Tips & tricks da conoscere per organizzare un super viaggio in Islanda

Vulcani, cascate, sentieri, natura incontaminata, leggende e poi ancora animali, benessere, paesi a capofitto sul mare, scogliere da togliere il fiato. L'Islanda è questo e molto altro.
Ecco perché rientra nelle liste dei viaggi da fare almeno una volta nella vita di migliaia di persone.
Le sue specificità, allo stesso tempo, non la rendono una meta "semplice": prima di partire è bene organizzarsi, stabilendo il periodo sulla base di ciò che si vuole vedere.
È poi fondamentale stabilire un itinerario con diverse ipotesi di "piani B", visto che meteo e vento potrebbero costringervi a cambiare i piani.
Ecco quindi una guida alla scoperta dell'Islanda, con dritte e suggerimenti per pianificare un tour e aiutarvi a organizzare pasti, spostamenti, avvistamento animali, momenti di relax tra centri termali e benessere. E non mancano consigli per riuscire a vedere l'aurora boreale.
Tips & tricks per organizzare un viaggio in Islanda
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Quando andare in Islanda?
La risposta è: dipende.
Prima di tutto da cosa si vuole vedere e dal budget a disposizione. Poi: ogni periodo ha una sua specificità.
Per balene e pulcinella di mare, per esempio, il miglior periodo è quello della tarda primavera e dell'estate, che è però anche quello di maggiore affollamento.
L’aurora boreale si vede da fine agosto e fino a fine marzo.
Fine settembre e inizio ottobre sono un buon compromesso: i prezzi scendono, le giornate sono ancora abbastanza lunghe, ci sono meno turisti. A seconda dei giorni a disposizione potete scegliere un giro breve o uno più completo, l’importante è muoversi con molto anticipo. Anche di un anno.
Come arrivare
Sono diverse le compagnie aeree che arrivano in Islanda. C’è Iceland Air, la compagnia di bandiera, ma anche diverse low cost. EasyJet parte da Milano Malpensa, come anche WizzAir, che però vola anche da Roma Fiumicino, Napoli e Venezia Marco Polo.
Si può arrivare anche via mare, partendo dalla Danimarca: l’informazione è utile più che altro a chi vuole viaggiare col proprio camper. Si salpa da Hirtshals, in Danimarca, e si arriva a Seyðisfjörður (ma preparatevi ed eventualmente attrezzatevi come si deve se soffrite di mal di mare: ci vogliono più di due giorni di navigazione).
Itinerario breve in Islanda: 5 giorni
Partite dalla Capitale, trascorretevi un giorno. Poi con tour organizzati o noleggiando una macchina (meglio se con assicurazione completa) visitate il Circolo d’Oro con il Parco Nazionale di Thingvellir, Geysir, la maestosa cascata Gullfoss e tutte le altre bellezze, arrivare fino alla spiaggia nera, poi ritornare verso Reykjavík e guidate fino al monte Kirkjufell e ad Arnarstapi.
L’ultimo giorno concedetevi un po’ di relax alla Blue Lagoon o alla Sky Lagoon.
Non lontano dalla Capitale avete anche possibilità di visitare con un’immersione la faglia del Silfra, che si trova tra due placche continentali: quella euroasiatica e quella americana.
L’itinerario lungo: 15 giorni
Atterrati all’aeroporto di Keflavik ritirare la vostra automobile e concedetevi subito un po’ di relax alla Blue Lagoon.
Il giorno dopo partite per il Circolo d’Oro (che include il Parco Nazionale di Thingvellir, Geysir, la cascata Gullfoss e molto altro), proseguite verso sud visitando le cascate Seljalandsfoss e Skogafoss, scattate una foto a Dyrholaey, scoprite le colonne basaltiche della spiaggia nera a Reynisfjara (facendo attenzione all’acqua), eventualmente salpate per le isole Vestmann.
