Cosa fare a Milano nel weekend del 18 e 19 giugno

Il weekend del 18 e 19 giugno a Milano sarà caldissimo. E no, non parliamo delle temperature (che pure non saranno "fresche"), ma di impegni.
Le cose da fare a Milano sono tante e il tempo sempre troppo poco. Ecco perché abbiamo pensato di farvi cosa gradita selezionando per voi gli eventi più interessanti e i locali nuovi che secondo noi dovreste provare, per rimanere al passo coi cambiamenti e le nuove tendenze in città.
Tra mercatini, visite guidate in notturna, spettacoli e sport, c'è solo da scegliere e organizzarsi al meglio.
Cosa fare a Milano nel weekend
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Aperti per Voi Sotto le Stelle
Fino al 19 giugno il Touring Club Italiano organizza l'iniziativa volta a rendere la bellezza, l’arte e la cultura beni accessibili a tutti, attraverso aperture prolungate e straordinarie.
Grazie ai suoi volontari sarà possibile ammirare palazzi, residenze e chiese solitamente poco note.
Tra gli eventi più interessanti:
“Invito a Palazzo” a Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno (MB). Sabato 18 giugno, a partire dalle ore 18:30 Touring Club Italiano invita a scoprire la ricchezza della sontuosa residenza del Conte Bartolomeo III Arese, che per la prima volta aprirà eccezionalmente le porte di alcune sale non restaurate. Qui, alla luce del crepuscolo, si godrà di un raffinato cocktail a tema “tramonto rosa”, accompagnato da eleganti note dell’arpa.
Visite culturali con traduzione in LIS (Lingua dei segni italiana) a Casa Museo Boschi Di Stefano (Milano): Sabato 18 giugno ore 15:30 e 16:30. Gli ambienti della Casa Museo, costellati dalle splendide opere che rappresentano un unicum dell’arte novecentesca, si intrecceranno agli aneddoti tratti dalla vita dei coniugi Boschi Di Stefano grazie al racconto dei soci volontari del TCI tradotti simultaneamente in LIS.
Visite guidate in lingua ucraina nella Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore (Milano): Venerdì 17 giugno ore 16:30. Un’occasione di accoglienza per il popolo ucraino, attraverso la visita in lingua condotta dalla guida Orysya Maksymyuk rivolta ad alcune famiglie di profughi in fuga dalla guerra, ospitati dalla nostra città.
Info e prenotazioni su: touringclub.it/sottolestelle
"Quattro giri" da e/n enoteca naturale
Non è più soltanto un wine bar con cucina: il locale che sorge negli spazi di Casa Emergency, con giardino con vista sulla Basilica di Sant'Eustorgio, abbina ora alla selezione di vini naturali una proposta gastronomica da leccarsi i baffi. Il merito è (anche e soprattutto) dello chef Gianmaria Errico, classe 1995, bergamasco, già demi chef di ASKA** (New York) e di Da Vittorio*** (Bergamo).
Il risultato è un menù degustazione di quattro portate (più stuzzichino per iniziare): sapori naturali e autentici, attenti alla stagionalità ma anche alla sperimentazione e agli abbinamenti non scontati, che riescono ad aggiungere un tocco in grado di sorprendere le papille gustative.
Il menù cambia ogni due settimane e nonostante si chiami degustazione è, oltre che ottimo, abbondante.
Riservato a 40 commensali alla volta (su prenotazione, al costo fisso di 40€, bevande escluse) è da scoprire in abbinamento alla ricca selezione di vini naturali della cantina, a cena (tutti i giorni della settimana) o per il pranzo della domenica.
