I 10 must have che hanno spopolato sui social nel 2022

COVER-10-pezzi-must-2022-DESKCOVER-10-must-virali-2022-MOBILE
Li abbiamo visti ovunque su Instagram e anche fuori dal mondo social: sono i 10 capi e accessori che hanno definito questo 2022

Ogni anno porta con sé una manciata di accessori e capi must-have che lo caratterizzano. In passerella o dalla strada, si creano veri e propri tormentoni fashion che si vedono addosso a celebrities, trendsetter e persone normalissime, a ogni angolo della strada e... su ogni post che I'algoritmo di Instagram propone a chi segue contenuti di moda.
Il 2022 è stato ricco di pezzi che si sono fatti notare e che sono diventati a dir poco virali. Non è un caso ma un insieme di elementi a decretare il successo e la diffusione più o meno a larga scala di un trend o di un pezzo preciso. Un mix di intuizione, strategia di marketing, analisi dei dati di mercato: è l'insieme di questi elementi a dare vita al desiderio, all'impellente "necessità" di avere quelle scarpe o quella borsa.

Puntuale con la fine dell'anno è arrivato anche il report annuale di Lyst, piattaforma e app numero uno a livello di trend hunting, che ha incluso una serie di items che avrete certamente visto ovunque negli ultimi dodici mesi. Dalle ballerine di Miu Miu agli Ugg in versione mini, dalle Birkenstock modello Boston alle Adidas Samba, passando per la discussa "cintura-minigonna" di Diesel.
Basandoci su quello che abbiamo visto in giro e sui social, quel luogo-non luogo che attualmente decreta il successo di ciò che indossiamo più del vecchio streetstyle reale e tangibile, più della vetrina di un negozio o della copertina di una magazine, abbiamo raccolto i 10 pezzi che secondo noi sono diventati simbolo dell'anno appena trascorso e ne abbiamo analizzato il successo. Scopriteli subito e diteci: quanti di questi tormentoni sono riusciti a conquistare uno spazio anche nei vostri armadi?

1. Le ballerine di Miu Miu


Sulla cresta dell'onda da diversi anni, le ballerine di Miu Miu sono diventate un vero must-have capace di rinnovarsi stagione dopo stagione, in barba a chi trova questo genere di calzatura degna dell'appellativo di repeller. La versione 2022 è piaciuta moltissimo: in raso, con maxi etichetta logo, da indossare come fanno le ballerine (quelle vere) con maxi calzettoni a coste. Appena l'abbiamo vista sulla passerella Fall-Winter '22/23 abbiamo gridato al trend. Il resto lo hanno fatto le influencer e gli editoriali di moda che le hanno consacrate definitivamente.



2. La mini-minigonna (sempre di Miu Miu)


Arriva sempre da una passerella firmata Miuccia Prada ed è un altro grande tormentone dell'anno appena trascorso. La Spring-Summer 2022 di Miu Miu è stata all'insegna della vita bassa e del magico trio formato da minigonna, camicia e pullover. Fin qui, niente di strano. I tre capi in questione, però, hanno fatto breccia per la loro dimensione mini anzi, micro. Gonna minuscola con vita bassissima, maglione e camicia cropped che scoprono la pancia, in un salto improvviso e nostalgico verso i primi anni 2000.
Poteva non diventare virale nel momento in cui i più grandi trend di quegli anni sono tornati prepotentemente di moda?


3. Gli Ugg in versione mini

Dai primi anni 2000 arriva anche la passione per gli UGG, i boots che, erroneamente, a ogni inverno tornano a popolare le strade delle nostre città. Ma il brand, fondato a inizio anni '80 in California da un surfista australiano, ci ha visto lungo: per il 2022 ha lanciato infatti una versione mini o meglio, "ultra-mini", che ha subito conquistato le celebrities. Il motivo? Si abbinano alla perfezione con pantaloni e jeans baggy, rilassati e ampi sul fondo, e per questo hanno rimpiazzato le sneakers.


