Le cinque cose da sapere sull'animalier
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Chic, glamour, bon ton, pop, soft, provocatorio, lussurioso; l’animalier affascina da sempre molti designers grazie alle sue molteplici identità.
Chic, glamour, bon ton, pop, soft, provocatorio, lussurioso; l’animalier affascina da sempre molti designers grazie alle sue molteplici identità. Considerato uno dei capisaldi del fashion system e oggi definito da molti “the new black”, per il suo utilizzo smodato, l’animalier è presente sulle passerelle dal 1947. Ripresentato in molte varianti, questo trend non conosce stagioni. Infatti, come avete visto nell’articolo di Diana Marian Murek , sarà uno dei protagonisti del prossimo autunno/inverno.
Ecco 5 cose che dovete sapere su questo trend.
1) Origini: le pelli di animale erano usate dagli uomini primitivi per riscaldarsi e proteggersi ma, indossarle, aveva anche un significato spirituale. Questa tradizione si consolidò sempre di più nelle epoche successive. Gli Egizi, infatti, utilizzavano le pelli dei felini, attratti dall’aura di sacralità che circondava questi animali; gli aristocratici usavano tappeti di pelle di animale o animali imbalsamati come simbolo del loro status e della loro nobiltà. Nel 700, iniziarono le prime stampe su stoffe e sete per ornare le corti europee, aggiungendo così un tocco esotico allo stile del Vecchio.
2) Terminologia: conosciuto nell’antica Grecia come “zoote”; oggi il termine “animalier”, racchiude in sé tutte quelle stampe di matrice animale: pitonato, leopardato, tigrato, tartarugato, zebrato. Nei dizionari della moda è sintetizzato in: maculato, animalier print o tessuto animalier.
3) Fashion jungle lovers: negli anni 40 Betty Page, la prima pin up, vestita con succinti beach wear di animalier print, incarnava l’idea della donna predatrice sessuale. L’immagine dello stile animalier adatto solo a icone “bombshell” fu sdoganata da Christian Dior. Infatti, il primo designer ad innamorarsi dell’animalier fu proprio lui, che, ispirato dalla sua musa Mitzah Bricard, nel 1947 realizzò per la collezione p/e, abiti di chiffon leopardato, sia passione smodata per questa stampa, lo portò a utilizzare la pelliccia animalier sui polsini dei coats e nei cappellini. Da quel momento fu subito apprezzato da molte stars e in seguito da altre maison di moda. Nel 53, Marilyn Monroe indossò un manicotto di pelliccia animalier con mantella dello stesso motivo in “Gli uomini preferiscono le bionde” e nel 63, l’icona di stile ed eleganza per eccellenza, Audrey Hepburn, protagonista nel film “Sciarada”, indossò un cappello maculato realizzato da Givenchy. Il vero exploit dell’animalier print avvenne fra gli anni 70 e 80, quando fu rivistitato in chiave glam rock: le jumpsuit maculate, la maglieria e la lingerie zebrata, in versione per i look dell’evening che del daytime. La fluo e indossate con t-shirt strappate, erano la seconda pelle di star della musica come Debbie Harry, leader del gruppo rock Blondie. In quel periodo, Roberto Cavalli metteva le basi per quella che sarebbe poi stata la sua identità stilistica: l’amore per il wild touch. Negli anni 70 propose la stampa ghepardo, nel 99 lo zebrato e nel 2006 la stampa farfalla. Anche Valentino nell’87 si lasciò conquistare dall’animalier tanto che gli venne dato l’appellativo di “ Re della giungla della moda”. Dopo un piccolo stand by del fashion jungle, Gianni Versace propose camicie di seta maculate per il prét-a-portér maschile. Negli anni 90 Azzedine Alaia, ispirato dall’emergente musica hip hop e dallo stile street, propone il total look maculato.
