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Lifestyle

Dimenticate Portofino: questo borgo ligure dal fascino silenzioso è perfetto per un digital detox

Dimenticate Portofino: questo borgo ligure dal fascino silenzioso è perfetto per un digital detox

24 Aprile 2026
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Niente mondanità o yacht: questo piccolo gioiello ligure è il luogo perfetto in cui ricaricare le pile e scegliere il fascino del silenzio.

Un pugno di case color pastello affacciate sul Golfo dei Poeti, col campanile che tocca quasi le onde e i caruggi che profumano di salsedine. Non ha yacht parcheggiati in piazza, né boutique di logomania. Ha un’estetica che potremmo definire "silenziosa": discreta, elegante, poco filtrabile sui social. Si chiama Tellaro ed è qui che tante quarantenni stanno tornando a respirare.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Ente Nazionale Italiano per il Turismo e dalla piattaforma di hôtellerie di nicchia Mr & Mrs Smith, le richieste di soggiorni primaverili verso due piccoli borghi liguri sono cresciute del 47%. Chi prenota non sono ventenni in cerca di movida, ma persone più adulte e con una spesa media di 850 euro per un weekend e un desiderio molto specifico: silenzio, mare, privacy.

La nuova geografia del lusso silenzioso

In questa curva statistica c’è tutta la nuova geografia del lusso: meno riflettori, più autenticità. I numeri di ENIT e Mr & Mrs Smith parlano di un aumento del 47 per cento delle richieste verso Tellaro per la primavera 2026. Il budget medio, 850 euro, racconta un lusso fatto di tempo per sé, non di tavoli in prima fila nei beach club.

Gli esperti di turismo rigenerativo spiegano che, dopo i 40 anni, il cervello femminile multitasking desidera meno stimoli e più "vuoto" selezionato: niente traffico, poca musica di fondo, orizzonti puliti. Ambienti come Tellaro, con un inquinamento acustico e visivo quasi nullo, aiutano a ridurre lo stress percepito in poche ore. L’Organizzazione Mondiale della Sanità collega da tempo il contatto con il mare a benefici per umore e sonno.

Perché Tellaro è l’anti-Portofino adatto a chi ha superato i 40

Se Portofino e le Cinque Terre sono la passerella dove esibire loghi, abbronzatura e networking, Tellaro è l’esatto opposto. Qui le case sono scolorite dal sale, le persiane cigolano, i negozi vendono più acciughe che sneakers. Non c’è nulla da "mostrare", molto da sentire. È la meta perfetta per chi ha superato i 40 e ha smesso di misurare il valore di una vacanza in selfie.

Qui potete camminare per ore senza incontrare un locale con musica sparata, solo il suono delle onde che sbatte contro gli scogli e il rintocco della chiesa di San Giorgio. I caruggi costringono a rallentare, le scale obbligano a usare il corpo. Nessuno si aspetta che restiate online. Il telefono resta in borsa, voi finalmente no.

Non stupisce che questo minuscolo borgo del Golfo dei Poeti sia stato il rifugio di D.H. Lawrence, che lo descriveva come un "nirvana tra le rocce", e che abbia ispirato Eugenio Montale. Negli anni Novanta, raccontano i ben informati, anche Franca Sozzani amava defilarsi da queste parti per sfuggire ai paparazzi. Tellaro è sempre stato il luogo di chi preferisce l’anonimato al front row.

 

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Weekend perfetto a Tellaro: quando e come

L’ideale è arrivare il venerdì pomeriggio, quando la luce si fa dorata: treno fino a La Spezia o Sarzana, poi bus o auto verso Lerici e infine Tellaro. La stagione più gentile è la primavera, o settembre. Cercate dimore storiche diffuse con al massimo dieci camere, lenzuola in lino al cento per cento e colazioni a chilometro zero servite in cortili lastricati.

Il sabato dedicatelo a un itinerario detox. Partite dal porticciolo, risalite i vicoli fino alla chiesa di San Giorgio per affacciarvi sul Golfo dei Poeti, scendete poi verso gli scogli dove Lawrence immaginava il suo nirvana. Niente liste infinite di "cose da vedere": la vera esperienza è sedersi, guardare il mare, ascoltare il proprio respiro che rallenta con le onde.

La domenica, prima di rientrare, concedetevi una passeggiata lenta verso Fiascherino o sui sentieri che collegano Tellaro a Lerici: niente percorsi tecnici, solo mezz’ora di movimento dolce. Tenete presente che le pendenze del borgo superano spesso il 15 per cento: è una palestra naturale, ma richiede scarpe serie. Se vi innamorate di questa quiete, potete programmare un bis a Noli, sul Ponente, con lo stesso mood discreto e il Castello di Monte Ursino a vegliare sul mare.

Il dress code? "Coastal grandmother" in versione ligure

A Tellaro il lusso non urla, sussurra. La palette vincente sono i toni salvia, écru, sabbia, magari un blu polvere che riprende le persiane. Tessuti: lino, popeline di cotone, un cardigan di cachemire leggero da 120 grammi per la brezza serale, cappello di paglia a tesa morbida.

Il passo falso definitivo sono i tacchi: con pendenze oltre il 15 per cento e pavé irregolare, rischiate di rovinare caviglie, aponeurosi plantare e umore. Meglio friulane in velluto di seta o sandali in pelle rasoterra. Silenziosi anche loro, ma incredibilmente chic.

© Riproduzione riservata

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