Gioielli: 5 brand che dovete assolutamente conoscere

cover-gioielli-5-brand-da-conoscere-2024-deskcover-gioielli-5-brand-2024-mobile
Li avrete visti su Instagram, addosso a celebrities e trendsetter: sono dei brand di gioielli meno noti ma non meno preziosi e vi vogliamo raccontare da dove arrivano (e perché sono così speciali)

Quando si parla di gioielli, quelli preziosi per davvero, si tende spesso a nominare i classici brand. I nomi che hanno fatto la storia l'hanno fatta per un motivo, ovviamente, ma in un universo fatto d'oro e di diamanti, ci sono tanti altri marchi in grado di distinguersi per savoir-faire e per stile, anche se si tratta di realtà relativamente giovani.

Una piccola premessa: al giorno d'oggi, complici i social, potrà sembrare "facile" creare il proprio brand di gioielli. Lo abbiamo visto fare da tante influencer e tiktoker, ma urge specificare che si tratta, nella maggior parte dei casi, di bigiotteria o semi-preziosi che tralasciano concetti contemporanei come salvaguardia della tradizione artigiana e approccio sostenibile. E che anche in termini di ispirazione non regalano particolari suggestioni.

Suggestioni che provengono invece da chi, del fare gioielli, dimostra di avere grande cultura. Ed è proprio di questa categoria che vogliamo parlare, di una selezione di brand molto speciali, che si stanno diffondendo sempre più nonostante il carattere esclusivo e meno commerciale.


Troverete storie e tecniche che si tramando da generazioni o cambi di direzione sopraggiunti durante percorsi diversi, nomi italiani e stranieri, range di prezzo che vanno dall'accessibile al super lusso, ispirazioni che spaziano dall'ironico al mitologico e una cosa in comune: sono tutti brand al femminile.

Nadine Ghosn e gli oggetti del quotidiano che diventano preziosi

gioielli-nadine-ghosn

Credits: dall'alto a sinistra, immagini dalle collezioni Too Cool for School, LifeCycle, Bar&Vie e YOUtensil di Nadine Ghosn, via Nadineghosn.com

Una penna Bic con il tappo ricoperto di zaffiri blu, la catena di una bicicletta con un pavé di diamanti. E ancora graffette, forchette e cucchiai d'oro che diventano bracciali: Nadine Ghosn ama stravolgere gli oggetti di tutti i giorni, impreziosirli, renderli degli accessori unici che uniscono ironia e alta gioielleria.


Con una laurea in Art and Economics a Stanford ed esperienze lavorative in BCG ed Hermès, la designer americana, di origini libanesi, ha dato vita al proprio marchio focalizzandosi su una finissima realizzazione di tipo artigianale, frutto del lavoro di esperti artigiani libanesi.

bracciale-nadine-ghosn-graffette

Bracciale Paper Clip in oro giallo 18 carati, fa parte della collezione Too cool for school. NADINE GHOSN, credits: Nadineghosn.com

Le molle e i nodi di Boochier

boochier-jewelry

Credits: immagini dalle collezioni Slinkee e Ties di Boochier, via Boochier.com

Massimalismo e raffinatezza si incontrano nei gioielli che Melinda Zeman, designer cinese-ghanese, ha iniziato a creare nel 2019. La sua passione per il mondo della gioielleria nasce in tenera età, osservando la nonna collezionista di gioielli in giada, che esplorava i mercatini alla ricerca di pezzi speciali da collezionare.

L'estetica di Boochier poco si lega alle colorazioni e alle lavorazioni di quel particolare materiale, ma celebra l'idea del legame, dell'intreccio di storie e di esperienze. Must-have del marchio sono la molla Slinkee e i nodi della collezione Ties, che si arricchiscono di colori d'ispirazione pop.

orecchini-gioielli-boochier

Orecchini Slinkee in oro bianco, misura large. BOOCHIER, credits: Boochier.com

Gli amuleti di Pascale Monvoisin

gioielli-pascale-monvoisin

Credits: Da sinistra, collier Calypso, orecchino Arles, anello Bowie di Pascale Monvoisin, via Pascalemonvoisin.com

Una carriera da assistente di volo che l'ha portata nei posti più incantevoli del mondo si è trasformata, per la parigina Pascale Monvoisin, in un flusso continuo di preziose ispirazioni. Fondato nel 2009, l'omonimo marchio guarda soprattutto all'India, a Jaipur, la città rosa, dove ancora oggi vengono realizzati, da artigiani locali, i singoli pezzi in collezione.