«e/n ha un’idea di fondo, quella di fare cultura del vino naturale (nomen omen!) e del cibo, attraverso la convivialità, per combinare la ricerca in cantina e in cucina a un’atmosfera allegra. È un wine bar e un ristorante all’interno di un edificio (e di un giardino) di proprietà del Comune di Milano, destinato poi ad EMERGENCY – di cui siamo sostenitori e ne condividiamo i valori. Per questo non può che essere uno spazio aperto alla città, pensato per accompagnare gli ospiti in un’esperienza fatta di sapori, scambio e scoperta. Perché – siamo convinti – si possono fare cose importanti anche intorno a una tavola e davanti a un bicchiere di vino”, racconta Guido Cerretani, fondatore del progetto e/n, insieme a Marta Giannotti e Francesca Agnello».
e/n enoteca naturale: Via Santa Croce 19/A
Viniamo + Wine & Sound
Da venerdì 17 a domenica 19 giugno, in Piazza Città di Lombardia, Arte del Vino, in collaborazione con Ambrosiana Wine, organizza Viniamo + Wine & Sound, evento dedicato sia a operatori e professionisti sia ad appassionati.
Protagoniste un centinaio di etichette fra le più rappresentative del panorama vitivinicolo italiano, ma non solo: le sere di venerdì e sabato, infatti, l’atmosfera si accenderà con Wine & Sound, special party per celebrare lo spirito di convivialità che ogni calice di vino porta con sé: alle note del nettare di Bacco si accompagneranno quelle dei dj set che animeranno la piazza.
East Market
Nuovo appuntamento con East Market, l’evento del vintage milanese dedicato a privati e professionisti, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare, in programma in viale Mecenate domenica 19 giugno.
East Market, da sempre sostenitore della diversità, ha accolto negli anni pubblico ed espositori rappresentanti del mondo LGBTQIA+, e questo giugno in collaborazione di Milano Pride partecipa alle iniziative che in tutto il mondo si festeggiano proprio in questo mese.
Assieme ai consueti 300 selezionati espositori da tutta Italia tornano con migliaia di oggetti insoliti e stravaganti, saranno presenti i volontari di Milano Pride a disposizione del pubblico distribuendo materiale informativo sulla manifestazione dell’orgoglio delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, asessuali, intersex e queer, contro ogni forma di violenza e discriminazione.
Tra gli stand, poi, non mancheranno i capi d'abbigliamento vintage, l'artigianato più raffinato, rari dischi in vinile e colorati complementi d'arredo. Come sempre, spazio anche al food and beverage e ai dj set.
BAM Circus - Il Festival delle meraviglie al parco
All’interno del programma culturale di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano arriva la prima edizione del festival internazionale BAM Circus - Il Festival delle meraviglie al parco, ideato e diretto da Francesca Colombo, Direttore Generale Culturale di BAM, Fondazione Riccardo Catella.
Da venerdì 17 sera a domenica 19 giugno, per tutto il giorno, il festival vede protagonista il teatro di strada contemporaneo con un programma prodotto e realizzato in stretta connessione con le specificità del Parco per offrire il suo ricco palinsesto culturale completamente open air e di respiro internazionale.
Ogni giorno si terranno performance, giochi, laboratori, picnic, street food e tanti sorprendenti BAMoment per un totale di 27 appuntamenti, gratuiti e aperti a tutti, come tutto il palinsesto di BAM.
Riparte il cinema all'aperto di AriAnteo
Con l'estate riprende anche il cinema all'aria aperta. Al via la 33ª edizione di AriAnteo, la tradizionale rassegna di cinema en plein air che da giugno a settembre illumina le serate milanesi.
Le sedi sono ormai un grande classico, al Chiostro dell'Incoronata e nel cortile di Palazzo Reale.
Il 17 giugno in programma Belfast di Kenneth Branagh e Il capo perfetto di Fernando León de Aranoa. AriAnteo Palazzo Reale apre il 18 giugno con House of Gucci di Ridley Scott.
Nuovi locali da provare
In corso San Gottardo ha inaugurato da pochissimo A 3 Strati, locale che nasce dalla passione di Adriano e Amalia per gli Stati Uniti, meta di tanti loro viaggi. Così, i due giovani soci decidono di avviare un progetto dedicato all’elogio del club sandwich, tipico prodotto di origine Americana, riproposto non solo nella sua versione classica, ma rielaborato anche in chiave italiana attraverso una selezione e ricerca degli ingredienti e delle materie prime.
