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Mare o montagna: ecco cosa dice di noi la psicologia in base alla meta che preferiamo per le vacanze

Mare o montagna: ecco cosa dice di noi la psicologia in base alla meta che preferiamo per le vacanze

foto di Grazia.it Grazia.it — 7 Giugno 2026
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Siete più a vostro agio tra ombrelloni affollati o sentieri silenziosi? Studi psicologici spiegano cosa rivela questa scelta estiva sui vostri bisogni più profondi.

Secondo una ricerca dell’Università della Virginia, ripresa anche dal Washington Post, chi preferisce le spiagge ampie e luminose tende a essere più estroverso, mentre chi sogna boschi e cime rocciose appare più introverso. La solita diatriba tra mare e montagna, quindi, racconta qualcosa in più di un semplice “dove andiamo in ferie?”.

Quando fissate le vacanze, molte di voi hanno la risposta pronta e quasi automatica. Dietro quella scelta istintiva, però, ci sono bisogni emotivi, livelli di energia e modi diversi di ricaricare le batterie che la psicologia studia da anni.

Perché agli psicologi interessa se scegliete mare o montagna

Gli psicologi della personalità lavorano spesso con il modello dei Big Five, che include il tratto estroversione/introversione. È un tratto abbastanza stabile nel tempo e influenza i contesti in cui vi sentite davvero a vostro agio: situazioni sociali piene di stimoli o ambienti tranquilli e raccolti.

La ricerca dell’Università della Virginia, condotta su più esperimenti, ha mostrato che le persone più estroverse preferiscono spazi naturali aperti come le spiagge, mentre gli introversi si sentono più attratti da boschi e montagne. Non perché la montagna “curi” la timidezza, ma perché offre un livello di stimolazione più compatibile con chi ama silenzio e piccoli gruppi.

Alcuni psicologi parlano di “livello ottimale di attivazione” del sistema nervoso: ognuno di noi funziona meglio con una certa quantità di stimoli. Se vi sentite spesso “scariche”, tenderete a cercare ambienti molto vivi; se siete già sovraccariche, preferirete cornici calme e prevedibili.

Una piccola indagine italiana su 60 persone del Nord, riportata da una psicologa di Piacenza, conferma anche le rappresentazioni sociali: chi ama la montagna viene visto come tranquillo e riflessivo, chi sceglie il mare come allegro, giovane, un po’ iperattivo. Stereotipi, certo, ma basati su vissuti condivisi.

mare

Che cosa rivela essere “tipi da mare”

Pensate a una classica località balneare italiana in agosto: luce fortissima, caldo, rumore di onde ma anche di chiacchiere, musica, bambini che corrono, bar sempre aperti. È un ambiente ad alta stimolazione sensoriale e sociale, perfetto per chi si ricarica stando in mezzo alle persone.

Gli studi citati dai media italiani mostrano che le persone che scelgono il mare tendono a essere più estroverse e socievoli. Vi piace conoscere gente nuova sotto l’ombrellone, organizzare aperitivi di gruppo, improvvisare partite e cene lunghe. Il gioco e il divertimento hanno un ruolo centrale, anche a costo di qualche notte in bianco.

Secondo diversi psicologi, il “tipo da mare” viene spesso descritto come allegro, espansivo, amante della compagnia, a volte un po’ impulsivo o superficiale. Preferite il qui e ora, la leggerezza, la dimensione ludica della vacanza più che la performance sportiva.

C’è poi il club del “Stessa spiaggia, stesso mare”. Chi torna ogni anno nello stesso posto cerca spesso soprattutto sicurezza: conosce la pensione, il bar, il lido, perfino i vicini di ombrellone. Alcuni autori collegano questa abitudine a un tratto più ansioso e controllante: cambiare scenario stanca, la vera ricarica arriva dalla prevedibilità.

Non dimentichiamo infine l’effetto antistress. Per molte persone sotto pressione, l’idea di stare ore sdraiate guardando l’orizzonte è una medicina simbolica. Il semplice rumore delle onde aiuta a “spegnerci” dopo mesi di iper-connessione.

montagna

Che cosa rivela essere “tipi da montagna”

La montagna offre un’altra scena: aria fresca, silenzio rotto da pochi suoni naturali, percorsi in salita, panorami che invitano a fermarsi e guardare. Socialità sì, ma in dosi ridotte, spesso in piccoli gruppi affiatati.

Le descrizioni psicologiche raccolte da vari professionisti parlano di persone più introverse, riflessive e contemplative. Chi sceglie la montagna apprezza il silenzio, la solitudine scelta, la lentezza dei ritmi di paese. Spesso è preciso, tenace, un filo perfezionista: chi mai si affronta un sentiero di cinque ore senza un minimo di programmazione?

Nelle ricerche italiane, l’amante della montagna viene percepito come romantico, riservato, forse un po’ “musone”, ma molto fedele alle proprie passioni e legato alla natura. Non cerca per forza grandi numeri di amici, piuttosto relazioni profonde e tempo di qualità.

Attenzione però: montagna non significa solo pace zen. Per qualcuno è il regno dell’adrenalina, tra arrampicate, vie ferrate, sci e mountain bike. In questo caso il profilo può essere tutt’altro che timido: c’è estroversione, voglia di sfida e di superare i propri limiti fisici, ma in un contesto meno caotico di una spiaggia affollata.

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Personalità miste, benessere mentale e scelta della prossima vacanza

Gli psicologi ricordano che questi ritratti non sono diagnosi, ma “mappe” generali. Come sottolineano gli studi sulle rappresentazioni sociali, mare e montagna evocano immagini collettive, che non esauriscono la complessità di ognuna di voi.

Nella scelta intervengono anche molti altri fattori: i ricordi d’infanzia, il budget, le esigenze dei figli, il clima che tollerate meglio, la distanza da casa, le ferie del partner. Potete essere introverse ma innamorate del mare a settembre, quando le spiagge si svuotano, oppure estroverse che in montagna ritrovano un’energia più pulita.

Sul piano del benessere mentale, i medici e gli psicoterapeuti che si occupano di depressione e ansia ricordano che il contatto con la natura, sia al mare sia in montagna, può ridurre lo stress, migliorare l’umore e stimolare endorfine. Lo psichiatra e psicoterapeuta Giancarlo Stoccoro lo descrive come un supporto utile, da affiancare eventualmente a un percorso di cura, non certo un sostituto.

La domanda chiave, quindi, non è solo “mare o montagna?”, ma “di che tipo di ricarica ho bisogno quest’anno?”. Vi può aiutare qualche piccola domanda:

- Vi sentite svuotate e avete voglia di giochi, risate e nuovi incontri, o di silenzio e spazi larghi?
- Vi rilassa di più un programma senza orari o la soddisfazione di arrivare in cima a un sentiero?
- In passato, dopo quali vacanze siete tornate più riposate e lucide?
- State scegliendo la meta per abitudine, per accontentare qualcun altro o per un reale desiderio vostro?

Rispondere sinceramente è il modo più semplice per usare la psicologia non come etichetta, ma come bussola. Poi potrete contrattare con partner e amici, magari alternare mete diverse o scegliere soluzioni ibride, come un lago di montagna a un’ora dal mare. L’importante è che la vostra prossima valigia somigli davvero, almeno un po’, al vostro modo di essere.

© Riproduzione riservata

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