Tutto quello che volete sapere su Keanu Reeves

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Keanu Reeves è un attore, regista, musicista e antidivo: tra gioie e dolori di una vita da star, ecco quello che (ancora) non sapete di lui

Irresistibilmente sexy e affascinante anche ora che ha superato la cinquantina.

È dai tempi di Point Break, nei panni dell’agente speciale dal cuore tenero Johnny Utah, che Keanu Reeves occupa un posto di rilievo nel firmamento dei (più) belli e dannati dello star system internazionale.

Il grande successo mediatico con il ruolo di Neo nella trilogia cult di Matrix, una carriera milionaria (e qualche scivolone), eppure Keanu fuori dal set, nella sua vita privata, ha dovuto fare i conti con incolmabili dolori.

La dislessia da piccolo, la separazione dei genitori, la perdita della prima figlia e dell’ex compagna Jennifer non hanno però fermato la sua voglia di tornare in scena.

E anche se di lui si sa poco per la sua riservatezza e la tendenza a muoversi spesso nell’anonimato (soprattutto quando fa beneficenza), ecco tutto quello che è possibile sapere su Keanu Charles Reeves, tra passioni, gioie, dolori e buone azioni.

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Keanu Reeves, biografia

Nome Keanu Charles Reeves

Data e luogo di nascita nasce a Beirut, in Libano, il 2 settembre 1964

Segno zodiacale Vergine

Segni particolari Un uomo dal talento poliedrico, è un attore, regista, musicista

Altezza 1.86

I suoi punti forti 52 anni portati benissimo, altruista, riservato, generoso

Famiglia e infanzia di Keanu Charles Reeves

La famiglia. Figlio di un geologo statunitense di origini inglesi, Samuel Nowlin Reeves Jr., e di Patricia Taylor, una ballerina e costumista inglese.

I genitori di Keanu Reeves si incontrano nella capitale libanese dove Patricia fa la ballerina. Quando scoprono di aspettare un bambino, decidono di sposarsi.

Keanu ha una sorella, Kim, nata in Australia nel 1966, e due sorellastre (nate entrambe dai successivi matrimoni una della madre e l’altra del padre).

Da parte di padre Keanu Reeves vanta antenati inglesi, hawaiani, cinesi, portoghesi e perfino, alla lontanissima, italiani e francesi.

Infanzia. Dopo la separazione dei genitori nel 1966, Keanu va a vivere con la madre a Toronto, in Canada.

I contatti con il padre si interruppero presto anche a causa dei problemi di droga di quest’ultimo (che nel 1992 fu anche arrestato per spaccio di eroina in un aeroporto). La madre, invece, è sempre stata vicina al figlio.

Adolescenza. Durante gli anni delle superiori Keanu cambia quattro scuole. Etichettato come poco intelligente, i professori non si accorsero che le sue difficoltà scolastiche erano dovute alla dislessia.

Alla fine abbandona gli studi a 17 anni, senza mai diplomarsi. A Toronto, dove vive fino alla maggiore età, frequenta vari corsi di recitazione.

Le passioni di Keanu Reeves

Lo sport. Alle superiori entra nella squadra del college come portiere ufficiale della squadra di hockey su ghiaccio. Soprannominato The Wall, il muro, per la sua impenetrabilità, fu eletto miglior giocatore della scuola. Di fronte alla possibilità di seguire la carriera da professionista nell'hockey sceglie però di darsi al cinema.

La musica. Keanu suona il basso. Fonda una band, i Dogstar, ma dopo una serie di tentativi i membri decidono di scioglierla. Ama la musica, che ascolta anche quando legge un copione perché le melodie lo aiutano a sentire meglio il personaggio. Sempre per amore della musica, è venuto in Italia ospite del Festival di Sanremo.

La recitazione Già alle superiori, comunque, il giovane Kaenu dà prova delle sue capacità recitative in una messa in scena di Romeo e Giulietta.

Le moto e la velocità Ama le auto, guida una Porsche 911 del 2013, e le moto. Keanu Reeves ha fondato la Arch Motorcycle Co. che crea moto su misura.