La proposta si arricchisce di tanti altri piatti per accontentare i diversi gusti, rendendo così l’offerta di A 3 Strati perfetta in ogni momento della giornata.
In piazza Liberty, invece, sabato 18 giugno apre EL&N, il café più instagrammabile del mondo. La location d'eccezione è la Liberty Tower, in cui l'area bar e lounge si espanderanno su tre piani nella palette rosa e di tinte pastello che è ormai un segno distintivo del brand a livello internazionale.
EL&N è l’acronimo di Eat, Live & Nourish – una filosofia che guida ed ispira le attività e l’offerta del café: una deliziosa food e drink selection, da assaporare in un ambiente elegante, colorato e stimolante e che infonda positività.
Un'estate di sport e divertimento per i più piccoli
Il Club Ambrosiano, club sportivo con una forte tradizione tennistica a Milano, presenta i Summer Camp 2022: un programma ricco di intrattenimento e attività per ragazzi, per conoscere nuovi amici e condividere la propria passione per il tennis.
Il Club Ambrosiano organizza un'estate di sport dal 13 giugno al 29 luglio e dal 22 agosto fino al 9 settembre.
Anche Aspria organizza il suo International Aspria Summer Camp 2022, che ha come file rouge dell’intera esperienza “Educazione digitale per un uso sano dello smartphone”, con l’obiettivo di insegnare ai più piccoli a vivere un sano equilibrio tra vita on-line e off-line, con regole e consigli su come bilanciare al meglio l'utilizzo del dispositivo tecnologico e le altre attività del tempo libero.
Le attività si terranno dal 13 giugno al 5 agosto e dal 22 agosto fino al 9 settembre.
La special edition per celebrare l’International Sushi Day
In occasione dell’lnternational Sushi Day del 18 giugno, Deliveroo, in collaborazione con Basara Sushi, rende omaggio ad una delle specialità più amate della cucina del Sol Levante, in una versione tricolore.
Una special edition di uramaki “caprese” che unisce la tradizione gastronomica giapponese e quella italiana, accompagnando a ingredienti tipici del sushi, sapori freschi e nostrani come la mozzarella, il pomodoro, il prosciutto crudo ed il basilico.
Gli speciali uramaki caprese, realizzati con un ripieno di avocado e prosciutto crudo ed una copertura di mozzarella, dadolata di pomodorini e basilico, saranno ordinabili in esclusiva sulla piattaforma di Deliveroo da Basara Sushi a Milano dal 17 al 19 giugno.
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Come funziona il metodo dei 90 minuti per svegliarsi sempre riposati

Quante volte vi siete svegliate con la sensazione di non aver dormito affatto, nonostante abbiate passato una buona dose di tempo a letto? Il segreto per alzarsi riposati non risiede tanto nella quantità di ore dormite, quanto nella qualità dei cicli del sonno: ed è qui che entra in gioco il metodo 90 minuti.
Secondo gli esperti, il nostro riposo è scandito da fasi che si susseguono in cicli di circa un’ora e mezzo, e sintonizzarsi su questi intervalli può fare la differenza tra svegliarsi stanchi o sentirsi davvero rigenerate.
Non è un trucco di magia, né l’ennesima moda di benessere: è un approccio basato sulla fisiologia del sonno, che può essere facilmente adattato alla routine quotidiana.
Il metodo 90 minuti nasce, infatti, dall’osservazione che il sonno non è un blocco uniforme, ma una successione di fasi (nello specifico dalla leggerezza al sonno profondo, fino al REM, la fase in cui sogniamo) che si ripetono ciclicamente.
Comprendere e rispettare questa dinamica può aiutarci a scegliere l’ora migliore per andare a letto e, soprattutto, per svegliarci nel momento giusto del ciclo.
