Wimbledon non è solo tennis! Vi raccontiamo cosa succede (oltre alle partite) dopo aver vissuto una giornata unica dentro il torneo

Se dovessi raccontare Wimbledon a qualcuno che non c'è mai stato, probabilmente non inizierei parlando di tennis.
Certo, resta uno dei tornei di tennis più prestigiosi al mondo, ma è molto, molto di più di questo.
Wimbledon è un luogo con una sua unica identità, quasi un piccolo universo dove tradizione e contemporaneità convivono con sorprendente naturalezza. Qui si passa con estrema facilità da un match sul Centre Court a una passeggiata tra i giardini, da un picnic sul prato a un brindisi guardando il maxischermo, senza mai perdere quella sensazione di ordine e leggerezza che rende tutto così incredibilmente piacevole.
Il tennis è il motivo per cui tutti arrivano a Wimbledon. L'atmosfera è il motivo per cui nessuno sembra avere fretta di andare via.
E io ho avuto l'occasione di vivere a pieno questa atmosfera grazie a un viaggio organizzato da American Express, partner ufficiale del torneo dal 2019. Un viaggio a Londra di quarantotto, ospiti al magnifico Bvlgari Hotel London, che ha avuto come protagonista una giornata dentro uno degli eventi sportivi più iconici del mondo
(Continua sotto la foto)
L'estate londinese comincia con un afternoon tea e continua con un concerto ad Hyde Park
Il primo assaggio di questa esperienza arriva a Knightsbridge, nel raffinato Bvlgari Hotel London. È uno di quegli indirizzi che riescono a coniugare lusso e discrezione senza mai risultare eccessivi. Non è un caso che faccia parte del programma American Express Fine Hotels & Resorts, dedicato ai titolari di Carta idonea e che offre una serie di vantaggi esclusivi.
Ad aspettarci c'è un classico afternoon tea servito nella suite presidenziale e reinterpretato con l'eleganza della maison Bvlgari: sandwich, pâtisserie impeccabili e scones ancora tiepidi da accompagnare con burro e marmellata.
Ma la vera sorpresa è l'incontro con la fragrance specialist della Maison, che ci accompagna in un viaggio olfattivo alla scoperta della nuova fragranza - nata originariamente come accoglienza olfattiva di benvenuto riservata a chi soggiornava nei resort di Bvlgari, è ora finalmente uscita dai confini delle suite d'albergo per fare il suo debutto nel mondo. Il profumo celebra un legame inedito tra la tradizione orientale del tè e la freschezza degli agrumeti mediterranei, offrendo una composizione contemporanea e luminosa racchiusa in un flacone che richiama l'arte creativa della Maison.
L'afternoon tea è diventato così il primo assaggio di un'esperienza costruita intorno al piacere di prendersi il proprio tempo. Del resto, il Bvlgari Hotel London è una delle strutture che fanno parte del programma American Express Fine Hotels & Resorts, una selezione di alberghi pensata proprio per trasformare il soggiorno in qualcosa che va oltre il semplice pernottamento. E il Bvlgari Hotel è un'oasi silenziosa nel cuore di Knightsbridge, dove ogni dettaglio invita a rallentare prima di tornare nel fermento londinese.
Ma la sera il ritmo cambia. Ci spostiamo a Hyde Park, dove migliaia di persone si ritrovano per uno dei concerti del BST Hyde Park Festival, altro appuntamento di cui American Express è partner. Famiglie, gruppi di amici, coppie sedute sull'erba con una coperta e qualcosa da bere mentre il sole tramonta dietro gli alberi.
Una giornata a Wimbledon
La giornata a Wimbledon comincia presto. Arrivando a Church Road si viene accolti da un flusso ordinato di spettatori che, caffè in mano e cappello di paglia in testa, si dirigono verso gli ingressi. Non c'è la frenesia che ci si potrebbe aspettare da uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Anzi, una delle prime cose che colpiscono è proprio l'atmosfera rilassata.
Una volta superati i cancelli dell'All England Club, ci si rende conto che Wimbledon è molto più grande di come appare in televisione. Ci sono i campi principali, naturalmente, ma anche decine di spazi verdi, giardini perfettamente curati, boutique, ristoranti, terrazze e aree dove fermarsi semplicemente a osservare quello che succede intorno.
