Tutto quello che volete sapere su Keanu Reeves

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Keanu Reeves è un attore, regista, musicista e antidivo: tra gioie e dolori di una vita da star, ecco quello che (ancora) non sapete di lui

Irresistibilmente sexy e affascinante anche ora che ha superato la cinquantina.

È dai tempi di Point Break, nei panni dell’agente speciale dal cuore tenero Johnny Utah, che Keanu Reeves occupa un posto di rilievo nel firmamento dei (più) belli e dannati dello star system internazionale.

Il grande successo mediatico con il ruolo di Neo nella trilogia cult di Matrix, una carriera milionaria (e qualche scivolone), eppure Keanu fuori dal set, nella sua vita privata, ha dovuto fare i conti con incolmabili dolori.

La dislessia da piccolo, la separazione dei genitori, la perdita della prima figlia e dell’ex compagna Jennifer non hanno però fermato la sua voglia di tornare in scena.

E anche se di lui si sa poco per la sua riservatezza e la tendenza a muoversi spesso nell’anonimato (soprattutto quando fa beneficenza), ecco tutto quello che è possibile sapere su Keanu Charles Reeves, tra passioni, gioie, dolori e buone azioni.

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Keanu Reeves, biografia

Nome Keanu Charles Reeves

Data e luogo di nascita nasce a Beirut, in Libano, il 2 settembre 1964

Segno zodiacale Vergine

Segni particolari Un uomo dal talento poliedrico, è un attore, regista, musicista

Altezza 1.86

I suoi punti forti 52 anni portati benissimo, altruista, riservato, generoso

Famiglia e infanzia di Keanu Charles Reeves

La famiglia. Figlio di un geologo statunitense di origini inglesi, Samuel Nowlin Reeves Jr., e di Patricia Taylor, una ballerina e costumista inglese.

I genitori di Keanu Reeves si incontrano nella capitale libanese dove Patricia fa la ballerina. Quando scoprono di aspettare un bambino, decidono di sposarsi.

Keanu ha una sorella, Kim, nata in Australia nel 1966, e due sorellastre (nate entrambe dai successivi matrimoni una della madre e l’altra del padre).

Da parte di padre Keanu Reeves vanta antenati inglesi, hawaiani, cinesi, portoghesi e perfino, alla lontanissima, italiani e francesi.

Infanzia. Dopo la separazione dei genitori nel 1966, Keanu va a vivere con la madre a Toronto, in Canada.

I contatti con il padre si interruppero presto anche a causa dei problemi di droga di quest’ultimo (che nel 1992 fu anche arrestato per spaccio di eroina in un aeroporto). La madre, invece, è sempre stata vicina al figlio.

Adolescenza. Durante gli anni delle superiori Keanu cambia quattro scuole. Etichettato come poco intelligente, i professori non si accorsero che le sue difficoltà scolastiche erano dovute alla dislessia.

Alla fine abbandona gli studi a 17 anni, senza mai diplomarsi. A Toronto, dove vive fino alla maggiore età, frequenta vari corsi di recitazione.

Le passioni di Keanu Reeves

Lo sport. Alle superiori entra nella squadra del college come portiere ufficiale della squadra di hockey su ghiaccio. Soprannominato The Wall, il muro, per la sua impenetrabilità, fu eletto miglior giocatore della scuola. Di fronte alla possibilità di seguire la carriera da professionista nell'hockey sceglie però di darsi al cinema.

La musica. Keanu suona il basso. Fonda una band, i Dogstar, ma dopo una serie di tentativi i membri decidono di scioglierla. Ama la musica, che ascolta anche quando legge un copione perché le melodie lo aiutano a sentire meglio il personaggio. Sempre per amore della musica, è venuto in Italia ospite del Festival di Sanremo.

La recitazione Già alle superiori, comunque, il giovane Kaenu dà prova delle sue capacità recitative in una messa in scena di Romeo e Giulietta.

