Il Met Gala torna nel 2021 e 2022 con una mostra in due atti

Dopo un anno di pausa dovuto alla pandemia in cui non abbiamo potuto assistere al red carpet più glam dell’anno, quest’anno (e il prossimo!) il Met Gala ritornerà al Metropolitan Museum of Art di New York City.
Ma, a differenza degli altri anni, non avrà luogo, come di consueto, il primo lunedì di maggio (a causa della situazione sanitaria ancora incerta) ma slitterà di qualche mese e ci sorprenderà con una nuova formula.
Nelle scorse settimane il Costume Institute ha infatti annunciato che i temi del 2021 e del 2022 saranno collegati e incentrati entrambi sulla moda americana. Si tratterà, rispettivamente, di “In America: A Lexicon of Fashion” e “In America: An Anthology of Fashion”. Questi due temi non saranno separati, la mostra del 2022 sarà il proseguimento di quella del 2021 ed entrambe rimarranno esposte fino al 5 settembre 2022.
Il Met Gala 2021 si terrà dunque il 13 settembre e sarà il party finale della New York Fashion Week, segnandone la chiusura.
“In America: An Anthology of Fashion” invece si terrà il primo lunedì di maggio del 2022, riprendendo la vecchia tradizione.
Anche in questa occasione è stato Andrew Bolton, il Curatore Capo del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, a stabilire i temi dei Met Gala, e quindi, anche delle corrispondenti esibizioni.
L’idea della doppia mostra, in realtà non sembra dettata unicamente dalla pandemia ma risale al 2018, quando Bolton stava lavorando alle celebrazioni del 150esimo anniversario del Metropolitan Museum (festeggiato nel 2020) e al 75esimo anniversario del Costume Institute, che si celebrerà quest’anno.
Bolton ha riferito a Vogue US che ha scelto di puntare l’obiettivo sulla moda americana per due ragioni, “La principale è stato il fatto che il mondo della moda americana ci ha sostenuto per 75 anni, sin dalla nascita del Costume Institute, quindi volevo rendere omaggio a questo sostegno, e volevo anche celebrarne la storia.”
In America: A Lexicon of Fashion
Il libro Home: A Short History of an Idea, di Witold Rybczynski, che parla delle qualità sentimentali delle stanze di una casa invece che della loro funzionalità, ha fornito le basi su cui Bolton ha deciso di decorare l’Anna Wintour Costume Center, che verrà trasformato in una casa immaginaria per ospitare la mostra “In America: A Lexicon of Fashion”.
“Per via della pandemia abbiamo passato così tanto tempo a casa che non è più un luogo in cui regna la funzionalità, ma piuttosto è un luogo a cui siamo legati sentimentalmente,” ha puntualizzato Bolton nel comunicato stampa del Costume Institute.
Ogni stanza rappresenterà un’emozione, ad esempio nostalgia o gioia, ed ospiterà un antenato assieme a qualche membro più giovane della famiglia. “Per esempio,” spiega Bolton, “Nel giardino, che rappresenta la gioia, l’idea è di avere un vestito in stampa floreale di Mainbocher assieme al vestito di Oscar de la Renta che Taylor Swift ha indossato ai Grammys.”
In America: An Anthology of Fashion
Con l’esibizione del 2022, “In America: An Anthology of Fashion”, il fulcro saranno i temi della diversità e dell’inclusione basandosi sui recenti movimenti sociali per rispondere alla domanda “Chi può essere americano?”
“In America: An Anthology of Fashion” verrà esposta nelle 21 stanze dell’American Wing del Met che verranno allestite con fotogrammi fissi realizzati da famosi registi. Attreverso le stanze si percorrerà la storia della moda americana degli ultimi 300 anni, con abiti che partono dal XVIII secolo fino ad arrivare ai nostri tempi, aiutando agli spettatori a comprendere come l’identità americana che conosciamo oggi si è formata.
Claire McCardell, LaQuan Smith, Halston, Kerby Jean-Raymond, Virgil Abloh, Prabal Gurung e Ralph Lauren sono alcuni dei nomi dei designer che Alcuni stilisti che avranno l’onore di vedere i loro capi esposti nelle sale del Costume Institute.
Invece sul red carpet ci possiamo aspettare di vedere Calvin Klein e Halston, ma anche designer più moderni e audaci come Christopher John Rogers, Pyer Moss and Prabal Gurung. Sicuramente ci saranno anche tanti omaggi a celebrità che hanno portato la moda e l’eleganza americana nel mondo come Cher con i suoi magnifici vestiti di Bob Mackie.
Secondo Bolton in passato la moda americana è stata vista più come un qualcosa di estremamente funzionale e commerciale invece che artistico. Con queste mostre invece si restituirà alla moda americana la sua capacità di narrare ed evocare una storia, un’idea ed un’emozione.
Non ci resta che attendere settembre 2021 (e sognare un red carpet pieno - speriamo - di celeb e designer)
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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"
Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.
Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.
Credits: Getty Images
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Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.
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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.
Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.
Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti
Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.
Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.
Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.
Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche
Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.
L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.
Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.
Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone
Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.
L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.
Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.
I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete
Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.
Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.
Qui la moda incontra il sentimento.
Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)
Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.
L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.
Il nuovo lusso del Festival
Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.
Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.
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