Alla scoperta del borgo medievale del Garda Trentino affacciato su un lago color zaffiro
Vicoli in ombra, archi di pietra, il profumo di legna che esce dalle case. A poco più di 600 metri di altitudine, sopra Riva del Garda, c’è un borgo di quaranta-cinquanta abitanti che sembra sopravvissuto intatto al Medioevo: Canale di Tenno. Un grappolo di case serrate tra loro, sospeso tra montagne verdi e un lago color zaffiro che, da solo, vale il viaggio.
Non è solo suggestione. Canale di Tenno è inserito tra «I Borghi più belli d’Italia» e il Comune di Tenno è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano dal 2007, riconoscimento dato ai centri con accoglienza e qualità ambientale sopra la media. Tradotto: piccolo, ma curato in ogni dettaglio, perfetto per un fine settimana lento nel Garda trentino.
Dove si trova Canale di Tenno e perché vi farà innamorare
Canale di Tenno è una frazione del comune di Tenno, nel Garda trentino, a meno di venti minuti in auto da Riva del Garda. È adagiato su un crinale che guarda dall’alto il lago di Garda e, poco più in alto, il lago di Tenno.
L’impianto del borgo risale al XIII secolo: le case sono addossate l’una all’altra per sfruttare ogni metro di terreno e proteggersi dal freddo. Il risultato, oggi, è un vero labirinto di pietra: vicoli stretti, sottopassi, archi che incorniciano scorci di cielo e di montagna. Appena parcheggiate lungo la strada, dovete dimenticare l’auto: qui si entra solo a piedi.
Dentro il borgo medievale più bello del Trentino
L’accesso più scenografico è quello meridionale, annunciato da una piccola fontana in pietra. Da lì la prima fila di case vi accoglie con facciate grezze, infissi in legno, ballatoi sospesi e fioriere curate. Camminando, la via si restringe e si allarga come un respiro, tra archi in successione e improvvise piazzette.
La piazzetta principale non è una cartolina perfetta: è un allargamento irregolare della strada, bordato da ristorantini e case medievali con finestre fiorite. Su un edificio noterete il capitello del Bambino Gesù, un affresco consumato dal tempo ma protetto da una tettoia di legno. Intorno, dettagli minuscoli: portoni bassi, travi a vista, stemmi scoloriti che parlano più di vita contadina che di imprese eroiche.
Per un mini-itinerario di mezz’ora nel borgo potete seguire un circuito semplice: ingresso dalla fontana, sosta nella piazzetta, deviazione sotto i portici per cercare gli scorci verso il Garda, visita alle botteghe artigiane (c’è anche un vasaio che sembra uscito da una fiaba) e, infine, uscita verso il Monumento alla Vicinia, appena oltre il nucleo compatto.
Arte, memoria contadina e la Vicinia
Dietro queste facciate antiche si nasconde un’anima sorprendentemente creativa. Nel dopoguerra Canale di Tenno ha attirato artisti da mezza Europa, affascinati dalla quiete e dalla luce. Il pittore Giacomo Vittone scelse spesso il borgo come soggetto; a lui è dedicata la Casa degli Artisti, edificio su più piani che d’estate ospita mostre, laboratori e residenze in collaborazione con accademie d’arte. Molti artisti lasciano un’opera in dono, creando una collezione diffusa che racconta il borgo attraverso sguardi diversi.
Pochi passi più in là, nel Centro Aldo Gorfer, la Mostra degli Attrezzi Agricoli restituisce la vita quotidiana delle famiglie contadine: gerle per il fieno, aratri, utensili per il latte e per il vino, strumenti del falegname e del bottaio. È anche il luogo dove si racconta il “far filò”, quando ci si ritrovava la sera nella stalla per filare, chiacchierare e tramandare storie.
Uscendo dal borgo, un piccolo spazio verde ospita il Monumento alla Vicinia: quattro figure in discussione rappresentano la Vicinia Granda, assemblea di capifamiglia che in epoca medievale amministrava i beni comuni, compresi quelli delle famiglie scomparse per la peste. Un autogoverno ante litteram, che racconta quanto questo territorio fosse legato alla comunità.
Dal labirinto di pietra al lago color zaffiro
Uno dei motivi per cui Canale di Tenno conquista è la passeggiata verso il lago di Tenno. Dal margine del borgo seguite il profilo delle antiche mura e poi i sentieri tra campi e orti: in 20-30 minuti di cammino facile arrivate a uno degli scenari più fotografati del Trentino.
Il lago di Tenno è un bacino d’origine franosa, Riserva Locale, con acqua turchese-intensa che vira al color zaffiro a seconda della luce. Al centro c’è una piccola isola boscosa, sulle rive spiaggette di ghiaia e prati dove stendersi. Nei mesi caldi ci si può tuffare, sempre rispettando le regole locali e l’ambiente. Da qui parte anche il sentiero che sale al Rifugio Monte Calino - San Pietro, balcone panoramico sul Garda trentino: una camminata più impegnativa, ma ripagata dalla vista e dai piatti di montagna in rifugio.
Sapori, stagioni e info pratiche
Sul fronte gastronomico siete in una delle zone simbolo della carne salada. È carne bovina scelta, lasciata per giorni in una marinata di sale ed erbe, poi servita a fette sottilissime, cruda o appena scottata sulla piastra. Arriva spesso accompagnata dai “fasoi”, i fagioli, e da un filo di olio extravergine del Garda. Accanto, polenta, formaggi delle valli, salumi e vini del Garda trentino completano il quadro.
Quando andare? Da marzo a ottobre il clima è mite e permette di combinare borgo, lago e magari una camminata verso il rifugio. Ad agosto il borgo si accende con «Rustico Medioevo», rievocazione storica di circa due settimane tra costumi, fiaccole, musici e piatti tipici serviti nelle corti. Tra metà/fine novembre e il fine settimana prima di Natale, i vicoli ospitano i mercatini di Natale, con presepe vivente e luci calde sulle pietre.
Per arrivare, da Riva del Garda seguite la strada per il lago di Tenno e poi la deviazione per Canale-Calvola: meno di venti minuti di curve tra ulivi e castagni. I parcheggi sono ai margini del borgo, gratuiti ma piccoli, quindi nelle giornate di eventi può essere attivato un servizio navetta da aree più distanti. In autobus si sale fino alla zona di Ville del Monte, con circa 800 metri a piedi in leggera salita. Alcuni percorsi sono segnalati anche nei progetti di accessibilità del Trentino: i vicoli restano in gran parte in pietra, ma l’atmosfera è così raccolta che ci si può prendere tutto il tempo, passo dopo passo.
© Riproduzione riservata