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In Piemonte c’è un lago alpino segreto che cambia colore a ogni passo (e una cascata spettacolare da vedere assolutamente)

In Piemonte c’è un lago alpino segreto che cambia colore a ogni passo (e una cascata spettacolare da vedere assolutamente)

foto di Grazia.it Grazia.it — 12 Maggio 2026
lago-valle-antrona
In Piemonte, nel cuore della Valle Antrona, un lago nato da una frana cambia colore a ogni passo. Un breve giro ad anello porta fino al passaggio segreto dietro la Cascata del Sajont.

Il 27 luglio 1642, in una valle laterale della Val d’Ossola, una frana gigantesca ha cancellato case e campi e ha creato dal nulla un lago alpino. Oggi quel lago si chiama Lago di Antrona, è custodito nel Parco Naturale dell’Alta Valle Antrona, in Piemonte, e ha un effetto collaterale meraviglioso: ad ogni passo vi sembra di camminare accanto a un’acqua cangiante, che passa dal verde smeraldo al blu profondo con una naturalezza quasi irritante per la memoria del vostro smartphone.

Il modo migliore per rendersene conto è il giro ad anello lungo le sue sponde: tre chilometri scarsi, accessibili a tutti, tra passerelle in legno, boschi ombrosi e il colpo di scena della Cascata del Sajont, dietro cui si passa letteralmente. Una passeggiata facile, ma con quel tasso di spettacolarità che vi farà chiedere perché non ne avevate mai sentito parlare prima.

Dove si trova il Lago di Antrona e perché l’acqua sembra cambiare colore

Siamo in Piemonte, provincia del Verbano-Cusio-Ossola, nella selvaggia Valle Antrona, che si stacca dalla Val d’Ossola poco sopra Villadossola. Il Lago di Antrona si trova a circa 1.073 metri di quota, nel comune di Antrona Schieranco, circondato da versanti ripidi e boschi fitti che arrivano quasi a tuffarsi nell’acqua.

Qui i colori non sono mai uguali. Lungo il sentiero ad anello vedete lo stesso lago trasformarsi di continuo: tratti verde chiaro dove il fondale è più basso, strisce blu intenso dove l’acqua è profonda quasi 50 metri, zone scure sotto l’ombra del bosco, lampi turchesi quando il sole si riflette sui nevai in alto. Secondo gli esperti che studiano i laghi alpini, è la combinazione di profondità, tipo di fondale e riflessi di cielo e vegetazione a creare questo effetto cangiante. Voi dovete solo camminare e lasciare che il colore cambi a ogni curva.

Valle-Antrona

Una storia spettacolare: il lago nato da una frana

Dietro tanta bellezza c’è una storia tutt’altro che idilliaca. Secondo la voce dedicata al Lago d’Antrona su Wikipedia, il 27 luglio 1642 una colossale frana si è staccata dal Monte Pozzuoli, ha invaso la valle, distrutto circa 40 edifici e causato intorno a 95 vittime. Dodici milioni di metri cubi di roccia hanno sbarrato il torrente Troncone, creando il bacino che vedete oggi.

In poche ore il paesaggio è cambiato per sempre. Il paese originario è rimasto sepolto sotto i detriti, la valle è stata ridisegnata, e al posto dei campi è comparso questo specchio d’acqua profondo e silenzioso. Ancora oggi, camminando lungo il sentiero, si leggono le cicatrici di quell’evento: versanti verticali, accumuli di massi giganteschi, pendii improvvisi. È anche questo contrasto tra la violenza della sua nascita e la calma attuale del lago a renderlo così ipnotico.

 

Giro ad anello del Lago di Antrona: facile, panoramico e con cascata

Il giro ad anello parte dai parcheggi vicino alla riva, poco sopra Antrona Piana. In pochi passi siete già sul sentiero sterrato che costeggia il lago, praticamente in piano. Dati tecnici, giusto per orientarvi: circa 3 chilometri di sviluppo, un’ora di cammino tranquillo, dislivello minimo (intorno ai 100 metri), difficoltà classificata come turistica. Perfetto per chi ama camminare senza fare un’uscita “da alpinisti”.

La prima parte è una balconata dolce sull’acqua. Lì il lago appare larghissimo, spesso verde chiaro, con riflessi quasi metallici al mattino presto. Poco alla volta il tracciato entra nel bosco, tra ponticelli in legno, radici e piccoli saliscendi. Ogni volta che il sentiero si riapre sulla riva, il colore cambia: dopo un tratto ombroso lo specchio d’acqua sembra quasi nero, pochi metri dopo diventa blu intenso, come se qualcuno avesse girato la manopola della saturazione.

A metà percorso arriva il pezzo che conquista tutti: la Cascata del Sajont. Il rumore cresce, l’aria si fa più fresca, il sentiero sale con qualche scalino in pietra e appare una passerella metallica che entra letteralmente dietro il getto d’acqua. Passate a pochi centimetri dal velo bianco della cascata, inevitabilmente vi bagnate un po’, e il lago si apre sotto di voi con un colore ancora diverso, esaltato dagli spruzzi. È il punto più scenografico e fotografato, ma anche quello dove serve più attenzione: scarpe con buona aderenza, zaino e giacca impermeabile e, se avete bambini, mano ben stretta.

Superata la cascata, il sentiero continua tra massi e bosco, con qualche saliscendi un po’ più deciso ma sempre alla portata anche di chi è poco allenato. Si rientra infine sulla riva ampia vicino al punto di partenza, dove l’acqua nel pomeriggio vira verso un blu acceso e le montagne si accendono di luce calda.

Per chi vuole camminare di più, esiste anche una versione lunga che parte da Antrona Piana: circa 7 chilometri totali e 370 metri di dislivello, con tre ore abbondanti di cammino. Sempre facile, ma più “allenante”.

cascata

Quando andare, cosa portare e come organizzare la giornata

La stagione migliore per il Lago di Antrona va da fine primavera a inizio autunno. A maggio e giugno la Cascata del Sajont è alla massima portata e il contrasto tra neve in quota e verde del bosco è fortissimo. In estate avete in più il bonus bagno: il lago è balneabile, ma l’acqua resta fredda in ogni caso, tipica di un bacino alimentato da sorgenti e dallo scioglimento della neve. Attenzione solo ai fondali che diventano profondi rapidamente.

L’autunno regala boschi dorati e un’atmosfera più quieta, con il lago spesso più calmo e riflessi intensi. I giorni di pioggia forte o di gelo invernale sono invece da evitare, soprattutto per il passaggio della cascata, che può diventare molto scivoloso o ghiacciato, come ricordano i siti escursionistici locali.

Capitolo pratico. Il sentiero è adatto a famiglie con bambini abituati a camminare, ma non ai passeggini per via delle scalinate e delle passerelle metalliche. I cani possono accompagnarvi, meglio se al guinzaglio. Lungo il percorso trovate tavoli e panchine per il picnic e piccole spiagge naturali dove stendervi al sole tra una foto e l’altra. Se preferite evitare il pranzo al sacco, sulla riva c’è anche un ristorante affacciato sull’acqua.

Per arrivare in auto, l’itinerario è semplice: autostrada A26 fino a Villadossola, poi si segue la strada per la Valle Antrona fino ad Antrona Piana e da lì si sale, con alcuni tornanti, ai parcheggi sul lago. Nei weekend estivi conviene arrivare presto per trovare posto vicino all’acqua e godersi i colori più morbidi del mattino, quando il Lago di Antrona sembra davvero cambiare tonalità a ogni vostro passo.

© Riproduzione riservata

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