Oscar 2023: tutto quello che c'è da sapere sulla 95esima edizione

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Si avvicina la notte degli Oscar 2023: tra film candidati (e favoriti), guest star (tra cui Rihanna) e curiosità, ecco cosa sapere

Gli Oscar 2023 tornano domenica 12 marzo. In diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles la 95esima edizione della Notte delle Stelle hollywoodiana promette il solito imperdibile concentrato di glamour, vip e star, attori, registi, discorsi memorabili e colpi di scena.

** 10 film da vedere per arrivare preparati agli Oscar 2023 **

Ecco allora tutto quello che c’è sapere sulla cerimonia degli Oscar 2023: dove e come vedere la serata, quali sono i film candidati e quelli che hanno ricevuto più nomination.

E ancora, tante curiosità: dal presentatore, Jimmy Kimmel, che torna per la terza volta sul palco richiamato (pare) per dare un booster agli ascolti in calo nelle scorse edizioni, alla guest star Rihanna che, dopo la performance al Super Bowl, si esibirà sulle note della canzone con cui è in lizza per aggiudicarsi l’Academy Awards 2023 per la miglior canzone originale in gara.

Notte Oscar premio cinematografico internazionale copia

Quando e dove vedere gli Oscar 2023

La cerimonia di consegna degli Oscar 2023 andrà in scena nella notte tra il 12 e il 13 marzo al Dolby Theatre di Ovation Hollywood a Los Angeles.

Sarà trasmessa in diretta sul canale americano ABC, mentre dall'Italia sarà possibile vederla in diretta su Sky Cinema OscarSky Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOW.

Le premiazioni cominceranno verso l’1.00  a.m. (ora italiana) e dureranno circa quattro ore, ma connettendosi prima si avrà modo di seguire l'arrivo delle star sul red carpet con relative interviste e commenti.

Jimmy Kimmel presentatore notte Oscar 2023

Chi è Jimmy Kimmel, il conduttore degli Oscar 2023

Nome completo James Christian Kimmel. È un conduttore tv (del talk show serale in onda sulla ABC Jimmy Kimmel Live!), comico, attore e produttore statunitense. Ha 55 anni, è nato a Brooklyn, è sposato in seconde nozze con la sceneggiatrice Molly McNearney e ha cinque figli.

Nell’ambiente si dice che l’Academy lo abbia scelto per risollevare l’audience della serata: l’edizione del 2017 - quella del clamoroso errore nell’annuncio del film vincitore Moonlight - è stata una delle più seguite di sempre dal pubblico americano ed estero.

Rihanna ospite Oscar 2023 e candidata miglior canzone

Super ospite: Rihanna

Dopo l'half time trionfale al Super Bowl, che ha segnato il suo ritorno sul palco dopo sei anni, Rihanna si esibirà agli Oscar 2023. 

Canterà e ballerà sulle note del brano Lift me up, contenuto nella colonna sonora del film Black Panther: Wakanda forever e scritto in collaborazione con TemsRyan Coogler e Ludwig Göransson.

Per questo brano la pop star ha anche ottenuto una nomination agli Academy Awards come Migliore Canzone Originale.

L’artista, oggi trentacinquenne, ha annunciato al Super Bowl di essere incinta del secondo figlio.

Lady Gaga vince Oscar per Shallow

Le altre guest star della serata

Gli altri ospiti che si esibiranno quest’anno sono Diane Warren con il brano Applause dal film Tell it Like a Woman; Lady Gaga (già vincitrice di un Oscar con Shallow nel 2019) con Hold My Hand da Top Gun: MaverickNaatu Naatu da RRR; David Byrne con This Is a Life da Everything Everywhere All at Once.

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Oscar 2023: le candidature degli Academy Awards

Prima della fatidica notte più glam dell’anno, c’è il rito delle candidature. Quest’anno sono state annunciate lo scorso 24 gennaio da Riz Ahmed, l'interprete di Sound of Metal, e Allison Williams, la star di Get Out e del recente film horror M3GAN.

Tra i film con più nomination, Everything Everywhere All at Once di Daniel Kwan e Daniel Scheinert ne ha ottenute undici, seguito da Gli spiriti dell’isola Niente di nuovo sul fronte occidentale, entrambi con noveSette le nomination per The Fabelmans, tra cui miglior film e miglior regia. 

Tra i grandi blockbuster, Top Gun: Maverick ha ottenuto sei candidature, ma Tom Cruise non rientra nella cinquina dei migliori attori. Sei le nomination per Tár, tra cui miglior film, miglior regista e migliore attrice a Cate Blanchett; tre le candidature per Triangle of Sadness, già il vincitore della palma d’oro.

