Pane e pasta: dopo i 60 anni smettete di incolpare il glutine, il vero responsabile del gonfiore è un altro
Se dopo aver mangiato un piatto di pasta vi ritrovate con la pancia tesa, la prima tentazione può essere dare la colpa al glutine. Ma gonfiore e distensione addominale dopo pane e pasta non significano automaticamente che il glutine sia il problema.
Con l’avanzare dell’età possono cambiare diversi aspetti della digestione: la motilità intestinale, il livello di attività fisica, le abitudini alimentari e anche i farmaci assunti possono influenzare il modo in cui l’intestino gestisce il cibo.
Questo non significa che dopo i 60 anni bisogna rinunciare a pane e pasta. Al contrario, prima di eliminare intere categorie di alimenti, è utile capire che cosa scatena realmente il gonfiore addominale e se esiste un rapporto costante tra un determinato alimento e i sintomi.
Gonfiore dopo pane e pasta: cosa cambia dopo i 60 anni
Quando dite “mi si gonfia la pancia dopo la pasta”, potreste descrivere fenomeni diversi.
C’è la sensazione di gonfiore addominale, con pressione e pancia tesa; c’è la vera e propria distensione addominale, visibile anche dall’esterno; e c’è invece l’aumento del grasso addominale, che è un fenomeno completamente diverso.
Una pancia che aumenta di volume dopo un pasto e torna alle dimensioni abituali nelle ore successive non significa che abbiate accumulato improvvisamente grasso. Il volume può dipendere da gas, liquidi e contenuto intestinale.
Con l’età possono inoltre cambiare la motilità dell’intestino e il livello di attività fisica quotidiana. La stitichezza, per esempio, può contribuire alla sensazione di pancia piena e gonfia.
Anche alcuni farmaci possono influenzare la funzione gastrointestinale. Tra quelli comunemente utilizzati in età adulta ce ne sono alcuni che possono provocare disturbi digestivi o modificare la regolarità intestinale.
Per questo, se il gonfiore compare dopo i 60 anni, non è sufficiente guardare soltanto a pane e pasta: bisogna considerare alimentazione, quantità, regolarità intestinale, attività fisica, farmaci e altri sintomi.
Non è (quasi mai) colpa del glutine: fruttani e FODMAP
Il frumento non contiene soltanto glutine. Tra i suoi componenti ci sono anche carboidrati fermentabili appartenenti al gruppo dei FODMAP.
Tra questi ci sono i fruttani, presenti in diversi alimenti a base di frumento. In alcune persone vengono assorbiti solo parzialmente nell’intestino tenue e raggiungono il colon, dove vengono fermentati dai batteri intestinali.
Il processo di fermentazione può produrre gas e, in alcune persone, contribuire a gonfiore, dolore addominale e alterazioni dell’alvo.
Questo è particolarmente rilevante nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile, nelle quali alcuni FODMAP possono accentuare i disturbi intestinali.
Ma attenzione: questo non significa che chi avverte gonfiore dopo pane e pasta sia necessariamente sensibile ai fruttani, né che debba eliminare il glutine.
La risposta è individuale e può dipendere dalla quantità consumata, dalla composizione del pasto e dalla sensibilità intestinale.
Pane e pasta dopo i 60 anni: come mangiarli senza gonfiore
Le linee guida italiane indicano pane, pasta e altri cereali come base dell'alimentazione anche in età avanzata. Secondo gli esperti di nutrizione, eliminarli del tutto dopo i 60 anni, specie se l'appetito è scarso, aumenta il rischio di malnutrizione e perdita di massa muscolare. Uno studio pubblicato su The Lancet Public Health ha collegato le diete molto povere di carboidrati a una maggiore mortalità rispetto a quelle più equilibrate.
Meglio intervenire su porzioni, orari e tipo di prodotto. Per molti funziona scegliere piatti di pasta un po' più piccoli, soprattutto a pranzo, cotti al dente e con condimenti semplici. Aiuta distribuire i carboidrati in più pasti invece di concentrare tutto la sera, e masticare con calma. Il pane integrale e la pasta integrale sono utili per aumentare la fibra, che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe arrivare a 25 grammi al giorno, ma vanno introdotti gradualmente: passare da zero a tutto integrale può far esplodere gas e gonfiore addominale. Un diario di poche settimane, con scritto cosa, quanto e come mangiate, aiuta a riconoscere i vostri schemi personali.
Se però il gonfiore è un sintomo nuovo dopo i 50-60 anni, tende a peggiorare, oppure si accompagna a perdita di peso involontaria, sangue nelle feci, vomito, febbre, dolore intenso, difficoltà a deglutire o sazietà precoce, serve una valutazione medica e non una dieta "fai da te". Nelle donne, pancia spesso tesa insieme a disturbi urinari o dolore pelvico merita anche un controllo ginecologico. Nel resto dei casi, l'obiettivo non è punire i carboidrati, ma trovare il tipo di pasta e di pane, la porzione e il ritmo dei pasti che il vostro intestino tollera meglio: qualche aggiustamento mirato, e il piacere della scarpetta può restare in menu.
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