Se le strade sono aperte, il meteo lo consente e avete un mezzo 4x4 esplorare la zona delle montagne colorate a Landmannalaugar.
Proseguite col maestoso ghiacciaio Vatnajökull, la laguna glaciale Jökulsárlón, arrivate sui fiordi orientali e visitate Egilsstaðir, Seyðisfjörður e Borgarfjörður Eystri.
Poi: la cascata Dettifoss, il canyon di Ásbyrgi, Húsavík, il lago Mývatn, eventualmente la caldera di Askja, la cascata Godafoss, Akureyri, Eyjafjörður, la penisola Snæfellsnes, dominata dal vulcano ghiacciaio Snæfellsjökull e infine Kirkjufell, le vallate di Borgarfjörður e, infine, Reykjavík.
Dove dormire in Islanda
La soluzione migliore, a livello di qualità prezzo, sono le guesthouse. Le più piacevoli sono quelle che si trovano fuori dai centri abitati, piacevolmente sperdute nel nulla (e perfette per l’avvistamento dell’aurora boreale direttamente dalla finestra).
Sono gestite da famiglie di allevatori che al mattino vi faranno trovare una colazione con prodotti locali. Il più delle volte sono composte da cottage con cucina indipendente o con cucina in comune.
Per chi vuole spendere ancora meno ci sono gli ostelli. Si può dormire in tenda o in camper, ma sono in aree apposite. Non mancano hotel superlusso (come quello della Blue Lagoon).
Cosa mettere in valigia
Che sia inverno oppure estate, l’importante è vestirsi a strati e avere un k-way anti-vento e per proteggervi dalla pioggia.
A seconda della temperatura e della stagione, saprete come giostrarvi e cosa mettere in valigia.
Tenete quindi d’occhio il meteo prima di partire. Inserite nel bagaglio anche un costume per centri termali e benessere. Poi cappello, calzini pesanti, scarpe adatte alle attività che farete.
No, quindi, a sandali e infradito. Sì a scarpe comode o, meglio ancora, scarponcini. L’importante è che siano impermeabili.
Amate gli animali? Ecco quali potete avvistare in Islanda
Vedrete ovini ovunque, arricchiranno il paesaggio e renderanno le vostre foto uniche. Ma non si faranno avvicinare facilmente, nonostante siano audaci: non è raro che intralcino la carreggiata in qualche punto.
I cavalli islandesi, più bassi dei nostrani, sono dolci e amichevoli, perfetti per una passeggiata in spiaggia. Vík Horse Adventure li propone anche per i bambini.
Nonostante alcuni periodi siano maggiormente indicati di altri per vedere le balene, i tour partono praticamente tutto l’anno, salvo condizioni meteo avverse. Scegliete North Sailing, che propone gite anche green e, se avete più giorni a disposizione, in Groenlandia.
E poi ci sono i puffin e le foche (per ammirarle da vicino scegliete Ytra Tunga e portatevi un binocolo).
Il cibo in Islanda, dal ristorante alla spesa
Per mangiare fuori si spende più che in Italia, indicativamente 18/25 euro per un hamburger o per una porzione di fish & chips.
Gli indirizzi da non perdere a Reykjavík sono Sandholt, un panificio e pasticceria (da non perdere l’enorme cinnamon bun) che a pranzo propone anche zuppe, insalate e crostoni, e Bæjarins beztu hot dog, un chiosco antichissimo diventato famoso in tutto il mondo per aver ospitato anche vip e politici.
Se durante il vostro giro avete a disposizione una cucina, rifornitevi nei supermercati Bonus e Netto: il primo propone piatti semi-pronti da cuocere in una sola pentola, il secondo ha anche una sezione con rustici dolci e salati, perfetti per un pasto al volo.
Non mancano zuppe, surgelati di ogni genere e la carne di pecora, che qui è la più diffusa e tradizionale. Da non perdere lo skyr, lo “yogurt” locale.
