Colpo di calore nel cane: come evitarlo e come intervenire se mai dovesse accadere
Ogni estate i pronto soccorso veterinari si riempiono di cani in colpo di calore. A volte è bastata mezz’ora in auto parcheggiata, altre una corsa dietro alla pallina sotto il sole delle tre.
Il punto è che questo non è “solo caldo”: la temperatura interna può superare i 41 °C in pochi minuti e mettere a rischio cuore, reni e cervello. La buona notizia? Molti casi si possono evitare, e nei primi minuti avete davvero un margine per cambiare le cose.
Cos’è il colpo di calore nel cane e perché è così pericoloso
Il colpo di calore è una forma di ipertermia: la temperatura corporea del cane sale oltre i valori normali (circa 38-39 °C) perché l’organismo non riesce più a disperdere calore. Sopra i 40 °C la situazione diventa critica, oltre i 41 °C è un’emergenza assoluta.
A differenza nostra, i cani non sudano per rinfrescarsi. Secondo il Ministero della Salute disperdono il calore soprattutto ansimando e, in parte, tramite i cuscinetti delle zampe. Se l’aria è troppo calda e umida, o l’animale è chiuso in uno spazio poco ventilato, questo sistema va in tilt.
Le cause classiche: cane lasciato in auto, anche con finestrini aperti; passeggiate o corsa nelle ore più calde; stazionare su balconi o terrazze roventi; ambienti chiusi senza ricambio d’aria; mancanza di acqua fresca.
Quando la temperatura interna sale troppo, il sangue diventa più denso, la circolazione fatica, gli organi non vengono irrorati a sufficienza. Possono comparire danni a cuore, polmoni, reni e sistema nervoso centrale, potenzialmente irreversibili.
Sintomi del colpo di calore nel cane e cosa fare subito
Prima fase, spesso sottovalutata: lo “stress da caldo”. Può durare una ventina di minuti. I segnali da cogliere sono:
- ansimare molto più del solito
- respirazione accelerata
- sete intensa, salivazione abbondante
- gengive e lingua molto rosse
- irrequietezza, cane che cerca disperatamente ombra o acqua.
Se in questo momento lo portate in un luogo fresco, gli date da bere a piccoli sorsi e lo fate riposare, potete fermare l’evoluzione. Se invece la situazione progredisce, compaiono i sintomi del colpo di calore vero e proprio:
- temperatura corporea oltre i 40 °C (se riuscite a misurarla con termometro digitale rettale)
- debolezza, difficoltà a camminare, barcollamento
- vomito e/o diarrea, anche con tracce di sangue
- disorientamento, sguardo fisso, non risponde come al solito
- collasso, convulsioni, perdita di coscienza.
Cosa fare nei primi 5 minuti:
1. Portare subito il cane in un luogo fresco, all’ombra, ben ventilato. Fuori dall’auto, lontano da asfalto bollente.
2. Offrire acqua fresca, non ghiacciata, a piccole quantità. Niente forzature con siringhe o bottiglie in bocca.
3. Raffreddare gradualmente il corpo con acqua fresca (non freddissima) su zampe, interno cosce, ascelle, collo, addome. Panni umidi leggeri vanno bene, ma non avvolgete il cane come un pacco.
4. Se avete un ventilatore o l’aria condizionata, usateli in modo moderato, senza getti gelidi diretti.
5. Chiamare immediatamente il veterinario e prepararvi a raggiungerlo: anche se il cane sembra riprendersi, la visita è indispensabile.
Cosa non fare mai: ghiaccio o acqua ghiacciata, immersione improvvisa in acqua fredda, farmaci umani “per abbassare la febbre”, coprirlo con teli bagnati pesanti che impediscono al calore di uscire, aspettare “di vedere se passa”.
Come evitare il colpo di calore nel cane: le mosse che funzionano davvero
A casa: mantenete le stanze più fresche possibili nelle ore centrali, con tapparelle abbassate e, se c’è, aria condizionata non troppo forte. L’acqua deve essere sempre disponibile e rinnovata spesso. La cuccia va spostata in una zona ombreggiata, lontana da balconi esposti e superfici bollenti. Tappetini rinfrescanti o panni umidi a disposizione sono un aiuto, purché il cane sia libero di usarli o allontanarsene.
In passeggiata: uscite la mattina presto e la sera tardi. Evitate le ore 11-18 nei giorni più caldi. Controllate con la mano la temperatura dell’asfalto: se brucia a voi, brucia anche ai cuscinetti del cane. Riducete la corsa e i giochi intensi, fate pause all’ombra e portate sempre una borraccia con ciotola pieghevole. Se l’animale rallenta o si ferma, rispettate il suo limite.
In auto: mai, davvero mai, lasciare il cane solo nell’abitacolo, neppure per pochi minuti, neppure con il finestrino aperto “di un dito” o all’ombra. Numerose campagne del Ministero ricordano che con 24-26 °C esterni l’interno dell’auto può superare i 40-50 °C in meno di un’ora. In viaggio tenete l’aria condizionata attiva ma non glaciale, fate soste frequenti in aree ombreggiate e non lasciate il cane nel bagagliaio chiuso senza aerazione.
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I cani più a rischio e i segnali da non aspettare
Sono particolarmente vulnerabili i cani brachicefali (Bulldog, Carlino, Bouledogue Francese, Boxer), i cuccioli, gli anziani, i soggetti obesi o con problemi cardiaci e respiratori, e quelli con mantello molto folto o scuro. Per loro è utile concordare con il veterinario una gestione estiva personalizzata.
È sempre un’emergenza correre in clinica quando vedete: collasso o difficoltà a stare in piedi, convulsioni, perdita di coscienza, respiro molto rumoroso o affannato, vomito o diarrea ripetuti, eventuale sangue nelle feci o nel vomito, temperatura misurata pari o superiore a 40-41 °C, assenza di miglioramento dopo 5-10 minuti di raffreddamento.
Dopo un colpo di calore i veterinari raccomandano spesso esami del sangue e delle urine, perché i danni a reni, fegato e coagulazione possono comparire anche a distanza di ore. Meglio una corsa di troppo in ambulatorio che un ripensamento quando è tardi.
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