4. Il piumino in pelle di Loewe


Di piumini in pelle ce ne sono tanti: è da diverse stagioni che questo ibrido tra piumino e biker jacket ha conquistato passerelle e vetrine del fast fashion. Ma la versione proposta da JW Anderson per Loewe è diventata subito virale. Il motivo? Più che nella sua forma tondeggiande sta, francamente, nel fatto che a indossarlo siano state Kendall Jenner e Hailey Bieber, due icone di stile di nuova generazione. Unico neo il prezzo: se a un paio di Miu Miu o di Ugg ci si arriva, il percorso verso i 5900€ di questo capo risulta un tantino più vorticoso. Non abbastanza da non renderlo un must.


5. Le Adidas Samba

A volte ritornano: è successo con le Stan Smith, con le Superstar, con le Gazelle (reinterpretate da Gucci in una fortunata joint venture) e questa volta è stato il turno delle Samba. Il modello di Adidas, nato come scarpa da calcio indoor, è diventato virale negli ultimi mesi, grazie a Tik Tok, piattaforma sulla quale molti creator hanno contribuito a rilanciarlo.


6. Le Cagole di Balenciaga


Il richiamo alla moda 2YK si fa ancora più forte con questa accoppiata firmata Balenciaga. Il brand ha ripreso lo stile della linea City-Motorcycle di inizio secolo dando vita a Le Cagole, il nuovo modello feticcio degli affezionati alla memoria di Nicolas Ghesquière. La borsa a mezzaluna, disponibile in tantissimi colori e con specchietto a forma di cuore, ha spopolato, e con lei anche gli stivali, alti, con iconici "ditali" metallici. Li ha indossati anche Chiara Ferragni nell'annuncio della sua presenza al prossimo Festival di Sanremo, giusto per renderli ancora più virali.



7. Il balaclava

Parliamo qui non di un brand preciso, ma di un accessorio che dilaga in modo democratico. Perché qualcuno l'ha portato in passerella, ma a conquistare il pubblico è stato l'oggetto in sé, nelle sue. Il balaclava, passamontagna che arriva dritto dal guardaroba dell'esercito inglese e che deve il nome alla battaglia ottocentesca di Balaklava, dove veniva utilizzato per ripararsi dal gelo, è un must del momento. L'utilizzo è sempre lo stesso, l'aspetto è decisamente diverso: colorato, lavorato, in lana, cashmere, cotone.


8. Il Pink PP

Non un rosa qualsiasi: il 2022 è stato all'insegna del Pink PP, sfumatura di rosa ideata da Pierpaolo Piccioli per la collezione Autunno-Inverno 2022-23. La sfilata stessa è stata un momento unico, destinato a diventare virale dalla prima uscita: uno show quasi interamente tinto di rosa, di questo rosa, location inclusa. Un tono neon ma non troppo, brillante ma non troppo, che è piaciuto subito per la sua capacità di risultare forte, eccentrico, ma mai volgare. Un colore che non è così facile da replicare. Per questo se dovete cedere al trend (nel caso non l'abbiate ancora fatto), ricordatevi di diffidare dalle imitazioni.


9. La shopper Prada in rafia

Alzi la mano chi non ne ha vista una (replica) durante la stagione estiva. La maxi bag in rafia naturale di prada, con triangolo e logo lettering ricamato, è stata uno dei pezzi hot degli ultimi mesi. Perchè? Perchè ha unito la semplicità di una "borsa da spiaggia" all'heritage di uno dei brand luxury italiani più amati nel mondo.


10. La canotta bianca di Prada, e non solo...

Ritroviamo un altro must-have che porta il nome Prada e che, ancora una volta, incarna lo spirito dei Duemila. Parliamo della canotta bianca, quella di cotone a costine, che sulla passerella del marchio italiano abbiamo rivisto con triangolino-logo applicato sulla scollatura. Ma non è questa l'unica versione che ha spopolato anzi: ovunque, negli scorsi mesi, avrete visto quelle canotte con lo scollo a forma di T, senza dubbio il capo più rappresentativo dell'estate 2022, complice il gioco di layering con la camicia o l'abbinamento con pantaloni oversize.

  • IN ARRIVO

"Gucci Primavera": 5 highlight della prima sfilata di Demna Gvasalia 

COVER_Gucci
Dalla visione del nuovo direttore creativo al gran finale con Kate Moss: 5 punti chiave dello show FW26 di Gucci.

Il momento tanto atteso è arrivato: oggi pomeriggio Demna Gvasalia ha ufficialmente fatto il suo debutto al timone di Gucci segnando l’inizio di un nuovo importante capitolo per la Maison fiorentina. 