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Perché dormire a cicli di 90 minuti aumenta il benessere
Il nostro sonno è suddiviso in più fasi: leggera, profonda e REM, ognuna con una funzione precisa. Queste fasi si susseguono in cicli di circa 90 minuti: un periodo biologico naturale durante il quale il cervello e il corpo passano da uno stato all’altro.
Se ci si sveglia nel bel mezzo di un ciclo, per esempio, durante il sonno profondo, è molto più probabile alzarsi con quella spiacevole sensazione di pesantezza e confusione mattutina, spesso definita “inerzia del sonno”.
Il metodo dei 90 minuti sfrutta questa conoscenza: se programmiamo il risveglio alla fine di un ciclo completo, il corpo è già in una fase più leggera e il cervello più pronto a “ripartire”.
Come applicare il metodo 90 minuti nella vita reale
Applicare questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma non è complicato. Il primo passo è capire a che ora volete svegliarvi, e da lì contare i cicli all’indietro. Un esempio pratico? Se vi addormentate alle 23:00:
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un ciclo da 90 minuti vi porta alle 00:30,
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tre cicli (4,5 ore) alle 03:30,
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quattro cicli (6 ore) alle 05:00,
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cinque cicli (7,5 ore) alle 06:30.
Per chi fatica ad addormentarsi, può essere utile avvicinarsi gradualmente al metodo: fissare un orario fisso per andare a letto e puntare a completare, per esempio, quattro o cinque cicli completi. Anche l’uso di app che monitorano i cicli del sonno può dare un’indicazione utile se non siete ancora in sintonia con i vostri ritmi naturali.
Un altro aspetto importante è prepararsi al meglio per un sonno regolare: ridurre l’uso di schermi prima di dormire, limitare caffeina e alcol già dal primo pomeriggio, e creare un ambiente buio, fresco e silenzioso dopo potersi riposare. Queste abitudini non solo favoriscono l’addormentamento, ma aiutano anche a mantenere cicli del sonno più coerenti e regolari.
Infine, è importante ricordare che non esiste una “formula perfetta” valida per tutti: il metodo 90 minuti è uno strumento che può aiutare molte persone a ottimizzare il proprio riposo, ma ogni organismo ha le sue differenze. Tuttavia, ascoltare il proprio corpo, rispettare i ritmi naturali e puntare a cicli di sonno completi può essere un passo concreto verso una sveglia più leggera e più energia per la giornata.
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Perché tutti stanno postando foto e trend del 2016

Il 2026 è il nuovo 2016.
Sicuramente già visto questa frase sulle vostre bacheche social, soprattutto su Instagram e TikTok. Utenti che stanno rispolverando foto, filtri, look e riferimenti dell’anno che ora sembra un’epoca d’oro digitale: il 2016.
Non si tratta solo di una semplice tendenza, di un salto nel passato per gioco, ma di una riflessone culturale, che racconta come molti stiano guardando indietro con nostalgia verso un tempo percepito come più semplice, spontaneo e autentico.
Ma cosa significa davvero il trend 2016 e perché sta prendendo piede proprio ora? Ecco la risposta.
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Che cos’è il trend del 2016
“2026 is the new 2016” è un movimento di nostalgia digitale che sta spopolando sui social da inizio anno. Gli utenti condividono foto e video risalenti a dieci anni fa, spesso con filtri vintage o estetiche che ricordano i primi anni dell’era smartphone, come effetti sgranati e selfie con filtri di Snapchat.
L’hashtag #2016 è tornato virale e conta milioni di post, mentre molte clip includono riferimenti alla cultura pop di quel periodo; dalla mania di Pokémon Go alle hit musicali che definivano l’estate, fino all’abbigliamento iconico con skinny jeans, maxi orecchini, chokers.
Come e perché è nato questo fenomeno
Alla base di questo boom nostalgico ci sono diversi fattori. In primo luogo, il 2016 segna un periodo che molti ricordano come spensierato, soprattutto rispetto all’attuale contesto globale e digitale più frenetico e complesso.
