I panettoni artigianali più buoni di questo Natale

Immancabile, proprio come il panettone sulla tavola delle feste, arriva anche quest’anno la nostra classifica dei panettoni artigianali più buoni d’Italia.
Li abbiamo selezionati tenendo conto della qualità degli ingredienti: burro di prima scelta, uova fresche, uvette e canditi morbidi e succosi, mai gommosi, l’uso di lievito madre rinfrescato e nessun conservante. Della lunga lavorazione (dalle 48 alle 72 ore) totalmente artigianale.
E naturalmente del gusto. All’assaggio i panettoni selezionati sono risultati tutti soffici e digeribili, perché perfettamente lievitati, con la mollica filante che si scioglie in bocca e non si attacca al palato.
L’occhio, infine, è caduto sulla confezione: di cartone o di latta, allegra e colorata o elegante e raffinata, portavoce a volte di un messaggio sociale, anche quella ormai è diventata un elemento caratterizzante.
Non vi resta che scorrere la nostra lista. Dal panettone classico alle varianti creative, ce n’è anche per chi cerca un dolce vegano o a basso contenuto di zuccheri e grassi. E se al panettone preferite il suo grande rivale, non perdete la nostra selezione dei migliori pandori artigianali.
** I pandori artigianali più buoni del Natale 2023 **
I panettoni artigianali più buoni del Natale 2023
(Continua sotto la foto)
Panettone al sesamo di Ispica del Panificio Asta
Nel forno siciliano aperto nel 1967 dal nonno, detto Don Vicinzinu, Vincenzo porta avanti l’attività di famiglia. Una vera sfida.
Dopo una laurea in Scienze Politiche e oltre dieci anni di vita a Milano lascia un lavoro di successo per tornare nella sua Ispica, in provincia di Ragusa, nel 2017. E affiancato dal papà Salvatore oggi gestisce il Panificio Asta, muovendosi tra ricette della tradizione, in particolare i biscotti siculi delle festività, e il desiderio costante di innovare e inventare nuove combinazioni di ingredienti e di gusto.
Per il Natale propone diversi lievitati, ma il suo è preferito è il Panettone al sesamo: «un dolce pensato per abbattere le barriere geografiche», spiega Vincenzo «in cui avviene l’incontro tra il dolce meneghino per eccellenza e il sesamo di Ispica, un presidio Slow Food coltivato nel sud più profondo del Paese, retaggio di una dominazione araba che ha lasciato segni tangibili nella preparazione di tanti piatti siciliani».
A connotare l’impasto è la tahini, ovvero la crema fatta con il sesamo di Ispica che unita al burro di latteria dà sofficità e un aroma di mandorla tostata al lievitato. Mentre ad arricchirlo sono i canditi di arancia al naturale, tagliati al coltello, e la glassa a base di mandorle siciliane e granelli di sesamo al naturale. Info e ordini sul sito
Il panettone al cioccolato de Cioccolateria Vetusta Nursia
Nel suo laboratorio di produzione e vendita nel cuore di Norcia, Arianna Verucci lavora senza sosta tutto l’anno. Ancora di più sotto Natale.
«Dietro ai nostri panettoni è racchiuso un decennio di esperienza, errori, esperimenti e tanti sacrifici», spiega la pastry chef «quando mi sento esausta penso alla soddisfazione che provano i nostri clienti al momento dell’assaggio e ritrovo l’energia».
Oltre al panettone tradizionale, premiato come Miglior panettone dell’Umbria alla manifestazione nazionale Panettone Day 2023, e alle varianti al cioccolato e frutti di bosco, pistacchio, caramello e caffè, c’è il cavallo di battaglia di Arianna: il panettone al cioccolato, un lievitato frutto di 48 ore di lievitazione, in cui il sapore deciso del cioccolato fondente abbraccia un’emulsione di agrumi.
L’ingrediente in più? «L’amore per la pasticceria e per il cioccolato che ho ereditato da mio padre, Gabriele Verucci, fondatore de Vetusta Nursia», spiega ancora Arianna. Info e ordini sul sito.
