Gite fuori porta vicino a Milano: idee originali a (meno di) un'ora dalla città

Per cambiare aria e scoprire cose nuove, tra paesaggi mozzafiato, boschi e centri storici: 14 gite vicino a Milano, in ordine di distanza
Se state cercando idee su cosa fare nel weekend, vi diamo qualche spunto utile e originale per organizzare delle bellissime gite vicino a Milano da fare in giornata.
A ogni weekend di bel tempo, infatti, ogni momento è buono per visitare nuovi posti non troppo lontani da Milano, per ammirare splendidi panorami, passeggiare o andare in bicicletta, scoprire luoghi ricchi di storia e apprezzare le specialità enogastronomiche locali.
Trezzo sull'Adda, raggiungibile in bicicletta percorrendo tutta la pista ciclabile della Martesana; Morimondo, con la sua bellissima abbazia cistercense risalente al Medioevo; Monte Isola, il gioiellino del Lago d'Iseo da scoprire rigorosamente a piedi, in bicicletta o a cavallo.
La più vicina dista 30 minuti dal centro della città, la più lontana un'ora e venti: ecco 14 idee per bellissime gite fuori porta vicino a Milano in ordine di distanza.
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Chiaravalle (7 km)
A tutti gli effetti un quartiere di Milano, questo abitato è completamente immerso nella campagna.
Facilmente raggiungibile in bicicletta partendo dalla fermata 'Corvetto' della linea gialla, Chiaravalle è nota per la sua splendida abbazia cistercense.
Sia la chiesa, dedicata a Santa Maria di Chiaravalle, che il chiostro sono visitabili con una guida. Da vedere anche l'antico mulino, utilizzato dai cistercensi sin dal Medioevo.
Quanto all'aspetto gastronomico, alla Bottega dei monaci si possono acquistare prodotti dell'abbazia come birra e vino; mentre nel locale Ristoro, all'interno del cortile dell'Abbazia, sono degustabili biscotti, vini e marmellate creati dai monaci stessi.
Morimondo (35 km)
A solo una trentina di chilometri dal centro di Milano, questa cittadina è un'oasi verdeggiante costellata di cascine, risaie e frutteti.
La si può raggiungere anche pedalando se si segue la ciclabile che dalla Darsena porta ad Abbiategrasso e da qui al Naviglio di Bereguardo.
La protagonista indiscussa di Morimondo è sicuramente la pregevole abbazia cistercense, fondata durante il Medioevo da monaci che provenivano dalla casa-madre francese di Morimond.
Preparatevi quindi a un tuffo nella storia, ma anche a lunghe passeggiate tra salici e pioppi e a degustazioni enogastronomiche. Ad aprile è in programma La festa del latte, mentre a maggio ci celebra la Trecentesca, una rievocazione medievale.
Trezzo sull'Adda (37 km)
A contare ancora più della meta, in questo caso, è il viaggio per raggiungerla. Da Milano infatti si può arrivare a Trezzo senza mai scendere dalla propria bicicletta.
Per farlo è sufficiente seguire la ciclabile lungo il naviglio Martesana. Man mano che vi allontanate dalla città il verde e il silenzio aumentano, fino ad avvolgervi completamente.
Lungo il percorso non mancano alcune chicche, dalle ville nobiliari settecentesche ai ponticcioli, passando per un antico mulino. Una volta arrivati a Trezzo potete visitare il Castello visconteo, affacciato sulle acque dell'Adda.
Attraversando una passerella poi si raggiunge Crespi d'Adda: il villaggio operaio patrimonio dell'Unesco dove il tempo si è fermato alla fine del 1800.
Pavia (37 km)
A solo 40 minuti dal centro di Milano, l'ex capitale del regno longobardo ha un'atmosfera molto rilassata e ampi spazi verdi.
Oltre a visitare il Duomo, l'antica università e il Castello visconteo, e ad ammirare il ponte coperto, qui potrete rilassarvi facendo una passeggiata lungo il Ticino.
In bicicletta dal fiume si possono raggiungere sia i colli dove si produce ottimo vino sia la Certosa, l'imponente e magnifico complesso monastico a nord della città.
Tanti i calici con cui potrete brindare, dai rossi agli spumanti, da accompagnare con le diverse varietà di risotto preparate nel Pavese, come quello con funghi porcini e quello con latte e castagne.
Montevecchia (39 km)
Questa cittadina del Lecchese si arrampica su colline verdeggianti dove ha sede un'area naturale protetta.
Salendo una scalinata fino al punto più alto di 'Muntavegia', che si trova a 500 metri, potrete visitare il Santuario della Beata Vergine del Carmelo e ammirare l'incantevole paesaggio circostante, tra castagni, querce e betulle.