Esperti di social media e cultura digitale sottolineano che per molti utenti, soprattutto millennial e parte della Gen Z, il 2016 rappresenta un tempo precedente alla saturazione degli algoritmi, alla pubblicità invasiva e alla cooptazione dei social da parte dell’intelligenza artificiale. La piattaforma stessa (Instagram, ovviamente) era meno curata, più casual. Un luogo di condivisione semplice piuttosto che uno spazio di branding personale.
Proprio per questo, in un periodo in cui le notizie globali sembrano sempre più pesanti e le piattaforme digitali più performative che mai, guardare al passato è diventato un modo per ritrovare leggerezza e autenticità.
Una nostalgia che va oltre le immagini
Il ritorno al 2016 non è solo un tuffo nei vecchi selfie con filtri: è una risposta emotiva a un presente percepito come frammentato e iper-curato.
Secondo gli esperti di comunicazione, infatti, molti utenti ricordano quel periodo come un’epoca in cui la condivisione era spontanea, l’estetica meno meditata e l’esperienza digitale più leggera, prima delle dinamiche algoritmiche che oggi dominano ogni feed.
La nostalgia si esprime in modo lieve e giocoso, ma al tempo stesso intenso, perché non riguarda solo la memoria personale: riporta in vita un’epoca in cui i social (Instagram in particolare) erano meno performativi, meno perfezionati e più “reali”.
E mentre le conversazioni sulla nostalgia virtuale continuano a dominare i social, c’è chi invita a non dimenticare che il 2016 non era perfetto; e che ogni epoca, per quanto ricordata con affetto, ha le sue complessità. Ma forse è proprio nell’idea di semplicità che tanti stanno trovando, oggi, un piccolo spazio di conforto.
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Una nuova collezione di IKEA prova a guarirci dallo stress facendoci giocare

Storing is boring, a meno che non si usi il gioco per farlo. Lo ha dimostrato Mary Poppins schioccando le dita, lo proclama Ikea a ogni nuova collezione. E ancora di più oggi che lancia GREJSIMOJS, una linea che proprio dal gioco prende spunto per realizzare prodotti che piacciano sia ai grandi che ai piccoli.
33 pezzi dedicati all'importanza del gioco come migliore alleato contro lo stress - una ricerca dell’IKEA Play Report ha dimostrato infatti che il gioco aiuta a ridurre lo stress e stimolare creatività e curiosità anche negli adulti.
Da lì la trasformazione degli oggetti di uso comune in elementi divertenti, che si tratti di un gattino porta oggetti, un pouf che al suo interno nasconde uno spazio di archiviazione (e dei denti da mostro) o di un cactus appendiabiti su cui lanciare il cappello al rientro a casa come un cowboy nei saloon.
O, ancora: cuscini a forma di peluche o colorati e impilabili uno sull'altro, casse bluetooth a forma di porcellino, soprammobili che si montano e smontano per creare forme e animali diversi.
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La collezione è nata da un appello aperto ai designer: immaginate una casa divertente, che lo sia per i bambini ma anche per i grandi.
Hanno risposto in 20 designer, e le creazioni di 12 di loro sono poi diventate questi 33 prodotti che due anni dopo quell'appello arriveranno nei negozi Ikea di tutto il mondo.
Per realizzarla, i designer hanno reinterpretato gesti e giochi dell'infanzia trasformandoli in oggetti utili quanto divertenti.
«Le nostre giornate sono piene di cose da fare, ricordare, sbrigare. Il nostro intento è stato quello di alleggerire parte di quello stress, cercando di sostituire ai piccoli momenti stressanti piccoli momenti di svago. Tuo figlio entra in casa e butta per terra giacca e cappello? Forse se la sfida è quella di lanciare il cappello sul braccio di un cactus come fosse un cowboy non lo farà più. Riordinare ti annoia? Vedere i denti all'interno di un pouf che si rivelano potrebbe regalarti un sorriso», ci spiega Maria Törn, Range Area Manager di Ikea, «vogliamo che il gioco diventi parte integrante della casa».