Centri geotermali, spa e benessere
Non sono solo piscine riscaldate dove rilassarsi. Le terme in Islanda sono luoghi dove i locals si incontrano dopo il lavoro per bere una birra e fare quattro chiacchiere.
Nel Paese ce ne sono diverse e tra le più interessanti ci sono — oltre alla più rinomata Blue Lagoon — la Sky Lagoon, i Myvatn nature baths, i Vok Baths che consentono anche di tuffarsi in mare, la Secret Lagoon, i bagni Geosea (che vantano un panorama pazzesco sull’oceano) e la Forest Lagoon che profuma davvero di foresta.
Merita un discorso a parte la spa Laugarvatn Fontana, costruita su una “hot springs” naturale. Non è solo un centro benessere, ma anche una bakery geotermica o geotermale.
Si può quindi partecipare alla cottura sotto terra di un pane nero alto e dall’aroma dolce, che poi viene servito agli ospiti con trota affumicata e burro islandese. Oltre a queste, comunque, ci sono anche sorgenti naturali e piscine più modeste alle quali accedere per pochi spicci.
App, siti e pagine social utili
“Safe travels” è l’app da tenere sott’occhio ogni giorno per le allerte che si registrano sul suolo nazionale. Allerte da non sottovalutare, visto che il vento può essere talmente forte da danneggiare macchine e oggetti.
“Vedur” è l’applicazione per il meteo islandese, è considerata dagli abitanti del Paese la più affidabile. “Aurora” è infine l’app per conoscere posizione dell’aurora boreale e che, incrociando la posizione delle nuvole, consente di capire se quella sera si riusciranno a vedere le magiche “Northern lights”.
“Viaggiare in Islanda”, “Amici dell’Islanda” e "Un italiano in Islanda" sono due gruppi Facebook ai quali iscriversi per confrontarsi con altri viaggiatori e con persone che hanno scelto di vivere in quel Paese. Visit Iceland è il sito ufficiale dell'ente del turismo.
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Ecco come ottenere fino a 31 giorni di vacanza con solo 8 giorni di ferie

Con 8 giorni di ferie, si possono ottenere fino a 31 giorni di vacanza.
Il 2026 si preannuncia così come l’anno dei ponti intelligenti: poche festività che cadono comodamente di lunedì o venerdì, è vero, ma moltissime occasioni per trasformare qualche giorno di permesso in weekend lunghi, fughe rigeneranti e vere e proprie mini-vacanze distribuite lungo l’anno.
A dirlo è un’analisi di WeRoad, che ha passato al setaccio il calendario italiano del 2026 individuando le combinazioni migliori per ottimizzare il monte ferie.
Il dato interessante è proprio questo: se da un lato i giorni festivi “facili” scarseggiano, dall’altro il 2026 è costellato di ponti da tre o quattro giorni, perfetti per spezzare la routine senza prosciugare le ferie annuali. Dalla primavera all’inverno, passando per l’estate, le opportunità per ritagliarsi pause di qualità non mancano.
**Un anno, dodici viaggi: vi diamo la bucket list del 2026**
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Tutti i ponti del 2026 (e come sfruttarli al meglio per fare il pieno di giorni di vacanza)
L’Epifania, si sa, tutte le feste porta via. Dobbiamo quindi aspettare l'inizio di aprile per avere un paio di giorni di vacanza a disposizione.
Con Pasqua e Pasquetta (5 e 6 aprile) arriva la prima pausa. Le due giornate festive consecutive sono perfette per una fuga breve, ma chi decide di prendere anche il venerdì 3 aprile di ferie può contare su un lungo weekend con un solo giorno di permesso: una combinazione ideale per città d’arte, prime escursioni nella natura o mete europee facilmente raggiungibili.
E se il 25 aprile cade di sabato, il calendario è sicuramente più generoso con la Festa dei Lavoratori. Il 1° maggio cade infatti di venerdì, regalando tre giorni consecutivi di pausa senza bisogno di ferie. Un invito esplicito a concedersi una fuga al mare, un city break europeo o un primo assaggio d’estate.