4) Animalier oggi: tra i brand contemporanei che hanno rivisitato l’animalier print, ci sono sicuramente le opere della stilista Anna Molinari (Blumarine e Blugirl), che unisce il temperamento di questo pattern alle linee minimal della silhouette e alle palette pastello. E per chi ancora credesse che l’animalier sia ‘’too much for’’, Blumarine pensa anche alla lingerie e propone pezzi cocoon con capi di forte attrattiva, pensati per una donna raffinata, ironica e mai volgare. Glamour il maculato di Dolce & Gabbana, che diventa il pattern cult della loro filosofia barocca. Super chic l’animalier proposto da Prada: bimateriale e bicolore, per le scarpe alterna la stampa pitonata al suède, mentre per i coats propone pitone stampato con collo di pelliccia. La prossima stagione invernale è all’insegna dell’animal print: la maglieria etnochic di Altuzarra e Krizia su cui sono ricamate zebre e tigri, gli abiti animalier all over di Just Cavalli, il pitonato viola accanto ai toni fetish dei dettagli in pelle di Christopher Kane, i maxi coats sagomati con stampa maculata di Comme Des Garçons e il maculato su velluto liscio, versione luxury di Gucci. Oggetto del desiderio d’ironiche fashion girls, sono le sneakers firmate Adidas by Jeremy Scott versione leopard print con tanto di codina sul tallone.
5) Jungle design: dal salone di casa, a uffici, a strumenti di uso quotidiano, fino a cover per pc, iPhone e iPad; l’animal print conquista anche il design. Gli ambienti del daytime si trasformano in una giungla grazie anche agli stilisti, che riportano le stampe tipiche delle loro collezioni negli oggetti di arredo. È il caso di Roberto Cavalli, che ha firmato una collezione di cyclotte con il suo wild touch e di Blumarine, che, al salone del mobile di Milano, il prossimo 18 aprile presenterà una collezione di complementi di arredo caratterizzati anche dall’animal print. Federlegno Arredo e il Gruppo Classico Italiano, al Macef del 2010, hanno allestito uno spazio con mobili e complementi maculati, zebrati, che riprendono le forme degli animali, creando un’atmosfera esotica che è piaciuta molto ai visitatori e alla stampa. Tra gli oggetti di arredo, ispirati al mondo animale, uno dei più originali è il pouf “Charlotte’’ ideato da Luc Swen, realizzato con pelliccia sintetica e zampette d’acciaio come sostegno.
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Pantaloni primavera estate 2026: i modelli "click to buy" che indosseremo la prossima stagione

Le sfilate SS26 di Milano, Londra, Parigi e New York hanno già definito i trend pantaloni donna della primavera estate 2026: dai volumi ampi alle silhouette sartoriali, dal flair anni ’80 ai modelli fluidi e innovativi.
È, infatti, il momento perfetto per fotografare le tendenze in arrivo e inserire nella wishlist di stile i pantaloni donna immancabili per la prossima stagione.
Si parte con i wide-leg e soprattutto con i palazzo pants, protagonisti SS26. Modelli che cadono morbidi e accompagnano il movimento anche nella versione a zampa.
Sempre restando nell'universo comfy, e new entry di stagione, troviamo i pantaloni "harem". Pants chiaramente oriental mood con cavallo basso che introducono un nuovo concetto boho chic.
Ancora ampiezza e stile, con i balloon pants! A gamba ampia con volume accentuato, ritornano in versione primaverile leggera, con tessuti semi-trasparenti o satinati per un effetto di movimento poetico e scenico.
I flared pants, modello iconico degli anni ’70, viene reinterpretato in materiali fluidi e palette sofisticate.
Tra i grandi classici, il pantalone sartoriale che resta un caposaldo della stagione: taglio dritto, pieghe precise e silhouette “manish” accanto al pantalone di pelle, anzi di camoscio (meglio se colorato).
Spazio anche alla stampa animalier e perché no, ai modelli pigiama che ci riportano alla mente una rilassatezza chic conosciuta un po' di anni fa.