Le moto e la velocità Ama le auto, guida una Porsche 911 del 2013, e le moto. Keanu Reeves ha fondato la Arch Motorcycle Co. che crea moto su misura.

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Esordio, film e carriera

Prima di Hollywood Da Toronto si trasferisce a New York, dove per pagarsi i provini lavora come affilatore di pattini da ghiaccio, fa il boscaiolo e per un anno anche il dipendente di un negozio di pasta.

Il primo ingaggio In un film sul mondo dell'hockey, Spalle larghe, con Rob Lowe (1986).

Il debutto al cinema Nel 1985 col film One Step Away. Riesce a farsi notare solo un anno dopo con I ragazzi del fiume (1986).

La svolta di carriera Nel 1988 prende parte al film Le relazioni pericolose con John Malkovich e Glenn Close. Ma la svolta è negli anni ‘90 quando Keanu Reeves entra nel cast di Belli e Dannati e Dracula di Bram Stoker.

Il successo Keanu Reeves inizia a piacere perché è dotato di grande carisma, fascino e di forte espressività.

Tra le sue pellicole di maggior successo: Il Profumo del Mosto Selvatico con Giancarlo Giannini, dove interpreta un soldato sposato che si innamora di una ragazza conosciuta su un treno; il Piccolo Buddha e Speed con Sandra Bullock (1993). Nel 1997 lavora con Al Pacino nel film L’avvocato del diavolo.

La proclamazione a star internazionale Se a renderlo famoso nel firmamento dei belli e dannati fu il film Point Break (1991), con Patrick Swayze, ad assicurargli il successo mediatico (ed economico) fu il ruolo di Neo, protagonista della trilogia cult di Matrix (dal 1999 al 2003).

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I dolori fuori dal set

Il primo grande dolore Nel 1999 perde la figlia Ava, nata dalla relazione con l’attrice Jennifer Syme. La bimba nasce morta per una malformazione cardiaca congenita. Keanu non ha più avuto figli da allora.

Il secondo dolore Dopo la morte della figlia, Keanu e Jennifer si separano.

Il terzo dolore Nel 2001 l’ex compagna Jennifer muore in un incidente stradale. Dopo essere stata riaccompagnata a casa da una festa data da Marilyn Manson, fu chiamata dall'uomo per tornare. Messasi alla guida in condizioni di non poter condurre l'automobile, ebbe un incidente mortale.

La sorella malata Forse l’unica figura di riferimento della sua vita, la sorella Kim Reeves, più giovane di lui di due anni, figlia dei suoi stessi genitori, è malata di leucemia. Per curarsi si trasferisce in Italia, ad Anacapri, in una villa compratale da Keanu che almeno due volte all’anno veniva a trovarla. Oggi, pare che la sorella di Keanu Reeves sia tornata in Canada.

La perdita del migliore amico River Phoenix, morto nella notte di Halloween del 1993 al Viper Room.

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Curiosità su Keanu Reeves

Il nome Keanu, nome già di un trisavolo paterno, è la forma abbreviata dell'hawaiano Keaweaheulu che significa "brezza leggera che sale dal mare verso i monti".

Arrivato a Hollywood Il suo agente pensò che quel nome fosse un po' troppo esotico e per questo all'inizio della sua carriera Keanu Reeves fu spesso accreditato semplicemente come K.C. Reeves.

L’amore per il cinema A dodici anni rimase folgorato da Charlie e la fabbrica di cioccolato. Poi fu la volta di Serpico e Taxi Driver.

Il primo mito Peter O'Toole, poi De Niro e Al Pacino.

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Keanu Revees fuori dallo star movie

La filantropia Keanu Reeves è tra i maggiori filantropi di Hollywood, anche se non sempre le sue donazioni sono rintracciabili a causa dell’anonimato e della privacy che l’attore vuole a tutti i costi mantenere.

Amico della troupe Durante la contrattazione per i due sequel di Matrix si decurtò una parte degli incassi dei film per donarla ai costumisti e ai truccatori del set.