Le sue creazioni racchiudono il fascino e il mistero di veri e propri amuleti e sono realizzate in oro 9 carati unito a micro perle, turchesi sfaccettati, acquamarina, pietra di luna e bachelite.

anello-pascale-movoisin

Anello Pierrot in oro con bachelite e quattro diamanti. PASCALE MONVOISIN, credit: pascalemonvoisin

Le catene e l'effetto knit di Carolina Bucci

GIOIELLI-Carolina-bucci

Credits: in alto da sinistra, bracciali Woven, Catena 1885 con pendente a cuore, orecchini Florentine finish, di Carolina Bucci via Carolinabucci.com

Da Parigi e altri luoghi atterriamo in Italia, precisamente a Firenze. Qui nascono le creazioni di Carolina Bucci, designer con alle spalle una lunga storia familiare nell'ambito della gioielleria. Quarta generazione nel settore, Carolina ha dato vita alla sua visione proponendo intrecci fatti d'oro, seta e altre fibre tessute a mano su un tipico telaio fiorentino rinascimentale nei laboratori di famiglia.

Già a un primo sguardo colpiscono le texture non convenzionali, come nelle catene 1885 dal finish martellato o nei bracciali tessuti in oro e seta.

bracciale-carolina-bucci

Bangle in cotone e argento placcato oro. CAROLINA BUCCI, credits: Modaoperandi.com

La leggerezza di Perseé

gioielli-persee-paris

Credits: anelli collezione Floating, collier collezione Danae, mix di anelli, via Perseeparis.com

Torniamo a Parigi per parlare di Persée, brand fondato nel 2017 (a soli 25 anni) da Nawal Laoui. Ogni creazione colpisce per la squisita leggerezza: sottili fili d'oro o in materiale trasparente, sorreggono dei diamanti non incastonati ma liberi di muoversi, applicando la tecnica del piercing su ogni diamante.

L'ispirazione viene dal mito della pioggia d'oro narrato da Ovidio, nel quale Zeus trasformatosi in pioggia d'oro si poso su Danae fecondandola e dando così vita al figlio Perseo, uno dei più celebri eroi della mitologia greca.

collier-persee-amoure

Collier Amour in oro 18kt con diamante sospeso. PERSÉE PARIS, credits: Perseeparis.com

  • IN ARRIVO

Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week

COVER_Matilde_Lucidi
Da Fendi a Max Mara, da Roberto Cavalli a Boss: Matilde Lucidi, l’astro nascente della moda italiana, è la star indiscussa di questa edizione della Milano Fashion Week.

È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei. 

Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.

03_Matilde_Lucidi

La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.

Chi è Matilde Lucidi

01_Matilde_Lucidi

Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.

Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.

02_Matilde_Lucidi

In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.

04_Matilde_Lucidi

L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.

Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.

Foto: GettyImage

  • IN ARRIVO

Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

COVER_Marni
Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

01_Marni

La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

02_Marni

I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

03_Marni

Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

04_Marni

In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

00_DESKTOP_White02_MOBILE_White
Dalle Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories: la CEO Brenda Bellei racconta la trasformazione del salone simbolo della Milano Fashion Week.

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.

Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.

ok 5.CAMPAGNAWHITE

Credits: Courtesy of Press Office

Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.

Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.

Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.

ok brenda foto 1

Brenda Bellei

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?

«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».

“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?

«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».

La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?

press conference 6

Credits: Courtesy of Press Office

«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».

Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?

«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.

L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.

ok 4.LUCILLE THIEVRE (1)

LUCILLE THIEVRE 

Credits: Courtesy of Press Office

ok 1.BATAKOVIC(1)

BATAKOVIC

Credits: Courtesy of Press Office

Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»

Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?

