I pandori artigianali più buoni del Natale 2023

Tra i dolci simbolo di Natale, i pandori artigianali meritano più spazio sulle nostre tavole. Ecco perché abbiamo selezionato i più buoni d’Italia (secondo noi).
Sia per accontentare chi preferisce il dolce veneto al classico panettone milanese, il suo grande rivale. Sia perché, come ogni ricetta tradizionale che si rispetti, anche quella del pandoro negli ultimi anni si è aperta a nuove influenze e all’estro creativo di chef e pasticceri che puntano a ingolosire anche i palati più esigenti.
Alla base del pandoro, che deve il suo nome al colore dorato della pasta (pane d’oro), un impasto frutto di una lunga lavorazione e solo ingredienti freschi. La ricchezza di burro gli dà la sofficità, al profumo invece ci pensa la vaniglia. Immancabile, poi, è la spolverata di zucchero a velo prima di servirlo in tavola.
Ma a farne un lievitato unico è la sua forma a stella: la storia racconta che a disegnare lo stampo a piramide tronca con otto punte fu il pittore di origine veronese Angelo Dall’Oca Bianca, incaricato direttamente dal pasticcere Domenico Melegatti, considerato l’inventore nel 1884 del pandoro.
Da portare sulla tavola delle feste, ma anche da mangiare la mattina a colazione oppure a merenda (magari farcito con marmellata o creme golose), ecco allora i pandori artigianali più buoni di questo Natale.
** I panettoni artigianali più buoni del Natale 2023 **
I pandori artigianali più buoni del Natale 2023
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Il pandoro “Polvere di Stelle” di Antonio Follador
È il pandoro la grande novità del Forno Follador di Pordenone per questo Natale. O meglio, la vera novità sono le quattro diverse ricette a base di zucchero a velo da spolverare a piacere sul lievitato prima di essere servito.
Per l'impasto del suo pandoro il Maestro Antonio Follador resta nel solco della trazione veneta: una lievitazione lenta a tre impasti e due giorni di lavorazione, tanto burro ottenuto da crema di latte, l’aggiunta di una pasta aromatica preparata artigianalmente nel suo laboratorio e solo vaniglia Bourbon del Madagascar, una tra le più pregiate al mondo.
Per aggiungere diverse sfumature di colore, profumo e sapore ha poi creato la “Polvere di Stelle” in quattro gusti: una base di zucchero a velo a cui ha aggiunto cioccolato, caffè, lampone, note speziate e di vaniglia (in quella detta “Bianco Follador”).
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“Un’idea di pandoro” del Maestro Denis Dianin
Per mantenersi ben ancorato alla tradizione veneta, alla lunga lista di panettoni artigianali il Maestro Denis Dianin affianca una linea - in edizione limitata - battezzata “Un’idea di pandoro”.
La base dell'impasto, soffice e profumato, preparato nel laboratorio di Selvazzano Dentro, a pochi chilometri dal centro di Padova, è quella del pandoro classico.
La prima delle quattro varianti limited edition è arricchita con caffè, mentre le altre tre si differenziano per la glassa: al pistacchio, alla nocciola e al cioccolato Valrhona Dulcey e Rocher.
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Il pandoro “in latta” di Casa Manfredi
A firmare il Natale di Casa Manfredi è la pastry chef Giorgia Proia (nella foto sopra), classe 1985, una formazione d’architetto e il pallino per la lievitazione e gli impasti.
Muovendosi tra tradizione e sperimentazione, tra la pasticceria italiana e quella francese, per questo Natale propone quattro versioni di panettone e un pandoro classico, tutti preparati nel nuovo laboratorio romano Casa Manfredi Teatro.
Il pandoro è fatto come vuole la ricetta veronese con pochi ingredienti, freschissimi, una lunga lievitazione naturale, lievito madre e una lavorazione totalmente artigianale.
Tutti i dolci di Natale di Casa Manfredi sono in tiratura limitata (quindi la prenotazione è quasi d’obbligo), confezionati in latte originali brandizzate con i tipici colori del Natale (in tre diverse versioni).
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Il pandoro al bitter Select 1920 di Dolzeto
L'impasto, preparato come vuole la tradizionale ricetta veronese, svela sfumature di sapore agrumate e speziate, tra il dolce e l’amaro. Il tocco in più è dato dal Select, il celebre bitter nato a Venezia nel 1920 e simbolo degli aperitivi per eccellenza, aggiunto sotto forma di piccoli cubetti di gelatina in grado di sprigionare le note del bitter.
