Giorgio Armani: storia dello stilista che ha reso grande la moda e l'eleganza italiana

giorgio-armani-stilista-vita-e-successigiorgio-armani-stilista-vita-e-successi-chi-è-quando-è-nato
Dagli esordi in Rinascente ai set hollywoodiani, fino alle passerelle Haute Couture: ripercorriamo le tappe e i successi di “Re” Giorgio Armani.

Giorgio Armani ci ha lasciato: l'annuncio della morte dello stilista, tra i nomi più celebri della moda Made in Italy è stato dato oggi, 4 settembre 2025, tramite un comunicato stampa ufficiale.

A poche settimane dalla Settimana della Moda di Milano che avrebbe celebrato l'opera del designer con una mostra evento e una sfilata esclusiva in Brera, abbiamo deciso di rendergli omaggio con un racconto della sua storia e della sua carriera, per ricordare l'uomo che ha cambiato profondamente la moda e l'eleganza italiana.

Stilista pragmatico e visionario, ha saputo intercettare e interpretare i bisogni profondi di una società in continuo cambiamento. «Non è mai stata mia intenzione consapevole fare il rivoluzionario della moda» ha più volte dichiarato. Eppure in cinquant’anni di carriera Giorgio Armani ha fatto molto di più che disegnare abiti.

emporio-armani-sfilata-fw-25-26

Le sue giacche destrutturate, i tagli morbidi, i colori neutri - quel celebre greige sospeso tra grigio e beige - hanno dato vita a un nuovo modo di vestire e di essere: autentico, libero, disinvolto.

Il suo nome resta sinonimo di un’eleganza che non ha bisogno di essere ostentata, fatta di rigore, fluidità e sorprendente leggerezza.

Giorgio Armani, dagli esordi alla nascita di un mito

Nato a Piacenza nel 1934, Giorgio Armani cresce insieme ai fratelli Sergio e Rosanna in un’Italia attraversata dalle ombre del fascismo. L’infanzia è segnata dalla guerra: a dieci anni l’esplosione di un sacchetto di polvere pirica gli provoca gravi ustioni. Dopo il conflitto, la famiglia si trasferisce a Milano in cerca di un futuro più sereno.

Terminata la scuola dell’obbligo, si iscrive alla facoltà di medicina, seguendo un percorso accademico che però abbandonerà di lì a poco. L’interruzione è segnata dal servizio militare obbligatorio, al termine del quale decide di non riprendere gli studi.

Il resto è storia: inizia a lavorare alla Rinascente, prima come vetrinista, poi come buyer.

giorgio-armani-ritratto-anni-70

Nel 1961 viene notato da Nino Cerruti, che lo assume come designer per la Hitman, azienda di abbigliamento maschile. È l’inizio di una formazione sul campo, intensa e determinante, che lo porterà a mettersi in proprio.

Nel 1974 debutta con la sua prima collezione maschile a Palazzo Pitti. L’anno seguente presenta la prima linea femminile e, insieme al compagno di vita e d’affari Sergio Galeotti (che scomparirà prematuramente dieci anni dopo), fonda la Giorgio Armani S.p.A.

giorgio-armani-sfilata-ai-1980

Prendono forma i tratti distintivi dello stile Armani: un’estetica che si nutre di cromie sofisticate - dal bianco ai toni della terra, dal blu al già citato greige - scandita da linee essenziali e tagli rigorosi, cui si aggiungono i richiami all’Oriente e le celebri giacche.

La giacca destrutturata

È sulla giacca che Armani lascia, fin da subito, la sua firma più audace. «È stata la prima cosa a cui ho desiderato mettere il mio nome», confesserà.

Stanco della rigidità del classico capospalla, ne rivoluziona la costruzione: via imbottiture, controfodere, strutture eccessive. I bottoni si spostano, le proporzioni si addolciscono: il risultato è una giacca leggera come una camicia, fluida come un cardigan.

giorgio-armani-sfilata-pe-16

In poco tempo la giacca destrutturata diventa l’emblema del brand e il manifesto di una nuova libertà. Un successo reso possibile - ha sempre tenuto a precisarlo - grazie all’adesione del pubblico, «quello vero, di donne e uomini comuni, e anche quello dello star system».