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Esordio, film e carriera

Prima di Hollywood Da Toronto si trasferisce a New York, dove per pagarsi i provini lavora come affilatore di pattini da ghiaccio, fa il boscaiolo e per un anno anche il dipendente di un negozio di pasta.

Il primo ingaggio In un film sul mondo dell'hockey, Spalle larghe, con Rob Lowe (1986).

Il debutto al cinema Nel 1985 col film One Step Away. Riesce a farsi notare solo un anno dopo con I ragazzi del fiume (1986).

La svolta di carriera Nel 1988 prende parte al film Le relazioni pericolose con John Malkovich e Glenn Close. Ma la svolta è negli anni ‘90 quando Keanu Reeves entra nel cast di Belli e Dannati e Dracula di Bram Stoker.

Il successo Keanu Reeves inizia a piacere perché è dotato di grande carisma, fascino e di forte espressività.

Tra le sue pellicole di maggior successo: Il Profumo del Mosto Selvatico con Giancarlo Giannini, dove interpreta un soldato sposato che si innamora di una ragazza conosciuta su un treno; il Piccolo Buddha e Speed con Sandra Bullock (1993). Nel 1997 lavora con Al Pacino nel film L’avvocato del diavolo.

La proclamazione a star internazionale Se a renderlo famoso nel firmamento dei belli e dannati fu il film Point Break (1991), con Patrick Swayze, ad assicurargli il successo mediatico (ed economico) fu il ruolo di Neo, protagonista della trilogia cult di Matrix (dal 1999 al 2003).

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I dolori fuori dal set

Il primo grande dolore Nel 1999 perde la figlia Ava, nata dalla relazione con l’attrice Jennifer Syme. La bimba nasce morta per una malformazione cardiaca congenita. Keanu non ha più avuto figli da allora.

Il secondo dolore Dopo la morte della figlia, Keanu e Jennifer si separano.

Il terzo dolore Nel 2001 l’ex compagna Jennifer muore in un incidente stradale. Dopo essere stata riaccompagnata a casa da una festa data da Marilyn Manson, fu chiamata dall'uomo per tornare. Messasi alla guida in condizioni di non poter condurre l'automobile, ebbe un incidente mortale.

La sorella malata Forse l’unica figura di riferimento della sua vita, la sorella Kim Reeves, più giovane di lui di due anni, figlia dei suoi stessi genitori, è malata di leucemia. Per curarsi si trasferisce in Italia, ad Anacapri, in una villa compratale da Keanu che almeno due volte all’anno veniva a trovarla. Oggi, pare che la sorella di Keanu Reeves sia tornata in Canada.

La perdita del migliore amico River Phoenix, morto nella notte di Halloween del 1993 al Viper Room.

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Curiosità su Keanu Reeves

Il nome Keanu, nome già di un trisavolo paterno, è la forma abbreviata dell'hawaiano Keaweaheulu che significa "brezza leggera che sale dal mare verso i monti".

Arrivato a Hollywood Il suo agente pensò che quel nome fosse un po' troppo esotico e per questo all'inizio della sua carriera Keanu Reeves fu spesso accreditato semplicemente come K.C. Reeves.

L’amore per il cinema A dodici anni rimase folgorato da Charlie e la fabbrica di cioccolato. Poi fu la volta di Serpico e Taxi Driver.

Il primo mito Peter O'Toole, poi De Niro e Al Pacino.

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Keanu Revees fuori dallo star movie

La filantropia Keanu Reeves è tra i maggiori filantropi di Hollywood, anche se non sempre le sue donazioni sono rintracciabili a causa dell’anonimato e della privacy che l’attore vuole a tutti i costi mantenere.

Amico della troupe Durante la contrattazione per i due sequel di Matrix si decurtò una parte degli incassi dei film per donarla ai costumisti e ai truccatori del set.

Amico dei senzatetto Nel 1997 alcuni paparazzi lo scovano a passare una mattinata in compagnia di un barbone a Los Angeles.

I cachet mozzati Per molti film di successo – come L’avvocato del diavolo con Al Pacino e Le riserve con Gene Hackman, ad esempio - si è fatto tagliare il cachet del 90% per permettere alla produzione di assumere un’altra star con cui farlo recitare.