Quando il cielo è terso si riescono a scorgere i grattacieli di Milano e il profilo degli Appennini a sud, mentre a nord si intravedono le Prealpi lecchesi. Per gli appassionati di ciclismo la salita si può fare anche in bici percorrendo la provinciale Cernusco Lombardone-Monticello Brianza.
Cercate una completa immersione nella natura? Vi basterà scegliere uno dei percorsi proposti all'interno del Parco del Curone.
Finita la passeggiata, preparatevi a degustare ottimi calici di rosso: nella zona si produce il Pincianel, classico vino della Brianza.
Vigevano (42 km)
Da questa cittadina del Pavese aspettatevi ritmi che non hanno nulla a che fare con la frenesia di Milano, passeggiate in totale relax e un ricco patrimonio artistico e culturale.
Arrivati in centro lasciatevi incantare dai portici di piazza Ducale, poi salite sulla torre del Bramante per ammirare dall'alto i tetti, le antiche vie e (se la giornata lo consente) i campi della Lomellina.
Infine, dopo aver visitato il Duomo, riposatevi nei giardini del Castello.
A tavola optate per i prodotti tipici del luogo: risotti, vino dell'Oltrepò e dolci alla frutta. La città è circondata dal parco del Ticino, da scoprire in canoa, a piedi o in bicicletta.
Isole Borromee (54 km)
Oltre a coste ricche di ville signorili e giardini fioriti, il Lago Maggiore custodisce anche tre tesori nelle sue acque: l'Isola Bella, l'Isola Madre e l'Isola dei Pescatori.
Raggiungibile in battello da Arona, ognuna delle Isole Borromee ha una forte personalità, che la distingue dalle altre.
L'Isola Bella accoglie un sontuoso palazzo barocco e un giardino all'italiana distribuito su terrazze, con piante rare e splendidi fiori. L'isola madre, dalla rigogliosa vegetazione, ospita un antico palazzo, specie botaniche esotiche, pappagalli, pavoni e fagiani liberi.
L'isola dei Pescatori invece è caratterizzata da abitazioni a più piani con lunghi balconi utilizzati dai locali, tradizionalmente dediti alla pesca, per fare essiccare il pesce. Questo cibo – fresco e locale - è il protagonista assoluto dei menù di quest'isola.
Bergamo alta (56 km)
Una funicolare, un sentiero in salita o una scalinata vi condurranno alla bellissima parte antica della città di Bergamo, circondata dalle mura veneziane e caratterizzata da vicoli lastricati.
Fulcro del luogo e sede di edifici storici è la Piazza Vecchia, dalla quale si sbuca in piazza Duomo.
Passeggiando sulle mura si può ammirare un panorama stupendo, che nelle belle giornate si estende fino al centro di Milano.
Nel punto più alto della città ha sede il Castello di San Virgilio, un'oasi di pace da cui si vede tutta la città alta. Per i suoi chiostri e i suoi affreschi è da visitare anche il Convento di San Francesco.
Must culinario di Bergamo è il gelato alla stracciatella, gusto che venne inventato nel 1961 proprio qui, nella pasticceria (ancora aperta) La Marianna.
Valganna (76 km)
Formato da quattro località (Ghirla, Ganna, Boaerezzo e Mondonico), il centro sparso di Valganna è attraversato da un torrente e affacciato sui laghi di Ghirla, attorniato dalla vegetazione, e di Ganna, circondato da canneti e ricoperto di nifee.
In questo comune del Varesotto potrete rigenerarvi tra corsi d'acqua, boschi e un'antica abbazia.
Da vedere, per i suoi interni affrescati e i suoi chiostri, la medievale Badia di San Gemolo.
Al ristorante, spesso con vista, sono ottimi i sostanziosi primi fatti in casa e i funghi raccolti in zona.
Isola di San Giulio (86 km)
Raggiungibile in barca da Orta San Giulio o da Pella, l'unica isola del Lago d'Orta ospita un monastero femminile.
Proprio intorno all'abbazia si snodano i sentieri 'del silenzio' e 'della meditazione', che invitano al raccoglimento. L'isola, così come il bellissimo borgo di Orta, è più piacevole al mattino presto, quando non ci sono troppi turisti.
A rendere unici San Giulio e la sua isola sono le acque cristalline del lago, i vicoli acciottolati, le botteghe e i fitti boschi che circondano la zona.
Dopo aver visitato la piazza principale di Orta, con il suo porticciolo, si può salire a piedi fino al suo Sacro Monte e camminare tra faggi, pini e cappelle sacre.
A tavola sono assolutamente da provare i formaggi d'alpeggio piemontesi come la Toma del Mattarone.
Castell'Arcquato (97 km)
Arroccato su uno dei colli piacentini, questo borgo medievale domina tutto il paesaggio circostante.
