Dimenticate le spiagge affollate: ecco dove si trovano le calette segrete più belle della Liguria

Secondo un report di Legambiente la Liguria è la regione italiana con meno spiagge libere: circa il 70% della costa è occupato da stabilimenti balneari, anche se la normativa chiede che almeno il 40% resti gratuito. Tradotto: ombrelloni vicini, lettini in fila indiana, asciugamani quasi sovrapposti.
Eppure, tra un lido e l’altro, resistono ancora calette selvagge, spiagge libere difficili da raggiungere, piccoli fiordi che i liguri custodiscono con una certa gelosia. Sono i posti dove potete davvero respirare, anche in piena estate, a patto di mettere in conto scalinate, sentieri e un minimo di organizzazione.
**Questo è il borgo sul mare più colorato della Liguria (e un'ottima alternativa alle Cinque Terre)**
Perché trovare spiagge senza folla in Liguria è così complicato
La geografia non aiuta: tra mare e monti c’è pochissimo spazio, le spiagge sono strette, spesso schiacciate tra scogliera e ferrovia. D’estate arrivano migliaia di persone da Lombardia, Piemonte e non solo, concentrate sugli stessi pochi chilometri di sabbia.
In più, le concessioni agli stabilimenti hanno “mangiato” buona parte dei litorali facilmente accessibili. Il risultato lo conoscete: code, ombrelloni numerati, mare bello ma tutt’altro che rilassante.
Per schivare la folla bisogna cambiare strategia e puntare su tre ingredienti: spiagge libere, accessi un po’ faticosi, posizioni leggermente decentrate rispetto ai centri più noti.
Da qui nasce questa selezione: calette dove il mare è splendido, i servizi quasi assenti e il numero di persone naturalmente limitato dalla fatica per arrivarci.
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Le spiagge in Liguria senza folla da provare quest’estate
Spiaggia delle Calandre, Ventimiglia
Quasi al confine con la Francia, è una striscia di sabbia dorata che ricorda la Costa Azzurra ma senza il caos del lungomare. Si raggiunge con un sentiero panoramico che parte da Ventimiglia, una passeggiata di una ventina di minuti che scoraggia chi vuole solo l’ombrellone sotto casa. La spiaggia è libera, spesso frequentata da surfisti e da chi cerca un tratto più autentico rispetto alle zone urbane: portate acqua e ombra, perché i chioschi non sono garantiti.
Punta Crena, tra Varigotti e Noli
È la classica caletta “da cartolina”: minuscola, incastonata sotto un promontorio roccioso, con l’acqua turchese e fondali perfetti per maschera e boccaglio. Proprio perché lo spazio è poco, l’accesso via sentiero è impervio e in parte interdetto; per sicurezza conviene arrivare via mare, con canoe, sup o pedalò noleggiati dagli stabilimenti vicini alla Baia dei Saraceni. Lo sforzo logistico tiene lontane le folle: meglio puntare alle prime ore del mattino, quando siete in pochi a spartirvi la sabbia.
Lido delle Sirene e Punta Prodani, Bergeggi
Davanti all’isola di Bergeggi, un piccolo paradiso marino, c’è un tratto di costa che resta sorprendentemente tranquillo. Al Lido delle Sirene si arriva con circa 187 gradini immersi nella macchia mediterranea: non è trekking estremo, ma basta per selezionare chi scende. Poco oltre, seguendo il sentiero a picco sul mare, si apre Punta Prodani, spiaggia libera di sabbia e ciottoli finissimi, acqua limpidissima e fondali rocciosi amatissimi da chi fa snorkeling. Al largo giace il relitto del Transylvania, piroscafo affondato nel 1917: non lo vedrete dalla superficie, ma la storia aggiunge fascino al luogo.
Punta Corvo, Montemarcello, Ameglia
Nella zona di Spezia tutti pensano subito alle Cinque Terre, quindi la maggior parte delle persone si ferma lì. Voi potete deviare verso Montemarcello, nel Parco naturale Montemarcello-Magra-Vara, e scendere a Punta Corvo: una mezzaluna di ciottoli scuri tra pareti verticali, mare che passa dal verde al blu profondo durante il giorno. Si raggiunge con una lunga scalinata nel bosco, circa mezz’ora di gradini all’andata e una risalita che si fa sentire al ritorno. In alternativa, battelli e barche da Bocca di Magra e Fiumaretta. Niente stabilimenti, solo mare e silenzio: motivo per cui Legambiente l’ha inserita più volte tra le spiagge più belle d’Italia.
Caletta di Lerici (Cala Caletta), Golfo dei Poeti
Tra Lerici e Tellaro si nasconde un piccolo fiordo, stretto tra rocce coperte da lecci, pini e olivi. La spiaggia è minuscola, l’acqua verde smeraldo, i fondali ricchi di coralli e pesci: chi ama lo snorkeling qui è felice. Sul fondo si trovano persino i resti di una nave romana naufragata mentre trasportava colonne destinate a un tempio di Venere. Il sentiero di accesso parte dalla strada per Fiascherino, è stretto e poco segnalato, poi una breve scalinata porta all’acqua. Dettaglio fondamentale: il sole pieno c’è solo la mattina, nel pomeriggio arriva l’ombra e la baia si svuota ancora di più.
Cala del Pozzale, Isola Palmaria, Porto Venere
Di fronte a Porto Venere, l’isola di Palmaria regala una delle cale più scenografiche e tranquille della zona. Cala del Pozzale è una spiaggia di ciottoli bianchi, mare turchese intenso, profumo di mirto e ginestre. Si arriva con un sentiero impegnativo oppure, più comodamente, con i taxi boat che partono dal borgo. Il numero di persone resta contenuto proprio perché l’accesso richiede organizzazione e non c’è la classica passeggiata “in infradito”.
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Quando andarci e come vivere queste calette senza rovinarle
Se potete scegliere, i mesi migliori per trovare davvero poca gente sono giugno e settembre, più gli ultimissimi giorni di maggio e l’inizio di luglio. In agosto le stesse spiagge restano più vivibili rispetto ai litorali centrali, ma la differenza la fanno gli orari: arrivo molto presto al mattino o dopo le 17, soprattutto nelle calette minuscole come Punta Crena e Cala Caletta.
Altro trucco: privilegiare l’infrasettimanale. Un lunedì a Punta Corvo o un martedì alle Calandre vi regala un mare quasi privato, mentre sabato e domenica le presenze aumentano, anche se non si arriva mai al livello da “ombrellone incollato”.
Ricordate che questi luoghi sono selvaggi: niente bar, poche docce, spesso nessun cestino. In zaino servono acqua, cibo, crema solare, cappello, scarpe chiuse per i sentieri e un sacchetto per riportare a casa tutti i rifiuti. Nei tratti più ripidi lasciate perdere le infradito e seguite solo i percorsi ufficiali; in caso di accessi dichiarati pericolosi, meglio scegliere la barca.
Infine, la regola d’oro per mantenere queste spiagge in Liguria davvero senza folla è anche di comportamento: niente musica alta, niente pietre spostate per costruire “muretti”, niente souvenir prelevati dai fondali. Portate via solo foto e la sensazione, rarissima, di avere avuto un pezzo di Mediterraneo quasi tutto per voi.
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