Nel 1978 Diane Keaton indossa una delle sue giacche destrutturate quando ritira l’Oscar per il film Io e Annie, mentre due anni dopo è Richard Gere a sfoggiarla nella pellicola cult American Gigolò, portando lo stilista alla fama internazionale.

Giorgio Armani e il cinema

L’iconica sequenza in cui l’attore statunitense, nei panni del gigolò Julian Kay, sceglie quattro giacche e le allinea sul letto, per poi abbinarle ad altrettante camicie e cravatte, segna l’inizio di un sodalizio indissolubile tra Armani e il cinema.

Oltre 200 film portano la sua firma nei costumi, da Gli intoccabili a Gattaca, da Il tè nel deserto a The Wolf of Wall Street. Ma Armani non si limita ai set: è il primo stilista a vestire gli attori anche sul red carpet, in un momento storico in cui il tappeto rosso è un territorio senza regole, dominato dall’eclettismo più sfrenato.

giorgio-armani-richard-gere

La svolta arriva nel 1988, con l’apertura della boutique in Rodeo Drive, nel cuore di Beverly Hills. La collaborazione con le stelle di Hollywood diviene così sempre più stretta.

Iconico il completo maschile indossato da Julia Roberts ai Golden Globes del 1990. «Non sapevo che sarebbe diventato uno statement outfit - ha raccontato l’attrice - pensai solo che era favoloso».

armani-julia-roberts-golden-globes-1990

La consacrazione definitiva è la cerimonia degli Oscar dello stesso anno, con Jodie Foster, Michelle Pfeiffer, Jessica Lange e la stessa Julia Roberts immortalate in total look Armani. Il giorno seguente il Los Angeles Times titola: «Era la 62esima edizione degli Academy Awards, ma sembrava piuttosto una sfilata di Giorgio Armani».

Emporio Armani, il preludio di un impero globale

Nel 1981 Giorgio Armani lancia Emporio Armani inaugurando, per dirlo con le sue parole, una «inedita forma di democrazia». Pensata per i più giovani e per chi, pur amando la moda, dispone di risorse limitate, la linea rappresenta una scommessa audace.

Quei capi casual realizzati principalmente in denim e impreziositi dal logo dell’aquilotto - disegnato quasi per caso durante una telefonata di lavoro - si traducono nell’ennesimo trionfo e diventano, stagione dopo stagione, territorio di sperimentazione per lo stilista.

emporio-armani-sfilata-pe-17

Lo stesso spirito guida anche A|X Armani Exchange, nata nel 1991 per rispondere alle esigenze delle nuove generazioni metropolitane. Il marchio si trasforma in un vero e proprio gruppo del lusso: nascono le collaborazioni con L’Oréal per il beauty - tra i cui bestseller campeggia a tutt’oggi il profumo Acqua di Giò - ma anche progetti di interior design, hotel, ristoranti e resort.

«La definizione di stilista mi sta forse un po’ stretta - si legge nella sua autobiografia edita da Rizzoli - ma è l’unica nella quale mi riconosco veramente. Perché uno stilista è, alla lettera, un creatore di stile e questo vale per un abito o un’automobile».

Giorgio Armani Privé, l’Alta Moda secondo Re Giorgio

Con questo approccio sperimentale, ma sempre coerente, nel 2005 lo stilista volge lo sguardo alla Haute Couture, dando forma a una nuova dimensione dello stile Armani, complementare e al contempo alternativa rispetto al prêt-à-porter, ma accomunata a quest’ultimo dalla ricerca di una sigla lineare, elegante e rarefatta.

armani-privé-pe-2005

Presentata a Parigi - culla indiscussa dell’Alta Moda - Giorgio Armani Privé è una celebrazione della maestria artigianale e del savoir faire con lavorazioni pregevoli, ricami gioiello e un glamour che trascende il tempo. Un sogno a occhi aperti popolato da «abiti fatti di fantasia e di grazia», recentemente omaggiato da una mostra negli spazi dell'Armani/Silos.