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Dichiarazioni di una star

Atterrato a Roma In una puntata di C'è posta per te dichiara: «Amo l'Italia, mia sorella vive ad Anacapri, e appena posso ne approfitto per andare a trovarla».

Di Point-Break e Patrick Swayze  «All'epoca ero un giovane attore emergente, Patrick Swayze una star, con un cuore meraviglioso. Nelle scene in cui precipitavamo dal cielo o combattevamo, mi incitava: forza, facciamolo. Era intenso, pieno di vita e di gioia».

Di Bernardo Bertolucci Durante le riprese del film Piccolo Buddha: «Bernardo era il regista perfetto: parlava alla mia mente, alla creatività ma mi dava indicazioni pratiche precise. Mi affascinava il suo rapporto con Storaro. Come due fratelli, si adoravano e discutevano in continuazione. Condividere il set con loro è stato un grande onore e un gran divertimento».

Su Man of Tai Chi «Nei mesi di lavorazione del film vivere in Cina è stata una grande esperienza. Dai maestri di arti marziali ho imparato la gestione del corpo, la consapevolezza del mondo che ci circonda, il senso della vita. Da regista ho imparato la macchina del cinema». 

Della sorella Kim «È da sempre la mia famiglia e la mia migliore amica».

Del denaro «I soldi sono l’ultima cosa a cui penso. Potrei tranquillamente vivere con quello che ho già guadagnato per i prossimi secoli».

Il ruolo che gli manca «Macbeth è un ruolo che mi affascina. Se potessi scegliere avrei voluto interpretare Han Solo in Star Wars».

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Premi e riconoscimenti

MTV Movie Awards Tra le tante nomination, le più rappresentative e curiose nel 1992 Attore più attraente per Point Break; nel 1995 nomination al miglior bacio (condiviso con Sandra Bullock) per Speed; nel 2000 Miglior combattimento (condiviso con Laurence Fishburne) per Matrix e Migliore performance maschile per Matrix; 2004 - Nomination al miglior bacio (condiviso con Monica Bellucci) per Matrix Reloaded.

Bello e impossibile La rivista People l’ha inserito tra le 50 persone più belle del mondo, e la rivista di cinema inglese Empire l’ha collocato più volte nella lista dei 100 attori più sexy della storia del cinema (alla diciassettesima posizione nel 1995 e alla ventottesima nel 2007), assegnandogli nel 1997 il ventitreesimo posto nella lista dei 100 attori più grandi di tutti i tempi.

La macchietta nera Nel 2000 ottenne la nomination al Razzie Awards nella categoria peggiore attore non protagonista per The Watcher, ripetendosi nel 2001 come peggiore interpretazione dell'anno in due film, Hardball e Sweet November - Dolce novembre.

Il 31 gennaio 2005 Keanu riceve una stella sulla Hollywood Walk of Fame. In quell'occasione, tra i vari annunci di congratulazioni pubblicati sui giornali di Los Angeles ce ne fu uno firmato "Sandy B.", (cioè Sandra Bullock, la sua partner in Speed), in cui l'attrice si congratulava con lui e si aspettava che lui facesse la stessa cosa quando avesse ricevuto una stella; qualche settimana dopo Sandra ricevette la sua stella e si ritrovò una pagina di congratulazioni firmata da Keanu Reeves.

In un sondaggio Nel 2006 il sito di intrattenimento statunitense Entertainment Tonight include Keanu nella lista delle 10 star cinematografiche più amate d'America.



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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

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Se il vero lusso è riscoprire ciò che abbiamo già, bastano 30 giorni senza comprare niente di nuovo per diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.

E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.

E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.

Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici

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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.

La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro

C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.

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La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.

E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.

Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.

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In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.

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Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.

Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro. 

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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

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Questi 4 segni zodiacali fortunati in amore vivranno un mese di gennaio carico di emozioni intense e nuove opportunità romantiche

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.

In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.

Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno. 

Senza ulteriori indugi, scopriamo insieme quali sono i segni più fortunati in amore, che troveranno l'opportunità di vivere storie indimenticabili in questo mese speciale.

**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**

Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore

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Toro

Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.

I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.

Cancro

Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.

Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.

Leone

Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.

Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.

Pesci

Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.

È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.