Cate Blanchett candidata Oscar 2023 film Tar

Un pizzico di delusione per Avatar: la via dell’acqua, che ottiene (solo) tre candidature tecniche e la meritata nomination per il miglior regista a James Cameron.

Stupisce anche la mancata nomination di Decision to Leave di Park Chan-wook come miglior film internazionale.

Tra i candidati nella categoria miglior attore e attrice protagonista, spiccano Austin Butler per il biopic Elvis di Baz Luhrmann e il film di guerra Niente di nuovo sul fronte occidentale, che ha appena vinto il BAFTA come miglior film. Nella rosa dei papabili, anche Colin Farrel e Brendan Fraser, co-protagonisti nella pellicola Gli spiriti dell’isola.

Infine, Ana de Armas è candidata come migliore attrice con la sua Monroe, mentre Guillermo del Toro ha ottenuto una candidatura per la sua versione di Pinocchio.

(L’elenco completo delle nomination per ciascuna categoria è in coda all’articolo).

Notte Oscar Dolby Theatre di Los Angeles

I candidati italiani agli Oscar 2023

Accanto alla delusione per la mancata candidatura di Nostalgia di Mario Martone a miglior film straniero, tra gli italiani che si sono conquistati un posto nella short list finale c’è Alice Rohrwacher con il suo cortometraggio live action Le Pupille; e poi, Aldo Signoretti, make-up artist che fa parte del team di truccatori e parrucchieri candidati per la categoria Miglior Trucco e Parrucco per il film Elvis.

Da evidenziare anche la candidatura come miglior canzone originale di Tell it like a Woman, brano del film antologico Applause (di Diane Warren e Sofia Carson), prodotto dall’italiana ILBE – Iervolino & Lady Bacardi Entertainment e diretto e prodotto dall’italiana Chiara Tilesi.

Academy Award: chi voterà i vincitori degli Oscar 2023

Nel 2023 i membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences chiamati a votare e a decretare i vincitori tra i canditati in concorso saranno ben 9579, divisi in 17 categorie

Tra i votanti ci sono attori (il ramo più numeroso tra i votanti), registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, musicisti, produttori, scenografi, costumisti, dirigenti, montatori, truccatori e parrucchieri, marketing e pr, membri aggregati associati…

Schiaffo di Will Smith a a Chris Rock agli Oscar 2022

Curiosità e prime volte alla 95esima edizione degli Oscar

Dopo l’incidente dello scorso anno, il contestatissimo schiaffo di Will Smith a Chris Rock, per affrontare in sicurezza la 95 esima edizione degli Oscar, l’Academy ha istituito una vera e propria unità di crisi, pronta a intervenire in caso si verifichino simili o nuovi incresciosi colpi di scena inattesi.

Ha vinto sette Grammy ma questa per Rihanna è la prima nomination agli Oscar. Lady Gaga, invece, sale a quota quattro, più un Oscar vinto con il brano Shallow.

I record degli Oscar 2023

Il novantenne John Williams, autore della colonna sonora di The Fabelmans, diretto da Steven Spielberg e candidato a sette nomination, tra cui miglior film e miglior regia, è il più anziano candidato all’Oscar in una categoria competitiva. È alla sua 53esima nomination e al momento detiene il record del maggior numero di nomination per una persona in vita.

Sempre in tema di curiosità, quest’anno è record di neofiti. Non accadeva da decenni, infatti, di vedere un numero così alto di nuovi attori e attrici, ben sedici, alla loro prima candidatura agli Oscar (l’anno scorso per altro capitò l’opposto: la maggior parte degli attori aveva già ricevuto nomination in passato). 

E le donne?

Dopo il record positivo delle ultime due edizioni, e l’Oscar per due anni consecutivi a Chloe Zhao e Jane Campion, grandi assenti di quest’anno sono le registe donne. Nessuna traccia di donne nella categoria miglior film internazionale, solo Women Talking, nella categoria miglior film, è diretto da Sarah Polley, candidata poi per la miglior sceneggiatura adattata. E poi, ancora, candidate nella categoria miglior documentario sono Laura Poitras per All the Beauty and the Bloodshed e Sara Dosa per Fire of Love.

A proposito di prime volte

I 16 nuovi possibili vincitori della statuetta 2023 sono: Austin Butler, Hong Chau, Kerry Condon, Jamie Lee Curtis, Ana de Armas, Colin Farrell, Brendan Fraser, Brendan Gleeson, Brian Tyree Henry, Stephanie Hsu, Barry Keoghan, Paul Mescal, Bill Nighy, Ke Huy Quan, Andrea Riseborough, Michelle Yeoh.