Stretti vicoli, scalinate attorcigliate, campanili, merli e torri contribuiscono a creare un'atmosfera romantica, valsa al luogo il soprannome di 'Borgo degli innamorati'.
Visitando la Rocca Viscontea è possibile salire in cima alla Torre del Mastio e godere della magnifica vista dall'alto.
Se volete provare i piatti tipici del luogo, al ristorante ordinate tortelli o 'pisarei e fasò' (gnocchetti di farina e pangrattato conditi con sugo a base di fagioli).
Nella zona si producono Gutturnio, Bonarda, Barbera e Ortrugo DOC, ma la vera specialità enologica del paesino è il Monterosso. Tra le eccellenze gastronomiche anche i formaggi, soprattutto provolone e grana padano.
Dopo pranzo passeggiate lungo i sentieri che portano ai vigneti o seguite il fiume Arda, dove potrete individuare alcuni fossili: tre milioni di anni fa quest'area era completamente occupata dal mare.
Monte Isola (103 km)
Questa perla del Lago d'Iseo può essere raggiunta in traghetto sia dalla Bergamasca che dal Bresciano. Una volta approdati dimenticate pure traffico, clacson e smog: sull'isola è consentita soltanto la circolazione di moto e scooter dei residenti.
Potete esplorare questa montagna verde circondata dalle acque lacustri a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Percorrendo il perimetro dell'isola o le sue mulattiere ci si imbatte in uliveti, antiche chiese, case di pietra bianca e magnifici scorci sul lago.
Il punto più panoramico di Monte è il Santuario della Madonna della Ceriola, da cui si può ammirare il profilo dei colli circostanti.
Nella zona viene prodotto un ottimo olio extravergine d'oliva e il pesce essiccato sott'olio è una vera e propria specialità.
Gardone Riviera (125 km)
Affacciato sulla sponda bresciana del lago di Garda, Gardone è celebre soprattutto per il Vittoriale degli Italiani, la maestosa cittadella dove Gabriele D'Annunzio abitò per circa 20 anni.
Ma questa cittadina è perfetta anche per chi vuole fare un po' di attività fisica, grazie ai suoi percorsi di trekking, mountain-bike e nordic walking.
Merita una visita anche il Giardino botanico André Heller, con le sue centinaia di piante e fiori provenienti da ogni continente.
Per chi avesse a disposizione tutto il giorno e volesse fare una gita al lato veronese del lago, poi, da Gardone partono diversi battelli. I
l piatto tipico della zona è polenta e pesce di lago, da accompagnare rigorosamente con uno dei vini Doc prodotti localmente.
Sirmione (128 km)
Il centro storico della cittadina si protende all'interno del lago di Garda facendo sembrare Sirmione un'isola.
Appena entrati nel paese si possono ammirare le altissime mura del Castello scaligero e l'antico borgo che si sviluppa al suo interno, tra boutique, ristoranti e stradine acciottolate.
L'imponente fortezza è particolarmente suggestiva perché bagnata su quattro lati dalle acque lacustri.
Camminando in direzione del lago dalla rocca si arriva alle Grotte di Catullo, ex villa dell'antica Roma da cui si può godere di un panorama meraviglioso.
Per chi è alla ricerca del più assoluto relax, nella cittadina è disponibile un centro termale. Tra i piatti tipici del luogo primi con pesce di lago, come le tagliatelle con la tinca, e specialità che utilizzano l'olio extravergine della zona, come la cassata gardesana.
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Abbiamo guidato una Porsche su un ghiacciodromo in Lapponia (e potete farlo anche voi)

Nell’ambito delle Ice Experience firmate Porsche Italia, abbiamo avuto la possibilità di vivere tre giorni alla scoperta del Grande Nord, scanditi da avventure inusuali e travolgenti. Un’occasione non solo per mettersi ai comandi di una macchina iconica come la 911 ma anche di divertimento e di fuga adrenalinica dall’ordinario.
Perché, sì, ci sono momenti in cui lasciarsi scuotere dall’imprevisto e dal brivido fa bene. E qui è stata proprio una questione di brividi, in tutti i sensi.
Da ormai quasi dieci anni Porsche Italia, infatti, organizza corsi di guida su ghiaccio in Svezia – aperti a tutti gli appassionati, neofiti compresi – e nello specifico a Luleå: una cittadina costiera nel nord est del Paese, quasi al confine con la Finlandia.
Ecco che allora, appena atterrati nel suo minuscolo aeroporto e messo fuori il naso, il benvenuto nella terra dei Sami sono stati i meno venti gradi che hanno aiutato però a risvegliare la mente e i muscoli intorpiditi dalle 4 ore di volo da Milano (intervallate da un veloce scalo a Stoccolma). Spoiler confortante: il freddo è molto secco e, piano piano, ci si abitua.
