The Jacket: storia dell'iconica giacca in tweed di Mademoiselle Coco

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Riconoscibile a prima vista, uno dei "keypieces" della Maison: la giacca Chanel cambia negli anni ma resta un simbolo di eleganza femminile

Audacia, avanguardia, libertà: Gabrielle Chanel ebbe un'intuizione nel creare un indumento simbolo di fascino ed eleganza, "the Jacket", come viene chiamata l'iconica giacca della Maison. Una vera e propria rivoluzione, a partire dal materiale: il tweed.

02_04 -Marie-Helene Arnaud the Allure of Chanel in 1958 Condenast Vogue France – Photo Sante Forlano_LD

A metà degli anni '20 Coco trasformò un semplice tessuto, un tempo era riservato esclusivamente all'abbigliamento maschile, nella sua cifra stilistica. L'ispirazione? L'eleganza rilassata dell'amico Duca di Westminster. E così trasgredì i codici sartoriali della sua epoca, scegliendo dei tessuti noti più per il loro comfort che per l'estetica, rendendoli, allo stesso tempo, più soft e leggeri.

Stella Tennant portant une veste en tweed en 1996�Karl Lagerfeld CHANEL_LD

Nascono così le giacche, dal taglio dritto, strutturato e fissato da bordo a bordo, e costruite secondo l'idea di regalare libertà di movimento alle donne, cosa estremamente rivoluzionaria per il periodo.

Due tessuti, cuciti tra loro con punti quasi invisibili, si muovono insieme senza restrizioni, con l'aggiunta di un dettaglio inedito, la catenina in ottone, cucita nell'orlo della giacca, sulla fodera. Ogni aspetto è studiato con precisione, come i bottoni, piccoli gioielli realizzati in galalite, resina o metallo, impreziositi da una testa di leone, una guaina di grano, o ancora da una camelia (tutti elementi cari a Coco) o marchiati con la famosa doppia C.

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E dopo Mademoiselle, nel 1985 fu Karl Lagerfeld a dare una nuova prospettiva all'iconica jacket che, grazie alla sua ironia, diventa un capo versatile e "cool", indossata persino con un paio di jeans e a un top sportivo a righe. Gli atelier Tailleur in rue Cambon affrontano di anno in anno nuove sfide: dall'innovazione del tessuto, al taglio, dai dettagli, alle varianti di tweed.

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Indossata e amata da innumerevoli star internazionali, come Romi Schenider ieri e Katie Holmes, Penelope Cruz e la giovanissima Billie Eilish oggi, la giacca Chanel è protagonista anche della collezione Ready-to-Wear Primavera-Estate 2020, nella quale Virginie Viard ha immaginato un'eleganza femminile, eterea, ma comunque contemporanea, in costante movimento, grazie a tweed morbidi e leggeri.

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Le versioni proposte sono tante, come quelle in color block, bicolore, cangiante, a righe o a quadri, impreziosita da bottoni gioiello o rifinita con una treccia di paillettes.

E gli abbinamenti? Non abbiate paura di osare: la giacca Chanel è da reinterpretare anche con un paio di bermuda o con una gonna svasata.

Perché un vero classico non solo non conosce il passare del tempo ma è sempre pronto ad abbracciare il "nuovo".

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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"

Il dress code dell'edizione 2026 del Met Gala celebra il concetto di moda come forma d'arte e ad affiancare Anna Wintour come co-chair un trio tutto al femminile


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Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.


Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.

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Credits: Getty Images

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Credits: Getty Images

Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.

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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

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C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.

Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.

Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti

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Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.

Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.

Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.

Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche

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Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.

L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.

Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.

Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone

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Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.

L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.

Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.

I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete

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Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.

Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.

Qui la moda incontra il sentimento.

Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)

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Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.

L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.

Il nuovo lusso del Festival

Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.

Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.