Prima via ferrata? Gli errori da evitare e i percorsi più facili per iniziare
Sulle montagne italiane ci sono centinaia di vie ferrate e ogni estate ne spunta una nuova. Segno che per molte di voi il semplice sentiero non basta più: volete mettere le mani sulla roccia, ma senza trasformarvi in alpiniste estreme.
La ferrata è esattamente questo: un assaggio di verticale, adrenalina sotto controllo e tanta montagna vera. Perché sì, è un gioco, ma con regole precise, attrezzatura dedicata e qualche accortezza che è meglio conoscere prima di agganciarsi al cavo d’acciaio.
Cos’è una via ferrata e come funziona
Una via ferrata è un percorso attrezzato in parete con cavo metallico, scalette, pioli e staffe. Vi collegate al cavo con un kit specifico e avanzate lungo la linea predisposta, anche su tratti molto esposti o verticali.
Le prime ferrate nascono durante la Prima guerra mondiale per far passare i soldati su canaloni e creste impossibili. Oggi lo scenario è decisamente più piacevole: percorsi pensati per il tempo libero, spesso panoramici, che uniscono trekking e arrampicata assistita.
Rispetto a un sentiero escursionistico cambiano due cose chiave: esposizione e attrezzatura. Non si cammina solo su terreno, ma si sale su roccia servendosi di pioli e gradini. Rispetto all’arrampicata sportiva, invece, non vi serve la corda: seguite il cavo, sempre ancorate con il kit da ferrata.
Attrezzatura essenziale per cominciare
Il cuore della sicurezza è l’imbrago collegato al kit da ferrata. L’imbracatura può essere bassa o completa, ma deve essere omologata e regolata bene sul corpo. Al ponticello si collega il set da ferrata, formato da due bracci elastici a Y con moschettoni speciali e un assorbitore di energia, che limita gli effetti di una eventuale caduta.
Poi c’è il casco, non opzionale. Serve a proteggervi da sassi smossi da chi sta sopra e da piccoli urti contro la roccia. I guanti da ferrata, meglio a dita corte, evitano vesciche e tagli quando fate scorrere le mani sul cavo metallico.
Ai piedi bastano scarponcini da trekking o scarpe da avvicinamento con suola rigida e buon grip. Aggiungete uno zaino leggero con acqua, snack, giacca antivento, eventuale pile e una piccola farmacia personale. Secondo il Club Alpino Italiano, casco e kit da ferrata omologato dovrebbero essere sempre utilizzati su qualsiasi percorso attrezzato.
Se è la vostra prima volta, non serve comprare tutto subito: molte guide alpine, scuole di arrampicata e rifugi noleggiano imbrago, casco e kit da ferrata per la giornata.
Come scegliere e affrontare la prima ferrata
Prima domanda concreta: siete pronte fisicamente? Una ferrata “facile” può richiedere ore di cammino tra avvicinamento e rientro. Serve un po’ di fiato in salita e nessuna vertigine seria. Se soffrite anche solo sui balconi, meglio rimandare.
In Italia le vie ferrate sono classificate con cinque gradi globali: F (facile), PD (poco difficile), D (difficile), TD (molto difficile), ED (estremamente difficile). La valutazione tiene conto non solo del tratto attrezzato, ma anche di avvicinamento e discesa. Per l’esordio restate su F o, al massimo, su un PD breve e non troppo verticale. Portali specializzati come Ferrate365 aggiungono anche esposizione, impegno fisico e possibili problemi ambientali: leggere la relazione completa è indispensabile.
Capitolo meteo: il temporale pomeridiano classico di montagna, se siete agganciate a un cavo di ferro, diventa un problema serio. Si parte presto, si controllano le previsioni e, in caso di dubbio, si cambia programma senza drammi. Attenzione anche al caldo eccessivo sulle pareti esposte a sud.
Per chi inizia, gli esperti di montagna consigliano di affidarsi a una guida alpina o a un corso del CAI. La guida valuta la vostra condizione, sceglie l’itinerario adatto e vi insegna a usare correttamente moschettoni e longe, oltre a spiegare la progressione più efficiente per non arrivare distrutte alla fine.
In ferrata vale una regola d’oro: spingere con le gambe e non tirarsi su a braccia mentre si “strangola” il cavo. I piedi cercano gli appoggi migliori, le mani servono per equilibrio e sicurezza. Nei cambi di tratto, si sgancia e riaggancia un moschettone alla volta, restando sempre collegate almeno con uno. Si mantiene distanza da chi precede, evitando di affollare il cavo in punti delicati.
Vie ferrate facili da provare per iniziare
Se vi stuzzica l’idea di una prima ferrata, ecco tre percorsi pensati proprio per neofite e neofiti curiosi.
In Lombardia, in alta Valfurva, la Ferrata Jacopo Compagnoni ai Forni è un tracciato moderno con forte impronta didattica. È suddivisa in due settori che si possono affrontare anche separatamente, così potete calibrare la giornata in base alle energie. Ambiente d’alta quota, vista sui ghiacciai e difficoltà contenute.
In Trentino, nella zona del Ciampac in Val di Fassa, la Ferrata alla Crepa Neigra è perfetta se volete un assaggio di verticale senza esagerare. Il tratto attrezzato si percorre in circa un’ora, supera uno sviluppo verticale di circa 80 metri e parte comodamente dalla stazione a monte della cabinovia Ciampac, sopra Alba di Canazei.
In Alto Adige, poco sopra il Passo Gardena, la ferrata del Gran Cir è un grande classico per chi comincia: il tratto attrezzato dura circa mezz’ora, le difficoltà sono ridotte e il panorama sulle Dolomiti del Sella e del Sassolungo ripaga ogni passo. Da non dimenticare che avvicinamento e discesa restano comunque escursioni di montagna, da affrontare con lo stesso rispetto che riservate alla parete.
Con la ferrata giusta, l’attrezzatura in ordine e magari una guida alpina al vostro fianco, la prima volta sul cavo può diventare una di quelle esperienze che vi cambia il modo di guardare le montagne. E vi farà venir voglia di tornare in parete, ma sempre con la testa sulle spalle.
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