Amico dei senzatetto Nel 1997 alcuni paparazzi lo scovano a passare una mattinata in compagnia di un barbone a Los Angeles.

I cachet mozzati Per molti film di successo – come L’avvocato del diavolo con Al Pacino e Le riserve con Gene Hackman, ad esempio - si è fatto tagliare il cachet del 90% per permettere alla produzione di assumere un’altra star con cui farlo recitare.

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Dichiarazioni di una star

Atterrato a Roma In una puntata di C'è posta per te dichiara: «Amo l'Italia, mia sorella vive ad Anacapri, e appena posso ne approfitto per andare a trovarla».

Di Point-Break e Patrick Swayze  «All'epoca ero un giovane attore emergente, Patrick Swayze una star, con un cuore meraviglioso. Nelle scene in cui precipitavamo dal cielo o combattevamo, mi incitava: forza, facciamolo. Era intenso, pieno di vita e di gioia».

Di Bernardo Bertolucci Durante le riprese del film Piccolo Buddha: «Bernardo era il regista perfetto: parlava alla mia mente, alla creatività ma mi dava indicazioni pratiche precise. Mi affascinava il suo rapporto con Storaro. Come due fratelli, si adoravano e discutevano in continuazione. Condividere il set con loro è stato un grande onore e un gran divertimento».

Su Man of Tai Chi «Nei mesi di lavorazione del film vivere in Cina è stata una grande esperienza. Dai maestri di arti marziali ho imparato la gestione del corpo, la consapevolezza del mondo che ci circonda, il senso della vita. Da regista ho imparato la macchina del cinema». 

Della sorella Kim «È da sempre la mia famiglia e la mia migliore amica».

Del denaro «I soldi sono l’ultima cosa a cui penso. Potrei tranquillamente vivere con quello che ho già guadagnato per i prossimi secoli».

Il ruolo che gli manca «Macbeth è un ruolo che mi affascina. Se potessi scegliere avrei voluto interpretare Han Solo in Star Wars».

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Premi e riconoscimenti

MTV Movie Awards Tra le tante nomination, le più rappresentative e curiose nel 1992 Attore più attraente per Point Break; nel 1995 nomination al miglior bacio (condiviso con Sandra Bullock) per Speed; nel 2000 Miglior combattimento (condiviso con Laurence Fishburne) per Matrix e Migliore performance maschile per Matrix; 2004 - Nomination al miglior bacio (condiviso con Monica Bellucci) per Matrix Reloaded.

Bello e impossibile La rivista People l’ha inserito tra le 50 persone più belle del mondo, e la rivista di cinema inglese Empire l’ha collocato più volte nella lista dei 100 attori più sexy della storia del cinema (alla diciassettesima posizione nel 1995 e alla ventottesima nel 2007), assegnandogli nel 1997 il ventitreesimo posto nella lista dei 100 attori più grandi di tutti i tempi.

La macchietta nera Nel 2000 ottenne la nomination al Razzie Awards nella categoria peggiore attore non protagonista per The Watcher, ripetendosi nel 2001 come peggiore interpretazione dell'anno in due film, Hardball e Sweet November - Dolce novembre.

Il 31 gennaio 2005 Keanu riceve una stella sulla Hollywood Walk of Fame. In quell'occasione, tra i vari annunci di congratulazioni pubblicati sui giornali di Los Angeles ce ne fu uno firmato "Sandy B.", (cioè Sandra Bullock, la sua partner in Speed), in cui l'attrice si congratulava con lui e si aspettava che lui facesse la stessa cosa quando avesse ricevuto una stella; qualche settimana dopo Sandra ricevette la sua stella e si ritrovò una pagina di congratulazioni firmata da Keanu Reeves.

In un sondaggio Nel 2006 il sito di intrattenimento statunitense Entertainment Tonight include Keanu nella lista delle 10 star cinematografiche più amate d'America.