Sport, etica, estetica

Giorgio Armani ha inoltre intrecciato il suo nome con il mondo dello sport, disegnando nel corso del tempo uniformi iconiche, dalla Nazionale italiana di calcio ai Mondiali USA '94 alle Olimpiadi di Tokyo 2020, fino a quelle dell'Olimpia Milano, la squadra di basket di cui è patron dal 2008.

armani-sfilata-pe-24-paralimpiadi

«Dello sport amo l’impegno, il confronto con i propri limiti, il non arrendersi mai, il duro lavoro di tutti. Amo la competizione con l’avversario, che è in primo luogo una sfida con se stessi al solo fine di migliorarsi, dare tutto quel che si può e non arrendersi mai. La gara come prova cui partecipare, indipendentemente dalla vittoria, che comunque arriva sempre quando metti in gioco te stesso e impieghi con intelligenza tutte le energie che hai a disposizione. E ancora, lo spirito di squadra: lavorare tutti insieme per raggiungere un unico fine, ciascuno investendo i propri talenti, rinunciando all’ego in nome di un più alto ideale».

armani-olimpiadi-ea7

Riflessioni che lo portano nel 2004 a fondare EA7, brand che fonde estetica e funzione - risultato di un’attenta ricerca tecnica - indossato da grandi campioni italiani e internazionali. Tra i suoi testimonial: la nuotatrice Federica Pellegrini, la pallavolista Paola Egonu e la sciatrice Sofia Goggia.

Le sfilate indimenticabili

Tante le sfilate che hanno scritto pagine memorabili nella storia della griffe. A partire da quelle degli esordi, lo show leggendario di Palazzo Pitti e il debutto della collezione femminile all’Hotel Palace di Milano. «Andò in passerella di tutto. Facemmo i tessuti in casa: ricordo che sul lino disegnammo i pois con il pennarello».

giorgio-armani-sfilata-pe-1980

E poi il defilé newyorkese del 1980, andato in scena al Rockfeller Center un anno dopo l’attribuzione del Neiman Marcus Award - il primo di una lunga serie di riconoscimenti, tra cui le lauree honoris causa all’Accademia di Brera, al Politecnico di Milano, al Royal College of Arts, alla Central St. Martins di Londra e la nomina di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito - e la stagione targata autunno inverno 1981-82 con corsetti e abiti ispirati alle armature indossate dai samurai, passata alla storia con il nome di Kagemusha, come il film di Akira Kurosawa uscito nel medesimo periodo.

armani-sfilata-pe-95

E ancora, le supermodelle degli anni ‘90 e la prima Haute Couture del 2005; la primavera estate 2019 di Emporio Armani nell’hangar dell’Aeroporto di Milano Linate, chiusa dal concerto a sorpresa da Robbie Williams; la passerella autunno-inverno 2020-21 senza pubblico, all’alba della pandemia.

emporio-armani-sfilata-pe-19

E tornando all’Alta Moda, memorabili la serie Nude autunno inverno 2013-14 e la coloratissima primavera estate 2023 intitolata Rondò Armaniano - un omaggio agli interni rococò dei palazzi veneziani e alla figura di Arlecchino - presentata a Parigi e poi a Venezia durante la Mostra Internazionale del Cinema in occasione della One Night Only, l’evento itinerante che celebra l’universo Armani nelle più importanti città del mondo.

armani-privé-2013-14-rondò-armaniano

«Sono noto come un realista, un pragmatico della moda, ma ho anche un lato più eccentrico». Re Giorgio non ha mai mancato di ribadirlo. «Non mi riconosco nelle etichette di genere, nemmeno nelle scuole di pensiero, perché negano la varietà delle ispirazioni, appiattiscono i percorsi della mente, impongono obbedienza cieca a principi ben definiti. Voglio essere me stesso».

