Best of couture: il meglio delle sfilate Fall 2023 da Parigi

Tre giorni di passerelle ad alto tasso di glamour, tra veterani e new entry, celebrities e immancabili polemiche: a Parigi è andata in scena la Haute Couture, con le collezione dedicate alla stagione Fall 2023. Come sempre non ci siamo persi una singola sfilata per individuare tendenze, novità e dettagli interessanti da raccontarvi nel nostro consueto best of.
Partiamo dal calendario fitto, sempre più distante dal concetto di "settimana della moda" in quanto condensa gli show in appena tre giorni. Una full immersion, dal 3 al 6 luglio, nella maestria dei couturière che non basterebbe forse la canonica settimana per raccontarla a dovere.
A catalizzare l'attenzione è stato senza dubbio lo show di Valentino, che ha scelto il parco dello Château de Chantilly per presentare la nuova collezione, e il nuovo messaggio, di Pier Paolo Piccioli, che invita a uscire dall'antico lusso, di cui il contrasto castello-giardino si fanno metafora.
Fa parlare di sé Balenciaga, che prosegue nel filone degli show lenti, questa volta con un'uscita finale memorabile quanto angusta: una vera e propria armatura-couture che si muove, quasi scivolando, tra gli spettatori.
Per la nuova stagione in arrivo, e per quelle che saranno le creazioni più ambite sui prossimi red carpet, gli stilisti hanno compiuto scelte che si incontrano in numerosi punti. Hanno scelto il rosso in tante sfumature, dalle più accese alle più profonde, hanno celebrato la rosa, fiore che ritorna in diverse collezioni, da Armani Privé a Jean Paul Gaultier.
Hanno, forse, sdoganato il denim elevandolo a capo super lusso e proposto orecchini enormi, che diventano quasi degli autentici protagonisti.
Autentici protagonisti sono anche i designer stessi che non compaiono solo per un inchino finale, ma diventano gli ospiti attesi sui front row altrui, catturando più sguardi degli influencer di tutto punto vestiti. È il caso di Donatella Versace, che in prima fila da Valentino, lancia un bel messaggio di sostegno tra grandi nomi e talenti del settore.
Non spoileriamo ulteriormente: date un'occhiata, punto per punto, a quelle che secondo noi sono state le cose più interessanti viste a Parigi in questi giorni
L'Alta Moda si colora di rosso
Il nostro recap parte da un trend colore: su molte passerelle abbonda il rosso, dalle tonalità brillanti a quelle più scure e sanguigne. Dal tubino chic di Fendi ai volumi di Balenciaga arrivando alla giacca in tweed Chanel, diverse sfumature, diverse occasioni, un'unica allure elegante e forte.
In alto da sinistra: Fendi - Balenciaga - Alexis Mabille.
Sopra: Chanel Haute Couture 2023.
Se son rose, è couture!
Le collezione di questa stagione celebrano quello che è forse il fiore più omaggiato nella storia della moda e non solo. Le rose invadono le passerelle, nel caso di Giambattista Valli letteralmente visto il set up ricolmo di boccioli rosa alle spalle delle modelle in movimento. C'è chi si attiene alla forma classica, come Jean Paul Gaultier e chi ne propone tante versioni, come Armani Privé.
In alto: uno scatto dal backstage della sfilata di Jean Paul Gaultier.
Sopra: look e dettagli dalla sfilata Armani Privé. Credits: Getty Images
Applicate o realizzate mediante il drappeggio, stampate o ricamate; nelle ovvie tonalità di rosso oppure nere e ancora rosa Barbie. Le vedremo davvero ovunque.
Sopra da sinistra: Zuhair Murad - Elie Saab - Giambattista Valli. Credits: Getty Images
Alta Moda e denim: questo matrimonio s'ha da fare?
Non è la prima volta che assistiamo a incursioni pret-a-porter nel luccicante mondo dell'Alta Moda. Dalle biker jacket ai blazer, negli anni ci sono stati svariati esercizi di contaminazione che hanno incluso anche questo protagonista, ovvero il denim. I puristi di ruches e drappeggi grideranno allo scandalo, almeno a priva vista: in passerella vanno in scena i jeans certo, ma sono in versione super luxury. Un esempio? Il modello che ha aperto la sfilata di Valentino, addosso a Kaia Gerber: un pantalone ricoperto di perline in decine di sfumature di blu così da replicare la colorazione del denim.
In alto: Kaia Gerber apre la sfilata Haute Couture di Valentino.
Sopra da sinistra: Jean Paul Gaultier - Valentino. Credits: Getty Images
Il debutto di Thom Browne
Il designer americano Thom Browne entra a gamba tesa nel calendario della couture parigina, con uno show che non è passato inosservato e che ci ha riportato alla mente i vecchi "fasti" del Dior by John Galliano. Un'atmosfera teatrale dall'allure dark che fa da palcoscenico a una collezione che mette ancora una volta il complesso e fine lavoro di sartoria che identifica il brand.
In alto e sopra, due immagini dalla sfilata Haute Couture Fall 2023 di Thom Browne. Credits: Getty Images
Lo straordinario Jean Paul Gaultier di Julien Dossena
La tradizione del guest designer da Gaultier continua, con la stagione Fall 2023 affidata a Julien Dossena, mente creativa di Paco Rabanne (pardon, solo Rabanne dal recente rebranding). A lui l'arduo compito di celebrare il talento di uno dei grandi maestri della couture e di reinterpretarlo secondo la propria ottica. Un compito portato a termine con successo: sulla passerella convivono gli elementi inconfondibili dello stile Rabanne uniti ai must dello stile Gaultier. Uno su tutti? Il celebre pointy bra lanciato da Madonna nel 1990, il reggiseno con coppe a cono.