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I segni zodiacali del cast di Bridgerton spiegano perché siamo così ossessionate dalla serie

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I segni zodiacali del cast di Bridgerton rivelano affinità sorprendenti tra attori e personaggi, spiegando il fascino magnetico della serie

Corsetti e piume, sguardi rubati e scandali sussurrati tra un valzer e l’altro. Bridgerton non è solo una serie in costume: è un universo emotivo che mescola romanticismo e desiderio alla tensione sociale, con una forza magnetica difficile da ignorare.

Ma cosa rende davvero irresistibili i suoi protagonisti? Oltre ai costumi sontuosi e alle scenografie opulente, c’è un elemento meno visibile ma altrettanto intrigante: la loro energia personale.

Guardare il cast di Bridgerton attraverso la lente dell’astrologia è un gioco affascinante: molti attori centrali della serie incarnano tratti tipici dei personaggi da loro interpretati.

Non è un caso che il mondo creato da Shonda Rhimes sia così sensuale, concreto, quasi tattile. Analizzare i segni zodiacali Bridgerton aiuta a comprendere meglio il carisma degli attori e la chimica che si sprigiona sullo schermo.

Ecco allora cosa raccontano le stelle sui protagonisti della serie.

**Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton**

**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**

I segni zodiacali del cast di Bridgerton: l’astrologia della serie Netflix

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Jonathan Bailey (aka Anthony Bridgerton) - Toro

Jonathan Bailey, l’indimenticabile Anthony Bridgerton, è del segno del Toro. E si vede. Governato da Venere, il Toro è il segno della sensualità, del piacere e della presenza magnetica. Bailey incarna perfettamente quell’intensità silenziosa che rende Anthony tanto tormentato quanto irresistibile.

I Toro sono noti per il loro carisma naturale e per un fascino che non ha bisogno di eccessi. La loro energia è stabile e concreta; proprio come l’evoluzione del visconte, che da spirito inquieto diventa uomo consapevole del proprio cuore. Tra i segni zodiacali Bridgerton, il Toro è forse quello che meglio rappresenta l’estetica opulenta e passionale della serie.

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Nicola Coughlan (aka Penelope Featherington, aka Lady Whistledown) - Capricorno

Nicola Coughlan, volto di Penelope Featherington, è un Capricorno. Disciplinata, ironica, incredibilmente determinata: qualità che si riflettono sia nell’attrice sia nel suo personaggio.

Il Capricorno è governato da Saturno, pianeta della responsabilità e dell’ambizione. Dietro l’apparente ingenuità di Penelope si nasconde una mente brillante e strategica, proprio come quella tipica di questo segno di Terra

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Adjoa Andoh (aka Lady Danbury) - Capricorno

Anche Adjoa Andoh, la maestosa Lady Danbury, è nata sotto il segno del Capricorno. La sua presenza scenica autorevole, la postura regale, lo sguardo fermo: tutto parla di leadership naturale.

Il Capricorno ama il potere inteso come responsabilità, non come ostentazione. E Lady Danbury incarna esattamente questo: una donna che conosce le regole del gioco e sa come usarle. È il lato più maturo e strategico dei segni zodiacali del cast di Bridgerton.

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Golda Rosheuvel (aka Regina Charlotte) - Toro

Golda Rosheuvel, la regina Charlotte, è Toro. Ancora una volta, Venere domina la scena. Lusso, eleganza, amore per la bellezza e una presenza che impone rispetto: caratteristiche tipicamente taurine.

Il Toro non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. La sua forza è nella solidità, nel senso estetico, nella capacità di rendere ogni spazio più armonioso. In un mondo come quello di Bridgerton, dove il dettaglio visivo è fondamentale, questa energia è perfettamente coerente.

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Simone Ashley (aka Kate Sharma) - Ariete

Simone Ashley, l’indomita Kate Sharma, è Ariete. Segno di Fuoco governato da Marte, l’Ariete è audace, diretto, competitivo. Kate non teme il confronto, anzi lo cerca.

Quell’energia combattiva, quell’intensità nei dialoghi con Anthony, quella passione che esplode sotto la superficie: sono tratti marcatamente arietini. Tra i segni zodiacali di Bridgerton, l’Ariete rappresenta l’impulso, il desiderio che brucia senza filtri.