Oscar 2023: elenco completo delle nomination per categoria

Miglior film
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: La via dell'acqua
Gli spiriti dell'isola
Elvis
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans
Tár
Top Gun: Maverick
Triangle of Sadness
Women Talking

Miglior regia 
Martin McDonagh, Gli spiriti dell'isola
Daniel Scheinert e Daniel Kwan, Everything Everywhere All at Once
Steven Spielberg, The Fabelmans
Todd Field, Tár
Ruben Ostlund, Triangle of Sadness

Miglior attrice 
Cate Blanchett, Tár
Ana de Armas, Blonde
Andrea Riseborough, To Leslie
Michelle Williams, The Fabelmans
Michelle Yeoh, Everything Everywhere All at Once

Miglior attore 
Austin Butler, Elvis
Colin Farrell, Gli spiriti dell'isola
Brendan Fraser, The Whale
Paul Mescal, Aftersun
Bill Nighy, Living

Miglior film straniero 
Niente di nuovo sul fronte occidentale, Germania
Argentina, 1985, Argentina
Close, Belgio
EO, Polonia
The Quiet Girl, Irlanda

Miglior attrice non protagonista
Angela Bassett, Black Panther: Wakanda Forever
Hong Chau, The Whale
Kerry Condon, Gli spiriti dell'isola
Jamie Lee Curtis, Everything Everywhere All at Once
Stephanie Hsu, Everything Everywhere All at Once

Miglior attore non protagonista
Brendan Gleeson, Gli spiriti dell'isola
Brian Tyree Henry, Causeway
Judd Hirsch, The Fabelmans
Barry Keoghan, Gli spiriti dell'isola
Ke Huy Quan, Everything Everywhere All at Once

Miglior fotografia
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Bardo, la cronaca falsa di alcune verità Chronicle
Elvis
Empire of Light
Tár

Miglior montaggio
Gli spiriti dell'isola
Elvis
Everything Everywhere All at Once
Tár
Top Gun: Maverick

Miglior sonoro
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: La via dell'acqua
The Batman
Elvis
Top Gun: Maverick

Migliori costumi 
Babylon
Black Panther: Wakanda Forever
Elvis
Everything Everywhere All at Once
La signora Harris va a Parigi

Miglior makeup 
Niente di nuovo sul fronte occidentale
The Batman
Black Panther: Wakanda Forever
Elvis
The Whale

Migliore colonna sonora
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Babylon
Gli spiriti dell'isola
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans

Miglior canzone
Applause (Tell It like a Woman)
Hold My Hand (Top Gun: Maverick)
Lift Me Up (Black Panther: Wakanda Forever)
Naatu Naatu (RRR)
Time (Amsterdam)
This Is a Life (Everything Everywhere All at Once)

Miglior sceneggiatura originale 
Gli spiriti dell'isola
Everything Everywhere All at Once
The Fabelmans
Tár
Triangle of Sadness

Miglior sceneggiatura non originale 
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Glass Onion: Knives Out
Living
Top Gun: Maverick
Women Talking

Migliori effetti speciali 
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Avatar: The Way of Water
The Batman
Black Panther: Wakanda Forever
Top Gun: Maverick

Miglior film d'animazione 
Guillermo del Toro’s Pinocchio
Marcel the Shell With Shoes On
Il gatto con gli stivali 2 - L'ultimo desiderio
The Sea Beast
Red

Miglior corto animato
Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo
The Flying Sailor
Ice Merchants
My Year of Dicks
An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It

Miglior Cortometraggio Live-Action
An Irish Goodbye
Ivalu
Le Pupille
Night Ride
The Red Suitcase

Miglior documentario 
All That Breathes
All the Beauty and the Bloodshed
Fire of Love
A House Made of Splinters
Navalny

Miglior cortometraggio documentario 
The Elephant Whisperers
Haulou
How Do You Measure a Year?
The Martha Mitchell Effect
Stranger at the Gate

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John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra

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In streaming dal 13 febbraio, la serie prodotta da Ryan Murphy, ripercorre una delle storie romantiche più invidiate e tragiche d’America

Il 13 febbraio fa il suo debutto su Disney+ con i primi tre episodi Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette. Prodotta dall’uber-prolifico Ryan Murphy (American Horror Story), la serie ripercorre la storia romantica tra l’erede di casa Kennedy, figlio di John Fitzgerald e Jacqueline, interpretato da Paul Anthony Kelly, e Carolyn Bessette, carismatica e talentosa PR che a lungo ha militato al fianco di Calvin Klein. Nella serie Carolyn ha il volto della magnetica Sarah Pidgeon. 