  • IN ARRIVO

È Napoleon Jacket mania! Ecco i modelli da puntare per seguire uno dei primi grandi trend del 2026

COVER_Napoleon_jacket
Dalle passerelle ai front row delle sfilate: la Napoleon jacket ha già conquistato tutte. Scoprite nella nostra mini selezione alcuni dei modelli più cool da puntare ASAP.

È nata come uniforme degli ussari, i soldati della cavalleria ungherese del XVII secolo, oggi è uno dei pezzi più cool del guardaroba: la Napoleone jacket è uno dei capi più chiacchierati del momento.

L’iconica giacca dalla silhouette strutturata, impreziosita da passamaneria, bottoni dorati e alamari, nelle ultime settimane sta praticamente spopolando dappertutto. E ci sono ottimi motivi per credere che sarà uno dei grandi must-have della primavera 2026.

Amatissima da Napoleone Bonaparte, che l’ha resa celebre, trasformandola quasi in un vero e proprio simbolo dell’Impero Francese, la Napoleon Jacket ha iniziato a spopolare tra gli anni ’70 e ’80, grazie a grandi leggende del mondo della musica, come i Beatles o Michael Jackson, che hanno iniziato a sfoggiarla sul palco.

Poi, dopo il revival dei primi anni Duemila, è sparita un po’ dalla circolazione, salvo ricomparire negli ultimi tempi conquistando nuovamente passerelle, red carpet e gli armadi dei trend setter più influenti. 

Giusto qualche giorno fa, l’abbiamo notata durante lo show di Dior Homme e non ci sono proprio dubbi: è proprio questo il pezzo su cui vale subito la pena mettere gli occhi.

Sugli scaffali dei negozi cominciano già a fare capolino tante Napoleon jacket, declinate in diversi materiali, fit e colori.

E visto che noi siamo già pronte ad accoglierle a braccia aperte nella nostra cabina armadio, abbiamo già iniziato la ricerca dei modelli su cui fare un pensierino.

In denim, in pelle, in velluto: ecco una mini selezione di proposte da non perdere di vista.

Napoleon jacket: 7 modelli da mettere in wishlist

Otravez

OTRAVEZ Napoleon jacket con passamaneria oro

Credits: otravezcollection.com

Ralph_Lauren

RALPH LAUREN Giacca in stile napoleonico in lana double-face

Credits: ralphlauren.it

The_Kooples


THE KOOPLES Napoleon jacket in denim

Credits: zalando.it

Chloé


CHLOÉ Giacca cropped in velluto

Credits: modaoperandi.com

AllSaints

ALL SAINTS Giacca cropped in pelle

Credits: allsaint.com

Andiata

ANDIATA Blazer in lana con bottoni e dettagli gold

Credits: zalando.it

Zadig&Voltaire

ZADIG&VOLTAIRE Giacca in stile napoleonico con ricami sul colletto

Credits: farfetch.com

Foto: GettyImage

  • IN ARRIVO

La fashion combo perfetta per l’inverno? Abito e stivali, of course!

abito-e-stivali-consigli-abbinamento-look-outfit-inverno02_MOBILE_ABITO_STIVALI_mix_match
Squadra che vince non si cambia: l’abbinamento composto da abito e stivali resta il più amato della stagione fredda. Ecco 5 idee look da replicare subito.

Tra gli abbinamenti must della stagione fredda, quello che mette insieme abito e stivali resta una certezza.

Non è difficile intuirne il motivo: semplice da indossare ma sempre d’effetto, questo mix sa dimostrarsi all’altezza di qualsiasi occasione, dalla quotidianità ai momenti speciali.

Una outfit formula - per dirla in gergo fashion - davvero infallibile, capace di dare un twist al nostro stile anche nelle giornate più uggiose.