In direzione dell’hotel Elite Stadshotellet Luleå, fuori dal finestrino, una fitta fila ordinata di abeti ricoperti da una morbida coltre di neve ci ha accompagnato lungo i bordi della strada per tutto il tragitto: l’atmosfera era rarefatta e ovattata. L’immaginario che avevamo sempre avuto di quelle latitudini non è stato smentito; anzi, eravamo già convinti che in quell’angolo di Lapponia, ancora preservato dal turismo di massa, avremmo trovato un’autenticità intatta. E così è stato.
La Porsche Ice Experience a cui abbiamo preso parte – format che si svolge a un centinaio di chilometri a sud del Circolo Polare Artico e prevede ogni anno cinque o sei partenze nel mese di febbraio, aperta ciascuna a una ventina di partecipanti – è iniziata con un briefing il giorno stesso dell’arrivo.
È il momento in cui vengono presentate le vetture da provare all’indomani sul circuito di Ebbenjarka, uno specchio d’acqua ghiacciato circondato da una natura selvaggia dove correre in tutta sicurezza, assistiti da un team di esperti.
Grande protagonista, quest’anno, è stata la nuova gamma della storica 911 – emblema della casa automobilistica tedesca dal 1963 – con i modelli 911 Carrera 4 GTS, dotato della più recente tecnologia T-Hybrid – un sofisticato sistema ibrido ad alte prestazioni che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi e una velocità fino ai 312 km/h –, e 911 GT3, una versione ancora più sportiva con tanto di alettone, dalla potenza di 510 Cavalli.
“Se le donne partecipano alle Ice Experience organizzate da Porsche? Il primo anno vengono per accompagnare fidanzati e mariti, quello successivo tornano e sono le prime a voler scendere in pista”: neanche ancora al volante, la risposta del nostro istruttore già ci aveva fatto intuire lo spasso che di lì a poco ci avrebbe aspettato.
Quello che abbiamo provato è stato divertimento allo stato puro e scariche di adrenalina a ogni curva affrontata di traverso a tutto gas, incitati dalla voce spronante del coach seduto accanto, al posto del passeggero (e certa degli impeccabili sistemi di sicurezza della 911 qualora avessimo commesso qualche errore!).
Tra una sessione di guida e l’altra, il “pit stop” consiste in una piacevole pausa al caldo di uno chalet affacciato sul circuito: seduti attorno a un focolare si ascolta il debrief dell’istruttore che ripercorre errori, traiettorie e spiega i margini di miglioramento.
E se l’appetito vien guidando, si prosegue con il pranzo: il momento giusto per assaggiare alcuni piatti tradizionali di queste zone come il Poronkaristys, stufato di renna con marmellata ai frutti rossi, oppure scoprire il vero gusto di un trancio di salmone freschissimo cotto al forno.
Ricaricate le energie, e conclusa la parte didattica, la Porsche Ice Experience prevede anche momenti dedicati alla scoperta della destinazione – pensati non solo per i partecipanti al corso di guida, ma anche per gli eventuali accompagnatori. E quale altro mezzo per andare in esplorazione della taiga svedese, se non la motoslitta?
A una ventina di chilometri dal ghiacciodromo, nella località di Mörön, si organizzano snowmobile safari di un paio d’ore attraverso foreste di conifere e praterie innevate a perdita d’occhio. Anche qui, se amate il brivido della velocità o volete mettervi alla prova con qualcosa di inconsueto, l’occasione è da non perdere: muniti di casco, tuta da sci e ricevute le dovute istruzioni su come si guidano questi bolidi delle nevi, tutto è pronto per (ri)sbizzarrirvi con l’acceleratore.
E, non saranno certo Porsche, ma sappiate che anche le motoslitte non scherzano: alcuni modelli possono toccare fino a 160 km/h! In fila indiana dietro la guida, e con un po’ di fortuna, magari c’è anche la possibilità di avvistare la fauna locale come renne, alci e volpi artiche. Ma, a proposito di fortuna, tenete un anche po’ per la sera.
In inverno (fino, indicativamente, ai primi giorni di aprile), alzando gli occhi verso il cielo si potrebbe assistere a uno dei fenomeni più affascinanti che la natura regala: l’aurora boreale. La buona notizia è che Luleå (che, in realtà si pronuncia Luleo), così come tutta l’estremità settentrionale della Lapponia svedese, è considerata una delle zone migliori per vederla ma a condizione che il cielo sia perfettamente limpido.
Con il meteo a favore, l’aurora si potrebbe addirittura ammirare comodamente affacciandosi dalla finestra della propria camera, ma volete mettere l’atmosfera romantica e lo stupore condiviso del ritrovarsi attorno a un fuoco acceso sulle sponde ghiacciate del Golfo di Botnia aspettando la sua improvvisa comparsa?
