 del mattino per le iscrizioni last minute e il ritiro del pacco gara.
All’arrivo dj set, animazione e happy hour.
Capodanno a teatro
Al Teatro Manzoni potrete trascorrere la notte di San Silvestro con Vincenzo Salemme e la sua commedia Una festa esagerata. Due le repliche previste, alle 18 e alle 21,30, con possibilità di cenare alle 20,30 nel foyer e brindisi al termine dell’ultimo spettacolo.
Al Teatro Nuovo tornano Ale & Franz con un recital speciale, ideato proprio per la serata di Capodanno, in cui ripercorrono il meglio dei loro 25 anni di carriera.
Come di consueto, il 31 dicembre, lo Zelig organizza un veglione all’insegna del cabaret: dalle 23 all’alba si alterneranno sul palco Bruce Ketta, Andrea Carlini, Annetta Chiarito, Andrea Di Marco, Daniele Raco e il burlesque di Marlene Clouseau e Dreamy Princess.
Capodanno al museo
Per salutare il 2017, Triennale Design Museum ha organizzato una serata speciale in cui sarà possibile visitare gratuitamente tutte le mostre ospitate fino all’1 di notte.
Allo scoccare della mezzanotte, per accogliere il nuovo anno, è previsto un dj set con gli speaker di Radio Deejay.
Capodanno in discoteca
Non mancano le alternative per tutti coloro che vogliono chiudere il 2017 e inaugurare il 2018 ballando.
I Magazzini Generali organizzano un party con buffet a partire dalle 21. A seguire dj set con revival, house e commerciale. Special Guest Marco Ravelli.
All’Alcatraz rivivranno le atmosfere oniriche di Alice in Wonderland, con tanto di Stregatto e Regina di Cuori. Dalle 22,30 il live di Blinda Band. Chi preferisce può anche prenotare il cenone prima.
Il Club House festeggia per la prima volta la notte di Capodanno nella nuova location in zona Corso Como, vicino piazza Gae Aulenti.
Alla console dj Steve Benny che proporrà una selezione come sempre anni ’80, ma non mancheranno anche successi più recenti.
Capodanno al cinema
Per augurare un buon 2018 a tutti i cinefili, SpazioCinema apre le porte delle sue sale e offrirà al pubblico dell’ultimo spettacolo un brindisi con panettone.
Potrete scegliere fra Anteo Palazzo del Cinema, Anteo Citylife e Ariosto SpazioCinema a Milano oppure Capitol SpazioCinema, Metropol SpazioCinema e Teodolinda SpazioCinema a Monza.
E se non volete rinunciare al cenone potrete prenotarlo all’Osteria del CInema all’interno dell’Anteo Palazzo del Cinema.
Capodanno al circo
Non è un circo come gli altri quello che fino al 7 gennaio trovate alla Fabbrica del Vapore.
Il Petit Cabaret 1924 è uno spettacolo itinerante di arti varie, tra musica, jazz, swing, charleston e esibizioni di ogni tipo, messe in scena da giovani provenienti dalle scuole di circo e di danza contemporanea delle principali accademie europee.
La notte di San Silvestro sarà l’occasione per festeggiare in grande stile con uno spettacolo d’eccezione a partire dalle 23.
Capodanno alla Scala
Il tempio della musica classica, porterà in scena per l’ultima notte dell’anno il balletto La signora delle Camelie, che vedrà protagonisti il Corpo di Ballo e l’Orchestra del Teatro alla Scala con l’allestimento del Royal Theatre di Copenaghen.
Si comincia alle 18. Al termine dello spettacolo un brindisi per tutti.
Capodanno gospel
Appuntamento ormai fisso ogni 31 dicembre quello al Blue Note, che anche quest’anno organizza il concerto dell’Angels in Harlem Gospel Choir.
La serata prevede il cenone realizzato dallo chef Federico Tronci con un menu di sei portate, accompagnato dalla musica del gruppo gospel.
A seguire brindisi e lotteria di Capodanno.
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Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
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Vi sveliamo un segreto sul balcone di Buckingham Palace che in pochi conoscono

Ogni volta che la famiglia reale si affaccia dal balcone di Buckingham Palace, il mondo si ferma per qualche minuto. Gli abiti impeccabili, il saluto alla folla e, negli ultimi anni, le espressioni irresistibili del principe Louis sono diventati parte di un rituale collettivo.
Eppure, dietro quell’immagine iconica che sembra immutabile nel tempo, si nasconde un dettaglio sorprendente che in pochi conoscono.
Secondo quanto rivelato a HELLO! Magazine da una fonte di Palazzo, durante le apparizioni ufficiali vengono posizionati dei televisori nascosti sul balcone.
Il motivo è pratico: il Queen Victoria Memorial, situato proprio davanti a Buckingham Palace , impedisce ai membri della famiglia reale di avere una visuale completa del The Mall quando si affacciano. Per questo motivo «vengono collocate delle tv negli angoli del balcone, leggermente inclinati. La balaustra è coperta da tessuto rosso, così tutta l’attrezzatura può essere nascosta dietro» ha spiegato l’insider.
Un dettaglio che cambia la prospettiva su quelle immagini così familiari. I reali non vedono direttamente la folla come potremmo immaginare, ma si affidano a schermi discreti che permettono loro di seguire il momento in tempo reale - e persino di vedere se stessi.
Una rivelazione che ha fatto sorridere molti osservatori: il piccolo Louis potrebbe essere ancora più teatrale sapendo di potersi guardare in camera?
**6 cose che non pensereste di trovare dentro Buckingham Palace (e invece ci sono)**
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Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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