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Luke Thompson (aka Benedict Bridgerton) - Cancro

Luke Thompson, interprete di Benedict Bridgerton, è del segno del Cancro. Sensibile, intuitivo, profondamente legato agli affetti. Il Cancro è un segno d’Acqua che vive di emozioni sottili e di connessioni autentiche.

Benedict è l’artista della famiglia, il sognatore. La sua ricerca di identità e amore riflette la natura emotiva di questo segno zodiacale, che sente prima ancora di capire.

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Claudia Jessie (aka Eloise Bridgerton) - Scorpione

Claudia Jessie, la ribelle Eloise Bridgerton, è dello Scorpione. Intensa, anticonvenzionale, profondamente indipendente. Le persone nate sotto questo segno zodiacale non accettano le regole imposte, bensì le mettono in discussione.

Eloise sfida la società Regency con spirito critico e coraggio intellettuale. La sua forza trasformativa, in grado di rompere gli schemi.

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Luke Newton (aka Colin Bridgerton) - Acquario

Luke Newton, che interpreta Colin Bridgerton, è nato sotto il segno dell'Acquario. Visionario, curioso, amante della libertà: l’Acquario osserva il mondo con uno sguardo originale, spesso fuori dagli schemi.

Colin incarna quell’energia leggera ma profonda, capace di sorprendere. È il segno dell’innovazione e del cambiamento, qualità che rendono il suo percorso romantico imprevedibile.

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Hannah Dodd (aka Francesca Bridgerton) - Toro

Elegante e avvolta da un’aura di mistero affascinante, il segno del Toro conferisce ad Hannah Dodd una presenza stabile, sensuale e rassicurante, qualità che si sposano perfettamente con il ruolo di Francesca Bridgerton.

Personaggio silenzioso ma profondamente riflessivo, Francesca valorizza comfort, stabilità, emozioni e gioie autentiche della vita; elementi a cui i Toro non rinunciano mai.

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Yerin Ha (aka Sophie Baek) - Capricorno

Riservata ma tenace, l’essenza del segno del Capricorno di Yerin Ha, che interpreta la protagonista della quarta stagione Sophie Baek, le dona una maturità precoce, ideale per il suo ruolo nella serie.

Il suo personaggio mantiene compostezza ed eleganza mentre affronta le complessità dell’alta società, trovando infine la propria versione di una fiaba romantica. Il Capricorno non è diverso: è noto per costruire forza e successo con pazienza e determinazione nel tempo

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Chi è nato in questi 6 giorni del mese (di solito) ha più successo nella vita

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Ecco quali giorni del mese sono associati al successo e quali caratteristiche favoriscono carriera, soldi e realizzazione personale

C’è chi consulta l’oroscopo ogni mattina e chi, invece, si affida alla numerologia. Quest'antica disciplina esoterica affascina da sempre perché promette di svelare qualcosa di più profondo rispetto al semplice segno zodiacale: attraverso i numeri legati alla nostra data di nascita, racconta tratti della personalità, inclinazioni naturali e perfino potenzialità di successo economico.

**Numeri angelici: guida pratica per decifrare i segnali segreti che ci manda l'universo**

Secondo alcune recenti interpretazioni diventate virali sui social, esisterebbero sei giorni del mese particolarmente favorevoli dal punto di vista finanziario.

Naturalmente, nessuna data di nascita garantisce automaticamente ricchezza o realizzazione professionale. La numerologia, più che predire il futuro, offre una lente attraverso cui osservare inclinazioni e potenzialità. Eppure è affascinante pensare che il giorno in cui siamo venute al mondo possa raccontare qualcosa del nostro rapporto con l’ambizione, il denaro e la realizzazione personale.

Forse i numeri non scrivono il destino, ma possono suggerire quali qualità coltivare per trasformare le opportunità in successo duraturo.

Curiosi di saperne di più? Ecco allora quali sono le date considerate più promettenti.