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette inizia dalla fine, per poi tornare indietro al primo incontro tra i due e alla parabola romantica della loro invidiatissima storia. Nella serie ci sono il lavoro di lei per Calvin Klein, le sue passioni, il suo innato talento per la moda, quella spontaneità che farà breccia nel cuore di uno degli scapoli più potenti d’America. Ci sono il peso del cognome di lui, la famiglia, la pressione dei media. C’è New York, spttacolare e bellissima, vissuta nella sua frenesia creativa e nel suo benessere più invidiabile. 

Love Story debutta in streaming il 13 febbraio su Disney+ con le prime 3 puntate, seguite da un episodio alla settimana ogni venerdì. Quello dedicato a JFK Jr. e a Carolyn Bessette è il primo capitolo di una nuova serie antologica che rivive, proprio in pieno stile Ryan Murphy, le grandi storie d’America, in questo caso romantiche. La serie è tratta dal libro Once Upon a Time di Elizabeth Beller che, pubblicato ormai un paio di anni fa, ha raccontato diversi dettagli fino ad allora inediti della relazione tra i due. 

Love Story

Di cosa parla Love Story

Quella tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette è stata una storia romantica che ha ammaliato l’America. Lui, figura regale e scapolo d’oro, era già una vera celebrità mediatica quando conosce lei, bellissima e volto noto della New York della moda per essere passata in pochissimo tempo da venditrice a figura creativa di spicco in Calvin Klein.

Lui, assoggettato al suo nome; lei, indipendente e libera. Si conoscono a una festa e scatta subito un amore destinato a essere indissolubile. La loro storia inizia, gli occhi della nazione di catalizzano su di loro, le attenzioni dei media si intensificano rischiando di separarli.

Il tragico epilogo della loro storia romantica è noto - i due moriranno in un incidente in elicottero nel 1999 - ed è qui che il racconto inizia per poi ripercorrerla tutta.

Il peso di essere un Kennedy quando vorresti solo essere “normale”

La passione dei media per JFK Jr. è uno degli elementi su cui la serie mette l’accento. I giornali gli dedicano copertine e qualsiasi cosa faccia è sempre sotto gli occhi di tutti. Sono i media che diventano, in più casi della relazione con Carolyn, un elemento di disturbo e quasi di rottura.

Essere un Kennedy per John è un plus, per i privilegi di cui gode, ma anche un peso. La madre Jaqueline, interpretata dalla sempre eccellente Naomi Watts, suggerisce a più riprese che è una condizione con cui non si può non fare i conti ma che, gli suggerisce, non deve diventare un giogo, soprattutto in amore. 

Love Story

Carolyne Bessette, la moda, Calvin Klein e New York

La serie è una ricostruzione piuttosto fedele e accurata della storia dei due prima, durante e dopo il loro incontro. La parte che più ci coinvolge nella visione è scoprirne il dietro le quinte.

Se la storia personale e gli ambienti che frequenta John rispecchiano il suo status lasciandoci a bocca aperta, la parte più interessante è quella che riguarda Carolyn e il suo lavoro nella moda, tra mansioni, feste, la sua amicizia con Calvin Klein e un modo di vivere New York da favola.

È una serie stilosissima perché loro due lo erano e quindi la riproduzione pressoché fedele dei loro gusti in fatto d’abbigliamento è bastata. Il costumista Rudy Mance - noto collaboratore di Murphy - a proposito, ha affermato di aver cercato pezzi autentici soprattutto per i look di Carolyn, consapevole dell’importanza che gli spettatori avrebbero attribuito alla sua figura e alla coerenza estetica. 

Love Story

A chi piacerà Love Story e perché

Love Story vi piacerà perché è una meravigliosa storia romantica vera e perché racconta un pezzo di storia americana. La coppia Kennedy-Bessette è sempre stata molto in vista e chiacchierata e per questo molto riservata sul proprio lato più intimo e personale.

Rimane celebre la loro scelta di sposarsi con una cerimonia riservatissima (il 21 settembre 1996), alla presenza solo di una cinquantina di invitati a Cumberland Island in Georgia.

Anche dei loro tre anni di matrimonio, tra una passione mai estinta ma anche tanti attriti causati dalla reciproca visibilità, non si è mai saputo moltissimo e questa serie offre uno sguardo completo e senza precedenti sugli accadimenti. 

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Cime tempestose non è Cime tempestose. E non basta Jacob Elordi a salvarlo

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Cime tempestose di Emerald Fennell è la versione pop-hot del classico di Emily Brontë, da cui però si allontana troppo, privandolo del cuore

Lo chiameremo Cime tempestose di Emerald Fennell.

Perché se è vero che gli adattamenti cinematografici non devono di continuo essere paragonati ai romanzi da cui sono tratti, qui c’è un problema di fondo legato ai principi narrativi con cui nascono uno e l’altro.