Il Panettone Anima del Sud dell’Excelsior Hotel Gallia
La proposta di Natale, unica e originale, firmata dall’Executive Pastry Chef Stefano Trovisi è il Panettone Anima del Sud, con albicocche del Vesuvio e cioccolato, custodito in una latta cilindrica finemente decorata. Frutto di oltre 56 ore di amore e passione, l'impasto è a base di burro AOP (DOP) delle Ardenne, uova biologiche allevate a terra, un blend di vaniglia di Tahiti e Madagascar, albicocche Pellecchiella e Cioccolato Fondente 100% Criollo Chuao ( senza conservanti ne additivi).
Non manca, poi, il Panettone Tradizionale - fatto come vuole la ricetta classica meneghina con arance candite Navel provenienti dall'area tirrenica calabrese, uvetta australiana 6 Corone e un blend di vaniglia di Tahiti e Madagascar -, a cui fa eco un delizioso Albero di cioccolato Valrhona Komuntu 80% e frutta secca e candita.
Ogni giorno, poi, fino alla Befana, è un giorno di festa all’Excelsior Hotel Gallia di Milano. Anche quest'anno va in scena presso il Gallia Bar & Lounge (ogni giorno, dalle ore 15.30 alle 18.30, fino al 6 gennaio) la Gran Merenda di Natale. Un appuntamento imperdibile e un invito a tutti gli ospiti dell’hotel e agli esterni a partire per un tour tra delizie natalizie: dal Sud Italia, passando per la Toscana e il Trentino-Alto Adige, fino alla tappa finale, la bella città di Milano, patria del panettone.
Per celebrare le diverse tradizioni regionali più autentiche in carta vengono proposte cartellate, struffoli, cassatine, panforte, ricciarelli, torrone, strudel, pandoro. E, naturalmente, il panettone (tradizionale o l’esclusivo Anima del Sud). Le golosità di Natale sono in vendita presso il pop up shop dell’hotel o sul sito
Il Panettone Tradizionale Gran Ricetta di Slitti
Da Slitti, Fabbrica di Cioccolato di casa a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, dal 1969 il cioccolato artigianale è una cosa seria, tutto l’anno.
Solo a Natale, accanto a praline, tavolette e creme spalmabili preparate solo con una selezione di cacao accuratamente scelti, provenienti da Ecuador, Perù, Venezuela, Jamaica, Santo Domingo e Madagascar, si aggiunge un altro prodotto di punta: il Panettone.
Proposto nella versione classica, il Panettone Tradizionale Gran Ricetta Slitti è farcito con uva sultanina e arance candite artigianalmente, e arricchito dall’aroma della vaniglia bourbon, la variante di maggior qualità.
A renderlo più prezioso è l'elegante confezione di latta con un disegno del frutto del cacao in rilievo, sia lucido che opaco. L'azienda, fondata nel 1969 da Luciano Slitti e nata come torrefazione del caffè, è gestita oggi dai figli Andrea e Daniele. Info e ordini sul sito.
Il Panettone d’Oro di Martesana&Moschino
In una elegante maxi-cappelliera da collezione firmata dall’inconfondibile estro della maison Moschino - nera, con il logo Moschino in scintillante oro ripetuto sui lati e il logo Martesana sul coperchio - è conservato il panettone artigianale tradizionale realizzato dalle sapienti mani del Maestro Vincenzo Santoro, founder e titolare della Pasticceria Martesana.
Lo avvolge una veste luccicante, una glassa a base di cioccolato Gold e nocciole IGP Piemonte. L’impasto è quello del panettone classico meneghino, lavorato 48 ore e preparato con un lievito madre antico di tutta Milano, con arancia italiana candita in due varianti, uvetta golden e vaniglia Tahiti.
Il Panettone d’Oro celebra l’incontro tra due eccellenze milanesi depositarie di una creatività unica, oltre ai 40 anni di vita della casa di moda fondata a Milano nel 1983.
Il Natale della Pasticceria Martesana continua con altre proposte: il Panettone Bianco, senza uvetta e senza canditi; il PanettoneTre Cioccolati, realizzato con impasto scuro ricoperto da una glassa fondente con pepite ai tre cioccolati (in collaborazione con Barry Callebaut e Cocoa Horizons per la sostenibilità della filiera del cacao). E infine, il PanettonePistacchio e Cioccolato Bianco, un impasto tradizionale farcito con cioccolato al latte e ganache al pistacchio, avvolto da una glassa di cioccolato bianco e granella di pistacchi. Info e ordini sito.