Il richiamo agli anni ’80, tendenza sempre più hot, emerge anche tra i pantaloni donna primavera estate 2026. Dove? Nelle silhouette e negli abbinamenti. Ecco un assaggio de...
I pantaloni primavera estate 2026 che accompagneranno gli outfit più iconici di stagione
RESERVED
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MARELLA
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MANGO
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COS
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LUISA SPAGNOLI
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ZARA
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AMELIE
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POMANDÈRE
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PS. DON'T FORGET ME
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ROMEO GIGLI
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SANDRO
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SOULDAZE
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TWINSET
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Altro che "Blue Monday": con questi pezzi cool il lunedì più triste dell'anno diventa very happy

Oggi, 19 Gennaio, è il terzo lunedì del mese, il cosiddetto Blue Monday, quello che gli esperti definiscono il giorno più triste dell'anno.
Tra le cause di questo picco di avvilimento e malinconia parrebbero esserci il meteo avverso, il fatto che le feste e le vacanze natalizie siano ormai solo un ricordo e che la primavera sia ancora parecchio lontana.
Oltre naturalmente alle nuove sfide professionali e alla lista infinita di buoni propositi da affrontare che pesa come un macigno.
Come approcciarsi a questa giornata un po' "pesantina" con un pizzico di ottimismo in più? Concedendosi un piccolo regalo che ci gratifichi, per esempio.
Se non avete pronta una wish list a cui attingere, tranquille: ce l'abbiamo noi! Con tanti fashion must che potrebbero davvero svoltare la giornata.
Qualche esempio? Una blusa jacquard con fiocchetti, un abitino sixties con soffici piume, una t-shirt con fiorellino stilizzato, delle scarpette in vernice super bon ton, un bracciale di strass, un pillbox hat e una borsa to die for.
Lo vediamo che vi sta già spuntando il sorriso, dai.
I capi e gli accessori giusti per rendere bellissimo anche il Blue Monday
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ERGON
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MIU MIU
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SWAROVSKI
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ATELIER EME'
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Nuovo anno, nuove working bags! Ecco i modelli da aggiungere subito alla shopping list

Con l’arrivo di gennaio abbiamo cominciato a guardarci intorno e iniziato la ricerca delle nuove it-bag che vogliamo avere al nostro fianco in questo nuovo anno.
E dopo aver messo gli occhi sui modelli delle nuove collezioni SS26 da sfruttare nel quotidiano, nel tempo libero e nelle occasioni speciali, adesso è arrivato il momento di concentrare la nostra attenzione anche sulle working bags.
Eh sì, in un mese in cui solitamente ne approfittiamo per rinnovare il nostro guardaroba per l’ufficio, scegliere qualche nuova borsa da sfoggiare a lavoro non può che essere un’ottima idea.
Del resto, nessun office look è mai davvero completo senza una borsa capace di unire perfettamente funzionalità e stile. E la buona notizia è che i modelli che si trovano adesso in circolazione sono la soluzione ideale per accompagnarci con disinvoltura dalla scrivania agli impegni post-ufficio.
Chi mette la praticità sempre al primo posto, dovrebbe subito aggiungere alla shopping list un paio di working bags di medie dimensioni che consentono di portare con sé giusto l’essenziale ma che in quanto a comodità non hanno proprio rivali.
Se, invece, fate parte di quella lunga schiera di persone che escono di casa al mattino e vi fanno ritorno solo di sera, meglio valutare l’acquisto di working bags più grandi e capienti che ben si adattano ai ritmi serrati della quotidianità e permettono di avere a disposizione tutto ciò che serve per stare fuori anche tutto il giorno.
Da portare a spalla o a mano, in pelle o in suede, dai colori neutri o dalle nuance più accese: ecco una selezione di working bags da tenere d’occhio durante la prossima sessione di shopping.