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Chi è nato l’1 o il 4 del mese ha più leadership e disciplina

Chi nasce il primo giorno del mese, secondo la numerologia, possiede un’energia da pioniere. È indipendente, visionario, naturalmente portato alla guida. Non ama ricevere ordini e tende a costruire il proprio percorso con determinazione. Questo spirito imprenditoriale, unito a una forte capacità di resilienza, può trasformarsi in un potente alleato quando si parla di carriera e crescita personale. Il desiderio di autonomia spesso si traduce in scelte audaci che, nel tempo, possono portare al successo.

Diverso ma complementare il profilo di chi nasce il quattro del mese. Qui dominano concretezza e affidabilità. Sono persone metodiche, costanti, abituate a lavorare sodo senza cercare scorciatoie. Se l’1 accende l’intuizione, il 4 costruisce le fondamenta. In ambito economico, questa combinazione di disciplina e perseveranza è spesso la chiave per risultati solidi e duraturi. Il successo, per loro, non arriva per caso ma come conseguenza di un impegno continuo.

Chi è nato il 7 o il 9 del mese ha più intuito e fortuna

Il sette è tradizionalmente legato all’introspezione e alla profondità mentale. Chi nasce in questa data viene descritto come intuitivo, brillante, dotato di una spiccata capacità analitica. L’intelletto è la sua risorsa principale, ma per trasformarlo in successo è fondamentale canalizzare le energie in un’unica direzione. La dispersione può essere il suo punto debole. Quando invece riesce a specializzarsi e a coltivare un talento preciso, i risultati possono essere sorprendenti.

Il nove, invece, porta con sé un’aura più emotiva e carismatica. Empatia, generosità e spirito umanitario sono le sue caratteristiche distintive. Curiosamente, proprio questa attitudine altruista sembra attrarre opportunità economiche in modo quasi naturale. Chi nasce il nove tende a non inseguire ossessivamente il denaro, ma a considerarlo uno strumento. E forse è proprio questo distacco a favorire il successo, spesso accompagnato da entrate inattese o occasioni fortunate.

Chi è nato il 18 o il 19 ha più ambizione e potere decisionale

Le date 18 e 19 sono considerate tra le più potenti in ambito finanziario. Chi nasce il 18 combina ambizione e visione strategica. Ha capacità organizzative sviluppate e una naturale autorevolezza che lo rende un leader credibile. Tuttavia, la fretta può essere un’insidia: scegliere con attenzione il proprio percorso professionale è fondamentale per trasformare il talento in successo concreto.

Il 19, invece, è associato a una personalità audace e indipendente. Il desiderio di affermazione è forte, così come la propensione a correre rischi calcolati. Questa sicurezza interiore, unita alla creatività, può tradursi in traguardi importanti, soprattutto in ambiti imprenditoriali o innovativi. Il successo, in questo caso, nasce dalla capacità di osare senza perdere lucidità.

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5 cose che (probabilmente) non sapete di Can Yaman

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Dalla laurea in Giurisprudenza al successo internazionale, fino al palco dell'Ariston per Sanremo: ecco 5 curiosità su Can Yaman

La sua apparizione alla prima serata del Festival di Sanremo ha riacceso immediatamente i riflettori su di Can Yaman. Elegante, magnetico, con quel mix di fascino internazionale e intensità mediterranea che lo ha reso uno dei volti più amati delle serie tv degli ultimi anni.

Attore, modello, ex avvocato, star globale capace di far impazzire le fan tra Turchia, Italia e Spagna, Can Yaman è molto più di un volto da copertina (o di un ospite sul palco dell'Ariston). È uno dei protagonisti più discussi e seguiti del panorama entertainment contemporaneo.

Ma dietro l’immagine del divo si nasconde un percorso personale e professionale che pochi conoscono. Ecco allora cinque curiosità che raccontano meglio chi è davvero.

