"Il mio balcone è esposto al sole molte ore al giorno" ma queste piante non ne soffrono, anzi! (non a caso si chiamano "amanti del sole")
Un balcone esposto a sud in una città italiana in piena estate può superare tranquillamente i 40 °C sul pavimento. Tra muri che ributtano calore e vasi surriscaldati, molte piante “classiche” finiscono esauste dopo poche settimane. Petunie afflosciate, gerani che chiedono acqua due volte al giorno, foglie bruciate ai bordi: scena fin troppo familiare.
La buona notizia è che esiste un gruppo di piante che in questo scenario non solo sopravvive, ma dà il meglio. Sono le cosiddette “amanti del sole”, per lo più succulente, che arrivano da zone aride del Sudafrica. Con il pieno sole fioriscono di più, con poca acqua stanno meglio. Perfette se volete un balcone spettacolare ma non avete voglia di vivere con l’annaffiatoio in mano.
Balcone a sud: perché molte piante non ce la fanno
Un balcone in pieno sole, soprattutto se esposto a sud o sud-ovest, è un piccolo forno. Il pavimento si scalda, i vasi piccoli seccano in poche ore, il vento caldo asciuga tutto ancora più in fretta. Anche una pianta “da sole” tradizionale, come il geranio, in queste condizioni richiede controlli continui.
Il problema non è solo la temperatura dell’aria, ma il surriscaldamento del terriccio. Le radici soffrono gli sbalzi: il vaso al mattino è fresco, il pomeriggio diventa bollente. Se aggiungete terreni pesanti, ricchi di torba, che trattengono l’acqua, ottenete il mix perfetto per marciumi radicali alternati a colpi di sete.
Risultato: annaffiature sempre più frequenti, foglie che ingialliscono, fiori che durano pochissimo. Non è tanto “pollice nero”, quanto la scelta di piante sbagliate per un’esposizione così estrema.
*** Le piante migliori per rendere accogliente il vostro balcone ***
Chi sono le vere “amanti del sole” da balcone
Secondo la rivista specializzata Giardinaggio, le vere protagoniste dei balconi roventi sono molte specie della famiglia delle Mesembriantemacee, o Aizoacee. Sono succulente originarie per lo più del Sudafrica, con fiori simili a piccole margherite dai colori accesi.
Vengono chiamate anche “fiori di mezzogiorno” perché le corolle si aprono con il caldo e la luce intensa e si richiudono quando aumenta l’umidità serale. Il movimento è legato a minuscole strutture che reagiscono all’acqua: un piccolo meccanismo naturale perfetto per il clima mediterraneo.
I generi più interessanti per un balcone sono Aptenia, Delosperma, Drosanthemum, Lampranthus, Dorotheanthus, Oscularia e Carpobrotus. Hanno tutte in comune alcune caratteristiche: amano il pieno sole, preferiscono terreni poveri e sabbiosi, sopportano bene la siccità e temono solo il ristagno idrico.
Accanto a loro vale la pena citare la portulaca, succulenta “cugina” esterna alla famiglia ma con lo stesso carattere: sole a picco, pochissima acqua, fioriture continue per tutta l’estate.
Le piante giuste se il vostro balcone è un forno
Delosperma
Forma cuscini fitti di foglioline carnose da cui esplodono fiori a margherita fucsia, gialli o arancio da maggio a ottobre. Adora il sole pieno e resiste molto bene al caldo. Sta benissimo in cassette basse, anche lasciata ricadere dal bordo per creare un tappeto colorato.
Lampranthus (mesembriantemo)
Più alto del delosperma, può arrivare a 70-80 cm formando cespi spettacolari. Da aprile a maggio si ricopre di fiori lucidi nei toni del bianco, arancio, rosa, rosso e viola. Poi va a riposo vegetativo, ma resta decorativo per il fogliame. Ideale in grandi ciotole o vasche.
Portulaca
È probabilmente la più resistente tra le piante da balcone in pieno sole. Tollera terreno asciutto, caldo intenso e qualche dimenticanza senza fare una piega. I fiori sono piccoli ma numerosissimi, in un mix infinito di colori. Esistono varietà ricadenti, perfette per balconi molto esposti.
Aptenia cordifolia
Rami lunghi e ricadenti, foglie carnose a forma di piccolo cuore e tantissimi fiorellini fucsia da aprile a ottobre. È velocissima nel coprire il vaso, quindi ideale se volete riempire in fretta una fioriera. Ama il sole, ma tollera anche un po’ di vento e qualche errore di annaffiatura.
Drosanthemum (barba di Giove)
Più leggero e vaporoso, ha rami sottili e una miriade di fiori che sembrano punteggiati di rugiada. I colori vanno dal fucsia al giallo, all’arancio. Sta benissimo in vasi sospesi o su muretti, dove può ricadere liberamente.
Se volete osare ancora di più, Dorotheanthus crea cuscini bassi e multicolori in estate, Oscularia ha foglie verde glauco con rami violacei molto decorativi, mentre Carpobrotus (fico degli Ottentotti) in vaso grande dà grandi fiori vistosi, soprattutto nei climi più miti.
Come coltivarle senza impazzire (anche al Nord)
Queste piante amanti del sole danno il massimo in balconi molto luminosi, con almeno 6 ore di sole diretto al giorno. Il terriccio ideale è leggero e drenante: una miscela per piante grasse alleggerita con sabbia grossolana o lapillo. Fondamentali i fori di drenaggio e niente sottovasi pieni d’acqua.
In estate, gli esperti consigliano poche annaffiature profonde, anche solo 1-2 volte a settimana, aspettando che le foglie appaiano un po’ flosce. Meglio un giorno di sete che un ristagno che fa marcire le radici. Una leggera concimazione per piante da fiore, molto diluita, ogni 3-4 settimane prolunga le fioriture.
Quanto al freddo, specie come Aptenia, Drosanthemum, Lampranthus, Oscularia e Carpobrotus preferiscono restare sopra gli 8-12 °C: al Nord conviene spostare i vasi in una serra fredda o dietro a un vetro in inverno. Altre Aizoacee più rustiche possono sopportare brevi gelate fino a circa -8 °C, soprattutto in piena terra.
Sono poco soggette a malattie, ma possono attirare afidi. Un insetticida a base di piretro, usato con attenzione, di solito risolve. E un dettaglio da vere esperte: i fiori di queste piante nutrono la farfallina dei gerani (Cacyreus marshallii), quindi, se coltivate pelargoni, evitate di affiancarli alle Aizoacee sullo stesso balcone.
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