#IoRestoACasa e faccio del bene: ecco le iniziative solidali del mondo della moda (e come dare una mano!)

Come la storia e l’esperienza ci insegnano, in situazioni di emergenza e difficoltà la nostra Italia si dimostra un paese altruista.
Qualche anno fa, la CaF, Charities Aid Foundation, ci classificò tra i 10 paesi più generosi al mondo accanto a colossi come Usa e Canada, e questi giorni di allarme Covid-19 lo stanno dimostrando ancora di più.
La fashion industry poi, uno dei settori maggiormente colpiti da questa pandemia, si è da subito schierata in prima linea per supportare gli ospedali italiani e combattere il virus che sta mettendo in ginocchio l’Italia.
Tantissimi big della moda hanno dato il buon esempio devolvendo a favore della ricerca, della costruzione di impianti ospedalieri e e dell’acquisto di nuove attrezzature.
Re Giorgio Armani è stato uno dei primi, dopo aver sfilato a porte chiuse, a donare 1 milione e 250 mila euro a favore degli ospedali San Raffaele, Luigi Sacco di Milano, Spallanzani di Roma e protezione civile.

Dopo Armani, le donazioni dalla moda sono state tantissime…
La holding Benetton ha donato la straordinaria cifra di 3 milioni di euro per sostenere l’emergenza di quattro ospedali italiani, Ca’Foncello di Treviso, Luigi Sacco di Milano, Spallanzani e Gemelli di Roma.
La fondazione Carla Fendi ha devoluto 100.000 da destinare all’acquisto di ventilatori meccanici per il policlinico Gemelli di Roma.
La famiglia Versace ha donato €200.000 al dipartimento di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano.
Il gruppo Kering, con i suoi marchi, italiani e non, ha donato 2 milioni di euro da destinare alle principali realtà ed organizzazioni sanitarie del paese tra Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio.
Anche il marchio di gioielli Re Carlo ha fatto una generosa donazione, ripartita tra il Sacco di Milano, in prima linea durante questa emergenza, e l'Ospedale Civile SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, a mantenere vivo il legame con il territorio da cui l'azienda proviene.
A queste si è aggiunta il 17 marzo anche la notizia che Moncler ha deciso di mettere a disposizione della Regione Lombardia la cifra straordinaria di 10 milioni di euro a favore della costruzione e dell'allestimento dell'ospedale speciale da 400 posti di terapia intensiva che sta sorgendo nell'area dell'ex Fiera Milano.
Anche il marchio Patrizia Pepe ha contributo con una donazione e attivando una raccolta fondi a favore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi (per donare gofundme/italystaystrong).
A supporto del comparto sanitario dell'Emilia Romagna, Gianvito Rossi - imprenditore calzaturiero italiano - e la sua famiglia hanno
donato 100.000 euro devoluti all'ospedale Maurizio Bufalini di Cesena per
l'acquisto di materiale necessario per far fronte all'emergenza COVID-19.
Un gesto di sostegno per le persone colpite e un messaggio di gratitudine per i medici e personale ospedaliero, oltre che un moto di affetto e di solidarietà nei confronti del territorio "natale" dell'imprenditore e del suo marchio.
Tanti investimenti per implementare la ricerca e un vaccino…
Il gruppo Bulgari ha fatto una donazione che ha permesso l’acquisto di un microscopio 3D all’ospedale Spallanzani di Roma.
E Dolce & Gabbana hanno finanziato la ricerca scientifica per la lotta al Coronavirus.
Chi ha destinato parte delle vendite agli ospedali e chi…
I brand italiani Manila Grace, Carpisa e Yamamay hanno invece deciso di devolvere parte del ricavato di ogni vendita al reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, mentre Kidult donerà il 20% delle vendite online al San Raffaele.
Anche Cruciani C ha messo a disposizione 5000 dei suoi famosi braccialetti macramé, la cui vendita servirà a dare una mano a tutti gli operatori della Croce Rossa.