E in effetti la collezione, con cui abbiamo giocato che abbiamo visto dal vivo in anteprima, ti porta davvero a giocare.
O ad accarezzare la testa di una lampada a forma di giraffa seduta, che si accende e si spegne schiacciandole il naso.
«Abbiamo visto che la collezione avrebbe funzionato quando abbiamo notato che gli stessi designer si affezionavano ai prodotti che c'erano in ufficio», racconta Akanshka Deo, una delle designer della collezione.
«Ogni prodotto Ikea viene fatto testare nelle case dei dipendenti, per verificarne la qualità, la comodità e il funzionamento, ma in questo caso anche prima di entrare nelle case il feedback era chiaro: chi passava di fianco a una scrivania dove c'era una lampada a forma di cagnolino non poteva fare a meno di accarezzarla».
In questo caso, poi, il test è stato fatto fare anche ai bambini, a cui è stato chiesto di interagire con i prodotti per verificarne la funzionalità.
«Per un adulto il gioco non è più intuitivo come lo è per un bambino mentre volevamo che questi prodotti lo fossero per consentire anche agli adulti di ottenerne i benefici», spiega Maria Törn.
«Anche la scelta dei colori rivela la doppia destinazione dei prodotti: non colori primari ma la loro variante più sabbiosa o elaborata: i cuscini impilabili hanno volontariamente dei toni che piacciono ai bambini ma che stanno bene nelle stanze degli adulti», riprende Akanshka Deo, «proprio perché la destinazione di questa collezione non è necessariamente la stanza dei bambini, ma è un invito per tutti a giocare».
La collezione GREJSIMOJS, che si pronuncia come se le J fossero I (greisimois) e che in svedese significa più o meno piccola cosa divertente, o oggettino divertente, sarà in vendita nei negozi IKEA e online a febbraio 2026
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Come coltivare la resilienza: 7 pratiche per affrontare la vita con più forza e leggerezza

Nel lessico del benessere contemporaneo c’è una parola che torna con insistenza: resilienza. Non perché sia di moda, ma perché risponde a un bisogno concreto. Viviamo in un tempo segnato da cambiamenti rapidi, incertezze diffuse e una stanchezza che non è solo fisica ma anche, e soprattutto, mentale.
E così, più che cercare soluzioni drastiche o trasformazioni improvvise, cresce il desiderio di costruire una forza diversa: meno appariscente, ma più stabile.
Parlare oggi di resilienza significa interrogarsi su come affrontiamo gli imprevisti, lo stress quotidiano, le fasi di passaggio e tutto quanto la vita ci mette davanti. Non si tratta di “tenere duro” a tutti i costi, ma di sviluppare strumenti interiori che permettano di adattarsi, recuperare, ripartire.
Una competenza che non è innata, ma che si può coltivare nel tempo, attraverso abitudini consapevoli e pratiche alla portata di tutti.
Cos’è la resilienza e perché è così importante
La resilienza non è una parola astratta o una moda del momento: è la capacità di affrontare eventi stressanti o difficili e di uscirne con maggiore consapevolezza. Non significa essere immuni alle difficoltà, ma imparare a gestirle con strumenti che potenziano la tranquillità mentale e l’adattamento emotivo. È un processo dinamico che cresce con l’esperienza, la riflessione e la cura di sé, e che ci rende capaci di guardare avanti anche quando il cammino si fa accidentato.
Ecco allora sette pratiche che aiutano a rafforzare la resilienza e a vivere le difficoltà con maggiore equilibrio e lucidità.
**Il vero segreto della felicità è la resilienza: cos’è e come allenarla**
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1. Coltivare una mentalità di crescita
Avere una mentalità di crescita significa vedere gli ostacoli non come muri invalicabili, ma come opportunità di apprendimento. Invece di pensare “non sono capace”, si impara a dire “sto imparando”.
