Addio a Oliviero Toscani, fotografo senza compromessi che ha rivoluzionato il mondo della pubblicità e della moda
Ha vissuto intensamente, sempre spingendo il limite un po' più in là, Oliviero Toscani, il fotografo che ha saputo trasformare ogni scatto in una provocazione e ogni immagine in un manifesto di pensiero, è morto, la notizia è arrivata nella mattinata del 13 gennaio.
Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Toscani non è stato soltanto un fotografo di moda o un creativo pubblicitario. È stato un artista visionario, un comunicatore irriverente, un provocatore instancabile, capace di far dialogare la bellezza e l'indignazione.
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Figlio di Fedele Toscani, storico fotoreporter del Corriere della Sera, Oliviero cresce con la macchina fotografica tra le mani. A soli 14 anni pubblica il suo primo scatto sul quotidiano milanese: un ritratto dolente di Rachele Mussolini durante la tumulazione del marito a Predappio.
È un debutto precoce e significativo che anticipa la sua capacità unica di cogliere l'essenza di un momento storico. Dopo il diploma in fotografia alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, Toscani si fa strada nel mondo della moda, collaborando con riviste prestigiose. Negli anni '60 e '70 diventa uno dei fotografi pubblicitari più richiesti, lavorando per brand come Chanel, Valentino e Fiorucci.
Ma è nel 1982 che la sua carriera prende la svolta più significativa: inizia il sodalizio con il marchio Benetton, un incontro che cambierà non solo la sua vita, ma anche il panorama della comunicazione visiva.
Toscani reinterpreta il ruolo della pubblicità, eliminando il prodotto dalle sue immagini per focalizzarsi su temi di forte impatto sociale. Sotto il suo obiettivo, emergono campagne che scioccano e dividono l'opinione pubblica: dall’Aids alla pena di morte, dall’immigrazione al razzismo, Toscani usa l’arte per affrontare le contraddizioni del mondo.
Tra le sue opere più celebri, si ricordano la suora che bacia un prete, i cuori umani privi di "razza" e il ritratto di una donna malata di anoressia per il brand No-l-ita. Sono immagini potenti, studiate per scuotere le coscienze, per fare riflettere e, spesso, per indignare. È questa la cifra distintiva di Oliviero Toscani: un’irriverenza che lo spinge a sfidare il conformismo, anche a costo di suscitare polemiche feroci.
Non sono mancati, infatti, momenti di rottura nella sua carriera. Nel 2000, la campagna che ritrae volti di condannati a morte negli Stati Uniti segna la fine della sua collaborazione con Benetton. Ma l’amicizia con Luciano Benetton, imprenditore e visionario come lui, resiste al tempo e alle divergenze, fino al ritorno di Toscani nel 2017 per una nuova fase di collaborazioni.
La sua vita privata è stata altrettanto intensa: sei figli, tre matrimoni, una tenuta in Toscana dove amava rifugiarsi, lontano dal clamore. E poi le battaglie politiche e sociali, che lo hanno visto vicino al Partito Radicale, candidato in Parlamento, e sempre in prima linea contro le ingiustizie e i pregiudizi.
Nel 2023, la diagnosi di amiloidosi, una malattia rara e incurabile, segna l’inizio del suo ultimo capitolo. Oliviero Toscani affronta la malattia con la stessa franchezza con cui ha sempre vissuto, dichiarando pubblicamente di non voler sopravvivere in una condizione di sofferenza. «Non ho più voglia di fotografare» aveva confessato in un’intervista, «Mi sono liberato di tutto. Mi pento delle cose che non ho fatto, non di quelle che ho fatto.»
La sera tra il 12 e il 13 gennaio 2025, Oliviero Toscani si è spento a 82 anni, lasciando un vuoto nel mondo della fotografia e della cultura. La sua famiglia, composta dalla moglie Kirsti e dai figli Rocco, Lola e Ali, ha annunciato la sua scomparsa con un breve comunicato: «Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio.»
Con lui se ne va un pezzo di storia della fotografia e della comunicazione, oltre che un pezzo di Italia e della moda e cultura italiana. Oliviero Toscani ha insegnato che l’arte non deve solo decorare il mondo, ma anche interrogarlo, metterlo in discussione, costringerlo a cambiare. È stato un genio ribelle, una mente vulcanica, un maestro dell’immagine. E oggi, di fronte al suo obiettivo che si spegne, resta il ricordo di un uomo che ha avuto il coraggio di guardare la realtà senza filtri, rendendola, ogni volta, indimenticabile.
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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"
Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.
Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.
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Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.
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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.
Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.
Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti
Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.
Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.
Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.
Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche
Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.
L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.
Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.
Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone
Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.
L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.
Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.
I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete
Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.
Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.
Qui la moda incontra il sentimento.
Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)
Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.
L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.
Il nuovo lusso del Festival
Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.
Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.
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