Il panettone ai frutti di bosco con cioccolato Ruby e cereali (più gli altri) della pasticceria Inglima
Prodotti genuini e di qualità dal 1964, l’anno in cui papà Angelo diede il via all’attività, oggi portata avanti nella stessa sede di Canicattì, con la stessa passione e dedizione, da Giovanni Inglima.
Che per questo Natale firma una collezione di lievitati preparati fatti solo con materie prime naturali e a filiera corta, secondo un processo di lavorazione interamente artigianale, dalla canditura alla tostatura del pistacchio, delle mandorle e del cioccolato, alla macerazione dell’uvetta fino alla preparazione delle confetture.
Tra le referenze proposte quest’anno non mancano i gusti cioccolato e arancia; albicocca; caffè; gianduia con nocciole dell’Etna; pistacchio e mandorle; frutti di bosco; pan dei re.
Ma i fiori all’occhiello di Inglima sono il panettone tradizionale, che profuma di scorza d’arancia e arancia semicandita, con uvetta sultanina macerata nel vino malvasia e una glassa tradizionale ricca di mandorle siciliane.
E poi, il panettone al pistacchio, con pasta di pistacchio che diventa parte integrante dell’impasto, sentori di vaniglia e una copertura di cioccolato. La chicca è il vasetto di crema spalmabile con il 35% di pistacchio.
E infine, il panettone al cioccolato di Modica, un trionfo di cioccolato sia nell’impasto sia nella copertura.
Vera novità del Natale 2023 è però il panettone con gelatine ai frutti di bosco, ricoperto di cioccolato ruby e cereali. La confezione è tenera e giocosa, con un’illustrazione un po’ retro. Info e ordini sul sito
Il Panettone Plant Based di Julietta Pastry and Lab
Quello di Julietta Pastry and Lab, la prima nuovissima pasticceria gourmet interamente vegetale a Roma (un progetto nato sulle orme di Romeow Cat Bistrot, il primo ristorante della capitale a proporre una cucina vegetale ricercata) è un panettone rigorosamente plant based.
Un prodotto artigianale, realizzato solo con ingredienti naturali, senza additivi e miglioratori. Solo lievito madre, farina di alta qualità, latte di soia, vaniglia Bourbon da bacca, margarina vegetale biologica (non idrogenata e senza olio di palma) che conferisce all’impasto morbidezza e fragranza.
Il profumo è dato da una miscela di spezie studiata nel dettaglio: bacche, semi profumati, agrumi.
Il primo panettone di Julietta Pastry & Lab è in edizione limitata, disponibile nella versione classica con canditi o al cioccolato. Info sul sito, ordini e ritiro in negozio (Via Francesco Negri, Roma).
I panettoni “Non Costringermi!” di Pandefrà
Due panettoni artigianali - uno tradizionale con glassa alle mandorle e l’altro ai tre cioccolati - e un solo messaggio: “NO!” alla violenza e alle costrizioni di qualsiasi tipo, fisiche, psicologiche, sociali.
Per sostenere la causa il gruppo di giovani panificatori di Pandefrà devolverà parte del ricavato della vendita dei suoi panettoni “Non Costringermi!” all’Associazione "Dalla Parte delle Donne" di Senigallia.
«La libertà per noi è un tema caro e speriamo che i nostri panettoni siano d’ispirazione anche per i nostri clienti. Regalarlo significa regalare il gusto libero di dire NO!», spiega Francesca Casci Ceccacci, founder del forno marchigiano. Info e ordini sul sito.
I panettoni inclusivi di Mamm
Il motto di Mamm per questo Natale è: “Tutti hanno il diritto di avere il proprio panettone”.
Ecco perché oltre al panettone classico e alla versione ai quattro cioccolati (gianduia, cioccolato bianco, fondente, al latte e crema di nocciola incorporata nell'impasto), il forno di Udine propone due novità: un panettone all’olio Extravergine di Oliva, privo di burro, per chi è intollerante al lattosio, arricchito con gianduia e albicocche; e il panettone senza uvetta e canditi per chi non li ama.