Il vero protagonista della primavera resta però il ponte del 2 giugno. Prendendo un solo giorno di ferie, lunedì 1° giugno, si ottengono quattro giorni consecutivi: abbastanza per organizzare itinerari più articolati, visitare un’isola o scegliere una destinazione che richiede tempi di viaggio più lunghi.
In estate, Ferragosto cade di sabato, quindi niente ponte automatico. Rimane però uno snodo centrale delle ferie estive: perfetto per chi è già in vacanza o per chi preferisce approfittare delle città più vuote per un weekend di relax alternativo.
Il calendario torna a sorridere con l’Immacolata. Tra il 5 e l’8 dicembre, con un solo giorno di ferie (lunedì 7, che a Milano è già festivo), si ottengono quattro giorni ideali per mercatini natalizi, prime settimane bianche o fughe verso mete più miti.
Anche Natale e Santo Stefano, cadendo a ridosso del weekend, creano tre giorni consecutivi di pausa: un formato perfetto sia per viaggi in capitali europee sia per le classiche feste in famiglia.
Infine, Capodanno. Prendendo di ferie il 31 dicembre, si può arrivare fino al 3 gennaio 2027, con quattro giorni consecutivi per salutare l’anno nuovo tra città d’arte, montagna o destinazioni iconiche.
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L'itinerario perfetto per un viaggio in Giordania è questo

Ci sono Paesi che entrano subito nel cuore. La Giordania è uno di questi. Tra città antiche, deserto mozzafiato e tesori nascosti, ogni angolo regala emozioni uniche.
Dalla Petra rossa alle dune del Wadi Rum, non si tratta solo di una destinazione, ma di un viaggio che rimane indelebile nella mente, tra storia millenaria e paesaggi da sogno.
Ecco cosa vedere per un viaggio indimenticabile.
L'itinerario perfetto per un viaggio in Giordania
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La capitale Amman
È una capitale sorprendente, dove moderno e antico convivono armoniosamente.
Da non perdere:
La Cittadella: una collina che domina la città, con rovine romane e bizantine e vista panoramica su Amman.
Il Teatro Romano: perfettamente conservato, ospita ancora spettacoli culturali.
Darat al Funun: galleria d’arte contemporanea con mostre e installazioni.
Con lui: passeggiata romantica sul Boulevard, cena elegante al Dara Dining, tramonto dalla Cittadella.
Con le amiche: shopping nei mercati locali, visita ai musei e brunch in Books@Café, tour street art nei quartieri alternativi.
Dove dormire: Sheraton Al Nabil, camere confortevoli e servizio raffinato.
Extra info: gustate il caffè giordano tradizionale, forte e speziato al Habibah Sweets (Downtown)
Salt e Jerash: storia millenaria
La prima è famosa per la sua architettura ottomana, con case dai balconi in legno e vicoli pittoreschi. Jerash, invece, è una delle città romane meglio conservate, con attrazioni come:
Cardo Maximus: la strada principale di epoca romana, fiancheggiata da colonne.
Teatro Sud e Teatro Nord: ancora oggi usati per spettacoli culturali.
Plaza ovale e tempio di Artemide: capolavori dell’ingegneria romana.
Con lui: esplorare le colonne e i teatri di Jerash mano nella mano.
Con le amiche: pranzo con la comunità locale a Beit Khairat Souf, passeggiate tra vicoli e selfie tra edifici storici.
Extra info: partecipate a laboratori di mosaico o degustazioni locali per un’esperienza autentica.
Azraq e Wadi al Dahek: i deserti sorprendenti della Giordania
Entrambi offrono paesaggi unici: paludi, oasi e formazioni rocciose bianche e dorate. Da non perdere:
Azraq Reserve: per l'osservazione di uccelli e animali locali, trekking tra paludi e dune.
