Il nuovo modo di organizzare le vacanze: dai social all’AI, cosa fanno oggi gli italiani
Nel 2025, secondo l’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, un viaggiatore italiano usa in media tre strumenti diversi prima di prenotare una vacanza. Fino a pochi anni fa bastavano un catalogo in agenzia e, al massimo, una ricerca veloce su Google.
Oggi l’idea del viaggio nasce mentre scorriamo il feed, qualcuno manda un reel nel gruppo WhatsApp, apriamo un comparatore prezzi, poi le recensioni. Più libertà, ma anche più rumore di fondo. Per capire come scegliamo le vacanze serve seguire tutto il percorso: dall’ispirazione al famigerato tasto "paga ora".
Dall’agenzia al feed: com’è cambiato il primo passo
Nella ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation, condotta su 1.017 viaggiatori italiani, i motori di ricerca restano il faro principale: li usa il 61% nella fase di ispirazione. Subito dietro ci sono siti di recensioni e blog di viaggio, siti e app di alloggi, trasporti ed esperienze, oltre ad aggregatori e comparatori: ognuno di questi canali pesa intorno a un terzo del campione. I social media arrivano al 34%, il passaparola tra amici e parenti al 30%.
Il percorso però non è più lineare. "Le persone passano continuamente da motori di ricerca, social media, recensioni, siti ufficiali delle destinazioni e OTA, combinando fonti diverse in base alle proprie esigenze". A dirlo è Eleonora Lorenzini, direttrice degli Osservatori Travel Innovation del Politecnico di Milano. In pratica ognuna di voi costruisce il proprio mix, secondo tempo, budget e bisogno di rassicurazioni.
Ispirazione: tra social, passaparola e recensioni
Per le generazioni più giovani l’incipit è quasi sempre digitale e visivo. I dati dicono che i social sono fonte di ispirazione per il 53% dei 16-24enni e per il 60% dei 25-34enni, contro appena il 13% degli over 65. Un reel o un vlog diventano la miccia che accende il desiderio di partire. Il report "Digital 2026" conferma che oltre metà degli italiani usa i social per informarsi su marchi e prodotti: il turismo segue la stessa logica.
Ma il post che fa sognare è solo l’inizio. Poi arrivano siti di recensioni e blog di viaggio, consultati da circa il 35% del campione, dove si cercano conferme: davvero l’hotel è così? Il trenino panorico vale la levataccia? Qui il vecchio passaparola si sposta nelle chat: amiche, colleghi, gruppi di genitori, community. La dritta della persona fidata pesa ancora moltissimo, solo che passa attraverso messaggi vocali e link condivisi.
Organizzazione pratica: tra Google e chatbot di intelligenza artificiale
Quando dall’ispirazione si passa all’organizzazione, i motori di ricerca tornano centrali. Li usano tutte le fasce d’età, non solo per confrontare prezzi ma anche per capire se in quella settimana c’è un festival in città. E per vedere come funzionano i trasporti locali e quali sono le zone da evitare la notte. È il momento in cui si aprono dieci tab insieme e si salva tutto in preferiti.
In questa fase entra anche l’intelligenza artificiale generativa. Secondo l’Osservatorio Travel Innovation circa un viaggiatore italiano su tre l’ha già usata per costruire un itinerario o trovare idee su esperienze da fare. E l’85% di chi l’ha testata la giudica utile o fondamentale. Il Holiday Barometer di Europ Assistance stima che circa il 26% degli italiani abbia usato almeno una volta l’AI per organizzare le vacanze 2026, in crescita rispetto all’anno precedente. La si interroga su percorsi "furbi", ristoranti non turistici, cose da fare con bambini piccoli.
Il momento del “paga ora”: dove prenotiamo davvero
Quando si arriva alla prenotazione, il quadro è più tradizionale. Secondo i dati del Politecnico di Milano, il 55% degli italiani finalizza su OTA, metamotori o piattaforme di home rental come Booking.com, Expedia e Airbnb. Circa un terzo preferisce i siti e le app dei singoli fornitori, dagli hotel alle compagnie aeree, mentre le agenzie di viaggio tradizionali valgono ancora circa il 12%.
Il digitale è comunque dominante: l’Osservatorio Travel Innovation stima che oltre la metà delle prenotazioni di ospitalità e circa il 70% di quelle di trasporto passino già dall’e-commerce turistico. L’intelligenza artificiale, invece, pesa ancora pochissimo nella chiusura dell’acquisto: solo il 2% delle prenotazioni viene completato direttamente tramite AI. Eppure il traffico che arriva ai siti di prenotazione da strumenti di AI generativa è esploso, con crescite di migliaia di punti percentuali. Molte di voi arrivano sulle piattaforme già "pre-informate" da una chat con l’algoritmo.
Il trucco è costruirvi un metodo: usare i social per sognare, motori di ricerca e recensioni per verificare, l’AI per avere idee, e poi scegliere il canale di prenotazione che vi fa sentire tranquille. Lo strumento cambia, ma il potere di decidere che tipo di vacanza volete resta tutto nelle vostre mani.
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Harry e Meghan: «Lasciare la famiglia reale è stato più difficile di quanto pensassimo»

Secondo le ultime indiscrezioni, allontanarsi dai loro ruoli reali è stato apparentemente molto più difficile di quanto il principe Harry e Meghan Markle avessero mai immaginato.
I Sussex hanno annunciato la decisione di ritirarsi dalla famiglia reale nel gennaio del 2020, e all'inizio pensavano di avere tutto sotto controllo.
Ma poi, tra l'arrivo di una pandemia che ha bloccato il mondo intero, il controllo mediatico quotidiano e i continui disaccordi familiari, il passo indietro di Meghan e Harry non è stato esattamente semplice.
**Il principe Harry scrive un libro: racconterà «tutta la verità» della sua vita nella famiglia reale**
Omid Scobie, giornalista di fiducia dei Sussex e autore del libro Finding Freedom, ha raccontato a People:
«La parte più dura per loro è stata quella di allontanarsi dal loro lavoro e dai loro ruoli reali. È stato più difficile di quanto avrebbero mai immaginato; anche se avevano tutto programmato nelle loro teste».
**8 cose da sapere sul libro di Harry e Meghan, Finding Freedom**
(Continua sotto la foto)
Sebbene la coppia inizialmente volesse un approccio del tipo «un piede dentro, un piede fuori», che consentisse loro di poter continuare con il lavoro all'interno della monarchia ma al tempo stesso avere più indipendenza e privacy, tale accordo - come sappiamo - non è stato approvato dalla regina Elisabetta.
«Sapevano di dover cambiare le cose, ma ciò che avevano in realtà pianificato non si poteva più fare».
«Hanno cercato di trovare un modo per scendere a compromessi - continua Scobie - Ma scendere a compromessi avrebbe permesso loro di avere quel livello di felicità e sicurezza che hanno oggi? Probabilmente no».
**La regina Elisabetta si schiera al fianco di Harry e Meghan dopo l'intervista**
E ancora: «Quei legami con l'istituzione [della monarchia] sarebbero stati ancora forti e ci sarebbero stati costantemente problemi sulle scelte finanziarie e le decisioni da prendere».
Ora, dopo aver passato più di un anno lontano dalle esigenze quotidiane della vita reale, e aiutati dalla libertà economica garantita dai loro accordi multimilionari con Netflix e Spotify, il principe Harry e Meghan sono pronti a voltare pagina, a iniziare il loro «capitolo migliore», come lo chiama Scobie.
**Ecco quando potremo vedere Archie e Lili, i figli di Harry e Meghan**
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