Cosa fare a Roma a marzo: mostre, eventi e appuntamenti da non perdere

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Cosa fare a Roma nel mese di marzo? Ecco tutti gli appuntamenti in programma tra cultura, spettacoli e concerti

Cosa fare a Roma a Marzo? Tutti gli eventi da non mancare.

Un’agenda aggiornata con tutte le iniziative più interessanti organizzate nella Capitale e dintorni, dall’enogastronomia all’arte, dal teatro allo sport, dai festival alla cultura. Sempre con un occhio alle nuove aperture, per restare aggiornati sulle ultime novità.

Vi raccontiamo tutto, di seguito i dettagli.

Cosa fare a Roma a marzo

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Time Garden_GULISTAN_GNAMC_Foto via China- Eu Art Foundation ETS

Mostre

Dal 6 marzo all’8 aprile la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea ospita, per la prima volta in città, Gulistan con la mostra Time Garden, a cura di Gabriele Simongini. L’artista cinese intreccia Oriente e Occidente in un percorso di 45 opere nato dai suoi viaggi lungo la Via della Seta e dagli studi a Dunhuang. I pigmenti dei murales orientali dialogano con la tradizione dell’affresco europeo, mentre il tempo diventa un giardino di memorie e civiltà in trasformazione, dove figure sospese e paesaggi interiori fondono storia e immaginazione. Un invito a camminare tra le opere come in un paesaggio, tra stratificazioni, rimandi e visioni in equilibrio tra passato e presente.

Indirizzo: Viale delle Belle Arti 131

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Musica

Concerti a Roma a marzo? Il mese si apre il 4 marzo con Angelina Mango all’Auditorium della Conciliazione. Il 6 e 7 marzo doppio appuntamento con Achille Lauro al Palazzo dello Sport, mentre il 7 marzo Neffa è di scena all’Atlantico. Il 12 marzo torna Luca Carboni (Palazzo dello Sport). Il 16 marzo è la volta di Giorgia, seguita il 17 e 18 da Gigi D'Alessio, sempre al Palazzo dello Sport.

Il 19 marzo Nek si esibisce all’Auditorium Parco della Musica. Seguono Ernia (22 marzo), Olly (25 e 26 marzo) al Palazzo dello Sport ed Eddie Brock il 29 marzo al Largo Venue.

Punch Room

Eventi

Per l’8 marzo, The Rome EDITION celebra la Giornata Internazionale della Donna con un’intera giornata dedicata alle storie e ai percorsi al femminile. Si parte dalle 12.30 con l’EDITION’s Sunday Brunch accompagnato da live music.

Alle 19.00 la Punch Room (in foto) ospita un talk sull’empowerment e sul viaggio in solitaria come gesto di autonomia e riscoperta. Intervengono Nicole Marenghi e Camilla Zampini per Libere di Viaggiare, Bianca Hirata e Caterina Fantetti per DonneXStrada. Modera Alice Falsaperla, direttrice di Galleria La Nuvola e autrice di Exibart. Un’occasione di confronto che trasforma l’8 marzo in uno spazio di ascolto, condivisione e consapevolezza.

Indirizzo: Salita di S. Nicola da Tolentino 14

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Dal 7 al 9 marzo il San Paolo District ospita la nuova edizione di Vini Selvaggi, fiera indipendente dedicata ai vini naturali e all’agricoltura artigianale. Oltre 120 vignaioli da Italia, Francia, Spagna, Slovenia e Austria porteranno in degustazione etichette identitarie, legate ai territori e lontane dalle logiche industriali.

Accanto ai banchi d’assaggio (30 euro il ticket giornaliero, 15 per operatori horeca), spazio ad Area Food, corner dedicati a caffè specialty, distillati e birre artigianali, oltre a momenti di approfondimento su sostenibilità e cultura rurale. Domenica attivo anche uno spazio bambini.

Novità 2026 è la festa inaugurale “Naturalmente Selvaggi!” (7 marzo, 16–22): ingresso gratuito, mescite a pagamento e una grande enoteca con produttori ospiti, tra cui realtà dei Vulcani Laziali e del Collio-Carso. Un’apertura conviviale tra degustazioni e musica.

Indirizzo: Via Alessandro Severo 48

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WeRoad ha lanciato anche a Roma (oltre che a Milano) WeMeet, la nuova app gratuita dedicata a chi vuole ampliare il proprio giro di conoscenze e vivere esperienze fuori dalla routine.

