I veri influencer? I reali (ed ecco come e quanto, secondo Lyst)

Non sbagliano mai un colpo, i loro look sono sempre una grande fonte di ispirazione e tutto ciò che indossano diventa sold out nel giro di pochi minuti: che i reali la sappiano lunga in fatto di stile non è certo una novità e oramai non stupisce neanche più il fatto che regine, principesse e duchesse si siano guadagnati nel tempo il titolo di vere e proprie fashion icon, capaci di influenzare i nostri acquisti.
A confermarlo anche Lyst, la piattaforma più grande al mondo di ricerca di moda, che ha realizzato il primo Royal Fashion Report, uno studio dedicato proprio ai reali che, grazie a un algoritmo innovativo, ha misurato l’impatto dei Royals sulle vendite e sulle ricerche di moda analizzando le abitudini di oltre 9 milioni di utenti che fanno shopping online.
Scelta di marchi accessibili e attenzione al riciclo: due grandi trend emersi dallo studio di Lyst
Da sempre gli abiti rappresentano per i reali un vero e proprio strumento di comunicazione.
“La moda che indossano invia messaggi che vanno oltre uno scatto di un red carpet. La scelta di un colore è per veicolare un sentimento; un brand locale viene indossato per supportare il luogo che stanno visitando; un capo economicamente accessibile serve a dimostrare vicinanza alla gente; il riutilizzo di un abito simboleggia la volontà di abbandonare eccessi. I loro vestiti probabilmente comunicano più dei loro discorsi” ha affermato Brenda Otero, Project Leader Lyst Royal Report.
E proprio per avvicinarsi di più alla gente comune e connettersi con il pubblico, negli ultimi anni le donne reali hanno sempre più spesso optato per look composti da capi firmati dai marchi di lusso e pezzi dai prezzi decisamente più accessibili e hanno iniziato a indossare gli stessi capi in più di un’occasione.
Dall’analisi di Lyst è emerso ad esempio che da quando la regina Letizia di Spagna lo scorso giugno ha sfoggiato un abito di Zara da 20 € l’interesse per il brand è cresciuto a dismisura e che grazie alla principessa Beatrice di York, che per il suo matrimonio celebrato durante la pandemia ha deciso di indossare un vecchio abito della nonna, le ricerche di abiti da sposa vintage hanno raggiunto picchi del 297% nelle 48 ore successive al Royal Wedding.
I reali hanno influenzato i trend anche durante il lockdown
Proprio come le persone comuni, anche i reali durante il lockdown hanno dovuto rivedere le loro abitudini e adattarsi ai cambiamenti imposti dalla pandemia. In quei mesi in cui eventi pubblici e visite ufficiali hanno lasciato il posto a videochiamate e interviste a distanza, i Royals hanno stravolto il loro look e con le loro scelte riusciti a influenzare il consumo e le ricerche di moda anche in piena pandemia.
Kate Middleton ad esempio, quotidianamente impegnata su Zoom insieme al marito William, ha optato per look più casual e dai colori più vivaci. Il risultato? Dopo aver indossato un maglione giallo ad aprile, le ricerche per questo capo di abbigliamento sono aumentate del 20%; e lo stesso è accaduto per il top a righe firmato JoosTricot e scelto per un’apparizione alla BBC, che ha fatto crescere le ricerche per i capi a righe nel 147%.
A dettare legge in fatto di stile anche la regina Elisabetta, il cui abito verde indossato durante il lockdown per un discorso alla nazione ha fatto schizzare alle stelle le ricerche per abiti declinati in questo colore che sono cresciute del 52%; e la regina Maxima dei Paesi Bassi, il cui abito giallo di Max Mara indossato durante un evento ufficiale ha fatto aumentare le ricerche per questo capo del 14%.
Gli abiti più ricercati del 2020 e gli altri trend svelati dal Lyst Royal Report
Il report di Lyst ha rivelato che il 64.5% delle ricerche influenzate dei reali riguarda la categoria “abiti donna midi” e che le principesse Olympia di Grecia, Omiliana di Nigeria e Lady Amelia Windsor sono tra le giovani reali più amate di Instagram e ha anche svelato quali sono gli abiti più amati del 2020.
Al primo posto nella top four degli abiti più ricercati in assoluto, il vestito a stampa floreale di Faithfull The Brand indossato da Kate Middleton che ha fatto salire le ricerche online per il marchio del 512%; mentre al secondo posto, un maxi dress in cotone bianco dallo stile bohémien di Charo Ruiz, sfoggiato quest’estate dalla Regina Letizia di Spagna, che ha fatto gonfiare le ricerche per il brand che hanno raggiunto il 353%.
Sul gradino più basso del podio, c’è un altro abito a fiori, quello di Dries Van Noten, scelto da Mathilde di Belgio per un’apparizione pubblica, che ha fatto crescere su Lyst l’interesse per il marchio del 39%; e a seguire c’è invece uno abito stampato di Rixo, sfoggiato dalla Regina Maxima dei Paesi Bassi, che ha fatto salire le ricerche per questo modello del 320%.
L'ennesima conferma che oramai anche i reali possono essere considerati dei veri e propri influencer!
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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"
Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.
Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.
Credits: Getty Images
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Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.
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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.
Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.
Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti
Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.
Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.
Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.
Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche
Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.
L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.
Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.
Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone
Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.
L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.
Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.
I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete
Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.
Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.
Qui la moda incontra il sentimento.
Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)
Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.
L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.
Il nuovo lusso del Festival
Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.
Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.
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