A ideare il pandoro al Select, il pasticcere Giorgio Saccone e Sandra Tasca, che oltre alla nuova pasticceria Dolzeto appena inaugurata in zona Isola a Milano (Via Francesco Arese 19), sempre a Milano è titolare anche del primo bacaro veneziano e di un piccolo panificio di quartiere.
Peer i puristi del pandoro veronese, da Dolzeto non manca la versione classica: soffice, goloso, profuma di burro e vaniglia. Info e contatti sul sito.
Il pandoro profumato alla vaniglia rossa di Fabio Tisti
Lievito madre, coccolato e rigenerato ogni giorno. Ingredienti scelti e tutta la manualità e la passione del pastry chef Fabio Tisti, trentenne, alla guida del suo laboratorio a Domodossola.
Qui prendono forma sue dolcezze, tra cui spiccano per queste Feste cinque nuovi panettoni artigianali e un pandoro classico, preparato senza conservanti, con tuorli di uovo provenienti da allevamenti bio ossolani, burro della Latteria di Crodo, le migliori farine.
E un ingrediente speciale in più che lo rende profumato e irresistibile: la vaniglia rossa del Madagascar aggiunta nella quantità giusta.
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Il Pandoro di Cremeria Capolinea
Leggerezza. Divertimento. Godimento. È questa la vera ricetta di successo per il maestro Simone De Feo.
Nel suo laboratorio di Reggio Emilia non smette mai di sperimentare ed esplorare l’arte della lievitazione, alla ricerca di abbinamenti che diano ai suoi lievitati un tocco di complessità in più.
Accanto ai panettoni, proposti quest’anno in 5 varianti (il classico Panettone Milano, all’Arancia e Cioccolato, Gianduia, Pesca e Nocciola, Amarene, Pistacchio e Tonka e, infine, Caffè, Pera e Cannella), c'è anche il pandoro, di fronte al quale non si scompone.
La ricetta è quella classica: farina, burro, uova e zucchero, una lunga lievitazione di 24 ore con lievito madre e un processo di produzione in cinque fasi di lavorazione. Il tocco in più? Il pandoro di Cremeria Capolinea è in edizione limitata.
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Il Montenero di Fiasconaro
Per festeggiare i suoi 70 anni di attività la pasticceria siciliana ha appositamente creato il Montenero, un lievitato di forma ottagonale frutto dell’incontro tra pandoro e panettone.
L’impasto classico è arricchito con cacao, cioccolato e note di limone tutto di Sicilia. Nella confezione non mancano una busta di zucchero a velo e l’apposito spolverino.
Il Montenero è un dolce che racconta la continuità dell’azienda, oggi alla sua terza generazione di pasticceri: nasce, infatti, dalla creatività del giovane Mario Fiasconaro, omonimo del nonno che diede il via a questa bella storia di famiglia.
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Il pandoro di Luigi Biasetto
Dorato, ricco di tuorli d’uovo, burro, vaniglia. Eppure, a ogni morso il pandoro di Luigi Biasetto risulta leggero come una nuvola. Accanto al gusto classico, il maestro, nato a Bruxelles ma di origine venete, sforna nel suo Atelier anche il Panmoro, un pandoro in versione dark.
Contiene il 25% di cioccolato, è morbidissimo, ha un profumo e un aroma che conquista tutti, non solo i chocolate lovers.
Prima di consumare il prodotto è fondamentale temperarlo vicino a una fonte di calore. Sarà più buono.
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Il pandoro (classico e decorato) di Marchesi 1824
Quasi due secoli di ricerca e passione, una ricetta tramandata di generazione in generazione fanno del Pandoro Marchesi 1824 un capolavoro di raffinata dolcezza.
Si presenta con il suo classico bianco velo di zucchero vanigliato. Sotto, svela il colore oro ottenuto dall’utilizzo di burro fresco proveniente dalle colline piemontesi e di uova fresche di galline allevate a terra. L’aroma è arricchito dalla vaniglia Bourbon del Madagascar.
La lenta lievitazione, con l’utilizzo del lievito madre Marchesi, gli conferisce morbidezza e aroma.
Disponibile anche nella versione decorata a mano con pasta di mandorle e ghiaccia reale (solo su prenotazione) il Pandoro Corona è ispirato alla corona Marchesi 1824, simbolo di quasi due secoli di tradizione.
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Il Pandoro tradizionale di Iginio Massari
Oltre ai panettoni di vari gusti, con e senza canditi e in edizioni limitate, e all’esclusivo calendario dell’Avvento, dal tocco speciale del Maestro Iginio Massari nasce un altro grande classico del Natale: il Pandoro tradizionale.