Dopo la presentazione di “The Tiger”, lo speciale corto diretto da Spike Lee con i look della collezione “La Famiglia”, e della prima collezione Pre-Fall, il nuovo direttore creativo ha finalmente svelato in passerella la sua visione e il percorso che sta immaginando per il brand.

Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi", si legge in una nota del brand.

Ma ecco 5 highlight della sfilata.

01. La dichiarazione d'intenti di Demna Gvasalia

L’attesissimo debutto in passerella del designer georgiano è stato preceduto da una lettera pubblicata da lui stesso sui profili social del brand. Dopo aver spiegato cosa rappresenta per lui Gucci, un marchio che ha ridefinito il concetto del lusso e che ha costruito il proprio successo non solo sull’eccellenza dell’artigianato ma anche sulla capacità di osare, il nuovo direttore creativo ha confessato che all’inizio del suo percorso ha sentito l’esigenza di comprendere a fondo l’identità della Maison. Per farlo è partito dagli archivi di Firenze, ha visitato le fabbriche del brand e ha visitato gli Uffizi. Ed è proprio osservando la “Primavera” e “La nascita di Venere” di Botticelli che ha realizzato quanto la cultura e l’estetica del Rinascimento siano radicate nel DNA italiano e nell’identità di Gucci e che ha capito il nuovo percorso che vuole tracciare per la maison. Poi ha anticipato il suo approccio per il futuro: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse, arricchirne la quotidianità e farle sentire bene. 

02. La collezione FW26 di Gucci

02_Gucci

Presentata in uno spazio monumentale tra le statue in marmo, la collezione FW26 di Gucci introduce nuove silhouette, texture e materiali che riflettono a pieno il nuovo approccio creativo della Maison. Gli stessi capi si possono indossare in modi sempre diversi.  Le stesse giacche si possono abbinare a gonne, leggings o pantaloni a seconda dei vari momenti della giornata, passando dall’ufficio all’aperitivo. La sartorialità, morbida e leggera, si esprime attraverso tessuti eterei dall'effetto liquido, mentre l’influenza streetwear emerge con giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali. Tra i pezzi chiave della collezione, tracksuit e abiti che diventano trackdress, leggings uniti ai pantaloni e giacche e top integrati in un unico capo. I ricami di piume impreziosiscono blouson, bomber e giacche shearling intarsiate, mentre le pelli preziose contraddistinguono biker, pantaloni aderenti e stole circolari e soffici. Non mancano look studiati per esaltare le proporzioni naturali del corpo secondo i canoni del Rinascimento, a partire dall’abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere. In passerella, grandi nomi del fashion System come Elsa Hosk, Mariacarla Boscono e Emily Ratakowski.

03. Gli accessori

04_Gucci

Tra gli accessori più desiderabili, le borse a spalla in pelle pregiata e le nuove mini clutch tempestate di cristalli. Accanto all’iconica borsa Gucci Bamboo 1947, reinterpretata con un volume più slanciato e un manico realizzato con segmenti di pelle assemblati tra loro.  Insieme a Manhattan, la mia prima sneaker per Gucci che unisce una forma da basket ultra-minimale alla praticità slip-on del mocassino.

04. Il gran finale con Kate Moss

03_Gucci

Per il gran finale, sulle note di “Tu Si’ Na Cosa Grande” cantata da Ornella Vanoni, ecco arrivare una modella speciale: Kate Moss. La super top ha fatto il suo ingresso trionfale in passerella con un lungo abito nero a collo alto dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco, tempestato di dieci carati di diamanti.

05. Il front row

05_Gucci

Demi Moore, Shawn Mendes, Donatella Versace, Alessandro Michele e Philippine Leroy-Beaulieu sono solo alcuni degli special guest avvistati in front row. Insieme a loro anche Eva Herzigova, Paris Hilton, Georgina Rodriguez, Isabella Ferrari e Ghali. Grande assente, invece, Jannik Sinner che non è potuto essere presente ma ha voluto mandare il suo in bocca al lupo al nuovo direttore creativo con una storia pubblicata sui social.