Questa prospettiva riduce l’ansia, incentiva la curiosità e alimenta la resilienza perché sposta l’attenzione dal fallimento alla scoperta. Alcune strategie includono abbracciare consapevolmente le imperfezioni, accettare critiche costruttive, prendere rischi calcolati e dare a se stessi il tempo di lavorare attraverso le sfide.
2. Prendersi cura di sé con amore
La cura di sé non è un lusso, è una necessità per costruire resilienza. Prendersi cura del corpo e della mente significa individuare ciò che ci nutre davvero (che sia un bagno caldo, una camminata nel parco o semplicemente dieci minuti di respiro profondo) e farne una priorità.
Fondamentale è anche definire limiti sani: dire no quando serve, ascoltare la propria stanchezza e dare valore al riposo. Strategie semplici come tenere un diario delle emozioni, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire bene e praticare attività fisica regolare contribuiscono a consolidare un equilibrio profondo.
3. Scegliere obiettivi realistici
Un altro ingrediente della resilienza è la capacità di porsi obiettivi raggiungibili. Suddividere una grande ambizione in piccoli passi concreti permette non solo di registrare progressi reali, ma anche di costruire fiducia in sé stessi. Se il vostro obiettivo è correre una 5 km, ad esempio, non aspettatevi di riuscirci subito: iniziate invece con brevi tratti, celebrate ogni passo avanti e concedetevi la pazienza di crescere gradualmente.
Questo approccio trasforma la frustrazione in motivazione e fa sentire ogni piccolo successo come un mattone solido nella costruzione della vostra resilienza.
4. Accettare il cambiamento con flessibilità
La vita raramente va esattamente come programmato. Accettare che il cambiamento e l’incertezza fanno parte della quotidianità aiuta a rispondere alle difficoltà con meno tensione.
Piuttosto che arrabbiarsi con ciò che sfugge al controllo, provate quindi a vedere il quadro generale e a mantenere uno sguardo flessibile. Imparate a riconoscere i pensieri rigidi, come “non ce la farò mai”, e a sostituirli con frasi più aperte e sostenibili. Coltivare speranza, anche nei momenti complessi, è uno dei modi migliori per rafforzare la resilienza emotiva.
5. Sviluppare capacità di problem solving
Essere resilienti significa anche affrontare gli ostacoli con efficacia. Allenare il problem solving implica costruire una “cassetta degli attrezzi” mentale: imparare a identificare chiaramente un problema, esplorare possibili soluzioni, provarle e valutare i risultati.
Mantenere la calma, chiedere aiuto quando serve e ricordarsi che la prima idea non è sempre la migliore sono tutti comportamenti che aumentano la fiducia nelle proprie risorse. Questo processo, se praticato nel tempo, genera una resilienza più solida e consapevole.
6. Integrare mindfulness e meditazione nella quotidianità
Mindfulness e meditazione non sono rituali complicati, ma modi per ricentrarsi e rafforzare la presenza mentale. Essere consapevoli del momento presente - mentre cucinate, camminate o respirate profondamente - aiuta a ridurre l’ansia e a regolare le emozioni.
La meditazione, sia guidata che libera, favorisce il rilassamento e promuove una maggiore chiarezza mentale. Che scegliate una passeggiata meditativa, yoga dolce o cinque minuti di respiro profondo, integrare queste pratiche nella routine quotidiana favorisce una resilienza che parte dal cuore e arriva alla mente.⁵
7. Tenere un diario e riflettere
Scrivere i propri pensieri, le emozioni e le esperienze è uno strumento potente per aumentare la consapevolezza di sé e coltivare resilienza. Non è necessario essere scrittori: basta annotare ciò che si prova al mattino, elencare le preoccupazioni per liberare la mente la sera o tenere un diario di gratitudine.
Riflettere su ciò che avete imparato dagli eventi della giornata aiuta a riconoscere i vostri progressi e a dare un senso anche alle difficoltà, trasformandole in lezioni preziose.
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