La psicologa ci spiega cosa accade nel nostro cervello quando scrolliamo Instagram e TikTok senza riuscire a fermarci

Ore 14:00, tempo morto, pausa, che noia.
Prendo il telefono, apro i social. Qualche notifica, visualizzo quel like, mi chiedo chi è. Guardo il profilo, non conosco ed esco dalla pagina.
Comincio a scorrere i profili che mi propone Instagram o TikTok.
Scrollo, scrollo e riscrollo. Ogni tanto mi soffermo, storco il naso su qualcuno, guardo con occhi a cuore qualcun altro.
Poi scorro di nuovo il feed, guardo pochi secondi di qualche reel apparentemente interessante e leggo qualche commento sulle ultime polemiche.
Alzo gli occhi al cielo e di nuovo riparto a scrollare.
Guardo l'orologio, sono le 14:50. Ma come diavolo è possibile?
Vi spieghiamo perché perdiamo così tanto tempo scrollando.
**Preferite i messaggi alle telefonate? Vi diciamo il perché (no, non siete asociali!)**
Aprite TikTok per pochi minuti e finite per perdere ore? La psicologia spiega perché succede
(Continua sotto la foto)
Il circolo della dopamina
La dopamina è il neurotrasmettitone coinvolto nel sistema cerebrale della ricompensa.
È proprio lei che ci spinge a cercare cose che ci gratifichino.
Lo scroll è stato studiato per continuare a scorrere per cercare qualcosa che ci soddisfi e ci dia piacere, sfrutta il principio di imprevedibilità perché non sappiamo mai cosa può apparire dopo.
La dopamina alimenta il desiderio di quello che potremmo trovare continuando lo scroll e così passa un tempo indefinito.
Si attiva la FOMO
La FOMO (Fear of Missing Out) è la paura di perdersi qualcosa.
In termini di scroll si traduce con la paura di perdersi un contenuto interessante, la tendenza appena uscita, il gossip del momento.
Questo bisogno porta a cercare contenuti utili e fa rimanere incollati allo schermo, almeno finché la realtà non ci obbliga a tornare presenti a noi stessi.
Lo scroll può diventare uno strumento di regolazione emotiva
Quando si attivano emozioni difficili come noia, ansia, vuoto o tristezza entra in gioco il bisogno di calmarle, gestirle o addirittura sedarle.
Lo scroll è un modo per distrarsi, per pensare ad altro, per concentrarsi su qualche altra vita o notizia che possa deconcentrarmi da quello che sto sentendo e chi mi disturba.
È un’illusione perché funziona come sedativo sul breve termine ma non permette di stare bene veramente.
L’efficacia momentanea che ne deriva però alimenta il circolo vizioso e così si finisce con il ricercare e riproporre la stessa sensazione (e sedazione).
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