Se supererete questa prova di “sopravvivenza” al freddo in notturna, sarete allora pronti per affrontare un'altra escursione unica nel suo genere: un’uscita a bordo di una rompighiaccio lungo il fiume Pite, in direzione del Mar Baltico. L’imbarco sull’Artic Explorer è a Pite Havsbad, una sessantina di chilometri a sud di Luleå: da quel momento, inizia un’avventura di un paio d’ore difficile da vivere altrove (e per questo imperdibile).
Dal parapetto della nave si può godere di un panorama al limite del surreale, avvolto dal silenzio: ovunque si posi lo sguardo, l’orizzonte è una distesa monocromatica di ghiaccio e neve che fa entrare in una dimensione spazio temporale onirica.
Una volta frantumata dalla chiglia la banchisa in un punto sicuro, arriva il momento più emozionante della crociera: l’opportunità di fare il bagno nelle acque gelate del Golfo di Botnia – un’insenatura del Mar Baltico – indossando una spessa muta impermeabile che permette di galleggiare senza esitazioni e soprattutto, di non soffrire le temperature estreme.
Portate con voi un costume da bagno, vi venisse voglia di spingervi oltre e tuffarvi nel blu: così abituati all’adrenalina aspettatevi di tutto. Anche a non sentire il freddo a meno diciotto gradi!
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Sensoria Dolomites: dove il lusso incontra la natura

Immerso nel suggestivo panorama delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, Sensoria Dolomites unisce design contemporaneo, ospitalità altoatesina e un profondo senso di benessere. Un luogo pensato per chi vuole rallentare, ascoltare e lasciarsi cambiare dalla montagna.
Ci sono hotel che nascono da un business plan. E poi ci sono luoghi che nascono da una scelta d’amore. Il Sensoria Dolomites appartiene alla seconda categoria.
Dopo anni trascorsi tra Parigi, Milano, Vienna, Singapore ed Edimburgo, Lea Oberhofer e Simon Leitner hanno scelto di tornare alle origini. L’ex albergo di famiglia, il Ritterhof, è stato ripensato con rispetto per la memoria, ma con la libertà di immaginare qualcosa di completamente nuovo. Da questo gesto intimo e coraggioso nasce Sensoria: un luogo che interpreta l’ospitalità come esperienza dei sensi. Qui ogni dettaglio è parte di un ritmo lento, accompagnato dalla luce, quasi una firma, che disegna gli spazi, scalda il legno, accarezza i tessuti naturali, per cambiare poi durante il giorno e trasformare lo spazio.
Un rifugio sensoriale che dà forma a un’idea di lusso per l’anima. L’eredità altoatesina si sente nella cura silenziosa, nella qualità autentica dei materiali, nella precisione dei gesti. Ma si percepisce anche lo sguardo internazionale di Lea e Simon: un’estetica essenziale, pulita, contemporanea. Il risultato è un equilibrio raro tra calore familiare e sofisticazione discreta.
Aperto nell’estate 2022, Sensoria accoglie gli ospiti in 45 camere dal gusto minimalista e in due suite panoramiche di 125 m2 con spa privata e terrazze affacciate sullo Sciliar. L’architettura gioca con linee pulite e materiali naturali: legno caldo, tessuti materici, palette neutre interrotte da dettagli sofisticati. L’effetto è quello di una baita di design immersa in un panorama mozzafiato che entra dalle vetrate e va dritto dentro il cuore.
L’intenzione é chiara: non competere con la natura, ma seguirne la logica. Non imporsi sul paesaggio, ma ascoltarlo. Costruito quasi interamente in legno locale, il complesso dialoga con le Dolomiti attraverso geometrie che riprendono il profilo dei monti e volumi che sembrano emergere dal terreno con naturalezza. Il legno é imperfetto, con i suoi nodi, venature e variazioni cromatiche, i cortili interni e ampi atri luminosi dissolvono i confini tra dentro e fuori e l’architettura si trasforma in un’estensione del paesaggio. L’anima del complesso è fatta di armonia grazie anche al legno d’abete rosso, ispirato ai boschi di Castelvecchio e al profilo dello Sciliar, che avvolge il Sensoria come una seconda pelle, calda e protettiva.
Ma ciò che rende davvero unico Sensoria è l’accoglienza. Familiare senza essere invadente, attenta senza formalismi. Il lusso qui è sentirsi nel posto giusto, nel momento giusto. Una colazione che profuma di caffè, pane caldo e quiete. Una tisana calda dopo la spa. Un bicchiere di vino vicino al camino sempre acceso.
