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Lifestyle

Il gatto non suda come noi: il segnale di colpo di calore che dovreste riconoscere subito

Il gatto non suda come noi: il segnale di colpo di calore che dovreste riconoscere subito

foto di Grazia.it Grazia.it — 28 Giugno 2026
gatti e caldo
I gatti non reagiscono al caldo come noi e spesso nascondono il disagio fino a quando la situazione diventa seria. Ecco come riconoscere i primi segnali di colpo di calore e cosa sapere per proteggere il vostro gatto durante le giornate più torride.

Trenta gradi fuori, asfalto che fuma, voi rientrate a casa e vi sciogliete sul divano. Il gatto? Sembra la solita sfinge indifferente sul pavimento. Ma dietro quell’aria stoica c’è un dettaglio fondamentale: lui non suda come voi. E se il caldo lo manda in crisi, i segnali arrivano tardi e vanno saputi leggere.

Capire come il suo corpo gestisce la temperatura è il primo passo per proteggerlo. Il secondo è riconoscere in tempo quel segnale preciso che nei gatti non è mai normale e che, nelle giornate bollenti, può significare solo una cosa: sta andando verso il colpo di calore. Vi serve una mini guida pratica, da memorizzare come la lista della spesa.

Perché il gatto non suda come noi (e chi rischia di più)

Il gatto mantiene la temperatura corporea, in media intorno ai 38-39 °C, con meccanismi diversi dai nostri. Suda pochissimo, quasi solo dai cuscinetti plantari. Per disperdere calore aumenta i piccoli atti respiratori, fino ad ansimare, e utilizza la vasodilatazione cutanea: più sangue alla pelle, che così rilascia calore nell’ambiente. Quando l’aria è molto calda e umida, però, questo sistema “va in tilt” rapidamente.

I veterinari ricordano che alcune categorie sono molto più vulnerabili: gatti anziani e gattini, soggetti obesi, razze brachicefale come Persiano ed Exotic Shorthair, con naso corto e vie aeree ristrette, e gatti con problemi cardiaci o respiratori. In loro il colpo di calore può insorgere in pochi minuti. Per questi animali, nei giorni da bollino rosso, la regola è una sola: ambiente più fresco possibile e controllo extra, anche se vivono sempre in casa.

Come capire se il gatto soffre il caldo: dal fastidio all’emergenza

Un minimo di “mal sopportazione” del caldo è normale. Molti gatti, quando la temperatura sale, cercano piastrelle o marmo, dormono più a lungo, si allungano a “tappeto”, giocano meno, bevono un po’ di più e si leccano spesso il pelo: la saliva che evapora aiuta a disperdere calore. Sono strategie fisiologiche, da osservare ma non allarmanti.

Il vero campanello d’allarme è un altro, ed è il segnale da non sottovalutare mai: il respiro a bocca aperta, ansimante. Nel cane è frequente, nel gatto no. Un gatto che, per il caldo, inizia a respirare con la bocca spalancata, con atti rapidi e rumorosi, sta lanciando una richiesta di aiuto. Se questo sintomo si accompagna ad abbattimento, andatura incerta, ipersalivazione, mucose arrossate, testa e orecchie roventi al tatto, la situazione è urgente. Nei casi più gravi possono comparire vomito, convulsioni, fino al collasso.

Pronto soccorso caldo per il gatto: cosa fare subito (e cosa evitare)

Davanti a questi segnali, la prima azione è telefonare al veterinario e avvisare che sospettate un colpo di calore. Subito dopo, spostate il gatto in un ambiente ombreggiato, fresco e ben ventilato. Vietato agitarsi e rincorrerlo: va gestito con calma, per non stressarlo ulteriormente.

Rinfrescate collo, testa, ascelle e zona inguinale con panni inumiditi con acqua fresca, non gelata. Bagnate delicatamente zampe e cuscinetti plantari, sempre con acqua fresca. Ghiaccio diretto sulla pelle o immersione in acqua freddissima sono da evitare: lo sbalzo termico improvviso può peggiorare la situazione e creare problemi circolatori.

Anche se il gatto sembra riprendersi, un controllo veterinario nelle 24-48 ore è prudente. Come confermano diversi studi recenti sul colpo di calore negli animali, alcuni danni a organi interni compaiono in modo tardivo, quando in apparenza “tutto è passato”.

Casa e routine a prova di caldo: prevenire è più facile che correre al pronto soccorso

La casa può trasformarsi in una trappola termica senza che ve ne accorgiate. Nelle ore centrali, schermate il sole con tapparelle e tende, lasciando se possibile le finestre socchiuse in sicurezza, così da favorire il ricambio d’aria. Mai chiudere il gatto in bagni ciechi o ripostigli. Se usate l’aria condizionata, i veterinari consigliano di mantenere la temperatura intorno ai 22-24 °C, evitando getti diretti sull’animale e sbalzi violenti rispetto all’esterno. Il ventilatore può aiutare, ma va orientato verso l’alto o una parete, non addosso al gatto a distanza ravvicinata.

Per il riposo, meglio lettini rialzati e tessuti traspiranti, non cucce “igloo” chiuse quando fuori ci sono 35 gradi. Potete offrire tappetini refrigeranti veterinari o una borsa del ghiaccio avvolta in un panno, sempre in un punto dove il gatto possa scegliere se avvicinarsi o no. L’accesso a piastrelle e superfici in ceramica o marmo è un aiuto naturale.

Idratazione e ciotole meritano un’attenzione speciale. Distribuite più ciotole di acqua in casa, lontano da lettiera e cibo, cambiandola spesso: deve essere fresca ma non gelata. Le fontanelle con acqua in movimento sono spesso gradite. Evitate di riempire la ciotola di cubetti di ghiaccio. In estate ha senso aumentare la quota di alimento umido: scatolette, bustine o paté contengono più acqua rispetto alle sole crocchette. Serviteli a temperatura ambiente, non appena usciti dal frigorifero.

Per un controllo rapido dell’idratazione potete guardare le gengive, che dovrebbero essere umide e lucide, e fare il piccolo test della pelle sulla nuca: se, sollevata delicatamente, torna subito al suo posto, il gatto è verosimilmente ben idratato; se resta “pinzata”, chiamate il veterinario. E ricordate l’altro divieto assoluto dell’estate: gatto chiuso in auto o trasportino lasciato al sole, anche “solo per cinque minuti”. Con il caldo, cinque minuti possono bastare per trasformare un pomeriggio pigro in un’emergenza.

© Riproduzione riservata

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