Il suo vero plus? Le tante, tantissime combinazioni e declinazioni possibili. Dallo slip dress che va a nozze con i boots stringati all’abito mini da portare con i cuissardes alti al ginocchio, fino al vestito dal piglio romantico da portare con stivali in stile equestre, ce n'è davvero per tutti i gusti.

E se vi abbiamo fatto venir voglia di cimentarvi con questa combo, ecco qualche idea (stilosissima) con vestito e stivali da cui lasciarvi ispirare.

Abito sottoveste + stivali stringati

Cominciamo con un look che ruota attorno agli stivali più virali del momento: quelli stringati con tacco midi- un po' à la Bella Baxter per intenderci - accostati a un altro grande must delle ultime stagioni, ossia lo slip dress. Aggiungete un cardigan vaporoso, meglio se a tinte pastello, ed ecco pronto un look facile ma ad alto tasso di coolness.

01_ABITI_STIVALI_MIX_AND_MATCH

Cardigan in blend di alpaca SOMEDAY, slip dress satinato con dettagli in pizzo ZARA, stivale stringato con tacco midi MIISTA

Credits: zalando.it, zara.com, miista.com

Abito in denim + cuissardes in camoscio

Pratico, trasversale e tutt’altro che noioso: il mini dress di jeans trova nei cuissardes scamosciati l’alleato perfetto. Una soluzione che si rivelerà strategica anche durante la mezza stagione, quando finalmente potremo archiviare il capitolo “calze e collant”. Extra style tip: bilanciate l’insieme con una borsa capiente dalle linee morbide ma ben definite.

02_ABITI_STIVALI_MIX_AND_MATCH

Tote bag con chiusura magnetica CHARLES & KEITH, minidress in denim delavé BA&SH, stivali con gambale alto in camoscio JONAK

Credits: charleskeith.eu, ba-sh.com, it.jonak-paris.com

Abito lungo + stivali in stile equestre

Come abbinare abito lungo e stivali? Giocando con i contrasti. L’idea vincente è scegliere un paio di boots da cavallerizza, con gambale largo e linea pulita, perfetti per riequilibrare i volumi dell’abito. Per rendere l’outfit ancora più eclettico, concentratevi sui dettagli puntando, ad esempio, su una clutch a motivo animalier.

03_ABITI_STIVALI_MIX_AND_MATCH

Pochette in pelle stampata YOUMNA, abito asimmetrico con arricciatura e bottoni MARANT ÉTOILE, stivale al ginocchio con punta affusolata e tacco a blocco REFORMATION

Credits: youmna.co, net-a-porter.com, thereformation.com

Abito corto + stivali animal print

E a proposito di animalier, perché non osare un po’ di più scegliendo proprio un paio di stivali dalla stampa decisa? I nostri preferiti sono quelli firmati Paris Texas con tacco a zeppa, ideali per sdrammatizzare anche il più classico dei little black dress.

04_ABITI_STIVALI_MIX_AND_MATCH

Dolcevita in maglia fine ROBERTO CAVALLI, mini abito a trapezio con bottoni COS, stivali in cavallino stampato con tacco a zeppa PARIS TEXAS

Credits: robertocavalli.com, cos.com, paristexasbrand.com

Abito in maglia + stivali con tacco midi

La coppia “abito in maglia e stivali” è un classico della winter season che non delude mai. Per darle una svolta inaspettata e super contemporanea, sostituite i soliti stivali neri con un paio di boots minimalisti in suede chiaro e completate l'insieme con un dettaglio trendy, come un paio di orecchini a forma di fiocco (altro tormentone fashion da tenere d’occhio).

05_ABITI_STIVALI_MIX_AND_MATCH

Orecchini a fiocco in ottone dorato FERRAGAMO, abito midi in maglia stretch a costine PATRIZIA PEPE, stivali in suede con punta squadrata AQUAZZURA

Credits: ferragamo.com, patriziapepe.com, mytheresa.com

  • IN ARRIVO

Dior: 7 pezzi della collezione uomo Inverno 2026-2027 che vorremmo avere nel guardaroba anche noi 

COVER_Dior_Homme
Dal top di paillettes alla Napoleon jacket: 7 capi della nuova collezione uomo di Dior che abbiamo già voglia di mettere in wishlist.