5 curiosità su Can Yaman

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1. Prima di diventare attore aveva una carriera da avvocato

Non tutti sanno che Can Yaman ha una formazione accademica solidissima. Laureato in Giurisprudenza all’Università Yeditepe di Istanbul, ha esercitato per un breve periodo la professione di avvocato prima di dedicarsi completamente alla recitazione

Il diritto, raccontano alcune interviste, gli ha lasciato in eredità rigore e metodo. Qualità che oggi applica sul set, dove è noto per la preparazione maniacale dei ruoli e per l’impegno fisico nelle scene d’azione.

2. Il successo mondiale con le serie romantiche

La popolarità internazionale arriva con le serie turche esportate in Europa e America Latina. Titoli come DayDreamer – Le ali del sogno e Bitter Sweet lo trasformano in un fenomeno globale. Il pubblico si innamora del suo carisma e dell’intensità con cui interpreta personaggi romantici ma complessi. E anche, diciamolo, della sua bellezza. 

In Italia, in particolare, il successo è stato travolgente: ospitate televisive, copertine, campagne pubblicitarie e un seguito social impressionante. Questo successo deriva anche dal fatto che parla fluentemente diverse lingue (tra cui turco, italiano, inglese, tedesco e spagnolo).

3. Un legame speciale con l’Italia

Il rapporto tra Can Yaman e l’Italia va oltre il semplice successo televisivo. Negli ultimi anni ha scelto di lavorare stabilmente nel nostro Paese, collaborando con produzioni italiane e partecipando a eventi di grande visibilità, come appunto il Festival di Sanremo.

L’Italia rappresenta per lui un mercato importante ma anche un luogo dove sperimentare nuove sfide artistiche. Non a caso, ha dichiarato più volte di sentirsi accolto e sostenuto dal pubblico italiano, che continua a seguirlo con entusiasmo.

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4. L’impegno fisico per i ruoli più action

Se inizialmente il nome di Can Yaman era associato soprattutto ai ruoli romantici, negli ultimi anni ha deciso di cambiare registro. Per la serie storica El Turco e per il progetto internazionale Sandokan, l'attore ha affrontato una trasformazione fisica significativa, sottoponendosi a lunghi allenamenti e a una preparazione atletica intensa.

Allenamento quotidiano, arti marziali, equitazione e una dieta rigidissima: l’attore ha spesso raccontato quanto sia importante per lui calarsi completamente nei personaggi. Un approccio quasi “da atleta”, che contribuisce a rafforzare l’immagine di un professionista determinato a non restare intrappolato in un solo tipo di ruolo.

5. Le polemiche e le vicende giudiziarie

Come spesso accade alle star internazionali, la carriera di Can Yaman non è stata priva di momenti controversi. Negli anni ha fatto discutere per alcune dichiarazioni pubbliche e per episodi legati alla sua vita privata. Più recentemente, notizie provenienti dalla Turchia hanno riportato l’attenzione su vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, generando grande clamore mediatico.

In questi casi, l’attore ha sempre mantenuto una linea di comunicazione piuttosto riservata, lasciando che fossero i suoi legali a chiarire la situazione. Le polemiche, tuttavia, non hanno intaccato in modo significativo il suo seguito internazionale, che resta solido e molto attivo sui social.

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Tradizione e innovazione enologica, storie di persone e di vigne nel calice

Ponte 1948
Tra il mare Adriatico e le alture delle Prealpi della zona di Conegliano, nascono i vini moderni, tecnicamente molto puliti e costanti nel tempo di una delle realtà cooperative più importanti del Veneto

Mille soci viticoltori per circa tremila ettari di vigneti, che si estendono dal Nord di Venezia fino alla zona pedemontana della provincia di Treviso. E ancora, 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno distribuite in oltre 30 Paesi nel mondo. La gamma di vini? Bianchi, rossi e rosati, dai fermi ai frizzanti, dagli spumanti ai biologici, tutti accomunati da un elevato standard qualitativo certificato e testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti dai più autorevoli interlocutori del settore.