Fatto solo con ingredienti di prima scelta, il pandoro di Massari è frutto di una lunga e laboriosa preparazione. Per questo è così soffice, leggero, si scioglie in bocca.
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Il (vero) pandoro veneto di Cortilia
Il più classico dei classici è il Pandoro Veneto selezionato da Cortilia. Ancora più gustoso, profumato e goloso se scaldato per qualche minuto in forno prima di essere servito.
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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.
Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.
Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.
**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**
**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**
Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste
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Elettrodomestici che non usate mai
Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati.
Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.
Oggetti per hobby ormai abbandonati
Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.
Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero.
Occhiali vecchi
Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.
Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.
Tecnologia vecchia e dimenticata
Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.
Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare.
Servizi “buoni” mai usati
Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.
Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.
Decorazioni e oggetti fuori stagione
Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.
Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.
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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.
Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti.
Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.
Cosa fare a Milano a Gennaio 2026
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Concerti
Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.
Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.
Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.
Milano Fashion Week Men’s Collection
Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda.
Mostre
Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.
Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.
Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.
Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.
Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.
Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.
Teatro
Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.
I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.
Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.
Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.
Eventi
Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.
Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro.
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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.
In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.
Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno.
**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**
Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore
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Toro
Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.
I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.
Cancro
Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.
Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.
Leone
Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.
Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.
Pesci
Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.
È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.
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3 cose da fare in 5 minuti appena svegli per essere più produttivi

Secondo i sondaggi, il 77% degli italiani si sveglia già stanco e con poca energia. Non stupisce, quindi, che la “morning routine” sia diventata un argomento centrale, in particolare sui social, dove non mancano i consigli più disparati per iniziare la giornata carichi e riuscire a essere più produttivi. Spesso raccontata come un rituale rigido, fatto di ore di attività da manuale, è più fonte di ansia da prestazione che di reale benessere.
La verità è che non servono maratone mattutine, né sveglie all’alba per essere performanti. È più che sufficiente seguire una routine, semplice e sostenibile, capace di impostare la giornata sul giusto binario.
“Al risveglio, il nostro cervello è in una fase di transizione in cui la neuroplasticità è al suo apice: i primi minuti sono decisivi per stabilire se a guidarci sarà il nostro centro strategico (corteccia prefrontale) o l'amigdala, centro della reazione istintiva” spiegano Alessandro Da Col e Alessandro Pancia, fondatori di Accademia Crescita Personale – Meritidiesserefelice.
“Controllare lo smartphone appena svegli significa consegnare il controllo della giornata al caos. Bastano invece pochi gesti mirati per proteggere le nostre risorse cognitive all’insegna del giusto focus”.
3 pratiche da fare in 5 minuti al risveglio per essere più produttivi tutto il giorno
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Il Protocollo Minimo Efficace (PME)
Idratazione e luce
Addio alle docce gelate come test di resistenza. Bere un bicchiere d'acqua per reidratarci ed esporsi 2-3 minuti alla luce naturale – anche dalla finestra – consente di bloccare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.
Il "Brain Dump" strategico per essere più produttivi
Non serve dedicarsi a lunghi diari della gratitudine o a routine di bellezza che possono generare stress. Basta scrivere su un foglio la risposta a una sola domanda: "Qual è l'unica cosa che, se completata oggi, renderà la mia giornata un successo?". Questo sposta il cervello dalla modalità "reagire a tutto" a quella di "focalizzarsi sull'essenziale".
Silenzio deliberato
Oggi la sfida più complessa è saper resistere alla sovrabbondanza di stimoli. Non servono App costose o tecniche di meditazione complesse, basta concedersi 3-5 minuti di silenzio, seduti, senza input, per allenare la nostra capacità di non farci dirottare da ogni impulso.
“Il Protocollo Minimo Efficace è molto più potente di un'ora di rituali complessi che aggiungono solo stress. Per affrontare le nostre sfide quotidiane, non dimentichiamo anche il potere della visualizzazione, strumento prezioso per allenare il nostro sistema nervoso al successo, riducendo l'ansia da prestazione.
Visualizzare in modo vivido noi stessi mentre teniamo una presentazione, ad esempio, permette al cervello di attivare le stesse aree motorie che si attiverebbero realmente in quella circostanza.
La vera self-leadership non si basa, in definitiva, su processi astratti e complessi, bensì sul preparare noi stessi per affrontare al meglio la realtà quotidiana” concludono Da Col e Pancia.
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