Il Cime tempestose di Emily Brontë è un romanzo che parla di un’ossessione, di un amore “tossico”, di una relazione che non si concretizza mai portando alla distruzione i suoi protagonisti.

Quello di Emerald Fennell è un racconto erotico in stile Harmony dove i due personaggi principali, Catherine Earnshaw interpretata da Margot Robbie e Heathcliff da Jacob Elordi, inseguono l’happy end della loro attrazione in un gioco erotico che viene portato avanti dalla regista per tutto il film e ha un compimento (plurimi compimenti… quindi se ci andate perché siete fan di Jacob Elordi o di Margot Robbie, la visione avrà di sicuro un senso per voi). 

Cime tempestose è un romanzo che meriterebbe una serie. La prima parte è dedicata al rapporto tra Heathcliff e Catherine, mentre la seconda - che al momento non ha trovato posto nelle trasposizioni - è la storia delle seconde generazioni della loro famiglia.

Anche il film di Emerald Fennell si ferma alla prima parte, concentrandosi quindi su quella che trasforma in una storia romantica di due giovani che sono cresciuti insieme, imparando a conoscersi, a capirsi e ad amarsi in modo totale (“Lui è me più di me stessa” dice Catherine in una delle frasi più celebri, che a breve diventerà un meme per qualche dedica romantica). 

Catherine è una ragazza intelligente e capricciosa che sa di avere sulle spalle la parabola discendete della sua famiglia, con il padre che si è indebitato tra gioco e alcol.

Heathcliff è un trovatello che Mr. Earnshaw ha deciso di adottare e che, una volta cresciuto, lavora nella casa di famiglia, chiamata Cime tempestose, come tuttofare.

Siamo nella campagna inglese dell’Ottocento. Il loro è un rapporto impari per il tempo, ma nato da un legame così forte che, non risolto nel libro, porterà follia e violenza. Questa base narrativa nel film si dissolve completamente.

L’intento della regista quindi sembra alla fine solo quello di usare il nome, le atmosfere e la coppia cult del romanzo per costruire un’altra storia, di tormento passionale e sfortune romantiche con due attori super hype. 

Quella di Emerald Fennell non è una versione moderna del classico (Romeo+Giulietta di Luhrmann lo era e ancora oggi, a trent'anni dalla sua uscita, è un film pazzesco). È un'altra versione del classico.

È una proiezione emotiva di come probabilmente la regista, da fan, voleva sarebbe finita la storia. Ma non è Cime Tempestose

Cime tempestose

L’erotismo in Cime tempestose di Emerald Fennell

Dalla scena d’apertura dell’impiccagione - fra l’altro, una delle più belle del film, con il sottofondo musicale pazzesco di House di Charlie XCX con John Cale - in avanti, il film è zeppo rimandi sessuali. Ogni inquadratura - dalla bava di lumaca alle figure rinchiuse in un libro - ci ricorda che siamo lì per quello. Sesso.

Quindi tutta la narrazione più che sulla parabola emotiva tra Catherine e Heathcliff si concentra su quella erotica. Parabola che viene traslata anche sul rapporto che Catherine ha con il marito Mr. Linton, molto casto-tradizionale, e che Heathcliff avrà con Isabella, di sottomissione di lei.

E anche se proviamo a fregarcene che nel romanzo invece nessuno di loro fa nulla, ma proprio nulla, tipo manco si toccano, e invece qui a un certo punto fanno solo quello, e che lui ha le fattezza di Jacob Elordi, arriviamo a non poterne più perché non rimane nulla nemmeno di non detto o di non visto, nemmeno a stuzzicarci la fantasia (non a caso la scena più erotica del film è quella di loro due nella stalla). 

Cime tempestose

La musica di Charlie XCX, ma non solo: cosa salviamo del film di Emerald Fennell

Cime tempestose è ambientato nella campagna dello Yorkshire. Nella sua trasposizione, Emerald Fennell ricostruisce con un piglio registico originale, quasi da videoclip, i luoghi in cui si svolge la vicenda: dalle due case, Cime tempestose (residenza degli Earnshaw) e Thrushcross Grange (residenza dei Linton), alla brughiera che ritorna in tutta la sua cupa atmosfera, carica di freddo e nebbia.

** Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb **

Molto carine anche le parti in cui Emerald Fennell racconta gli scherzi che si fanno Heathcliff e Catherine: una parte della loro infanzia che portano avanti da adulti. Interessante, inoltre, l’interpretazione netta che la regista dà alla figura di Nelly Dean (Hong Chau), la domestica di casa Earnshaw e poi Linton, che nel libro è la voce narrante. Nelly è una figura che per molti lettori non ha una collocazione precisa - è lei la responsabile dell’allontanamento di Heathcliff? - mentre nel film di Emerald Fennell è un personaggio che ha un ruolo fondamentale in tutta la storia (e per molti aspetti ci fa rivalutare anche passaggi del romanzo…). 

