Come si ride nelle altre lingue? Dal jaja al 55555 ecco la risposta

Per rispondere a una chat o interagire sotto a un post con persone che scrivono da un altro punto del mondo può capitare di chiedersi come si ride - per iscritto - in spagnolo, francese, tedesco o anche cinese?
La risata (per fortuna) è una delle reazioni che più di frequente capita di esprimere su Internet: e ogni lingua, in ogni parte del mondo, ha le sue onomatopee e abbreviazioni necessarie a comunicarla per iscritto.
Preply - piattaforma globale di apprendimento delle lingue che mette in contatto oltre 20.000 insegnanti con decine di migliaia di studenti in tutto il mondo - ha realizzato una mappa delle risate online nelle diverse lingue del mondo.
Alcune le conosciamo bene, come l’italiana ahahah o la sigla inglese LOL, che significa Laughing Out Loud, Sto Ridendo Fortissimo, ma come si ride nel resto del mondo?
Ecco 10 modi di ridere online, dal thailandese, che utilizza i numeri, alle abbreviazioni del francese; dal sorriso giapponese agli asterischi del tedesco fino alle numerose risate greche.
Come si ride nel mondo?
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Come si ride in francese
In francese per le risate si usano sia le onomatopee, come héhé, hihi, hoho, oppure mouhaha per la risata diabolica, sia le abbreviazioni: l’espressione più comune è MDR, sigla che significa Mort De Rire, Morto dal Ridere.
In altri casi, i francesi utilizzano PTDR, ovvero Pété de Rire, Piegato Dal Ridere, o XPTDR, Extrêmement Pété De Rire, che amplifica il significato precedente.
Thailandese
In thailandese, la rappresentazione grafica della risata online è 55555: il motivo è che il numero 5 in thailandese si pronuncia haa. Se le risate sono molte, e di gusto, si aggiungerà il segno + alla fine: 55555555+.
Cinese mandarino
Anche nella maggior parte della Cina le risate si esprimono usando i numeri: la “combinazione” è 23333. In cinese mandarino la trascrizione di haha è 哈哈; mentre se si vuole rappresentare una risata maligna viene usato hehe, la cui trascrizione è 呵呵呵呵.
Come si ride in tedesco
In tedesco si usano, indistintamente, haha e LOL. Più tipico è l’utilizzo degli asterischi per esprimere la risata: *grins* si traduce come sorriso (ed è talvolta abbreviato in *g*), allo stesso modo *lach* si traduce con risata.
Hindi
La lingua più diffusa dell’India identifica risate maschili e risate femminili: le prime sono haha, le seconde vengono espresse con hehe. Ma c’è un modo ancora più curioso di esprimere divertimento, che non fa alcuna distinzione di genere: per comunicare una risata in forma scritta si usa EK numer, traducibile con Per me è un numero 1; EK, in hindi, significa infatti uno/1.
Giapponese
In Giappone la forma grafica della risata online è: la sigla www: attenzione a non confonderla con l’abbreviazione di World Wide Web, che identifica invece gli indirizzi dei siti internet. In lingua giapponese, infatti, le parole risate, warau / 笑う, e sorriso, warai / 笑い, iniziano entrambe con la w. La W, del resto, ricorda l’emoticon giapponese del sorriso.
Come si ride in spagnolo
In spagnolo la rappresentazione grafica del divertimento “standard” è jajaja, ma esistono altre tipologie di risata: quando questa esprime ironia, si usa jejeje; se si vuole trasmettere una risata maligna, si utilizza jijiji.
Arabo
L’arabo standard è la lingua che permette a diversi paesi - come Egitto, Emirati Arabi, Marocco, Algeria, Tunisia - titolari di un loro dialetto, di comunicare: i parlanti di queste nazioni, quando comunicano per iscritto online, scrivono هههههه e pronunciano hahaha.
Polacco
La lingua polacca possiede, soprattutto tra gli adolescenti, due modi per esprimere divertimento: i teenagers polacchi scrivono la parola Heheszki, traducibile con calciare e ridere, per indicare grande spasso; più internazionale e diffuso è l’uso di haha.
Come si ride in greco
Stando all’alfabeto greco, l’inglese LOL si scrive λολ. Più diffuse, però, sono le espressioni χαχα, xaxa, che corrisponde a haha, e χοχο, xoxo: quest’ultima, preferita dai greci, indica una risata sarcastica. Attenzione, però: in lingua greca xoxoxo significa anche baci e abbracci. Il greco, inoltre, fa la differenza tra vari tipi di risata: un riso subdolo si scrive χεχε, çeçe; una risatina è χιχι, çiçi; una risata maligna si scrive μπουχαχα, buxaxa. Infine, si utilizza come risata di scherno, più o meno l’equivalente italiano di gnegnegne, l’espressione χα0χα0χα0.
Estone
In Estonia si utilizza, come rappresentazione grafica del divertimento, la sigla IRW: queste tre lettere sono l’abbreviazione del verbo estone irvitamina, che si può tradurre come ridere in modo speciale o sorridere.
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Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
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Vi sveliamo un segreto sul balcone di Buckingham Palace che in pochi conoscono

Ogni volta che la famiglia reale si affaccia dal balcone di Buckingham Palace, il mondo si ferma per qualche minuto. Gli abiti impeccabili, il saluto alla folla e, negli ultimi anni, le espressioni irresistibili del principe Louis sono diventati parte di un rituale collettivo.
Eppure, dietro quell’immagine iconica che sembra immutabile nel tempo, si nasconde un dettaglio sorprendente che in pochi conoscono.
Secondo quanto rivelato a HELLO! Magazine da una fonte di Palazzo, durante le apparizioni ufficiali vengono posizionati dei televisori nascosti sul balcone.
Il motivo è pratico: il Queen Victoria Memorial, situato proprio davanti a Buckingham Palace , impedisce ai membri della famiglia reale di avere una visuale completa del The Mall quando si affacciano. Per questo motivo «vengono collocate delle tv negli angoli del balcone, leggermente inclinati. La balaustra è coperta da tessuto rosso, così tutta l’attrezzatura può essere nascosta dietro» ha spiegato l’insider.
Un dettaglio che cambia la prospettiva su quelle immagini così familiari. I reali non vedono direttamente la folla come potremmo immaginare, ma si affidano a schermi discreti che permettono loro di seguire il momento in tempo reale - e persino di vedere se stessi.
Una rivelazione che ha fatto sorridere molti osservatori: il piccolo Louis potrebbe essere ancora più teatrale sapendo di potersi guardare in camera?
**6 cose che non pensereste di trovare dentro Buckingham Palace (e invece ci sono)**
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Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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