A day with Mantero: viaggio sulla "via della seta" tra passato e futuro

Siamo stati nel cuore dell'headquarter di Mantero per scoprire la storia (ma soprattutto il futuro) di una delle aziende italiane sinonimo di seta ed eccellenza.
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La "Via della Seta" passa da Como, appena fuori dall'autostrada, a Grandate.
Qui, a pochi km dallo specchio blu del lago e all'ombra delle montagne, sorge l'headquarter di uno dei marchi che, dal 1902, incarna tutto il fascino di uno dei tessuti simbolo di eleganza e nobiltà.

Nata agli inizi del Novecento, nel rinomatissimo distretto dei setifici del Comasco, la Mantero Seta è un  racconto imprenditoriale che si tramanda da quattro generazioni: dal fondatore Riccardo Mantero partito da Novi Ligure e giunto a Como per aprire un deposito di sete, fino ai pronipoti Franco e Lucia che oggi guidano un'azienda che ospita 400 dipendenti e in cui convivono i comparti produttivi, gli uffici (tra cui il reparto Sviluppo Prodotto), i magazzini e un archivio che si estende su quasi 2.500 mq.

Ed è proprio dall'archivio che comincia il nostro viaggio nell'universo di Mantero: un "cuore" che custodisce l'heritage che ha reso il brand punto di riferimento per i grandi marchi del lusso e della moda nell’ideazione e produzione di tessuti e accessori. 81.000 stampe su tessuto, 77.000 foulard delle più prestigiose Maison, 30.000 disegni realizzati a mano archiviati per tematica, più di 10.000 volumi e migliaia di carte prova dei quadri di stampa, a cui si è aggiunta anche una prestigiosa collezione,  appartenuta a Nancy Martin Stetson, di 763 kimono, sotto-kimono, giacche e 70 Obi che abbracciano i periodi Meiji, Taisho e Showa (1878-1945) e che raccontano un'inestimabile capitolo dell’arte tessile giapponese. 

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Ma pensare all'archivio come un luogo "vetusto" e polveroso è quanto di più sbagliato si possa fare: quello di Mantero è un ambiente vivo, fonte di creatività, ricerca, dove i designer dei brand partner del marchio possono consultare antichi volumi e compiere viaggi incredibile nella storia della moda.
Se pensate ad alcune delle stampe più riconoscibili di alcune prestigiose case di moda, è molto probabile che l'ispirazione sia nata proprio qui. 

Dall'heritage al futuro: gli sviluppi dell'innovazione tecnologica


Ma l'anima di Mantero non è circoscritta in queste stanze. Sì perché il savoire faire dell'azienda, accresciuto e perfezionato decennio dopo decennio, è legato a doppio filo all'innovazione tecnologica e alla ricerca
Nei comparti produttivi dell'azienda, infatti, è stato realizzato un reparto ad-hoc dedicato al progetto stampa Flock, una tecnica che consiste nell’applicazione di polveri di diversa natura derivate dalla frammentazione in minuscole particelle di fibre, prevalentemente di nylon e poliestere. La caduta delle polveri viene “controllata” da una floccatrice a carrello abbinata a un carrello di stampa tradizionale, dopo che quest’ultima ha stampato colla a disegno. L’aspirazione del materiale in eccesso, la successiva spazzolatura e la polimerizzazione finale conferiscono al tessuto una superfice materica tridimensionale, pilotata a disegno di stampa.

Questo processo (utilizzato anche per applicazione di glitter o perline) ha stimolato la creazione di prodotti sempre più complessi realizzati tramite l’abbinamento di tecniche di stampa serigrafica e/o digitale e questa lavorazione, ottenendo così una proposta di prodotti unici.

Ma l'esperienza e le competenze di Mantero non potevano non riguardare anche la stampa digitale: grazie all'introduzioni delle stampanti SkyjetAtexCo, che permettono di centrare e unire con altissima precisione la base jacquard e il disegno di stampa, aprendo gli orizzonti creativi e unendo i due mondi, quello della stampa tradizionale ("piazzata" o "a quadro") con quella del digitale. 

Ma l'innovazione oggi passa anche dalla sostenibilità: in un processo produttivo come quello tessile in cui il dispendio idrico è diventato un tema sempre più urgente, Mantero ha sviluppato un piano di efficientamento e la sostituzione degli impianti con alternative più sostenibili: come quello addetto al lavaggio, in funzione da gennaio 2024, che prevede una riduzione di oltre il 50% il consumo di acqua per metro di tessuto (in origine si consumavano fino a 100 litri per metro contro gli attuali 15/20!). 

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Il nostro viaggio, infine, termina infine nel reparto Sviluppo Prodotto, guidato proprio da Lucia Mantero, e composto da un team di 100 persone, tra cui 30 disegnatori che realizzano, a mano e su digitale, le esclusive stampe del brand. Un luogo di creatività ed estro, dove prende vita la linea Mantero 1902, marchio che raccoglie l'eredità storica di Mantero e ne racchiude i valori essenziali - tradizione, savoir-faire e qualità - esprimendoli in collezioni dove tessuti raffinati e di elevata qualità sono protagonisti. 

Non solo foulard, accessorio identificativo dell'azienda, ma anche capi d'abbigliamento, calzature, denim e una capsule dedicata al guardaroba maschile (oltre alla maglieria che verrà lanciato il prossimo autunno inverno) diventano la tela su cui i pattern e i motivi storici diventano la base di riletture e reinterpretazioni contemporanee, in un prezioso "mix & match" tra passato e presente. 

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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"

Il dress code dell'edizione 2026 del Met Gala celebra il concetto di moda come forma d'arte e ad affiancare Anna Wintour come co-chair un trio tutto al femminile


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Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.


Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.

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Credits: Getty Images

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Credits: Getty Images

Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.

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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

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C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.

Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.

Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti

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Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.

Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.

Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.

Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche

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Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.

L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.

Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.

Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone

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Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.

L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.

Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.

I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete

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Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.

Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.

Qui la moda incontra il sentimento.

Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)

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Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.

L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.

Il nuovo lusso del Festival

Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.

Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.