La colonna sonora è perfetta: dai pezzi scritti da Charlie XCX per il film a cult di Kate Bush, David Bowie, Noah Cyrus, ma non solo, la musica aderisce magnificamente sulla resa visiva del film e sulle sue atmosfere. 

Cime tempestose

Cosa resterà di Cime Tempestose di Emerald Fennell?

Di sicuro Jacob Elordi e Margot Robbie, entrambi meravigliosi. Lui è un Heathcliff fin troppo bello e innamorato, a cui manca tutta quella parte di cattiveria, vendetta e grezzume che ci saremmo aspettati dal personaggio originale, ma come ormai avrete capito, il film non era quella la direzione che voleva prendere. Lei come Catherine invece è più aderente all’originale in tutto. Insieme sono pazzeschi.

Speriamo che non rimanga questa come versione di trama del titolo di Emily Brontë. In molti andranno a vederlo e il rischio è che pensino che la storia del romanzo sia questa: ci sono delle aderenze, ma finisce lì. Quello originale è un racconto cupo, violento, che non ha nulla a che fare con il romanticismo pop e i pruriti sessuali. È un classico moderno, molto disturbante, anche riletto oggi.

Non è questione di Gen Z che ha difficoltà a leggere il classico - come si è sentito su TikTok in queste settimane - o di Millennials che l’hanno letto, di chi lo amerà e di chi no “ma per fortuna c’è Jacob Elordi…”. Il problema è chiamare Cime tempestose un film che di quel titolo non ha l’essenza.

Quindi andate al cinema, godetevelo come una love story interessante da vedere a San Valentino, ma poi speriamo che nelle vostre menti rimarrà come “quel film in costume con Margot Robbie e Jacob Elordi”. Poi leggete il libro e capite che è tutta un'altra storia. 

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Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton

Bridgerton duca di HastingsBridgerton coppia
Da Regé-Jean Page a Phoebe Dynevor, tutte le scelte che hanno cambiato il cast di Bridgerton stagione dopo stagione

Ogni stagione di Bridgerton porta con sé nuovi protagonisti, nuove storie d’amore e - inevitabilmente - nuove assenze.

Fa parte della natura stessa della serie prodotta da Shondaland: ogni stagione cambia protagonista, rimescola le dinamiche e sposta il focus narrativo all'interno della famiglia Bridgerton. Eppure, non tutte le uscite di scena vengono percepite allo stesso modo dal pubblico.

Alcuni addii sono stati silenziosi, altri annunciati con grande chiarezza, altri ancora accompagnati da dichiarazioni che hanno acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Dietro la decisione di non tornare ci sono motivazioni diverse; ma il risultato è che, stagione dopo stagione, il cast della serie si è trasformato, lasciando indietro personaggi amatissimi o controversi, ma sempre centrali nell’immaginario collettivo. 

Ecco allora cinque attori che hanno scelto di non tornare (o di farlo solo marginalmente) in Bridgerton, spiegando (più o meno apertamente) il perché.

**8 serie da vedere se vi è piaciuto Bridgerton**

**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**

(Continua sotto la foto)

Bridgerton 2 abiti festa

Regé-Jean Page, che ha interpretato Simon Basset 

È il caso più emblematico. Dopo il successo travolgente della prima stagione di Bridgerton, Regé-Jean Page è diventato una star globale nel giro di poche settimane. Il suo Simon Basset, duca di Hastings, ha catalizzato l’attenzione del pubblico (soprattutto di quello femminile), rendendo la sua assenza dalla seconda stagione impossibile da ignorare.

L’attore ha però chiarito più volte che la decisione era stata presa fin dall’inizio: «Mi ero iscritto per un arco narrativo di una stagione» ha spiegato in un’intervista. «Simon aveva una storia completa: entrava, viveva il suo conflitto, trovava l’amore ed era libero».

Nessun ripensamento, dunque, né ritorni strategici: Page ha scelto di voltare pagina e concentrarsi su nuovi progetti, da Hollywood al cinema d’autore.

Phoebe Dynevor, che ha interpretato Daphne Bridgerton

Se Simon è scomparso di colpo, Daphne ha fatto un’uscita più graduale. Phoebe Dynevor è tornata brevemente nella seconda stagione, ma ha poi confermato di non essere coinvolta nei capitoli successivi di Bridgerton. Anche in questo caso, la motivazione è narrativa prima ancora che personale.

«La storia di Daphne era completa» ha dichiarato l’attrice. «Ha avuto il suo lieto fine, ed è giusto così».