La scelta di accontentare tutti passa anche dalla grafica delle confezioni: scatole arcobaleno ispirate al tema dell'inclusione e della parità di genere.
La collezione di lievitati delle feste firmate Mamm rientra è una delle tante attività promosse dal forno a sostegno di associazioni ed enti che si battono per la difesa della libertà di tutti, la piena uguaglianza dei diritti e contro le discriminazioni. In particolare, quest’anno parte del ricavato ottenuto dalla vendita dei panettoni “inclusivi” sarà donato all’Associazione Arcigay di Udine. Info e ordini sul sito.
Il Veganone firmato dal Forno Brisa
È una rivisitazione del panettone, un lievitato goloso ma più leggero e privo totalmente di ingredienti di origine animale. Fatto solo con materie prime naturali, autoprodotte e/o provenienti da filiere sostenibili, è proposto in due varianti di gusto: panettone vegano classico, con canditi; e panettone vegano con albicocche di filiera e cioccolato home made.
Il panettone vegano si inserisce nel più ampio progetto benessere portato avanti dal fono bolognese insieme con il nutrizionista Ferdinando Giannone. Forno Brisa, infatti, sta mettendo a punto il bilanciamento nutrizionale di tutti i suoi dolci: l’idea è di proporre una pasticceria che si può gustare tutti i giorni, non solo quando "ci si concede uno strappo alla regola".
Oltre al Veganone, la scelta è tra panettone classico, al gianduia e al gusto strudel (il più votato dall’allegra community del forno). E anche quest'anno saranno in vendita in-store i panettoni “Brutti ma Buoni”, imperfetti solo nella forma. Info e ordini sul sito.
I panettoni sfornati nel carcere Due Palazzi di Padova per Pasticceria Giotto
Nata come una scommessa oltre quindici anni fa, l’idea della Pasticceria Giotto è oggi una realtà consolidata e di successo.
Un laboratorio di pasticceria professionale che lavora a pieno ritmo all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. Qui tutto l’anno un gruppo di detenuti guidati da un team di maestri pasticceri sforna dolci artigianali con il rigore che l’alta pasticceria impone.
Per questo Natale, accanto al panettone tradizionale il laboratorio ripropone due grandi successi e una novità: il panettone alla birra (Magma Bianco 2018 del birrificio indipendente Crak); e il panettone con pesche e albicocche semi-candite, bagnato con un infuso ai fiori di lavanda.
La new entry è il panettone mela, rum e spezie, con semi canditi di mela Annurca e tante uvette ammostate nel rum uniformemente distribuite nell’impasto. Un dolce dai toni speziati alla cannella, cardamomo e anice stellato, in piena atmosfera natalizia. Info e ordini sul sito.
Il panettone al limoncello di Olivieri 1882
La storica azienda di Arzignano, in provincia di Vicenza, oggi alla sua quinta generazione, pur mantenendosi nel solco della tradizione quest’anno dà alla sua linea di lievitati un twist innovativo.
Ad arricchire la linea liquori, già composta dagli amatissimi Panettone alla Grappa Nardini e Panettone Rhum e Cioccolato Fondente, arriva il nuovo Panettone al Limoncello.
Un lievitato soffice e dal gusto rinfrescante, dato dall’aggiunta nell’impasto di un’infusione di limoncello ottenuto dai Limoni di Sorrento IGP e di canditi, sempre al limone, al posto delle uvette.
Nella sweet family arriva quest’anno anche un’altra novità, frutto di una collab tra l’Head Baker Nicola Olivieri con lo Chef Lorenzo Cogo. Si tratta di un panettone farcito con olive candite, cioccolato bianco e rosmarino, che da ottobre '23 a maggio '24 potrà essere gustato nei cieli tra Milano e New York dai passeggeri che viaggeranno a bordo degli aeromobili de La Compagnie. Info e ordini sul sito
I panettoni (stellati) di AtelieReale per Guido Gobino
Un lievitato soffice e fragrante impastato dalle mani esperte di Gian Piero Vivalda, chef due stelle Michelin del ristorante Antica Corona Reale di Cervere. Reso ancora più goloso grazie all’aggiunta del cioccolato Guido Gobino.