Il brand Sergio Rossi ha contributo supportando l’Ospedale ASST Fatebenefratelli - Sacco di Milano con una donazione di €100.000 e ha lanciato una sfida a tutte le donne che da anni amano indossare le loro collezioni: dal 14 marzo al 20 marzo il 100% delle transazioni effettuate su SergioRossi.com saranno devoluto alla lotta contro il Covid-19.
Il marchio di abiti da sposa Pronovias ha lanciato un'iniziativa particolare: il brand ha deciso di donare i propri abiti a tutte le future spose che in questo momento stanno lavorando negli ospedali contro il COVID 19: dottoresse, infermiere, operatrici sanitarie, tutte loro riceveranno in dono un abito Pronovias per il grande giorno, un dono per il loro impegno in questo momento cruciale.
L'azienda Pellemoda, azienda toscana leader della produzione di capi in pelle e in tessuto per importanti brand moda, invece, ha deciso a partire dal 23 marzo di riconvertire la propria produzione proprio in funzione delle necessità legate al contagio da Coronavirus, per la realizzazione di 100.000 mascherine protettive.
T-shirt a fin di bene…
I marchi Moaconcept e Haikure hanno ideato e prodotto in tempi rapidi una t-shirt i cui proventi vengono devoluti alla protezione civile per l’acquisto di attrezzature ospedaliere. #ItWillBeOk

(Credits: Courtesy of press office)
Etro ha prodotto la Milano Never Stops t-shirt, un monito a continuare a lottare e dando il suo contributo all’ospedale Sacco di Milano.
E infine Chiara Boni ha lanciato la t-shirt "Smile for Italy", il cui ricavato delle vendite (sul sito ChiaraBoni.com) verrà interamente devoluto ad ASST Lombardia, l'associazione di Aziende Socio Sanitarie Territoriali della Regione Lombardia.
Anche Pinko ha deciso di lanciare un messaggio di amore e orgoglio, oltre che di aiuto a chi è in prima in linea, con la t-shirt “Italia ti amo".
Il totale valore di ogni tshirt venduta servirà per comprare 6 test di diagnosi coronavirus che saranno distribuiti sul territori.
Il marchio Sandro Paris mette in vendita dal 23 aprile una t-shirt femminile sul suo shop online, il cui ricavato sarà devoluto al 100% a supporto della Croce Rossa Internazionale nella lotta contro il virus. Il messaggio della tee è stato scelto, attraverso un sondaggio, dalla community Instagram del brand.
Anche il brand Amotea si è mosso in questa direzione. La designer Diletta Amodei ha creato, in collaborazione con l’illustratrice svedese Anna Degnbol, una t-shirt con spalline dalla linea shape anni 80, un'edizione limitata che sarà venduta sul sito a partire dal 25 Maggio. I proventi saranno devoluti in beneficienza alla comunità di Sant'Egidio di Roma, che si occupa di aiutare i meno fortunati.
Il marchio Blauer ha lanciato sul suo e-commerce il Teddy Blauer, un orsetto mascotte. Il ricavato della vendita (l'orsetto è disponibile sull'e-shop a 23 euro) andrà a supportare economicamente le attività della Protezione Civile.
Poi il meraviglioso potere del social crowdfunding online…
Tra i primissimi, in questa gara di solidarietà, ci sono stati loro: Chiara Ferragni e Fedez, che hanno sfruttato la loro forza sui social per lanciare un messaggio preciso (quello di stare a casa e limitare la vita sociale allo strettissimo necessario) e hanno lanciato una raccolta fondi per costruire una ala speciale di terapia intensiva e che, a oggi ha portato più di 4 milioni di Euro (se volete partecipare qui trovate il link per donare https://www.gofundme.com/f/coronavirus-terapia-intensiva)
(Credits: Instagram)
Tra le raccolte di fondi via web vi segnaliamo anche:
- L’iniziativa di Elisabetta Franchi, #SeVuoiPuoi (qui il link per donare https://www.gofundme.com/f/se-vuoi-puoi--controilcoronavirus)
- Il progetto di Coccinelle, Coccinelle ci mette il cuore (qui il link per donare https://www.gofundme.com/f/wwwgofundmecomfcoccinelle-ci-mette-il-cuore) sempre sulla piattaforma GoFundMe.com che si sta rivelando uno dei migliori strumenti di raccolta fondi sul web.