Naturalmente ci sono i simboli che tutti conoscono: il bianco rigoroso imposto come dress code agli atleti, gli asciugamani verdi dei giocatori e le immancabili fragole con la panna (che negli ultimi anni sono diventate l'attrattiva più pop - e accessibile - del torneo).
Ma dal vivo ci si accorge che sono i dettagli a costruire l'identità di Wimbledon: le composizioni floreali curate con precisione quasi maniacale e lo staff sempre impeccabili. E poi quel rigoroso silenzio assoluto che cala pochi istanti prima di ogni servizio.
Anche chi non è un appassionato di tennis finisce inevitabilmente per lasciarsi coinvolgere. Tra una partita e l'altra si passeggia, si osservano gli allenamenti sui campi secondari, si fa una sosta sulla celebre Hill, la collinetta dove centinaia di persone seguono gli incontri sul maxischermo sedute sull'erba.
Poi ci sono le partite. Dal vivo colpisce soprattutto il contrasto tra il silenzio e l'intensità del gioco. Durante gli scambi si sente soltanto il rumore della pallina sulle corde (e i "grugniti" dei giocatori più rumorosi). Quando il punto finisce, l'applauso del pubblico arriva compatto, ma mai sopra le righe. È un modo di vivere lo sport molto britannico, fatto di entusiasmo e rispetto nella stessa misura.
Ed è forse questo che rende Wimbledon così diverso dagli altri grandi eventi sportivi: non è soltanto un torneo da guardare, ma un luogo da vivere.
Anche senza seguire ogni singolo match, basta trascorrere qualche ora tra questi prati per capire perché, ogni estate, migliaia di persone tornino qui come se fosse un appuntamento fisso.
Vivere Wimbledon con American Express rende l'esperienza ancora più speciale
Una delle cose che mi ha colpita di più è che Wimbledon sembra costruito intorno all'esperienza delle persone.
Naturalmente il tennis resta il protagonista assoluto, ma tutto ciò che lo circonda contribuisce a rendere la giornata incredibilmente piacevole.
È proprio in questa filosofia che si inserisce American Express, partner ufficiale dei pagamenti dei Championships dal 2019. Del resto, parlare di esperienze fa parte del DNA del marchio fin dalle sue origini: nata nel 1850 e presente in Italia da ben 125 anni, American Express ha accompagnato generazioni di viaggiatori, evolvendosi nel tempo fino a diventare un punto di riferimento non solo per i pagamenti, ma anche per l'accesso a eventi e momenti esclusivi in tutto il mondo.
A Wimbledon questo approccio prende forma in modo molto concreto. I titolari di Carta possono accedere all'American Express Cardmember Lounge, uno spazio elegante dove concedersi una pausa lontano dalla folla, oppure salire sull'Amex Pavilion Upper Deck, una terrazza panoramica affacciata sull'Hill e sui campi, perfetta per seguire il torneo da una prospettiva diversa.
Oltre alle aree dedicate i clienti American Express possono usufruire di tantissimi altri vantaggi: dalle mini radio portatili con la telecronaca in diretta ad una grande varietà di esperienze interattive, ma anche piccoli souvenir personalizzabili da portare a casa e altri benefit pensati per rendere la visita ancora più coinvolgente.
Sono dettagli che forse, sulla carta, possono sembrare secondari. Ma quando ci si trova davvero lì, tra un campo e l'altro, ci si rende conto di quanto tutto questo contribuisca a far vivere il torneo con ancora maggiore serenità, lasciando spazio soltanto al piacere dell'esperienza.
Quando, a fine giornata, si esce dai cancelli del club sportivo londinese, ci si accorge di portare via molto più del ricordo di una partita.
Rimangono impressi il profumo dell'erba, il bianco delle divise, l'eleganza mai ostentata di tutti i presenti, il sole che illumina i campi e quella sensazione, rarissima, di aver partecipato a qualcosa che esiste da quasi centocinquant'anni e continua, anno dopo anno, a emozionare milioni di persone.
Ed è forse proprio questo il segreto di Wimbledon. Non essere soltanto il torneo di tennis più famoso del mondo, ma un luogo capace di trasformare una semplice giornata di sport in un ricordo destinato a durare molto più a lungo dell'ultimo punto giocato.
© Riproduzione riservata