Dietro ai numeri, c'è un nome: Ponte1948, marchio di punta di Viticoltori Ponte, una realtà cooperativa fondata nel 1948 a Ponte di Piave (Treviso). Una cantina dai grandi numeri, e per questo dalle mille attenzioni, dove l’immaginazione è essenziale e la cultura tecnica la guida. 

Qualità&Costanza

A rendere diversi i vini Ponte sono due capisaldi imprescindibili: qualità e costanza. E il merito del successo va alle persone che ogni giorno lavorano con il cuore, come una grande famiglia, e sin dall'atto costitutivo hanno rivolto lo sguardo anche all’alto valore sociale che la cantina avrebbe rappresentato nella promozione delle attività culturali, ricreative e sportive volte a promuovere gli ideali comuni di etica, rispetto, passione ed impegno.

La composizione dei vitigni vede la netta prevalenza delle uve a bacca bianca, tra cui primeggiano la DOC Prosecco (base Glera) e la DOC Pinot Grigio delle Venezie, seguiti da Chardonnay e Manzoni. Tra le uve a bacca rossa i principali vitigni sono il Merlot e il Cabernet, oltre alla tipica varietà autoctona dell’area del Piave, il Raboso, per un totale di circa 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno.

Tradizione&Innovazione

Ponte1948 crede nell’importanza della biodiversità. A fine 2023 la Cantina di Ponte di Piave è stata dichiarata ufficialmente sostenibile grazie all'ottenimento della certificazione EQUALITAS che garantisce un corretto sviluppo globale nel rispetto dell'ambiente e dei diritti umani.

Dopo attente analisi e accurate verifiche, CSQA, organismo a controllo pubblico leader nei settori "agricoltura" e "alimenti e bevande", ha certificato che il sistema di gestione della sostenibilità di Viticoltori Ponte è conforme allo standard SOPD EQUALITAS, elaborato in coerenza con i 17 obiettivi (SDGs) stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. 

Gli obiettivi fanno riferimento a temi fondamentali per lo sviluppo globale e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici e costituire società pacifiche che rispettino i diritti umani e volte alla salvaguardia di tutti gli esseri viventi.

Questo concetto, traslato nel microcosmo del vigneto, ha ispirato e guidato la creazione della linea BIO di Ponte1948 composta da tre vini d'eccellenza: Prosecco DOC Extra Dry Biologico, Pinot Grigio DOC delle Venezie Biologico e Merlot IGT Veneto Biologico nati con l'intento di favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e amica della natura.

Ma la sostenibilità è da intendersi come un processo continuo. Per questo, oltre al corretto uso delle risorse ambientali la Cantina crede nell'importanza del rispetto della dignità e dei diritti della persona è del loro benessere economico (le cosiddette “Buone Prassi” atte a garantire un approccio il più possibile etico, orientato al benessere del lavoratore e dell'ambiente).

Inoltre, l'azienda si impegna nella riduzione dell'impronta carbonica e idrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili - in particolare del fotovoltaico - e il recupero di calore e acqua dagli impianti frigoriferi, coadiuvata da un consistente incremento della coltivazione biologica nel massimo rispetto delle biodiversità 

“Unitamente a ciò – commenta Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte – la conoscenza e il rispetto dei diversi suoli, la selezione dei vitigni per la valorizzazione del territorio e il monitoraggio dell’ecosistema vigna sono il punto di partenza per l’ottenimento di risultati eccellenti riducendo al minimo l'impatto ambientale”.

A sigillare il tutto, un'altra certificazione acquisita anch'essa di recente ovvero quella di Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) emanata dal Ministero dell’Ambiente Agricoltura e foreste, un'ulteriore tutela per il consumatore immediatamente individuabile grazie al logo dell'ape presente sull'etichetta.

“Gli equilibri cambiano velocemente – conclude Vanzella – ricordandoci che nulla è scontato. Solo la cura del nostro Pianeta e una sana coesistenza, volta alla collaborazione piuttosto che all'annullamento, di tutti gli organismi possono permetterci di sognare un futuro migliore”.