Tre le ricette proposte: il nuovo panettone con farcitura ai Tre Cioccolati (Bianco, Gianduja Maximo e Fondente 55%); quello con Giandujotto e Albicocca, farcito con il Tourinot Maximo e l’albicocca candita e ricoperto con glassa alla nocciola con mandorle intere; e infine, il Ricoperto al cioccolato, dove la classica ricetta del panettone, con uvetta e canditi, viene rivestita da un fine strato di cioccolato Extra Bitter Blend 63% e decorata con un goloso disco di cioccolato.
Custoditi in una raffinata cappelliera di latta, ai lievitati acquistati online è possibile aggiungere un messaggio di auguri personalizzato che sarà riportato su una card a tema natalizio. Info e ordini nelle botteghe Guido Gobino e sul sito
Panettone artigianale Cioccolato Anniversary 1908 di Bonollo OF
Dall’incontro tra l’arte pasticcera italiana e la Grappa delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova nascono due panettoni.
Il primo con gocce di cioccolato svizzero (nella foto sopra) che si fondono ai toni intensi della Grappa OF Centennial Reserve, al profumo della Vaniglia Bourboun Madagascar 100% naturale e alle delicatezza della glassa al cioccolato che lo ricopre. La ricetta, creata in occasione dell’Anniversario dei 110 anni dalla fondazione di Casa Bonollo, è un omaggio a nonna Neni e alla sua passione proprio per il cioccolato.
L’altro, battezzato Anima e Cuore, ha l’impasto soffice, fragrante e gustoso del panettone classico, impreziosito dalla Grappa Bonollo OF Amarone Barrique, la prima invecchiata in barrique: nasce dalla distillazione delle vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite da cui si ottiene il pregiato vino Amarone della Valpolicella. Info e ordini sul sito.
Il panettone MassaBon (alle albicocche arrosto) di Daniel Canzian
Il nuovo panettone firmato dallo chef Daniel Canzian (titolare dell’omonimo ristorante milanese) si distingue in fragranza e morbidezza, per il gusto delicato e l’aroma fruttato.
Merito della lavorazione lenta e artigianale e dei cubetti di albicocche arrosto racchiusi nell’alveolatura del panettone.
Ma perché si chiama MassaBon? Il nome viene dal dialetto veneto e significa “troppo buono”.
Info e ordini c/o il ristorante di Via Castelfidardo angolo San Marco (Milano) o sul sito.
I panettoni limited edition (e gli altri) dello Chef Cannavacciuolo
Nel Laboratorio di Alta Pasticceria Artigianale dello Chef Antonino Cannavacciuolo c’è profumo di panettone, dal classico milanese alle varianti evergreen al Limoncello (da 500gr), al Gianduia, alla Melannurca e alle Pere e Cioccolato.
A cui si aggiungono quest’anno due nuove, golosissime limited edition: il Panettone Nocciola e Limone, che omaggia Campania e Piemonte, rispettivamente terra di nascita e di adozione dello Chef Cannavacciuolo. Un soffice impasto, ricoperto da una croccante glassa di mandorle e nocciole tritate, che sprigiona i sapori agrumati del limone e l’intensità dei cremini alla nocciola. Per i più golosi c’è anche la versione con la sac-à-poche ripiena di crema alle nocciole e cacao.
L’altra novità in edizione limitata è il Panettone Marron Glacès, con limoni, arance e mandarini canditi, oltre ai preziosi cubetti di marron glacès e alla glassa di mandorle come copertura.
I panettoni sono acquistabili nei punti vendita di “Antonino - Il Banco di Cannavacciuolo” (a Vicolungo The Style Outlets e a Orta San Giulio), e online (insieme alle confezioni regalo).
Nel Laboratorio di Alta Pasticceria Artigianale dello Chef Antonino Cannavacciuolo c’è profumo di panettone, dal classico milanese alle varianti evergreen al Limoncello (da 500gr), al Gianduia, alla Melannurca e alle Pere e Cioccolato.