Phoebe Dynevor ha poi ammesso di essere una grande fan della serie, ma di sentirsi pronta a esplorare ruoli diversi. Un addio elegante, coerente con il personaggio che ha contribuito a rendere la serie un fenomeno globale.

Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina Sharma 

La seconda stagione ha ruotato attorno al triangolo amoroso tra Anthony, Kate ed Edwina Sharma. Ma, una volta concluso quel capitolo, Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina, ha chiarito che non tornerà stabilmente nel mondo di Bridgerton.

«La storia di Edwina è arrivata a una conclusione naturale», ha spiegato.

L’attrice ha sottolineato come il personaggio abbia trovato una nuova consapevolezza e un nuovo inizio lontano da Londra, rendendo superfluo un ritorno. Anche qui, nessun drama: solo una scelta coerente con l’arco narrativo.

**Jonathan Bailey racconta il destino di Anthony nella quarta stagione di Bridgerton**

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Ruby Barker, che ha interpretato Marina Thompson 

Più complessa e dolorosa è stata l’uscita di scena di Ruby Barker, interprete di Marina Thompson. Presente nelle prime due stagioni di Bridgerton, il suo personaggio aveva una traiettoria narrativa oscura e irrisolta, che ha diviso il pubblico.

La stessa Barker ha raccontato pubblicamente le difficoltà vissute durante e dopo l’esperienza nella serie, parlando apertamente di salute mentale. «Non mi sono sentita supportata» ha detto in un’intervista, spiegando che il periodo successivo a Bridgerton è stato particolarmente duro.

Il suo ritorno non è mai stato annunciato, e la sua storia sembra essersi chiusa definitivamente fuori scena.

Jessica Madsen, che ha interpretato Cressida Cowper 

Diverso, e più sorprendente, il caso di Cressida Cowper. Per tre stagioni è stata una presenza fissa: antagonista, provocatrice, spesso sopra le righe. Nella terza stagione, però, Bridgerton le ha regalato una backstory più profonda e ambigua, culminata in un finale amaro.

Jessica Madsen ha lasciato intendere che il suo percorso nella serie potrebbe essersi concluso, spiegando di aver dato tutto al personaggio. «Cressida è stata intensa, complessa, e raccontarla è stato un viaggio», ha detto. Un addio che lascia il segno, proprio perché arriva nel momento di massima complessità narrativa.

**4 consigli per trovare l'amore (dai personaggi di Bridgerton)**

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Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

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Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson: in streaming o al cinema, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

Il Dolby Theatre di Los Angeles è pronto ad accogliere la sera del 15 marzo - per noi quindi sarà dalla mezzanotte del 16 marzo - la 98ma cerimonia degli Academy Awards. Per arrivare preparati, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026.

Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, ma anche Marty Supreme di Josh Safdie e Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao sono tanti i titoli super chiacchierati su cui sono puntati i riflettori nelle categorie principali ma non solo. 

In attesa di vedere chi trionferà, per arrivare preparati alla notte più attesa del cinema, ecco una lista dei film candidati e dove è possibile vederli al momento tra streaming e sala. 

Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

(Continua sotto la foto)

i peccatori

I peccatori di Ryan Coogler

16 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Michael B. Jordan)

Mississippi anni ’30. In piena segregazione razziale, due fratelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle un passato turbolento. Ad accoglierli qui una minaccia che non avrebbero mai immaginato - legata al mondo dei vampiri. Horror e folklore si mischiano in un film tra i più originali visti quest’anno.

Su Sky Cinema Uno in abbonamento. 

una battaglia dopo l’altra

Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson 

13 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Leonardo DiCaprio), Miglior attore non protagonista (Sean Penn e Benicio Del Toro)

California. Bob Ferguson è un ex rivoluzionario appartenente al gruppo “French 75” ormai in declino. Bob vive con la figlia adolescente e tutto sembra filare nella giusta direzione fino a quando un suo ex acerrimo nemico, il colonnello Lockjaw, riappare dopo 16 anni nella sua vita e rapisce la ragazza. A Bob non rimane che riunire i suoi vecchi compagni d’armi. Un Leonardo DiCaprio al suo top che speriamo si aggiudicherà la statuetta che si merita.

Su HBO Max in abbonamento o su diverse piattaforme a pagamento. 

frankenstein del toro

Frankenstein di Guillermo del Toro

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore non protagonista (Jacob Elordi)

Chi è il vero mostro in Frankenstein? Guillermo del Toro adatta l’opera di Mary Shelley al suo cinema e alla tematiche a lui care. Il suo Frankenstein rimane fedele al romanzo gotico ma ne accentua la carica filosofica. Il film segue una doppia narrazione creatore-creatura per raccontare l’ossessione di Victor Frankenstein di vincere la morte. Per questo motivo dà vita a una creatura, disperata nella sua solitudine e nella sua immortalità, alla ricerca di un suo posto nel mondo.