Qusayr Amra: il gioiello omayyade del deserto
Prima di addentrarsi nel candore del Deserto Bianco, vale una sosta a Qusayr Amra, il più famoso dei Castelli del Deserto e patrimonio UNESCO. Dall’esterno sembra un piccolo fortino color miele, ma all’interno custodisce affreschi dell’VIII secolo, un antico hammam e una cupola decorata con una delle rappresentazioni stellari più antiche al mondo.
White Desert: escursione tra rocce scolpite dal vento, panorami lunari e momenti di silenzio assoluto.
Con lui: escursione romantica tra dune e tramonti indimenticabili.
Con le amiche: passeggiate avventurose, picnic e foto creative tra panorami insoliti.
Dove dormire: Azraq Ecolodge, immerso nella natura e con camere eco-sostenibili.
Extra info: l’alba è il momento migliore per fotografare le sfumature della sabbia bianca; portate borraccia e snack locali.
Petra e Little Petra: la città rosa dei Nabatei
Petra è il gioiello della Giordania.
Da non perdere:
Little Petra: ingresso più tranquillo e meno affollato, con gallerie e tombe scavate nella roccia.
Il Tesoro (Al-Khazneh): simbolo iconico di Petra, da ammirare all’alba o al tramonto.
Monastero (Ad-Deir): più grande e spettacolare, raggiungibile con una camminata panoramica.
Strada delle Facciate e Teatro Nabateo: storia scolpita nella roccia, imperdibile per le foto.
Con lui: passeggiata romantica al tramonto fino al Tesoro e al Monastero, foto memorabili.
Con le amiche: trekking tra Little Petra e Petra, pranzo scenografico al Hyatt Zaman, relax tra le rocce.
Dove dormire: Marriott Petra, comodità e lusso a pochi passi dalla città rosa.
Extra info: portate torcia o lampada per visite al tramonto; le scalinate sono illuminate solo dalla luce naturale creando atmosfere magiche.
Wadi Rum: avventura nel deserto
Deserto spettacolare per avventure e relax sotto le stelle.
Da non perdere:
Safari in jeep: tra canyon, dune e rocce rosse.
Cammellata al tramonto: perfetta per momenti romantici o foto creative.
Notte sotto le stelle: nelle tende UFO Bubble, con vista panoramica sul deserto.
Con lui: safari, cammellata e notte romantica nelle tende, brindisi sotto il cielo stellato.
Con le amiche: foto tra le dune, cena beduina al Zarb Dinner, stargazing e chiacchiere sotto il cielo infinito.
Dove dormire: Luxotel Wadi Rum (UFO Bubble), tende panoramiche nel deserto.
Extra info: il volo in mongolfiera al mattino offre la luce migliore per fotografare le rocce rosse e dorate. Cappello e occhiali da sole indispensabili.
Mar Morto: relax e benessere
Il luogo perfetto per chiudere il viaggio.
Da non perdere:
Galleggiamento nelle acque salate: esperienza unica e rilassante.
Trattamenti spa e fanghi minerali: rigenerano corpo e mente.
Percorsi di trekking brevi: lungo le colline vicine per chi desidera movimento leggero.
Con lui: galleggiamento e massaggi di coppia in spa.
Con le amiche: fanghi minerali, chiacchiere a bordo piscina e selfie divertenti.
Dove dormire: Mövenpick Dead Sea, lusso e relax totale.
Dove mangiare: Panorama Dead Sea, pranzo con vista mozzafiato.
Extra info: portate costume da bagno e asciugamano extra per fanghi e relax in acqua.
Quando andare in Giordania e altre info pratiche
La Giordania è una meta ideale da ottobre a giugno, quando le temperature sono miti e perfette per visitare Petra, Wadi Rum e Amman senza caldo eccessivo.
Autunno (ottobre-novembre): clima ideale per trekking, visite archeologiche e deserti.