È andata in scena ieri al Musée Rodin, nel corso della nuova edizione della settimana della moda di Parigi, la sfilata di Dior Homme che ha svelato la nuova collezione Inverno 2026-2027 firmata dal direttore creativo Jonathan Anderson.

Ispirata allo stilista Paul Poiret, la nuova collezione della Maison è dedicata a una nuova generazione di giovani parigini che si muovono per la città come moderni flâneurs, con i loro capelli gialli e i loro look improbabili.

Tra top tempestati di paillettes, maglie impreziosite da spalline metallizzate e cappotti con le maniche di peluche, l'elenco dei look di questa nuova collezione uomo che ci hanno conquistato al primo sguardo è già lunghissimo.

E noi abbiamo già messo nero su bianco una lista di quei pezzi che abbiamo visto ieri in passerella e che indosseremmo volentieri anche noi il prossimo inverno

7 pezzi della collezione uomo Inverno 2026-2027 di Dior che vorremmo anche noi nell'armadio

Il top di paillettes

07_Dior

In cima alla lista dei nostri pezzi preferiti della sfilata, c'è il top di paillettes. Proposto con un profondo scollo a V e declinato in un'audace sfumatura di viola, si porta con nonchalance a qualsiasi ora del giorno, anche solo con un paio di jeans delavé e degli stivaletti animalier

I colletti plissé

02_Dior

I colletti plissettati sono l’accessorio perfetto per trasformare con un solo gesto qualsiasi look. Sulla catwalk li abbiamo visti indossare sopra ad abiti in maglia caldi e avvolgenti ma anche sulle camicie dal taglio più elegante, abbinate ai nuovi completi sartoriali. 

Le spalline argentate

01_Dior

Un altro dettaglio molto cool notato ieri sulla catwalk? Le spalline argentate che danno un twist alle polo colorate e, come visto in passerella, si possono anche applicare su camicie a stampa check e maglioni.

La cappa imbottita

03_Dior

Calda e sofficissima, la nuova cappa imbottita con il cappuccio è il capospalla che può fare la differenza, specialmente nelle giornate più gelide. Da portare da sola o sopra a un piumino dal peso più leggero, è il pezzo giusto su cui puntare per non dover più temere il freddo.

Il foulard in broccato

04_Dior

Il maxi foulard in broccato indossato sopra a un cappotto dai colori neutri può diventare la scelta giusta per aggiungere un tocco extra di personalità a ogni look: l’accessorio da non sottovalutare per completare in modo diverso gli outfit invernali. 

La Napoleon jacket

05_Dior

Già avvistata anche nelle collezioni femminili, la Napoleon jacket, la celebre giacca con gli alamari e i ricami in corda, è stato uno dei pezzi chiave della collezione Winter 2026 di Dior Homme. La nuova versione proposta da Jonathan Anderson, una giacca militare con il retro a palloncino, è uno di quei capi che metteremmo subito in wishlist.

I manicotti di pelliccia

06_Dior

E per un look invernale ancora più scenografico, ecco il cappotto con i manicotti di pelliccia: i perfetti alleati per trasformare anche il capospalla più classico in un capo decisamente più sorprendente.  

Foto: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

Se state pensando di acquistare una borsa "investimento", dovreste dare prima un'occhiata qui!