- Sara Cavazzi Facchini, direttore creativo di Genny, e la campionessa olimpionica di nuoto Federica Pellegrini hanno lanciato la raccolta fondi #aiutiAMOVerona a supporto degli ospedali veronesi e della provincia.
Le donazioni possono essere effettuate attraverso i canali social di Sara (@gennyofficial ) e Federica (@kikkafede88).
- Lo stilista di origini italiane Angelo Cruciani, ideatore del marchio Yezael (lo ricorderanno in molti come uno dei partecipanti del fashion talent di Netflix "Next in fashion" con Alexa Chung), ha lanciato una raccolta di fondi a favore dei reparti di terapia intensiva delle strutture ospedaliere marchigiane. Per donare: https://www.gofundme.com/f/rafforzare-ospedali-marche-nord

(Credits: Getty Images)
CORONAVIRUS: i link per donare a ospedali ed enti
Tutte queste iniziative ci scaldano il cuore e sono contributi preziosi che, in momenti difficili come quello che stiamo vivendo misurano il valore immenso della nostra comunità.
Per questo dobbiamo continuare a contribuire e a donare per uscire dall’emergenza il prima possibile perché insieme ce la faremo!
Vi lasciamo qualche link per donare:
- Agli ospedali: basta andare sui portali internet della struttura che avete deciso di aiutare per trovare le istruzioni come ad esempio il policlinico di Milano (ecco il link https://www.policlinico.mi.it/donazioni-lotta-al-coronavirus) o all’ospedale Spallanzani di Roma (ecco il link https://donazioni.inmi.it/donations/raccolta-fondi-per-attivita-assistenziali-in-tema-di-covid-19/)
- Alle regioni: possiamo donare alle singole regioni che hanno aperto dei conti correnti ad hoc per l’emergenza come quello dell’Emilia Romagna (ecco il link https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/donazioni) o Lombardia (qui il link https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/coronavirus-raccolta-fondi)
- Tramite la piattaforma Go Found Me: sostenere le raccolte fondi intraprese a sostegno del Coronavirus (ecco il link http://www.asst-pg23.it/section/2429/Donazioni_emergenza_Coronavirus o lanciare un’iniziativa propria creando una campagna di raccolta fondi (ecco il link https://www.gofundme.com/sign-up)
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Come indossare i pantaloni bianchi in primavera? 8 look da cui prendere spunto asap

Quando la primavera chiama, i colori tenui rispondono.
In particolare, questo cambio look si nota soprattutto sui pantaloni, che abbandonano il “lato oscuro” per passare a quello chiaro.
Dai jeans, che mettono da parte il loro classico lavaggio denim, ai pantaloni sartoriali che salutano nero e marrone, uno dei segali inequivocabili che spring has sprung è proprio il passaggio stagionale dei pantaloni che tutto d’un tratto si rivestono di bianco.
E se anche voi siete tentate di acquistarli ogni volta che fate shopping online, ma vi trattenete perché temete siano difficili da abbinare nella vita di tutti i giorni, siamo qui per farvi ricredere. Beh, noi e le It girls.
Perché come sempre sono proprio loro - i look delle trendsetter - a regalarci la soluzione a ogni nostro dubbio e problema.
Non sapete come indossare i pantaloni bianchi per la bella stagione? Nessun problema, basta prendere spunto da qualche outfit paparazzato nello street style per trovare tutte le inspo giuste su come valorizzare un bel white trouser.