Credits: GettyImage/Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

COVER_Marni
Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

01_Marni

La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

02_Marni

I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

03_Marni

Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

04_Marni

In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

00_DESKTOP_White02_MOBILE_White
Dalle Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories: la CEO Brenda Bellei racconta la trasformazione del salone simbolo della Milano Fashion Week.

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.

Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.

ok 5.CAMPAGNAWHITE

Credits: Courtesy of Press Office

Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.

Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.

Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.

ok brenda foto 1

Brenda Bellei

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?

«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».

“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?

«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».

La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?

press conference 6

Credits: Courtesy of Press Office

«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».

Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?

«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.

L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.

ok 4.LUCILLE THIEVRE (1)

LUCILLE THIEVRE 

Credits: Courtesy of Press Office

ok 1.BATAKOVIC(1)

BATAKOVIC

Credits: Courtesy of Press Office

Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»

Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?

«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.

Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».

ok MORSICA

MORSICA

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?

«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».

Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?

«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».

  • IN ARRIVO

Emporio Armani: la sfilata co-ed per l’Autunno-Inverno 2026 in 5 punti

COVER_Emporio_Armani
Silvana Armani e Leo Dell’Orco hanno presentato la loro prima collezione co-ed: ecco 5 highlight dello show.

Questo pomeriggio da Emporio Armani è stato il momento di un debutto molto atteso: Silvana Armani e Leo Dell’Orco, infatti, hanno presentato la prima collezione co-ed realizzata insieme dopo la scomparsa di Re Giorgio.

Rigore, ritmo e ricerca sono le parole chiave che definiscono questo nuovo percorso della maison che guarda al futuro senza però perdere di vista la sua identità.

La FW26 è una collezione senza distinzioni di genere che mescola maschile e femminile in un gioco fluido di volumi, tessuti e colori.

Ma ecco 5 punti salienti dello show.

01. La location

01_Emporio_Armani

La prima collezione realizzata da Leo Dell’Orco e da Silvana Armani, è stata svelata in luogo molto caro allo stilista scomparso lo scorso settembre: all’Armani Silos, ex granaio di via Bergognone ora diventato uno spazio espositivo.

02. La collezione FW26 di Emporio Armani

02_Emporio_Armani

A convivere nel guardaroba maschile e femminile, completi dalle silhouette fluide, ampi bermuda, giacche in velluto e la camicia bianca, proposta per la donna in versione più femminile, ricca di ricami, tempestata di strass o chiusa da maxi fiocco. Le minigonne a pieghe, in colori neutri o a stampa check, si indossano con gilet e blazer coordinati e si portano con parigine lunghe fino a meta coscia e mocassini con le nappe. Tornano per la prossima stagione anche gli iconici pantaloni alla zuava con il fondo arrotondato, abbinati a bluse en pendant e stringate rasoterra. Per la sera, spazio ai midi dress con le frange sul fondo, ai little black dress monospalla e agli abiti con le spalline sottili completamente trasparenti che si indossano, insieme agli altri mini dress, sotto a pellicce dai colori vibranti.

03. Gli accessori

03_Emporio_Armani

Tra gli accessori per il giorno, ci sono coppole, maxi pochette e tracolle in formato XXL, mocassini e stringate rasoterra, insieme alle stole di pelliccia che si portano su trench corti e con pantaloni wide leg. Mentre completano i look più eleganti, décolleté indossate con sopra scaldamuscoli in lana, cravatte non annodate e lasciate aperte intorno al collo e micro bag preziosissime con la tracolla di perline.

04. Kendall Jenner e gli altri in front row

04_Emporio_Armani

Tra i tantissimi amici del marchio presenti allo show, oltre al brand ambassador Joseph Zeng, anche Kendall Jenner, Nicholas Galitzine, Elodie, Blanco, Tananai, Tommaso Donadoni e Valeria Mazza.

05. I campioni italiani di Milano Cortina 2026 presenti allo show

05_Emporio_Armani

Non solo attori, cantanti e top model, questo pomeriggio in front row da Emporio Armani c’erano anche alcuni grandi protagonisti delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 che si sono appena concluse. Ad assistere allo show, infatti, alcuni dei campioni italiani, tra cui Arianna Fontana, Lisa Vittozzi, Marco Fabbri e Charléne Guignard, che per l’occasione hanno indossato le divise ufficiali realizzate proprio da EA7.

Foto: GettyImage