Inverno (dicembre-febbraio): giornate fresche, cieli limpidi, perfetto per chi ama viaggiare senza folla; notti fredde nel deserto.
Primavera (marzo-maggio): fioriture nel nord del Paese, ottimo per escursioni nella natura.
L’estate è possibile, ma molto calda nelle zone desertiche.
Quanto restare: 7-8 giorni permettono di vivere Petra, Wadi Rum, Mar Morto e Amman senza fretta.
Dress code: abiti comodi e strati caldi per escursioni invernali; coprire spalle e ginocchia nei siti religiosi.
Must have: crema solare, scarpe comode, macchina fotografica, borraccia, cappello, spazio in valigia per spezie, tappeti e souvenir locali.
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Viaggi da sogno per il 2026? La meta più desiderata sarà la Giamaica

E, poi, una cultura gastronomica ricchissima e una rinomata tradizione musicale: ecco perché il paese caraibico sarà la destinazione più ambita dell'anno che verrà. Ma intanto, vi portiamo a conoscere in anteprima tutte le meraviglie che vi aspetteranno.
Viaggi da sogno per il 2026? La meta più desiderata è la Giamaica
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Chiudete per un attimo gli occhi. Ora, provate a immaginare chilometri di spiagge dalla sabbia di un bianco così candido che quasi potreste scambiarla per un soffice manto di neve. Un piacevole venticello a smuovere le fronde di palme alte e affusolate che crescono rigogliose a due passi dal mare, la cui palette di colori sfodera toni che sfumano dal turchese al verde smeraldo. In sottofondo, l’inconfondibile ritmo allegro della musica reggae e nell’aria un profumo inebriante di spezie, soprattutto quando è il momento di sedersi a tavola.
La vostra mente viaggia veloce, ma sappiate che tutto questo non è solo immaginazione: benvenuti in Giamaica!
E le buone notizie non finiscono qui (oltre al fatto che, sì, un paradiso del genere esiste veramente!): sono da considerare la facilità con cui si può raggiungere la destinazione grazie ai collegamenti aerei diretti, la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio autentica – stiamo parlando di un paese ancora lontano dalla piaga dell’overtourism – e un clima che ben si presta per fughe al caldo durante tutto l’anno. Ogni giornata poi sembrerà diversa dall’altra: se cercate momenti di relax in spiaggia ma, allo stesso tempo, vorreste concedervi anche qualche avventura a contatto con la natura, la Giamaica è una di quelle mete che più di tutte riesce a mettere d’accordo proprio tutti.
E allora da come cominciare per pianificare una vacanza in Giamaica? Un itinerario di viaggio semplice da organizzare e completo di tutte le tappe imprescindibili può partire da Ocho Rios, località lungo la costa settentrionale dell’isola caraibica. Qui la natura fa da padrona: ne sono un esempio le maestose Dunn’s River Falls. Uno spettacolo per gli occhi e non solo, perché queste cascate si possono anche scalare per poi concedersi un tuffo rinfrescante nelle loro piscine naturali. Di un azzurro intenso anche il Blue Hole (o Island Gully Falls), specchio d’acqua circondato, anch'esso, da una vegetazione tropicale fittissima.
Un ricordo speciale (e inaspettato) della vacanza sarà anche provare l’esperienza ad alto tasso di adrenalina del Mystic Mountain: un parco avventura dove vivere l’ebbrezza della velocità sfrecciando su bob che scivolano lungo binari immersi nella foresta, un omaggio alla leggendaria squadra giamaicana di bob che partecipò alle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988.
E a fine giornata, Ocho Rios si racconta anche a tavola: Miss T’s Kitchen è un ristorante tradizionale, immerso in un giardino lussureggiante, dove assaggiare piatti giamaicani di carne e pesce.