DESK borse più cool ss 26MOB borse cool ss26
A spalla o a mano, in pelle liscia o scamosciata: queste sono le dieci borse che domineranno le tendenze della prossima stagione

Se per voi l'inizio di un nuovo anno o meglio, l'inizio di una nuova stagione, vuol dire "borsa nuova" in avvicinamento, le prossime righe faranno per voi. Le collezioni Primavera-Estate 2026 che abbiamo visto sfilare lo scorso settembre stanno raggiungendo i negozi, fisici e online, di tantissimi brand, e con loro anche un elemento importante e complementare. Non c'è storia che sia completa senza il giusto accessorio e, in particolare, senza la giusta borsa: un elemento che stagione dopo stagione non rimane immune alle tendenze e, in una galassia piena di modelli must-have e grandi classici che resistono da decenni, si sa rinnovare e riproporre divenendo un vero e proprio oggetto del desiderio.

Di modelli che si faranno appunto desiderare nei prossimi mesi ne troveremo parecchi ma, in particolare, sono dieci quelli che secondo noi si faranno notare di più in giro.
Silhouette a bauletto rivisitate, modelli a spalla o a tracolla, tote bag super capienti o piccoli, e sfiziosi, sacchettini in stoffa colorata: vi raccontiamo da vicino le dieci it-bags più belle del momento, quelle su cui varrà la pena investire in questo 2026 che è appena iniziato.


1. Le Bouledogue di Alaïa

La sua linea ricorda quella di un bauletto, ma con linee più squadrate: è la nuova nata in casa Alaïa, è dotata di un manico che si indossa a spalla come i modelli della Maison che hanno spopolato durante l'ultimo anno e mezzo rilanciando il trend, copiatissimo, delle silhouette east-west. Si chiama Le Bouledougue, presenta una cerniera con doppio cursore ed è disponibile in pelle, liscia o scamosciata, in diverse tonalità come nero, marrone e verde scuro.

borsa alaia le bouledogue

Borsa Le Bouledogue in nabuk, ALAÏA.
Credits: Maison-alaia.com

2. Wish di Prada

Sì, quello che vedete è... un sacchettino, ma è superfluo dire che non si tratta di un sacchettino "qualunque". Realizzata in duchesse di seta, con coulisse in pelle ed etichetta logata, la pouch Wish è una borsa piatta di piccole dimensioni da portare a mano o al polso (come visto sulla passerella Primavera-Estate 2026). I colori, che sono cinque e spaziano dal nero al rosa passando per il verde, il grigio e il whisky, la rendono ancora più desiderabile.

Pouch Prada Wish in duchesse di seta

Pouch Prada Wish in duchesse di seta, PRADA.
Credits: Prada.com


3. Beau di Miu Miu

Rimaniamo in casa Prada con la nuova arrivata firmata Miu Miu, una versione bowling del modello Beau. Caratterizzata da manici lunghi, pelle liscia e logo in rilievo, è disponibile in due dimensioni diverse e in cinque tonalità che comprendono il nero, una selezione di marroni dal più scuro al più caldo, il beige e il bianco.

borsa bea bowling Miu Miu

Borsa Beau bowling in pelle cognac, MIU MIU.
Credits: Miumiu.com


4. Panthea di Valentino Garavani

Svelata per la prima volta durante la sfilata Autunno-Inverno 2025/2026 Le Méta-Théâtre Des Intimités, la borsa Panthea di Valentino Garavani porta la firma inconfondibile del direttore creativo della Maison Alessandro Michele. In pelle con motivo chevron e pratica zip con doppio cursore, presenta due tracolle, una a catena arricchita di elementi scultorei e una a fascia, in pelle a sua volta decorata. Nera, marrone e beige, o anche bicolore con inserti in pitone, presenta l'inconfondibile logo dorato.

borsa panthea Valentino

Borsa a spalla Panthea in nappa motivo chevron, VALENTINO GARAVANI.
Credits: Valentino.com


5. New Luggage di Celine

Con questo modello apriamo un breve filone di vecchie conoscenze, perché la New Luggage di Celine creata dal nuovo direttore creativo Michael Rider riporta all'oggi le linee di un famoso e fortunatissimo modello del marchio, ovvero il Luggage lanciato nel 2010 dall'allora direttrice creativa Phoebe Philo. Oggi ritorna, con una forma rettangolare, più allungata verso i lati e con una costruzione più leggera. La trovate nelle versioni piccola, media e grande in un'interessante palette cromatica che include, oltre ai classici nero e marrone, un giallo e un blu brillanti e una variante beige in suede.