Se il gioiello diventa abito
Non serve arrivare all'uscita finale di Kim Jones e Delfina Delettrez per capire che questa collezione di Fendi è il prodotto di un lavoro a quattro mani. Quelle del direttore creativo del marchio e quelle di Delfina, designer di gioielli ed erede della famiglia Fendi. Da questa unione nascono abiti che diventano gioielli o, viceversa, gioielli che prendono la forma di abiti, in un mix di ispirazioni che non conoscono confine.
Sopra e in alto, look e dettagli dalla sfilata Fendi Haute Couture Fall 2023. Credits: Getty Images
E gli orecchini divennero maxi
Restiamo sempre nel tema gioielli con un accessorio di rilievo di questa fashion week: gli orecchini sono i protagonisti del look, enormi, sproporzionati come mai prima d'ora. Saranno comodi? Saranno pratici? Certamente no, ma volete mettere l'effetto che fanno?
In alto: Valentino Haute Couture Fall 2023.
Sopra: Giambattista Valli Haute Couture Fall 2023 - Schiaparelli Haute Couture Fall 2023. Credits: Getty Images
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Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week
È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei.
Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.
La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.
Chi è Matilde Lucidi
Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.
Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.
In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.
L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.
Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.
Foto: GettyImage
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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
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WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.
Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.
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Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.
Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.
Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.
Brenda Bellei
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WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?
«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».
“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?
«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».
La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?
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«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».
Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?
«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.
L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.
LUCILLE THIEVRE
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BATAKOVIC
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Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»
Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?
«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.
Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».
MORSICA
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WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?
«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».
Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?
«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».
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Prada e l’arte della stratificazione: 5 highlight della sfilata FW26
Il terzo giorno della Milano Fashion Week è ufficialmente entrato nel vivo con una fitta agenda di show in programma. Ad aprire le sfilate del pomeriggio, Prada che ha portato in passerella la nuova collezione FW26 firmata da Raf Simons e Miuccia Prada.
Presentata come sempre negli spazi della Fondazione Prada, la nuova collezione celebra la complessità e le molteplici sfaccettature delle donne e della vita stessa e gioca con la stratificazione dei look che si reinventano e si trasformano a seconda dei vari momenti della giornata.
Durante lo show, ogni modella ha indossato quattro look sovrapposti e ha percorso la passerella quattro volte togliendo a ogni giro uno strato e mostrando così outfit sempre diversi.
Sotto una giacca si nascondeva uno spolverino trasparente che a sua volta celava un tank top. Sotto il cappotto compariva un maglione over sovrapposto a sua volta a un abito midi: le combinazioni erano infinite.
Ed è proprio con questo gioco di layering che i due co-direttori creativi hanno voluto dimostrare come ogni look possa cambiarsi, adattarsi e riflettere le diverse sfumature di chi lo indossa.
Ma ecco 5 punti chiave dello show andato in scena qualche ora fa.
01. La location
In continuità con la sfilata maschile che è stata presentata lo scorso gennaio, anche la collezione donna del brand è stata svelata nel Deposito della Fondazione Prada, con lo stesso allestimento, tra caminetti e porte d’epoca.
02. Bella Hadid in passerella
Tra le 15 modelle che hanno interpretato i nuovi look della collezione della prossima stagione, Bella Hadid che è apparsa sulla catwalk in una versione inedita, più autentica e naturale del solito. In passerella, infatti, ha sfoggiato i suoi capelli biondi raccolti in un’acconciatura messy e un beauty look minimale, incarnando un’estetica decisamente più essenziale e meno costruita.
03. I pezzi chiave della collezione FW26 di Prada
Tra i pezzi cult della nuova collezione FW26 di Prada, i maglioni con la zip che sembrano quasi delle giacche varsity e si portano con gonne colorate, décolleté con kitten heels, calzettoni che si fermano appena sotto il ginocchio e sciarpe in maglia spessa al collo. Accanto a loro, anche cappotti dalla linea dritta, parka a stampa floreale o con dettaglio di pelliccia. Le zip ritornano anche sui nuovi abiti: si aprono fino a svelare le canottiere o le spalle. Grandi protagonisti, oltre ai completi rigorosi giacca-pantaloni, le gonne midi in organza e in satin, che si portano con camicie con i polsini arrotolati e pullover girocollo super basic.
04. Gli accessori
Al centro della nuova collezione realizzata da Raf Simons e Miuccia Prada, le calzature che spaziano da stringate con la suola robusta e i lacci colorati a contrasto agli stivaletti stringati, fino alle pumps gioiello coloratissime che si portano con calzini lunghi tempestati di applicazioni preziose. Tra le borse da mettere in wishlist, la mini bowling bag a stampa cocco e il secchiello in formato mini effetto snake
05. Il front row
Ricchissimo come sempre il parterre di ospiti avvistati in front row. Tra loro, Sarah Pidgeon, l’attrice che in “Love Story” veste i panni dell’icona di stile Carolyn Besset, Uma Thurman, Carey Mulligan. Insieme a loro anche la campionessa olimpica Eileen Gu, Anna Sawai, Elodie, Mark Zuckerberg con la moglie, Charli D’Amelio, Benedetta Porcaroli e molti altri.
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