Tra gli appuntamenti di marzo spicca la Cooking Class d’Oriente: Gyoza, in programma il 4 marzo 2026 dalle 19.00 alle 22.00 da Chef Gourmet (via dei Monti della Farnesina 77).

Una serata dedicata alla cucina giapponese per imparare a preparare i celebri ravioli alla piastra, dall’impasto alla chiusura, fino alla cottura perfetta, croccanti fuori e morbidi dentro. Insieme allo chef si realizzeranno gyoza con ripieno di carne e verza, in un’esperienza pratica e conviviale che unisce gusto, scoperta e nuove connessioni.

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Mercatini

Sabato 14 e domenica 15 marzo torna il primo appuntamento primaverile del Vintage Market Roma, ospitato negli spazi del San Paolo District, ex deposito Atac riconvertito a hub culturale.

Duecento espositori da tutta Italia animeranno un weekend dedicato a creatività e sostenibilità: abbigliamento e accessori vintage selezionati, handmade, illustrazione, libri, cosmesi bio, piante, upcycling e un’area speciale per il collezionismo tra memorabilia, poster, giocattoli e modernariato italiano. Non mancheranno food truck e dj set.

Spazio anche ai più piccoli con un’area kids e laboratori gratuiti tra collage, letture, cucito creativo e attività ispirate alla primavera. L’appuntamento inaugura la stagione, con un secondo weekend già in calendario ad aprile.

Orario: dalle 11:00 alle 20:00

Indirizzo: Via Alessandro Severo 48

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Il 7 e 8 marzo si rinnova l’appuntamento con FICUS AL MASSIMO negli spazi del Garum – Museo della Cucina, affacciato sull’area archeologica del Circo Massimo. Ingresso gratuito per un market che, per due giorni, trasforma il museo in un percorso tra creatività e ricerca contemporanea.

Tre sale su due piani ospitano decine di brand indipendenti selezionati, in un dialogo continuo tra artigianato, design e storia millenaria. Più che un semplice mercato, un’esperienza immersiva dove la scoperta diventa parte del luogo. L’edizione di marzo, in occasione dell’8 marzo, mette in luce una presenza femminile sempre più forte nel panorama creativo italiano: imprenditrici, designer e artigiane che fanno della manualità e della sostenibilità una concreta visione d’impresa.

Orario: dalle 10.30 alle 20

Indirizzo: Via dei Cerchi 87

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Sport

Domenica 22 marzo torna la Acea Run Rome The Marathon, che festeggia la 31ª edizione: 42 chilometri tra i luoghi simbolo della Capitale, dai Fori Imperiali con vista Colosseo fino al traguardo trionfale al Circo Massimo. Un percorso unico che attraversa, tra gli altri, San Pietro, piazza di Spagna e piazza Navona.

Non solo maratona: sabato 21 marzo spazio alla Acea Water Fun Run – 5 chilometri, aperta a tutti, anche con la Stracanina. Domenica si corre anche in squadra con la Staffetta Run4Rome (team da 4 persone) a sostegno del charity program. Dal 19 al 22 marzo il Circo Massimo ospita l’Expo Village: ingresso libero tra stand, talk ed eventi dedicati al mondo running.

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I segni zodiacali più fortunati di marzo sono questi 4

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Marzo è sinonimo di rinascita e riscoperta, pieno di nuove possibilità, soprattutto per questi segni zodiacali più fortunati

Marzo si apre con una nuova energia, fresca e vivace, pronta a favorire alcuni segni zodiacali più fortunati.

Con l’arrivo della primavera, le stelle incoraggiano il cambiamento, la crescita personale e nuove opportunità, offrendo occasioni concrete a chi è pronto a mettersi in gioco.

Per questi segni fortunati, il mese di marzo sarà un periodo di risveglio e slancio: progetti che ripartono, idee che trovano spazio e una maggiore fiducia nelle proprie capacità.

Senza ulteriori indugi, scopriamo allora quali sono i segni zodiacali più fortunati di marzo e come potranno sfruttare al meglio questa fase così promettente.

**Questi 5 segni zodiacali hanno più possibilità degli altri di avere successo nella vita**

**8 metodi (verificati) per diventare più fortunati**

I segni zodiacali più fortunati di marzo sono questi

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Toro

Marzo regala al Toro stabilità e risultati concreti. Dopo un periodo di riflessione, le stelle favoriscono scelte ponderate e passi avanti ben calibrati. È un mese ideale per consolidare ciò che è stato costruito e per investire energie in obiettivi a lungo termine.