borsa Celine new luggage

Borsa New Luggage piccola in pelle di agnello morbida lucida, CELINE.
Credits: Celine.com


6. City di Balenciaga

Se la vecchia conoscenza che abbiamo appena incontrato si è rifatta il look, quella di cui parleremo ora è rimasta fedele all'originale. Si tratta della City di Balenciaga, uno dei modelli più amati dei Duemila, nata sotto la direzione di Nicolas Ghesquière. Tornata in auge da qualche stagione, quando alla guida della maison c'era ancora Demna Gvasalia, è oggi un oggetto di culto anche per il suo successore, Pierpaolo Piccioli, che l'ha riportata in passerella in tante versioni cromatiche.

le city Balenciaga

Borsa Le City Media in pelle di agnello Arena smeraldo scuro, finiture ottone, BALENCIAGA.
Credits: Balenciaga.com


7. Paddington di Chloé

Fedele alle origini è anche lei, la Paddington di Chloé, altro modello – lanciato nel 2005 da Phoebe Philo – che ha definito la moda del primo decennio dei Duemila. Con il suo lucchetto con chiave e i suoi dettagli oro, anche la direttrice creativa Chemena Kamali, alla guida del brand dal 2023, non ha potuto evitare di includerla nuovamente in collezione. Piccola, media e anche in versione pochette, la ritroviamo in una tavolozza di nuance perfettamente in linea con l'identità del marchio: sfumature di marroni, granata, blu, grigio e verde dal finish polveroso e squasitamente boho.

borsa paddington Chloe

Borsa Paddington in pelle di bufalo, CHLOÉ.
Credits: Chloe.com


8. The Stockholm di DeMellier

Facciamo un balzo avanti e lasciamo le icone dei primi Duemila per tornare alla contemporaneità con un marchio relativamente giovane ma già molto amato (lo indossa anche Catherine, la principessa del Galles). Si tratta di DeMellier London, che dopo aver spopolato con la tote New York, propone The Stockholm, una raffinata borsa a bauletto alleggerita nelle linee, disponibile in diverse misure che permettono di portarla a mano o a spalla. In camoscio e in pelle, dal classico nero al marrone e al verde scuro, si posiziona in un range di prezzo che va dai 455 ai 620 circa: perché le vere it-bag non hanno solo prezzi a quattro cifre.

borsa the stockholm de mellier

Borsa The Stockholm in pelle con doppi manici, DeMELLIER LONDON.
Credits: Demellierlondon.com


9. Cambon Cabas di Manu Atelier

Rimane sotto i mille euro anche lei, la Cambon Cabas di Manu Atelier, altro brand contemporaneo che sta piacendo molto e che è conosciuto per il modello Le Cambon. Una creazione riconoscibile per il dettaglio della cintura con fibbia che potete notare anche su questa tote, che al contrario del modello "di partenza" presenta linee essenziali e una struttura morbida. Disponibile in pelle liscia o suede, presenta una piccola pochette interna molto pratica dal momento che la borsa non è provvista di chiusure.

Cambon Cabas di manu atelier

Borsa Cambon Cabas marrone, MANU ATELIER.
Credits: Manuatelier.com


10. Le Smart di Longchamp

Chiudiamo la nostra selezione con un marchio leader nel campo della pelletteria di lusso, Longchamp. Il modello Le Smart, lanciato nel 2025, incarna una visione di lusso quotidiano discreto e raffinato. Una tote con due manici, dalla misura media, caratterizzata da una cintura con fibbia dorata e da una proposta cromatica che spazia dal marrone scuro al beige, fino a un tono sofisticato di carta da zucchero.

le smart longchamp

Borsa Le Smart Mala De Mão in morbida pelle di vitello, LONGCHAMP.
Credits: Longchamp.com