Proseguendo da Ocho Rios in direzione ovest, in poco meno di due ore di macchina si può raggiungere Montego Bay: città dall’affascinante mix tra glamour e cultura, ma senza dimenticare lo spirito d’avventura tra il rafting a bordo di zattere di bambù sul Martha Brae River oppure le nuotate nelle acque limpide di Doctor’s Cave Beach. Anche di sera, Montego Bay riesce a sorprendere: a Luminous Lagoon si può fare un bagno in acque che di notte si illuminano di una luce blu-verde brillante emessa da organismi microscopici (dinoflagellati). Proprio questo spot della Giamaica è uno dei migliori al mondo per assistere allo spettacolare fenomeno della bioluminescenza.
Per entrare davvero nell’anima dell’isola, da non perdere è poi il Montego Bay Cultural Centre che offre uno sguardo profondo sulla storia, l’arte e l’identità giamaicana. Poco distante, la Rose Hall Great House è una dimora del XVIII secolo in stile georgiano, famosa per la sua architettura coloniale e i bei giardini tropicali che sfoggiano il meglio della flora autoctona. Leggenda vuole che le sue stanze siano abitate dallo spettro di Annie Palmer, conosciuta come la “Strega Bianca”: non abbiate paura, durante il tour sarete accompagnati da una guida che racconterà aneddoti curiosi e vi dispenserà interessanti pillole di storia.
E dopo una giornata memorabile e intensa, sarà un piacere rientrare all’S Hotel – premiato nel 2025 da TripAdvisor come miglior all-inclusive della Giamaica – è un boutique hotel adults-only nel pieno della vibrante Hip Strip, con accesso diretto alla leggendaria Doctor’s Cave Beach. Stile contemporaneo e anima caraibica si incontrano in un elegante ambiente curato, con camere e suite affacciate sull’oceano e pensate per il massimo comfort. Non mancano ben due piscine all’aperto: quella sul rooftop Sky Deck, è perfetta per godersi il tramonto cocktail alla mano. La proposta gastronomica spazia tra sapori locali e cucina internazionale, mentre l’Irie Baths and Spa è un rifugio di quiete dedicato al benessere.
Ancora una settantina di chilometri lungo la costa e si arriva a una delle località più iconiche del paese natio di Bob Marley: Negril. Qui ci si può rilassare con lunghe passeggiate lungo la Seven Mile Beach, una delle spiagge più belle della Giamaica e considerata tra le dieci più spettacolari al mondo. Questa splendida distesa di sabbia bianca, che si estende per oltre 11 chilometri, offre numerosi bar e ristoranti, oltre a un mare cristallino perfetto per lo snorkeling. Tra i ristoranti da non perdere c’è Miss Lily’s (dello Skylark Negril Beach Resort), che regala grandi soddisfazioni a tavola: qui si possono assaggiare i più apprezzati classici della cucina giamaicana rivisitati in chiave moderna, dal Jerk chicken all’Escovitch fish, passando per l’oxtail (coda di bue).
Al tramonto la tappa amata da tutti i local è il Rick’s Café, in cima a una scogliera alta 35 metri. Dove proseguire a cena? L’Azul Beach Resort, albergo all-inclusive da 283 suite fronte mare lungo la leggendaria Seven Mile Beach – qui vi aspetteranno sabbia chiara, acqua calma, giornate che scorrono tra sport acquatici e yoga– può vantare ben nove ristoranti con cucine diverse: dalla quella caraibica all’internazionale.
Poco distante, nella verdissima Nassau Valley, si può finalmente entrare in contatto con un altro caposaldo di un viaggio in Giamaica: il rum. Appleton Rum Estate è un tour (firmato Campari Group) attraverso la storica distilleria dove assaggiare una delle etichette più rappresentative di tutti i Caraibi e conoscerne l'intero filiera di produzione: dalla raccolta della canna da zucchero alla distillazione.
"Could you be loved and be loved?", cantava Bob Marley: della Giamaica ci si innamora ancora prima di partire.
Per maggiori informazioni: visitjamaica.com.
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