La determinazione tipica di questo segno viene premiata, soprattutto in ambito professionale. Con pazienza e costanza, il Toro potrà raccogliere soddisfazioni che rafforzano sicurezza e motivazione.

Leone

Il Leone affronta il mese di marzo con entusiasmo e determinazione. Le stelle sostengono la visibilità e il desiderio di affermarsi, rendendo questo mese particolarmente positivo per chi punta a nuovi traguardi.

Creatività e fiducia in sé stessi diventano le chiavi del successo. È un periodo ideale per lanciare idee, proporre progetti e mettersi al centro della scena con naturalezza, raccogliendo riconoscimenti meritati.

Scorpione

Tra i segni zodiacali più fortunati del mese c'è lo Scorpione, per il quale marzo sarà un periodo intenso e produttivo. Le stelle sostengono la determinazione e la capacità di affrontare le situazioni con lucidità e strategia. È il momento giusto per chiudere capitoli rimasti aperti e concentrarsi su obiettivi chiari e ben definiti.

L’energia del periodo favorisce trasformazioni positive, soprattutto per chi è pronto a mettersi in discussione e a rinnovarsi. Con il giusto equilibrio tra istinto e razionalità, lo Scorpione potrà vivere un mese ricco di risultati concreti e nuove prospettive.

Pesci

Marzo rappresenta per i nati sotto il segno dei Pesci un mese di grande ispirazione e intuizioni vincenti. Le stelle favoriscono la creatività e la capacità di cogliere segnali sottili, trasformandoli in opportunità concrete. È un periodo ideale per chi desidera dare forma a un progetto personale o seguire un’intuizione rimasta in sospeso.

La sensibilità diventa una risorsa preziosa, capace di guidare verso scelte più consapevoli e soddisfacenti. È un periodo di armonia e fiducia nel futuro, momento perfetto per iniziare qualcosa di nuovo con entusiasmo.

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I segni zodiacali del cast di Bridgerton spiegano perché siamo così ossessionate dalla serie

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I segni zodiacali del cast di Bridgerton rivelano affinità sorprendenti tra attori e personaggi, spiegando il fascino magnetico della serie

Corsetti e piume, sguardi rubati e scandali sussurrati tra un valzer e l’altro. Bridgerton non è solo una serie in costume: è un universo emotivo che mescola romanticismo e desiderio alla tensione sociale, con una forza magnetica difficile da ignorare.

Ma cosa rende davvero irresistibili i suoi protagonisti? Oltre ai costumi sontuosi e alle scenografie opulente, c’è un elemento meno visibile ma altrettanto intrigante: la loro energia personale.

Guardare il cast di Bridgerton attraverso la lente dell’astrologia è un gioco affascinante: molti attori centrali della serie incarnano tratti tipici dei personaggi da loro interpretati.

Non è un caso che il mondo creato da Shonda Rhimes sia così sensuale, concreto, quasi tattile. Analizzare i segni zodiacali Bridgerton aiuta a comprendere meglio il carisma degli attori e la chimica che si sprigiona sullo schermo.

Ecco allora cosa raccontano le stelle sui protagonisti della serie.

**Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton**

**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**

I segni zodiacali del cast di Bridgerton: l’astrologia della serie Netflix

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Jonathan Bailey (aka Anthony Bridgerton) - Toro

Jonathan Bailey, l’indimenticabile Anthony Bridgerton, è del segno del Toro. E si vede. Governato da Venere, il Toro è il segno della sensualità, del piacere e della presenza magnetica. Bailey incarna perfettamente quell’intensità silenziosa che rende Anthony tanto tormentato quanto irresistibile.

I Toro sono noti per il loro carisma naturale e per un fascino che non ha bisogno di eccessi. La loro energia è stabile e concreta; proprio come l’evoluzione del visconte, che da spirito inquieto diventa uomo consapevole del proprio cuore. Tra i segni zodiacali Bridgerton, il Toro è forse quello che meglio rappresenta l’estetica opulenta e passionale della serie.

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Nicola Coughlan (aka Penelope Featherington, aka Lady Whistledown) - Capricorno

Nicola Coughlan, volto di Penelope Featherington, è un Capricorno. Disciplinata, ironica, incredibilmente determinata: qualità che si riflettono sia nell’attrice sia nel suo personaggio.