A cui si aggiungono quest’anno due nuove, golosissime limited edition: il Panettone Nocciola e Limone, che omaggia Campania e Piemonte, rispettivamente terra di nascita e di adozione dello Chef Cannavacciuolo. Un soffice impasto, ricoperto da una croccante glassa di mandorle e nocciole tritate, che sprigiona i sapori agrumati del limone e l’intensità dei cremini alla nocciola. Per i più golosi c’è anche la versione con la sac-à-poche ripiena di crema alle nocciole e cacao.
L’altra novità in edizione limitata è il Panettone Marron Glacès, con limoni, arance e mandarini canditi, oltre ai preziosi cubetti di marron glacès e alla glassa di mandorle come copertura.
I panettoni sono acquistabili nei punti vendita di “Antonino - Il Banco di Cannavacciuolo” (a Vicolungo The Style Outlets e a Orta San Giulio), e online (insieme alle confezioni regalo).
Il panettone Dark di Mattia Premoli
Quattro referenze, tre delle quali esistenti (votate dai clienti attraverso un sondaggio) e una novità che arricchisce la linea di lievitati Madre firmata dal pasticcere di Treviglio Mattia Premoli.
Accanto ai panettoni tradizionale (con scorzone di arancia e cedro canditi, uvetta zucchero, uva passa, 100% lievito madre, senza emulsionanti e conservanti), gusto pistacchio e limone Costa D'Amalfi IGP, cioccolato Ruby con amarene e bacche di Goji, arriva il panettone Dark, pensato per tutti gli amanti del cioccolato di qualità.
Nasce dall’incontro tra burro di malga, uova fresche, cioccolato fondente del madagascar 72%, lievito madre che accolgono dolci e goduriose pesche e albicocche candite, tagliate a mano, e una lenta lievitazione naturale senza alcun conservante chimico. Un impasto al cioccolato impreziosito da croccanti grué di cioccolato fondente, ovvero scaglie di fave di cacao dal suo gusto potente e dalla texture croccante: un accostamento armonioso ma deciso.Info e ordini sul sito.
Dal panettone classico allo zibibbone di Federico Prodon
Dal classico ai panettoni più golosi - al pistacchio, al gianduia, al cioccolato (nella foto sopra) e, tutto nuovo, il panettone farcito al gelato (ai gusti cioccolato 99% con rum Dom Papa e nocciole, in vendita solo nella boutique Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie ai Parioli) - fino alla limited edition: lo Zibibbone, un panettone classico rivisitato, con uvetta sei corone idratata con uno Zibibbo proveniente dalla zona fra Marsala e Mazara del Vallo, usato anche come base dello sciroppo, inserito dopo la cottura per rendere l’impasto morbido e profumato.
«Tutti i nostri lievitati hanno una shelf life di un mese e mezzo» spiega Federico Prodon, «faccio un primo impasto che riposa 12 ore, quindi la mattina dopo lo riprendo, faccio la pirlatura, ovvero formo i panettoni e li lascio riposare per altre 8 ore di lievitazione, prima di andare in cottura».
Il resto è merito degli ingredienti di qualità - burro d’Isigny, zucchero biologico italiano, farina del Molino Dallagiovanna, uova di categoria A, cioccolato Michel Cluizel e lievito madre -, l’assenza di conservanti e aromi chimici e dell’attenzione a contenere la quantità di grassi e zuccheri. Info e ordini sulla pagina IG.
La focaccia (a forma di panettone) all'olio di oliva extravergine di Pasticceria Tabiano
Nella storica pasticceria di Tabiano Terme si sfornano focacce - a forma di panettone - tutto l’anno. Claudio Gatti ha messo a punto la sua speciale ricetta di lievitato a ridotto quantitativo di zuccheri e grassi.
Tra le novità di questo Natale, la Focaccia con extravergine è un morbido impasto realizzato con ingredienti in gran parte biologici, a base di olio extra vergine di oliva 100% italiano (al posto del burro), olive candite e scorze di limone bagnate nel limoncello.
La focaccia all’olio è senza lattosio, più leggera di un qualsiasi panettone ma ugualmente golosa. Info e ordini sul sito.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
(Continua sotto la foto)
Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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