«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.

Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».

ok MORSICA

MORSICA

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?

«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».

Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?

«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».

  • IN ARRIVO

Prada e l’arte della stratificazione: 5 highlight della sfilata FW26

COVER_Prada
Dal ritorno di Bella Hadid in passerella ai pezzi chiave della collezione: 5 highlight della sfilata Autunno-Inverno 2026 di Prada.

Il terzo giorno della Milano Fashion Week è ufficialmente entrato nel vivo con una fitta agenda di show in programma. Ad aprire le sfilate del pomeriggio, Prada che ha portato in passerella la nuova collezione FW26 firmata da Raf Simons e Miuccia Prada

Presentata come sempre negli spazi della Fondazione Prada, la nuova collezione celebra la complessità e le molteplici sfaccettature delle donne e della vita stessa e gioca con la stratificazione dei look che si reinventano e si trasformano a seconda dei vari momenti della giornata.

Durante lo show, ogni modella ha indossato quattro look sovrapposti e ha percorso la passerella quattro volte togliendo a ogni giro uno strato e mostrando così outfit sempre diversi.

Sotto una giacca si nascondeva uno spolverino trasparente che a sua volta celava un tank top. Sotto il cappotto compariva un maglione over sovrapposto a sua volta a un abito midi: le combinazioni erano infinite.

Ed è proprio con questo gioco di layering che i due co-direttori creativi hanno voluto dimostrare come ogni look possa cambiarsi, adattarsi e riflettere le diverse sfumature di chi lo indossa.

Ma ecco 5 punti chiave dello show andato in scena qualche ora fa.

01. La location

01_Prada

In continuità con la sfilata maschile che è stata presentata lo scorso gennaio, anche la collezione donna del brand è stata svelata nel Deposito della Fondazione Prada, con lo stesso allestimento, tra caminetti e porte d’epoca.

02. Bella Hadid in passerella

01_Prada-2

Tra le 15 modelle che hanno interpretato i nuovi look della collezione della prossima stagione, Bella Hadid che è apparsa sulla catwalk in una versione inedita, più autentica e naturale del solito. In passerella, infatti, ha sfoggiato i suoi capelli biondi raccolti in un’acconciatura messy e un beauty look minimale, incarnando un’estetica decisamente più essenziale e meno costruita.

03. I pezzi chiave della collezione FW26 di Prada

03_Prada

Tra i pezzi cult della nuova collezione FW26 di Prada, i maglioni con la zip che sembrano quasi delle giacche varsity e si portano con gonne colorate, décolleté con kitten heels, calzettoni che si fermano appena sotto il ginocchio e sciarpe in maglia spessa al collo. Accanto a loro, anche cappotti dalla linea dritta, parka a stampa floreale o con dettaglio di pelliccia. Le zip ritornano anche sui nuovi abiti: si aprono fino a svelare le canottiere o le spalle. Grandi protagonisti, oltre ai completi rigorosi giacca-pantaloni, le gonne midi in organza e in satin, che si portano con camicie con i polsini arrotolati e pullover girocollo super basic.

04. Gli accessori

04_Prada

Al centro della nuova collezione realizzata da Raf Simons e Miuccia Prada, le calzature che spaziano da stringate con la suola robusta e i lacci colorati a contrasto agli stivaletti stringati, fino alle pumps gioiello coloratissime che si portano con calzini lunghi tempestati di applicazioni preziose. Tra le borse da mettere in wishlist, la mini bowling bag a stampa cocco e il secchiello in formato mini effetto snake

05. Il front row

05_Prada

Ricchissimo come sempre il parterre di ospiti avvistati in front row. Tra loro, Sarah Pidgeon, l’attrice che in “Love Story” veste i panni dell’icona di stile Carolyn Besset, Uma Thurman, Carey Mulligan. Insieme a loro anche la campionessa olimpica Eileen Gu, Anna Sawai, Elodie, Mark Zuckerberg con la moglie, Charli D’Amelio, Benedetta Porcaroli e molti altri.

Foto: GettyImage