E una cena senza fretta, dove ogni assaggio racconta il territorio, la stagione e le specialità tirolesi convivono con la freschezza mediterranea, mentre la raffinatezza francese aggiunge eleganza a ogni piatto. La formula “All Day Inclusive - esclusivamente inclusiva”, in vero stile Sensoria, lascia l’ospite libero e senza pensieri e ogni momento della giornata si trasforma in piacere. Dalla colazione, tra prodotti locali, ricette artigianali e ingredienti selezionati con cura, alla merenda altoatesina, fino alla cena, per un viaggio nel gusto, pensato per essere lento, consapevole e profondamente appagante.
E poi la SPA, in legno di abete di montagna, un’estensione naturale del paesaggio: piscine che riflettono il cielo, dove l’acqua riscaldata a trentadue gradi scorre dall’interno verso l’esterno e lo sguardo si perde sullo Sciliar, saune panoramiche, spazi di quiete che sembrano sospesi tra interno ed esterno. Tutto è studiato per rallentare e restituire centralità ai sensi. Da non perdere il “bagno di suoni”, un rituale di vibrazioni sonore che ti invita a vibrare insieme al ritmo dei monti. In queste sessioni immersive, strumenti come gong, campane tibetane, vocalizzi profondi creano onde di suono che risuonano nel corpo e nella mente, favorendo un rilassamento profondo, equilibrio energetico e una sensazione di leggerezza interiore in risonanza con il silenzio e la potenza naturale che circonda l’hotel.
E in questo universo anche la creatività diventa esperienza sensoriale: si è tenuta qui, infatti, la Sensoria Art Edition 01, la prima edizione di un progetto nato dal desiderio di Lea e Simon di aprire ancora di più Sensoria Dolomites al dialogo tra arte e natura. Un’estensione naturale della loro visione: trasformare l’ospitalità in esperienza culturale, viva, condivisa.
Per questa prima edizione, sono arrivate due tra le voci più significative dell’arte altoatesina contemporanea: Aron Demetz e Peter Senoner. Entrambi già presenti con le loro opere nella collezione temporanea dell’hotel, hanno accompagnato gli ospiti in un percorso fatto di incontri personali, momenti creativi e scambio diretto. Una naturale evoluzione di un luogo nato da una scelta d’amore e oggi capace di generare nuove connessioni tra persone, paesaggio e immaginazione.
E per non farsi mancare nulla e vivere appieno il paesaggio di Sensoria Dolomites, è indispensabile salire in quota: una camminata sulla neve tra panorami cristallini, respirando aria pura e silenzio immenso. E poi, tappa obbligatoria in baita per un pranzo che sa di montagna, tra canederli (gnocchi di pane) e tradizione, per poi finire con un bombardino che scalda mani e cuore.
Con il mondo ai piedi e le Dolomiti intorno, ogni attimo diventa esperienza totale, sensoriale e indimenticabile.
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Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.
Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.
Ecco cinque mete italiane dove goderselo.
Mare d'inverno: cinque mete da scoprire
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Polignano a Mare, Puglia
Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.
Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.
Portovenere, Liguria
Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.
La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .
Scilla, Calabria
Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.
Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.
Alghero, Sardegna
Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.
Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.
Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.
Cefalù, Sicilia
Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.
Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.
Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.
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Weekend a Cervinia: cosa fare in montagna (senza dover per forza sciare)

C’è un momento preciso in cui si arriva a Cervinia e si capisce che la montagna, qui, non è solo sinonimo di sci. Succede quando il Monte Cervino, maestosa montagna piramidale di 4.478 metri situata al confine tra Italia e Svizzera, compare imponente all’improvviso davanti ai nostri occhi.
Alzare lo sguardo verso il Cervino, che domina il paesaggio con una presenza costante e quasi magnetica, aiuta a capire perché questo angolo d’Italia abbia conquistato anche lo sguardo internazionale. Non a caso, il New York Times ha inserito Cervinia nella sua lista dei 52 luoghi da visitare nel 2026, uno per ogni settimana dell’anno, rimanendo letteralmente incantato dalla potenza di questo paesaggio alpino.
Un riconoscimento che racconta bene l’anima della località: non solo una destinazione per sciatori esperti, ma un luogo capace di offrire molto di più. Un weekend a Cervinia può essere vissuto con tempi più lenti, attività alternative e un’idea di vacanza che va oltre le piste.
Sempre più spesso, infatti, la montagna invernale si rivela una destinazione ideale anche per chi non scia (o semplicemente non ha voglia di farlo).
Cervinia è uno di quei luoghi capaci di accogliere tutti: chi cerca panorami estremi senza fatica, chi desidera camminare nella neve, provare esperienze nuove e alternative, o chi semplicemente è alla ricerca del silenzio. Un modo diverso di stare in montagna; più contemporaneo, più inclusivo e sorprendentemente completo.