Il Capricorno è governato da Saturno, pianeta della responsabilità e dell’ambizione. Dietro l’apparente ingenuità di Penelope si nasconde una mente brillante e strategica, proprio come quella tipica di questo segno di Terra

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Adjoa Andoh (aka Lady Danbury) - Capricorno

Anche Adjoa Andoh, la maestosa Lady Danbury, è nata sotto il segno del Capricorno. La sua presenza scenica autorevole, la postura regale, lo sguardo fermo: tutto parla di leadership naturale.

Il Capricorno ama il potere inteso come responsabilità, non come ostentazione. E Lady Danbury incarna esattamente questo: una donna che conosce le regole del gioco e sa come usarle. È il lato più maturo e strategico dei segni zodiacali del cast di Bridgerton.

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Golda Rosheuvel (aka Regina Charlotte) - Toro

Golda Rosheuvel, la regina Charlotte, è Toro. Ancora una volta, Venere domina la scena. Lusso, eleganza, amore per la bellezza e una presenza che impone rispetto: caratteristiche tipicamente taurine.

Il Toro non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. La sua forza è nella solidità, nel senso estetico, nella capacità di rendere ogni spazio più armonioso. In un mondo come quello di Bridgerton, dove il dettaglio visivo è fondamentale, questa energia è perfettamente coerente.

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Simone Ashley (aka Kate Sharma) - Ariete

Simone Ashley, l’indomita Kate Sharma, è Ariete. Segno di Fuoco governato da Marte, l’Ariete è audace, diretto, competitivo. Kate non teme il confronto, anzi lo cerca.

Quell’energia combattiva, quell’intensità nei dialoghi con Anthony, quella passione che esplode sotto la superficie: sono tratti marcatamente arietini. Tra i segni zodiacali di Bridgerton, l’Ariete rappresenta l’impulso, il desiderio che brucia senza filtri.

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Luke Thompson (aka Benedict Bridgerton) - Cancro

Luke Thompson, interprete di Benedict Bridgerton, è del segno del Cancro. Sensibile, intuitivo, profondamente legato agli affetti. Il Cancro è un segno d’Acqua che vive di emozioni sottili e di connessioni autentiche.

Benedict è l’artista della famiglia, il sognatore. La sua ricerca di identità e amore riflette la natura emotiva di questo segno zodiacale, che sente prima ancora di capire.

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Claudia Jessie (aka Eloise Bridgerton) - Scorpione

Claudia Jessie, la ribelle Eloise Bridgerton, è dello Scorpione. Intensa, anticonvenzionale, profondamente indipendente. Le persone nate sotto questo segno zodiacale non accettano le regole imposte, bensì le mettono in discussione.

Eloise sfida la società Regency con spirito critico e coraggio intellettuale. La sua forza trasformativa, in grado di rompere gli schemi.

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Luke Newton (aka Colin Bridgerton) - Acquario

Luke Newton, che interpreta Colin Bridgerton, è nato sotto il segno dell'Acquario. Visionario, curioso, amante della libertà: l’Acquario osserva il mondo con uno sguardo originale, spesso fuori dagli schemi.

Colin incarna quell’energia leggera ma profonda, capace di sorprendere. È il segno dell’innovazione e del cambiamento, qualità che rendono il suo percorso romantico imprevedibile.

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Hannah Dodd (aka Francesca Bridgerton) - Toro

Elegante e avvolta da un’aura di mistero affascinante, il segno del Toro conferisce ad Hannah Dodd una presenza stabile, sensuale e rassicurante, qualità che si sposano perfettamente con il ruolo di Francesca Bridgerton.

Personaggio silenzioso ma profondamente riflessivo, Francesca valorizza comfort, stabilità, emozioni e gioie autentiche della vita; elementi a cui i Toro non rinunciano mai.

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Yerin Ha (aka Sophie Baek) - Capricorno

Riservata ma tenace, l’essenza del segno del Capricorno di Yerin Ha, che interpreta la protagonista della quarta stagione Sophie Baek, le dona una maturità precoce, ideale per il suo ruolo nella serie.

Il suo personaggio mantiene compostezza ed eleganza mentre affronta le complessità dell’alta società, trovando infine la propria versione di una fiaba romantica. Il Capricorno non è diverso: è noto per costruire forza e successo con pazienza e determinazione nel tempo

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5 cose che (probabilmente) non sapete di Can Yaman

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Dalla laurea in Giurisprudenza al successo internazionale, fino al palco dell'Ariston per Sanremo: ecco 5 curiosità su Can Yaman

La sua apparizione alla prima serata del Festival di Sanremo ha riacceso immediatamente i riflettori su di Can Yaman. Elegante, magnetico, con quel mix di fascino internazionale e intensità mediterranea che lo ha reso uno dei volti più amati delle serie tv degli ultimi anni.

