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Bellezza

Le 10 cose da sapere sulla pelle e sui rischi della radiazione UV

Le 10 cose da sapere sulla pelle e sui rischi della radiazione UV

3 Agosto 2026
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Dal falso mito dell’abbronzatura “protettiva” ai danni invisibili dei raggi solari: tutto quello che bisogna sapere per proteggere davvero la pelle

Estate significa giornate all’aria aperta, mare, vacanze e più tempo trascorso sotto il sole. Ma proprio quando la voglia di abbronzarsi aumenta, è importante ricordare che la pelle non dimentica. Ogni esposizione ai raggi ultravioletti lascia una traccia e alcuni danni, soprattutto quelli causati dalle scottature prese da bambini e ragazzi, possono manifestarsi anche molti anni dopo. La protezione solare, quindi, non è soltanto un gesto di bellezza per prevenire rughe e macchie, ma una vera abitudine di prevenzione per la salute della pelle. "Pensare alla protezione solare solo come a uno strumento anti-scottatura o anti-invecchiamento è una semplificazione pericolosa – spiega Andrea Maurichi, Specialista in Chirurgia del melanoma e dei tumori cutanei non melanoma presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente presso la Casa di Cura San Camillo di Milano –. La radiazione ultravioletta è un cancerogeno cumulativo: i danni al DNA causati dalle scottature possono rimanere nella memoria delle cellule e manifestarsi anche a distanza di decenni sotto forma di melanomi o carcinomi cutanei". Per vivere il sole in modo più sicuro, ecco le dieci cose da sapere sui raggi UV e sulla protezione della pelle.

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1. Il sole arriva anche quando siamo all’ombra

Pensare di essere protetti perché si è sotto un ombrellone o perché il cielo è nuvoloso è un errore molto comune. Una parte dei raggi ultravioletti riesce comunque a raggiungere la pelle attraverso la radiazione diffusa. Inoltre, superfici come sabbia e acqua riflettono i raggi solari aumentando l’intensità dell’esposizione. Anche durante una giornata apparentemente meno luminosa, quindi, la pelle continua a ricevere radiazioni UV.

2. L’abbronzatura non protegge dai danni del sole

Quel colorito dorato che tanto amiamo in estate è in realtà una risposta della pelle a un’aggressione già avvenuta. La melanina viene prodotta per cercare di difendere le cellule, ma non rappresenta una protezione sufficiente contro i raggi UV. Anche una pelle già abbronzata o naturalmente scura ha bisogno di essere protetta ogni giorno.

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3. Le scottature lasciano un segno sulla pelle nel tempo

Una scottatura non è solo un fastidio passeggero. Quando la pelle diventa rossa, dolorante o si spella, significa che le cellule hanno subito un danno. Le esposizioni intense e ripetute, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, possono aumentare nel tempo il rischio di sviluppare tumori cutanei.

4. Non tutti gli abiti proteggono allo stesso modo

Coprirsi aiuta, ma non tutti i tessuti sono una barriera efficace contro i raggi UV. Una maglietta molto leggera, soprattutto se bagnata, può lasciar passare parte della radiazione solare. Per chi ha una pelle particolarmente sensibile possono essere utili capi realizzati con tessuti certificati con fattore di protezione UPF.

5. Una dieta ricca di antiossidanti aiuta la pelle, ma non basta

Frutta e verdura ricche di carotenoidi e licopene possono aiutare l’organismo a contrastare lo stress ossidativo provocato dal sole. Ma nessun alimento o integratore può sostituire una crema solare: gli antiossidanti sono un supporto, non una barriera contro i raggi UV.

6. Attenzione a profumi, farmaci e prodotti esfolianti

Alcune sostanze possono rendere la pelle più sensibile al sole. Profumi, alcuni farmaci e prodotti con ingredienti esfolianti possono aumentare il rischio di irritazioni, reazioni indesiderate e macchie scure. Prima di esporsi è quindi importante leggere le indicazioni e prestare attenzione alla propria routine skincare.

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7. La crema solare dell’anno scorso potrebbe non proteggere più

Anche i solari hanno una durata limitata. Un prodotto aperto da molti mesi può aver perso parte della sua efficacia, soprattutto se è stato conservato al caldo o sotto il sole. Meglio controllare sempre il simbolo del PAO, cioè il periodo di validità dopo l’apertura indicato sulla confezione.

8. Non dimentichiamo lo scalpo

Il cuoio capelluto è una delle zone più esposte, soprattutto quando i capelli sono sottili o diradati. Proprio per questo può sviluppare più facilmente lesioni legate all’esposizione solare. Cappelli, foulard e prodotti solari specifici possono aiutare a proteggere anche questa area spesso dimenticata.

9. Anche il caldo mette alla prova la pelle

Non è solo il sole diretto a creare stress. Le alte temperature provocano vasodilatazione e possono mantenere la pelle in uno stato di infiammazione costante, rendendo più difficile il naturale processo di riparazione cellulare.

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10. La crema solare non blocca la vitamina D

Tra i falsi miti più diffusi c’è quello secondo cui la protezione solare impedirebbe all’organismo di produrre vitamina D. Gli studi dimostrano invece che un uso corretto dei solari non compromette in modo significativo i livelli di questa vitamina. Proteggersi dal sole resta quindi una delle scelte più importanti per la salute della pelle.

Le regole semplici per proteggere la pelle ogni giorno

Per il dottor Maurichi, la prevenzione passa da pochi gesti ma fondamentali. La crema solare deve essere applicata in quantità sufficiente: per il corpo servono circa 30 millilitri di prodotto, da rimettere ogni due ore e sempre dopo un bagno o dopo aver sudato molto. È importante scegliere una protezione ad ampio spettro, efficace contro raggi UVA e UVB, e adeguata al proprio fototipo. Le persone con pelle molto chiara, molti nei o una familiarità per tumori cutanei dovrebbero orientarsi verso un SPF 50+. Meglio inoltre evitare il sole diretto nelle ore più intense, indicativamente tra le 11 e le 16, quando la concentrazione dei raggi UV è maggiore. Infine, la protezione non finisce davanti alla crema solare: controllare periodicamente i propri nei e sottoporsi a visite dermatologiche con mappatura e dermatoscopia permette di individuare eventuali cambiamenti in modo precoce. La regola dell’ABCDE – Asimmetria, Bordi, Colore, Diametro ed Evoluzione – resta un riferimento importante per imparare a osservare la propria pelle.

Credit ph: Pexels.com

© Riproduzione riservata

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