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Weekend a Cervinia: le attività per i più avventurosi
Vivere l’alta quota senza sci
Una delle prime cose da fare a Cervinia, anche senza sciare, è salire ad alta quota. Il comprensorio Breuil-Cervinia Valtournenche Zermatt è uno dei più vasti d’Europa e permette di raggiungere facilmente altitudini spettacolari anche a chi non pratica sport invernali.
Grazie agli impianti di risalita, si può arrivare fino al ghiacciaio del Plateau Rosà e al Piccolo Cervino, vivendo l’esperienza della montagna a oltre 3.500 metri.
È un modo accessibile e potente per capire cosa significhi stare in alta quota, osservare da vicino le pareti del Cervino e ammirare 38 vette che superano i 4.000 metri, restando comodamente seduti. Un’esperienza che rende qualsiasi weekend a Cervinia memorabile, anche senza sci ai piedi.
Matterhorn Alpine Crossing
Tra le esperienze più iconiche da fare a Cervinia, anche senza mettere gli sci ai piedi, c’è il Matterhorn Alpine Crossing, il collegamento transalpino che permette di attraversare le Alpi tra Italia e Svizzera sospesi nel vuoto, a oltre 3.500 metri di altitudine.
Non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio viaggio panoramico, pensato anche per chi non scia ma vuole comunque vivere l’alta quota in modo accessibile.
Le cabine permettono di muoversi tra Breuil-Cervinia e Zermatt con una vista continua sulle pareti del Cervino, facendo tappa al Piccolo Cervino, dove lo sguardo si apre su decine di vette sopra i 4.000 metri. È un’esperienza che unisce stupore e consapevolezza: si osserva la montagna e se ne intuisce la forza, ma lo si fa senza fretta, restando comodamente seduti.
Anche qui non serve fatto essere sciatori: il viaggio è pensato anche per chi vuole semplicemente osservare, capire, lasciarsi attraversare dalla montagna.
Un modo diverso di “attraversare” le Alpi, che trasforma il concetto di spostamento in un racconto visivo continuo.
Weekend a Cervinia: le attività per chi vuole vivere la montagna slow
Camminare e ciaspolare
C’è un modo diverso di vivere la montagna d’inverno, fatto di passi lenti, respiri profondi e soste che diventano parte dell’esperienza.
A Cervinia, questo ritmo si trova lontano dalle piste, lungo i sentieri innevati che attraversano boschi e radure, perfetti per passeggiate e ciaspolate anche per chi non è particolarmente allenato.
Una delle mete più suggestive è senza dubbio il Lago Blu, raggiungibile con una camminata semplice ma scenografica, che in inverno si trasforma in un piccolo viaggio sospeso nel silenzio. Quando il lago è ghiacciato o leggermente innevato, il riflesso del Cervino sullo sfondo crea un’immagine quasi irreale, di quelle che invitano a fermarsi, più che a scattare una foto. Qui la montagna non chiede performance, ma presenza: camminare diventa un gesto meditativo, ciaspolare un modo per ascoltare il suono ovattato della neve sotto i piedi.
È questa dimensione più intima e contemplativa a rendere speciale un weekend a Cervinia, soprattutto per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dal rumore e dalla fretta.
Provare la slitta trainata dai cani
Tra le esperienze più emozionanti da provare a Cervinia c’è senza dubbio la slitta trainata dai cani.
Un’attività avventurosa (ma al tempo stesso sicura) che sembra uscita da un film, ma che qui trova un contesto naturale perfetto; tra distese innevate e silenzi interrotti solo dal rumore soffice della neve.
Seduti sulla slitta, ci si lascia guidare dai cani lungo percorsi immersi nel paesaggio alpino, vivendo la montagna da una prospettiva completamente diversa, più istintiva e primordiale.
La cosa bella è che, come per la ciaspolata, anche qui non serve alcuna preparazione fisica particolare: l’esperienza è accessibile a tutti e regala una sensazione di libertà difficile da raccontare a parole.
È uno di quei momenti che restano impressi più per come fanno sentire che per quello che si vede, e che trasformano un weekend in montagna in un ricordo davvero fuori dall’ordinario, perfetto anche per chi cerca attività alternative allo sci ma non vuole rinunciare al lato più emozionale della montagna.
VRetreats Cervino, l'hotel perfetto per scoprire tutto quello che la montagna ha da offrire
Qui regna il silenzio, il paesaggio si apre e all’improvviso il Cervino appare davanti agli occhi, imponente e rassicurante allo stesso tempo.
Siamo al VRetreats Cervino, hotel 5 stelle parte del gruppo VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels, catena alberghiera di Alpitour World, che ci fa entrare in una dimensione diversa, dove la montagna non è solo uno sfondo ma una presenza costante, quasi intima.
L’hotel, inaugurato nel 2021, si inserisce con naturalezza nel contesto alpino, senza mai forzarlo: linee pulite, materiali caldi, grandi vetrate che sembrano fatte apposta per incorniciare il panorama e portarlo dentro.