Su Netflix in abbonamento. 

bugonia

Bugonia di Yorgos Lanthimos

4 candidature tra cui Migliore Attrice Protagonista (Emma Stone), Miglior sceneggiatura non originale

Yorgos Lanthimos torna ancora una volta a lavorare con la sua “musa” Emma Stone e con Jesse Plemons (i tre avevano appena collaborato in Kind Of Kindness) in questo adattamento della sci-fi coreana Save the Green Planet!. Protagonisti sono due uomini che, convinti che la dirigente dell’azienda per cui lavorano sia una potente aliena incaricata di distruggere la Terra, decidono di rapirla per estorcerle la verità sui suoi piani. Quello che inizia come un piano maldestro, si trasforma in un gioco imprevedibile e pericoloso.

Solo a pagamento su Amazon Prime Video e altre piattaforme streaming.

F1

F1 di Joseph Kosinski

4 candidature: Miglior film, Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori effetti speciali

Brad Pitt è Sonny Hayes, ex pilota di F1, ritiratosi negli anni ’90 in seguito a un grave incidente. Dopo trent’anni è il suo vecchio amico Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una nota scuderia, a riportarlo in pista per fare da mentore al giovane Joshua “Noah” Pearce, talentoso ma irruente prodigio dei motori. Un film pazzesco per gli appassionati di auto, anche perché girato splendidamente durante veri weekend di gara.

Su Apple TV in abbonamento.

train dreams

Train Dreams di Clint Bentley

4 candidature: Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior fotografia, Miglior canzone originale

Primo Novecento, Ovest Americano. Robert Grainier (Joel Edgerton) è un lavoratore itinerante. Rimasto orfano da bambino, Grainier vive un’esistenza solitaria, nella natura isolata e incontaminata. Questo fino al giorno in cui s'innamora di Gradys (Felicity Jones). Ma un dramma torna a sconvolgere la sua vita, portando con sé gli echi di un passato mai dimenticato. Un drammone splendidamente interpretato da Edgerton, che ricorda le atmosfere e gli ambienti di un regista cult come Terrence Malick.

Su Netflix in abbonamento.

marty supreme

Marty Supreme di Josh Safdie

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Timothée Chalamet)

New York, anni ’50. Marty Reisman (Chalamet) è stato - per davvero - un prodigioso e originale campione di ping-pong. Nel film lo conosciamo che è un ambizioso venditore di scarpe di giorno, mentre di notte porta avanti il suo talento con la racchetta. Marty è ossessionato dal successo, tanto che per raggiungerlo nel più breve tempo possibile, non esita ad entrare nel mondo delle scommesse e delle truffe. Meravigliosa spalla di Timothée Chalamet nel film è Gwyneth Paltrow nei panni dell’affascinante Kay Stone.

Al cinema dal 22 gennaio.

sentimental value

Sentimental Value di Joachim Trier

9 candidature tra cui Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Renate Reinsve)

Oslo. Nora Borg (Renate Reinsve) è un’attrice di successo che, insieme alla sorella Agnes deve affrontare il ritorno a casa del padre Gustav (Steallan Skarsgård, candidato anche lui come Miglior attore non protagonista), regista. Quando Gustav propone a Nora una parte nel suo film “di ritorno”, Nora rifiuta. Gustav affida così la parte a una giovane attrice hollywoodiana (Elle Fanning), portando scompiglio in famiglia e riaprendo vecchie ferite.

Al cinema dal 22 gennaio.

Hamnet

Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao

8 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)

Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la vita di Agnes (Buckley), una donna legata alla natura da un rapporto quasi ancestrale, moglie di quello che sarà il futuro re del teatro, William Shakespeare. La storia di Hamnet, in particolare modo, si concentra su una grave malattia che colpisce la famiglia, portando via alla coppia il figlio di 11 anni: Hamnet, appunto. L’elaborazione del lutto da parte della donna e la sua innata indole creativa spingeranno in seguito il marito a scrivere quello che diventerà uno dei suoi capolavori indiscussi, l’Amleto.

Al cinema dal 5 febbraio.

L’agente segreto

L’agente segreto di Kleber Mendoça Filho

4 candidature: Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior attore (Wagner Moura) e Miglior casting

1977. Nel corso della dittatura brasiliana, un professore universitario, Marcelo (Moura), si rifugia a Recife durante la settimana del carnevale con la speranza di far perdere le sue tracce. Tuttavia è costretto presto a scoprire che la città non è il rifugio sicuro che si aspettava e inizierà per lui un intenso gioco di sopravvivenza.

Al cinema dal 29 gennaio.