Cosa succede davvero al corpo durante un volo lungo (e come evitare che rovini i primi giorni di vacanza)

Chi di voi ha in programma vacanze lontane? Se da un lato un volo intercontinentale è spesso il primo passo verso una vacanza da sogno, dall'altro rappresenta anche una piccola sfida per il nostro organismo.
Dopo otto, dieci o persino dodici ore seduti nello stesso posto è normale scendere dall'aereo con le gambe pesanti, la pelle secca, la schiena indolenzita e quella sensazione di stanchezza che sembra andare ben oltre il semplice sonno.
La buona notizia è che la maggior parte di questi disturbi è perfettamente normale. La cattiva è che spesso li sottovalutiamo, pensando che siano un prezzo inevitabile da pagare per viaggiare.
In realtà, conoscere cosa accade al corpo durante un volo lungo in aereo permette anche di prevenirne gran parte degli effetti e arrivare a destinazione già pronti per iniziare davvero la vacanza.
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Cosa succede al corpo durante un volo lungo in aereo
L'ambiente di un aereo è molto diverso da quello a cui siamo abituati a terra. L'aria in cabina è decisamente più secca, la pressione atmosferica è inferiore e, soprattutto, il nostro corpo rimane immobile per molte ore consecutive.
Il primo effetto è la disidratazione. L'umidità all'interno della cabina è molto bassa e questo porta a una maggiore evaporazione dei liquidi, causando secchezza della pelle, degli occhi, del naso e della gola. Anche chi porta le lenti a contatto spesso avverte più facilmente fastidio o bruciore.
C'è poi la questione della pressione. Durante decollo e atterraggio cambiano rapidamente le condizioni all'interno della cabina e questo può provocare quella tipica sensazione di orecchie tappate o, nelle persone più sensibili, dolore ai seni paranasali.
Restare seduti così a lungo ha effetti anche sulla muscolatura e sulla digestione. Collo, schiena e gambe tendono a irrigidirsi, mentre l'intestino rallenta il proprio lavoro. Non è raro sentirsi gonfi, appesantiti o accusare un lieve reflusso dopo molte ore trascorse seduti. Anche la respirazione diventa più superficiale, contribuendo alla sensazione di affaticamento.
Il rischio più serio, anche se fortunatamente raro nella popolazione sana, riguarda la trombosi venosa profonda, favorita dall'immobilità prolungata. Il pericolo aumenta soprattutto nelle persone con fattori predisponenti, come precedenti episodi di trombosi, gravidanza, alcune patologie o particolari condizioni cliniche. Per la maggior parte dei viaggiatori, però, il volo resta un'attività sicura.
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