L’atmosfera è quella di un rifugio elegante, contemporaneo ma profondamente legato al territorio. Appena si entra, tutto invita a rallentare: la luce che filtra dalle vetrate, il legno, le tonalità neutre, il silenzio ovattato tipico della montagna d’inverno. È uno di quei luoghi in cui si ha subito la sensazione di essere arrivati, non solo geograficamente, ma mentalmente.
Le 66 camere (suddivise in Superior, Deluxe, Suite e Spa Suite) raccontano la stessa filosofia: un equilibrio riuscito tra lo stile classico della montagna e un design moderno ed essenziale, ma mai freddo.
I dettagli sono curati senza ostentazione, pensati per creare comfort e continuità con l’esterno. Al mattino, aprire le tende significa ritrovarsi davanti alla cresta del Cervino, ai boschi di larici, alla neve che cambia colore con la luce. È un risveglio lento, quasi rituale, che dà subito il senso di cosa voglia dire concedersi davvero un weekend a Cervinia.
All’esterno, terrazze e spazi comuni dialogano con il paesaggio circostante: un campo da golf che in inverno riposa sotto la neve e sentieri da escursione che partono proprio dall’hotel; con la montagna sempre lì, a fare da bussola. VRetreats Cervino non è solo un luogo dove dormire, ma una base ideale da cui partire per esplorare (o semplicemente osservare) la Valle del Cervino.
Un indirizzo che riesce a unire lusso e autenticità, comfort e senso del luogo, trasformando il soggiorno in parte integrante del viaggio, non in una semplice parentesi tra un’attività e l’altra.
Adara Spa: il lusso di fermarsi, davvero
C’è un momento preciso, dopo una giornata passata all’aria aperta, in cui la montagna chiede di essere vissuta in un altro modo. È allora che si entra alla Adara Spa, lo spazio benessere di VRetreats Cervino, pensato come un rifugio nel rifugio.
Oltre 600 metri quadri dedicati al recupero e al silenzio. Qui il tempo sembra perdere i suoi contorni abituali e farsi più morbido, più gentile.
La spa si apre con ambienti ampi, luminosi, in cui il legno e le superfici naturali dialogano con la luce che arriva dall’esterno. Le piscine permettono di immergersi nell’acqua calda mentre lo sguardo corre lungo il profilo delle montagne. È un'esperienza che non stanca mai, soprattutto d’inverno, quando il vapore sale lentamente e il Cervino resta lì, immobile, a fare da scenografia.
Accanto alle piscine, l’area relax invita a fermarsi senza fretta, tra lettini, tisane e silenzi che non hanno bisogno di essere riempiti. I trattamenti e i massaggi sono pensati per sciogliere tensioni e stanchezza, ma anche per accompagnare chi arriva qui semplicemente con il desiderio di prendersi cura di sé.
Non importa se la giornata è stata riempita di ciaspolate, passeggiate o puro dolce far niente: Adara Spa accoglie tutti allo stesso modo, con un’idea di benessere che non è mai performativa, ma profondamente rigenerante.
Dove (e cosa) mangiare a Cervinia
A Cervinia, il cibo è parte integrante del viaggio (quasi) quanto il paesaggio.
Qui la montagna si racconta anche a tavola, attraverso piatti che parlano di tradizione, di stagioni e di sapori pensati per scaldare. La cucina valdostana è fatta di ingredienti semplici ma decisi: fontina filante, polenta servita calda, zuppe sostanziose, carni saporite, funghi e formaggi che diventano protagonisti assoluti. È una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, perché nasce dal territorio e dalla sua storia, e che dopo una giornata all’aria aperta diventa quasi un rito.
All’interno di VRetreats Cervino, questa tradizione trova una rilettura elegante al Ristorante Abrì, il ristorante che racconta la Valle d’Aosta in chiave contemporanea. Qui i piatti tipici vengono reinterpretati con rispetto e creatività, mantenendo intatta l’anima della cucina di montagna ma alleggerendone la forma. È il luogo ideale per assaggiare i sapori locali in un contesto raffinato ma mai rigido, dove la materia prima resta al centro e ogni piatto dialoga con il territorio che lo circonda.
Ma Cervinia è anche una destinazione capace di accogliere gusti diversi e internazionali. Lo dimostra il Panorama Restaurant di VRetreats Cervino, che propone una cucina più ampia, pensata per chi ama variare o semplicemente concedersi qualcosa di diverso. Il menù spazia tra piatti internazionali, proposte leggere e ricette più contemporanee, sempre con grande attenzione alla qualità e alla presentazione. Il tutto accompagnato, come suggerisce il nome, da una vista che abbraccia il Cervino e rende l’esperienza ancora più memorabile.
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