Dalle mise più casual, a quelle più chic, ecco 8 look da copiare e amare subito!
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: nero e bianco
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Il black & white è uno statement: un grande classico che non stanca mai, timeless e intramontabile.
Per rendere questa accoppiata più moderna, ricreate la combo con una t-shirt bianca e jeans bianchi, da abbinare a cappotto e mocassini neri, invertendo il ruolo del pantalone - solitamente scuro - per un tocco più fresco e primaverile.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con altre nuance di bianco
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Chi l’ha detto che il bianco non può essere indossato con altre tonalità di bianco? Avorio, panna, crema e burro, se mixati con sapienza ed equilibrio possono riuscire a creare un mix di nuance davvero bello e particolare con - ovviamente - un pantalone white come protagonista.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con blazer e mocassini
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Per creare un look preppy e in tendenza, basta aggiornare la classica uniforme blazer + mocassini aggiungendo un paio di jeans bianchi. Per donare profondità al look però, ora che abbiamo sostituito il pantalone, puntiamo su blazer, mocassini e t-shirt dai toni scuri.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con corpetto e dettagli glam
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Un look Y2K che unisce eleganza e street attitude? We’re in baby! Gli ingredienti chiave sono: un corsetto, un blazer leggero, accessori in stile revival e un paio di pantaloni fluidi che regalano al fit un’attitude da videoclip anni 2000. I pantaloni saranno rigorosamente bianchi ma, se volete un twist in più, puntate su un all white.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con felpa e sneakers
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Il bianco però non è solo il colore dell’eleganza e quindi, passando da un estremo all’altro eccoci con un fit adatto anche a chi preferisce un outfit sporty. Prediligete un jeans bianco rispetto a un pantalone sartoriale o dalla silhouette dritta e accostateci una felpa, un paio di sneakers e voilà!
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con i toni neutri del beige & cammello
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Un altro accostamento di colore molto bello da replicare è quello nei toni del beige e del cammello. Già da sé, queste nuance, evocano un’estetica raffinata e casual-chic, da “seguire” con un paio di pantaloni bianchi dal taglio pulito, capaci di donare luminosità e mantenere il look sofisticato ma leggero. Ad accompagnare, una giacca corta leggermente strutturata d’ispirazione safari, un foulard al collo, bracciali rigidi e décolleté marroni con plateau aggiungono carattere e un discreto twist rétro.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: con polo colorata e tacchi
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Se in autunno l’uniforme per eccellenza dei look casual è composta da pantaloni sartoriali grigi e polo a righe nei toni del blu, rosso e verde scuro, in primavera la base resta la stessa ma cambiano i colori. Per la bella stagione sfoderate le vostre polo preferite e abbinatele a un paio di pantaloni sartoriali bianchi per mantenere il fil rouge. Al posto dei mocassini, poi, liberate dalla scarpiera i tacchi e il gioco è fatto.
Come indossare i pantaloni bianchi in primavera: il look total denim
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L’outfit salva-tempo (e salva-vita) per chi non ha voglia di pensare troppo agli abbinamenti è uno solo: il total denim. Solo che, al posto del classico lavaggio jeans, si presenta in una versione decisamente più desaturata e chic, ideale così non solo per gli outfit by day, ma anche by night.
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Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week
È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei.
Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.
La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.
Chi è Matilde Lucidi
Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.
Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.
In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.
L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.
Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.
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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26
Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.
La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.
Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.
Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.
01. L'allestimento
Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand.
02. La collezione FW26 di Marni
La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.
03. I dettagli
I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.
04. Gli accessori
Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.
05. Il front row
In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.
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WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.
Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.
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Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.
Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.
Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.
Brenda Bellei
Credits: Courtesy of Press Office
WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?
«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».
“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?
«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».
La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?
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«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».
Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?
«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.
L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.
LUCILLE THIEVRE
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BATAKOVIC
Credits: Courtesy of Press Office
Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»
Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?
«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.
Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».
MORSICA
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WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?
«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».
Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?
«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».
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