Attore, modello, ex avvocato, star globale capace di far impazzire le fan tra Turchia, Italia e Spagna, Can Yaman è molto più di un volto da copertina (o di un ospite sul palco dell'Ariston). È uno dei protagonisti più discussi e seguiti del panorama entertainment contemporaneo.

Ma dietro l’immagine del divo si nasconde un percorso personale e professionale che pochi conoscono. Ecco allora cinque curiosità che raccontano meglio chi è davvero.

5 curiosità su Can Yaman

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1. Prima di diventare attore aveva una carriera da avvocato

Non tutti sanno che Can Yaman ha una formazione accademica solidissima. Laureato in Giurisprudenza all’Università Yeditepe di Istanbul, ha esercitato per un breve periodo la professione di avvocato prima di dedicarsi completamente alla recitazione

Il diritto, raccontano alcune interviste, gli ha lasciato in eredità rigore e metodo. Qualità che oggi applica sul set, dove è noto per la preparazione maniacale dei ruoli e per l’impegno fisico nelle scene d’azione.

2. Il successo mondiale con le serie romantiche

La popolarità internazionale arriva con le serie turche esportate in Europa e America Latina. Titoli come DayDreamer – Le ali del sogno e Bitter Sweet lo trasformano in un fenomeno globale. Il pubblico si innamora del suo carisma e dell’intensità con cui interpreta personaggi romantici ma complessi. E anche, diciamolo, della sua bellezza. 

In Italia, in particolare, il successo è stato travolgente: ospitate televisive, copertine, campagne pubblicitarie e un seguito social impressionante. Questo successo deriva anche dal fatto che parla fluentemente diverse lingue (tra cui turco, italiano, inglese, tedesco e spagnolo).

3. Un legame speciale con l’Italia

Il rapporto tra Can Yaman e l’Italia va oltre il semplice successo televisivo. Negli ultimi anni ha scelto di lavorare stabilmente nel nostro Paese, collaborando con produzioni italiane e partecipando a eventi di grande visibilità, come appunto il Festival di Sanremo.

L’Italia rappresenta per lui un mercato importante ma anche un luogo dove sperimentare nuove sfide artistiche. Non a caso, ha dichiarato più volte di sentirsi accolto e sostenuto dal pubblico italiano, che continua a seguirlo con entusiasmo.

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4. L’impegno fisico per i ruoli più action

Se inizialmente il nome di Can Yaman era associato soprattutto ai ruoli romantici, negli ultimi anni ha deciso di cambiare registro. Per la serie storica El Turco e per il progetto internazionale Sandokan, l'attore ha affrontato una trasformazione fisica significativa, sottoponendosi a lunghi allenamenti e a una preparazione atletica intensa.

Allenamento quotidiano, arti marziali, equitazione e una dieta rigidissima: l’attore ha spesso raccontato quanto sia importante per lui calarsi completamente nei personaggi. Un approccio quasi “da atleta”, che contribuisce a rafforzare l’immagine di un professionista determinato a non restare intrappolato in un solo tipo di ruolo.

5. Le polemiche e le vicende giudiziarie

Come spesso accade alle star internazionali, la carriera di Can Yaman non è stata priva di momenti controversi. Negli anni ha fatto discutere per alcune dichiarazioni pubbliche e per episodi legati alla sua vita privata. Più recentemente, notizie provenienti dalla Turchia hanno riportato l’attenzione su vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, generando grande clamore mediatico.

In questi casi, l’attore ha sempre mantenuto una linea di comunicazione piuttosto riservata, lasciando che fossero i suoi legali a chiarire la situazione. Le polemiche, tuttavia, non hanno intaccato in modo significativo il suo seguito internazionale, che resta solido e molto attivo sui social.