Working bags: i modelli delle nuove collezioni da puntare ASAP
VALEXTRA Borsa in pelle con doppio manico color cioccolato
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GIANNI CHIARINI Borsa a spalla dalla silhouette a tulipano
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ORCIANI Borsa a spalla in pelle liscia
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MANGO Bowling bag in similpelle
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FRANCESCO BIASIA Borsa a mano in pelle
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FURLA Borsa a spalla in pelle liscia e scamosciata
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ZARA Shopper con doppio manico da portare a spalla
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SANDRO Borsa in pelle liscia con tracolla removibile
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PÒLENE Borsa a spalla dalla silhoutte scultorea
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SAINT LAURENT Shopping bag in pelle nera
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& OTHER STORIES Tote bag in pelle color kaki
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COCCINELLE Borsa a spalla con il manico intrecciato
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DEMELLIER Borsa in pelle scamosciata
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COS Tote bag in pelle scamosciata
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SÉZANE Tote bag a stampa animalier
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Le sneakers su cui investire nel 2026? Sono queste qui!

Le sneakers non sono più una semplice alternativa alle scarpe eleganti: sono diventate un accessorio chiave per tutti i nostri look. Funzionali, democratiche e capaci di trasformare qualsiasi capo, oggi rappresentano uno degli investimenti più intelligenti del guardaroba. E mentre le tendenze cambiano a ritmo serrato, alcune silhouette resistono, si evolvono e promettono di accompagnarci ben oltre la stagione attuale.
Le sneakers delle nuove collezioni puntano su linee pulite, materiali ricercati e palette sofisticate, dimostrando che comodità e stile possono (e devono) convivere.
Tra le novità più interessanti spicca il nuovo capitolo firmato Miu Miu, che per il 2026 rafforza il ruolo delle sneakers come accessorio chiave del guardaroba quotidiano. All’interno della collezione Prelude, il brand gioca sul contrasto tra moda e funzione, proponendo modelli versatili ma dall’eleganza irriverente.
Le sneaker diventano leggere e raffinate nelle versioni in pelle liscia dai toni naturali, oppure più decise grazie a suole in gomma dal carattere tecnico e volumi marcati.
A fare la differenza sono anche i dettagli personalizzabili: charm, nappine e piccoli elementi decorativi trasformano ogni paio in un pezzo unico, riflettendo l’idea di stile come espressione personale e non standardizzata
Accanto alle proposte luxury, continuano a dominare le reinterpretazioni rétro, ispirate all’estetica anni ’70 e ’90, e le sneaker dal design essenziale che dialogano perfettamente con il minimalismo contemporaneo.
Cresce anche l’attenzione verso materiali sostenibili e soluzioni vegan, segno di una moda sempre più consapevole ma senza rinunciare all’impatto estetico.
E come si indossano? La risposta è semplice: con tutto. Le sneakers di nuova generazione funzionano con completi sartoriali morbidi, abiti fluidi, gonne midi e cappotti strutturati.
Spezzano la formalità, rendono più contemporanei i look classici e aggiungono un twist rilassato anche agli outfit più essenziali. Il contrasto infatti resta la chiave: più il look è elegante, più la sneaker diventa interessante.
Investire oggi in un buon paio di sneakers significa scegliere un alleato destinato a durare nel tempo. Perché se è vero che le tendenze passano, alcune scarpe riescono a restare. E continuano a camminare con noi, stagione dopo stagione.
Sneakers: i modelli più belli da tenere d'occhio
MIU MIU Sneakers Plume in pelle color caffé della collezione "Prelude"
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ADIDAS
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CHLOÈ
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LOUIS VUITTON
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NEW BALANCE
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MAISON MARGIELA
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TAMARIS
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JIMMY CHOO
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TORY BURCH
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McQUEEN
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ALOHAS
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ONITSUKA TIGER
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SALOMON
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VIVAIA
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SEZANE
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PUMA
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NIKE
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