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Tradizione e innovazione enologica, storie di persone e di vigne nel calice

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Tra il mare Adriatico e le alture delle Prealpi della zona di Conegliano, nascono i vini moderni, tecnicamente molto puliti e costanti nel tempo di una delle realtà cooperative più importanti del Veneto

Mille soci viticoltori per circa tremila ettari di vigneti, che si estendono dal Nord di Venezia fino alla zona pedemontana della provincia di Treviso. E ancora, 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno distribuite in oltre 30 Paesi nel mondo. La gamma di vini? Bianchi, rossi e rosati, dai fermi ai frizzanti, dagli spumanti ai biologici, tutti accomunati da un elevato standard qualitativo certificato e testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti dai più autorevoli interlocutori del settore.

Dietro ai numeri, c'è un nome: Ponte1948, marchio di punta di Viticoltori Ponte, una realtà cooperativa fondata nel 1948 a Ponte di Piave (Treviso). Una cantina dai grandi numeri, e per questo dalle mille attenzioni, dove l’immaginazione è essenziale e la cultura tecnica la guida. 

Qualità&Costanza

A rendere diversi i vini Ponte sono due capisaldi imprescindibili: qualità e costanza. E il merito del successo va alle persone che ogni giorno lavorano con il cuore, come una grande famiglia, e sin dall'atto costitutivo hanno rivolto lo sguardo anche all’alto valore sociale che la cantina avrebbe rappresentato nella promozione delle attività culturali, ricreative e sportive volte a promuovere gli ideali comuni di etica, rispetto, passione ed impegno.

La composizione dei vitigni vede la netta prevalenza delle uve a bacca bianca, tra cui primeggiano la DOC Prosecco (base Glera) e la DOC Pinot Grigio delle Venezie, seguiti da Chardonnay e Manzoni. Tra le uve a bacca rossa i principali vitigni sono il Merlot e il Cabernet, oltre alla tipica varietà autoctona dell’area del Piave, il Raboso, per un totale di circa 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno.

Tradizione&Innovazione

Ponte1948 crede nell’importanza della biodiversità. A fine 2023 la Cantina di Ponte di Piave è stata dichiarata ufficialmente sostenibile grazie all'ottenimento della certificazione EQUALITAS che garantisce un corretto sviluppo globale nel rispetto dell'ambiente e dei diritti umani.

Dopo attente analisi e accurate verifiche, CSQA, organismo a controllo pubblico leader nei settori "agricoltura" e "alimenti e bevande", ha certificato che il sistema di gestione della sostenibilità di Viticoltori Ponte è conforme allo standard SOPD EQUALITAS, elaborato in coerenza con i 17 obiettivi (SDGs) stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. 

Gli obiettivi fanno riferimento a temi fondamentali per lo sviluppo globale e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici e costituire società pacifiche che rispettino i diritti umani e volte alla salvaguardia di tutti gli esseri viventi.

Questo concetto, traslato nel microcosmo del vigneto, ha ispirato e guidato la creazione della linea BIO di Ponte1948 composta da tre vini d'eccellenza: Prosecco DOC Extra Dry Biologico, Pinot Grigio DOC delle Venezie Biologico e Merlot IGT Veneto Biologico nati con l'intento di favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e amica della natura.

Ma la sostenibilità è da intendersi come un processo continuo. Per questo, oltre al corretto uso delle risorse ambientali la Cantina crede nell'importanza del rispetto della dignità e dei diritti della persona è del loro benessere economico (le cosiddette “Buone Prassi” atte a garantire un approccio il più possibile etico, orientato al benessere del lavoratore e dell'ambiente).

Inoltre, l'azienda si impegna nella riduzione dell'impronta carbonica e idrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili - in particolare del fotovoltaico - e il recupero di calore e acqua dagli impianti frigoriferi, coadiuvata da un consistente incremento della coltivazione biologica nel massimo rispetto delle biodiversità 

“Unitamente a ciò – commenta Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte – la conoscenza e il rispetto dei diversi suoli, la selezione dei vitigni per la valorizzazione del territorio e il monitoraggio dell’ecosistema vigna sono il punto di partenza per l’ottenimento di risultati eccellenti riducendo al minimo l'impatto ambientale”.

A sigillare il tutto, un'altra certificazione acquisita anch'essa di recente ovvero quella di Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) emanata dal Ministero dell’Ambiente Agricoltura e foreste, un'ulteriore tutela per il consumatore immediatamente individuabile grazie al logo dell'ape presente sull'etichetta.

“Gli equilibri cambiano velocemente – conclude Vanzella – ricordandoci che nulla è scontato. Solo la cura del nostro Pianeta e una sana coesistenza, volta alla collaborazione piuttosto che all'annullamento, di tutti gli organismi possono permetterci di sognare un futuro migliore”.